Via Francigena

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12 luoghi da non perdere lungo la Via Francigena laziale a sud di Roma

La Via Francigena a sud di Roma è uno straordinario viaggio nel tempo prima ancora che nello spazio, in cui memorie storiche di varie epoche si succedono senza soluzione di continuità. In questo articolo vi presentiamo 12 luoghi da non perdere, nell’ordine in cui li incontrerete percorrendo l’itinerario da Roma al confine con la Campania.

1. Il Parco Regionale dell’Appia Antica

L’area protetta urbana più estesa d’Europa, una “greenway” che segue la direttrice della Regina Viarum, a sud di Roma. Storia e natura si fondono creando un paesaggio unico nel suo genere, in cui i resti di mausolei, ville romane e acquedotti sorgono nel cuore di meravigliose tenute agricole.

2. Castel Gandolfo

Borgo famoso per essere stato per secoli la dimora estiva dei Papi. Oltre ad ammirare il bellissimo panorama sul lago Albano, i viandanti possono oggi visitare i giardini e le ville Pontificie: luoghi da non perdere.

3. Nemi

Un altro borgo costruito in una bellissima posizione panoramica è Nemi, che domina l’omonimo lago vulcanico. Nel territorio comunale è possibile visitare l’antico tempio di Diana Aricina e il Museo delle Navi Romane, costruito negli anni Trenta del Novecento per ospitare due gigantesche navi appartenute all’imperatore Caligola (37-41 d.C.) recuperate nelle acque del lago e purtroppo andate perdute in un incendio nel 1944.

4. Cori

Un concentrato di attrattive storiche e paesaggistiche: lungo il percorso i viandanti attraversano la bellissima area verde del Lago di Giulianello, e una volta arrivati nel centro storico possono visitare la Cappella della Ss. Annunziata, che custodisce una delle più importanti decorazioni pittoriche del tardogotico del Lazio, e il complesso monumentale di Sant’Oliva, dove una chiesa medievale ingloba i resti di un antico tempio, una cappella del Quattrocento interamente affrescata, un chiostro rinascimentale e un convento.

Cori
5. L’area archeologica di Norba

L’area fu fondata nel V secolo a.C. in una posizione che domina l’intera pianura Pontina. Venne distrutta nell’81 a.C. e i suoi abitanti, piuttosto che cadere nelle mani del nemico, scelsero di uccidersi l’un l’altro ed appiccare il fuoco alle loro case per non lasciare un bottino agli invasori.

6. Sermoneta

Dominata dal castello Caetani, è un altro dei bellissimi borghi che popolano la Via Francigena del Sud. Prima di affrontare la salita verso il centro storico si può visitare l’abbazia di Valvisciolo, uno dei massimi capolavori dello stile romanico-gotico-cistercense. Ai piedi del borgo, degno di nota è il giardino di Ninfa, un tipico giardino all’inglese costruito negli anni ’20 del secolo scorso nell’area della scomparsa cittadina medioevale di Ninfa, di cui oggi rimangono soltanto alcuni ruderi.

7. L’abbazia di Fossanova

L’abbazia, nel territorio del comune di Priverno, costituisce il più antico esempio d’arte gotico-cistercense in Italia. Il complesso nacque alla fine del XII secolo dalla trasformazione di un preesistente monastero benedettino, e venne successivamente ceduto ai monaci borgognoni guidati da San Bernardo di Chiaravalle.

8. Terracina

Il centro storico di Terracina è un luogo dove la storia romana, medievale e moderna conservano ancora le loro testimonianze, come l’antica Via Appia, che attraversa la piazza del Foro, con il lastricato dell’epoca, il Teatro Romano, il Capitolium, la Cattedrale di San Cesareo, edificata sulle rovine di un tempio romano, il Castello Frangipane, il Palazzo Braschi. La cittadina è dominata dal tempio di Giove Anxur, costruito in epoca romana sul monte Sant’Angelo, in una bellissima posizione da cui si può ammirare un bel panorama sul monte Circeo e sulle isole Pontine.

9. Valle di Sant’Andrea

Uno dei tratti più suggestivi dell’intero percorso della Via Appia antica a sud di Roma è quello che attraversa la Valle di Sant’Andrea, tra Fondi e Itri. È un percorso di 3 km che corre parallelo alla moderna via Appia. La strada romana è scavata da un lato sul fianco roccioso del monte, dall’altra terrazzata con potenti mura alte fino a 12 m che risalgono all’epoca del costruttore della strada, Appio Claudio, ovvero al III secolo a.C.

10. Gaeta

Gaeta offre ai visitatori la visita del centro storico e del castello angioino-aragonese, costituito da due edifici comunicanti realizzati in due momenti storici diversi, uno più in basso detto “angioino”, realizzato durante il governo dei sovrani di origine angioina, l’altro più in alto detto “aragonese”, fatto costruire dai sovrani del regno di Napoli appartenenti alla dinastia di origine aragonese. Prima di arrivare al centro storico la Via Francigena costeggia la spiaggia di Serapo, da dove si intravede il Santuario della Montagna Spaccata. Quest’ultimo è stato fondato nel 930 d.C. dai Padri Benedettini sulle rovine della Villa di un generale romano.

11. Tomba di Cicerone di Formia

Seppur a circa 1,5 km dalla Via Francigena, la Tomba merita una visita: si trova lungo la Via Appia ed è un mausoleo risalente all’età augustea, in cui secondo la leggenda sarebbe sepolto Cicerone, il celebre oratore e politico romano. Inoltre, presso il settecentesco palazzo comunale, Formia ospita il Museo archeologico nazionale, che raccoglie pregevoli sculture realizzate tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C., periodo dell’allora consolidato splendore dell’antica città romana.

12. Area archeologica di Minturno

Prima di abbandonare il territorio laziale non si può perdere una visita all’area archeologica di Minturno, antica città-porto che faceva parte della pentapoli aurunca, distrutta dai Romani nel 314 a.C.  e poi ricostruita. Accanto all’area archeologica, il ponte borbonico che attraversa il fiume Garigliano fu il primo ponte sospeso a catenaria di ferro realizzato in Italia, costruito tra 1828 e 1832.

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10 luoghi da non perdere sulla Via Francigena laziale a nord di Roma

Lungo l’antica via di pellegrinaggio oltre alle attrattive spirituali si possono incontrare luoghi di grande interesse storico-culturale e paesaggistico. In questo articolo vi presentiamo 10 luoghi da non perdere nel tratto laziale, nell’ordine in cui li incontrerete percorrendo l’itinerario dal confine con la Toscana fino a Roma.

1. Il Castello di Proceno

Edificio storico che domina l’abitato del primo comune che la Via Francigena attraversa entrando nel territorio laziale, è proprietà della famiglia Cecchini dal 1644, luogo che oggi ospita una struttura di recettività alberghiera.

2. La Cripta del Santo Sepolcro ad Acquapendente

Consacrata nel 1149, è un luogo di grande fascino al cui centro una doppia scalinata scavata nella roccia permette di raggiungere il sacello, che nelle forme riproduce la copia più antica al mondo del sepolcro di Gesù, tanto che Acquapendente è chiamata la Gerusalemme d’Europa.

3. La basilica di Santa Cristina a Bolsena

Risalente al XI secolo, oltre a custodire le reliquie della Santa divenne famosa per il miracolo eucaristico avvenuto nel 1263: mentre un sacerdote stava celebrando la messa, al momento della consacrazione l’ostia avrebbe sanguinato. Da allora l’episodio viene celebrato nella festa del Corpus Domini.

4. Il panorama dalla Torre del Pellegrino a Montefiascone

Ripaga della fatica che comporta la salita fino alla sommità della Rocca dei Papi, che domina il centro storico. Da qui si può ammirare una bella vista sul lago di Bolsena e su gran parte del territorio della Tuscia.

5. Il quartiere San Pellegrino di Viterbo

Uno dei quartieri medioevali più grandi d’Europa. E’ un bellissimo esempio di edilizia del XIII secolo, un dedalo di vicoli con torri, archi ed edifici medievali.

6. Le torri d’Orlando a Capranica

Un complesso costituito da due monumenti funerari di epoca romana del I sec. a.C. e di una torre campanaria appartenente ad una chiesa benedettina del X secolo. E’ un luogo di pace reso ancora più suggestivo dalla presenza di alcune grandi querce sotto le quali, secondo la leggenda, il paladino Orlando amava sdraiarsi per riposare.

7. L’anfiteatro romano di Sutri

Uno degli edifici storici più sorprendenti dell’intera Via Francigena: si tratta di un anfiteatro da più di 9000 posti completamente scavato nel tufo all’interno di una collina, riscoperto solo in tempi recenti. Venne infatti riportato alla luce solo tra il 1835 e il 1838 dalla popolazione locale.

8. Il Santuario della Madonna del Sorbo a Formello

Venne costruito nel XV secolo sulle rovine di un castello che dominava le valli del Sorbo, come luogo di pellegrinaggio dedicato alla Madonna, che secondo la leggenda fece ricrescere la mano a un pastore che l’aveva persa.

9. L’area archeologica di Veio

Città etrusca che fu celebre rivale di Roma per il controllo del Tevere, conserva monumenti di rilievo come il Santuario di Portonaccio e le più antiche tombe dipinte d’Etruria: la Tomba dei Leoni Ruggenti e la Tomba delle Anatre.

10. Monte Ciocci a Roma

Area verde che rientra nel Parco di Monte Mario. Qui per la prima volta i pellegrini in arrivo a Roma scorgono in lontananza il “cupolone” di San Pietro, e possono comprendere il motivo per cui nel medioevo questo luogo era chiamato Mons Gaudii, il “monte della gioia”.

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Homeless, Fearless, Borderless: la vita nomade di Ciriaca+Erre

Ciriaca+Erre è un’artista italo-svizzera di origini materane. Dal 22 aprile 2022, giornata mondiale della Terra, ha cominciato una vita da nomade e pellegrina, tornando ad abitare il pianeta come la sua casa. Partita a piedi senza soldi, dalle caverne della mia città di origine, Matera, si è diretta in Africa – nella caverna dove l’Homo sapiens è sopravvissuto all’era glaciale. Ha così dato vita alla sua ultimissima performance, che unisce l’arte alla vita: ‘2 years, 2 weeks, 2 days, Homeless Fearless Borderless’. Un viaggio lento, di consapevolezza, a ritroso nella storia umana.

Ciriaca ha scoperto la passione per i viaggi a 18 anni, attraversando l’India. La sua pratica artistica passa dalla pittura alla fotografia e l’istallazione urbana, dalla performance ai video. Ha vinto premi importanti ed esposto in diversi musei, gallerie ed istituzioni, dall’Italia alla Svizzera e fino all’Inghilterra. Ha esposto alla Biennale di Venezia, a New York, Los Angeles, Mosca e Berlino, ma ha sempre cercato di portare attivamente l’arte anche fuori dai musei. Ha realizzato diverse opere sui diritti umani e sui diritti delle donne per le quali si è spinta in Africa alla ricerca di remoti villaggi dove tutt’ora vengono isolate le donne condannate come streghe.

Ecco la nostra intervista con Ciriaca+Erre:

Come nasce questo progetto?

‘Nasce durante la pandemia in risposta alla paura che ha dominato il mondo e ai confini che sono diventati sempre più soffocanti fino a esiliarci nelle nostre case. Nasce per ritrovare coraggio e fiducia in se stessi, negli altri e nella vita, superando confini intimi e sociali. Nasce per tornare ad abitare il pianeta come la nostra vera casa. Nasce al fine di “esperire” la vita come un viaggio di consapevolezza, ispirandomi al libro “Siddhartha” del premio Nobel Hermann Hesse, che quest’anno compie 100 anni, scritto proprio laddove ho vissuto gli ultimi anni in Svizzera.

Nasce dal desiderio di vivere con un ritmo più lento in contrapposizione ad un mondo che, dopo la pandemia, è tornato ad accelerare come se nulla fosse successo. In tutto questo c’è l’idea di vivere il presente giorno per giorno, di lasciare andare e di semplificare.

Questa performance nasce come evoluzione di un’altra mia azione performativa realizzata alcuni anni fa al Museo della Permanente a Milano, in cui ho donato oltre 500 oggetti personali dall’80% dei miei vestiti, motorino, bicicletta, sedie e quant’altro. Già allora sentivo che un giorno sarei andata oltre e avrei lasciato andare tutto.

Mi ci è voluto un anno per prepararmi psicologicamente, più che fisicamente, per cambiare completamente la mia vita. Naturalmente non si può essere mai realmente pronti per un progetto del genere…perché, come nella vita, si impara strada facendo. La vita è un viaggio nella consapevolezza’.

Quali sono i valori aggiunti di affrontare questo viaggio da sola?

‘Un viaggio in solitaria è un grande atto di fiducia in se stessi. Sicuramente una grande sfida ma anche una grande opportunità. Questo è un viaggio solitario ma anche di connessione con me stessa, con gli altri e con la natura.

Intraprendere questo viaggio da sola come donna è per me molto significativo, dal momento che la mia ricerca artistica ha toccato spesso temi legati ai diritti delle donne e la loro storia. In questo viaggio, tra l’altro, una delle tappe fondamentali è anche la visita all’ultima comunità matriarcale al mondo in Cina.

Viaggiare da soli ti permette di crescere, avere fiducia in te stesso e nelle tue forze, affrontando le tue paure. Ti permette di aprirti ad un dialogo interiore molto prezioso, spalancando paesaggi interni ed esterni che potranno sorprenderti. Viaggiando da soli l’intuito e l’istinto si risvegliano: scopriamo che siamo molto più forti di quello che crediamo o che gli altri credono. Naturalmente ci sono momenti di stanchezza e di sconforto, nei quali il compagno di viaggio che ci darà supporto e motivazione per tirare fuori la resilienza…siamo noi stessi.

Viaggiare da soli è anche una scelta di libertà significativa. Ma la libertà porta con sé un grande peso, quello della responsabilità. Poter scegliere di cambiare, di sbagliare, di rispettare i nostri ritmi, cosa mangiare, dove andare, cosa vedere, quando fermarsi, dà un senso di libertà meravigliosa. Noi siamo artefici delle nostre scelte e di conseguenza ci prendiamo anche la responsabilità di esse.

In questo viaggio io non mi sento sola – mi sento di tornare a fare parte di un tutto. Devo dire che a volte mi è capitato di sentirmi più sola di così, stando in mezzo a molte persone o con le persone che amo’.

Qual è il tuo obiettivo?

‘L’obiettivo è unire la Vita all’Arte, per tornare ad “essere” prima di “fare”, che è tra le cose più difficili del nostro tempo che ci vuole uniformare come produttori e consumatori. L’obbiettivo è riportare l’arte e la cultura, che sono un patrimonio dell’umanità, sulle strade. Così come voleva anche la filosofa e matematica Ipazia dell’antica Grecia.

Attraverso questo progetto cerco l’utopia ed una vita più autentica.

Sono alla ricerca di nuovi modi di vivere in armonia con la natura, con se stessi e con gli altri, ispirandomi alla prima comunità utopica ecologica e vegetariana Europea nata in Svizzera nei primi anni del ‘900, sul Monte Verità.

L’obiettivo è una sorta di marcia per la pace e per il pianeta.

In questo pellegrinare cerco “l’umanità” nel senso più elevato del termine. Per non dimenticare che questo nome, che ci siamo attribuiti, condensa valori significativi e imprescindibili come solidarietà, empatia e fratellanza, che stiamo perdendo di vista.

L’obiettivo è anche ricordarci che siamo tutti migranti, come si evince dalla scoperta del cosiddetto gene del viaggiatore (DRD4-7R) presente nel 20% della popolazione. L’evoluzione umana è iniziata con la migrazione a piedi dall’Africa: siamo tutti migranti. Voglio ricordare che un tempo i pellegrini e i viaggiatori non venivano lasciati morire ma accolti nelle proprie case e gli veniva donato un piatto caldo.

Ho cominciato a camminare perché è un atto che fa parte della nostra natura e della storia dell’uomo, quanto lo sono il pensiero e la parola. È un’atto “simbolico”, rivoluzionario e pacifico al tempo stesso. Ogni volta che facciamo un passo per avanzare, lasciamo il nostro baricentro, un equilibrio prestabilito per ritrovarne un altro. Ed è questo che fa il pensiero e l’arte, mette in discussione qualcosa di prestabilito’.

Quali tratti della Francigena hai percorso?

‘Ho cominciato il mio cammino proprio dalle caverne di Matera, la mia città di origine, che è parte della Via Francigena. Ahimè, ho dovuto intraprendere subito una deviazione verso la Puglia per visitare una delle prime comunità utopiche, dove la proprietà privata non esiste, e che fa parte della mia ricerca.

Ho potuto riprendere la Via Francigena nel Sud, in Puglia, passando dalla significativa tappa di Monte Sant’Angelo, e da lì verso Roma, con alcune necessarie deviazioni per portare avanti la mia ricerca.

Da Roma ho percorso il cammino della “Via di Francesco”: avrei desiderato arrivare in Svizzera sulla Via Francigena ma ho dovuto fare un altro percorso che toccava dei luoghi significativi per il mio progetto.

Ho ripreso con grande gioia la Via Francigena da Vileneuve, in Svizzera. Ho ripreso con un significativo cammino della pace insieme ad un monaco buddista giapponese che ha fatto cammini in tutto il mondo, venuto appositamente da Londra.

Sono tuttora sulla Via Francigena francese, diretta a Canterbury. Sentirò moltissimo la mancanza di questo percorso storico che riprende i passi degli antichi pellegrini quando lo avrò completato. Un percorso tenuto in vita nei giorni nostri da chi come me ha a cuore un modo diverso, lento ed ecologico di viaggiare.

In questi cammini a piedi ho avuto modo di incontrare persone straordinarie da tutto il mondo con un grande spessore umano. Attraversare questi piccoli paesini, abitati da poche decine o centinaia di abitanti, e trovare accoglienza in famiglie o comuni che sono sensibili all’accoglienza dei pellegrini, è davvero prezioso. Sapere di ripercorrere i passi degli antichi pellegrini è emozionante’.

Ciriaca+Erre

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5 consigli per camminare sotto la pioggia

L’autunno è una delle migliori stagioni in cui camminare, sia per le temperature miti, sia per i bellissimi colori caldi del foliage. Chi si mette in cammino in autunno sa però che dovrà aspettarsi quanto meno una giornata di pioggia battente!

Chi è stato colto alla sprovvista dalla pioggia autunnale almeno una volta nella vita sa bene quanto possa essere spiacevole: i vestiti bagnati che non si asciugano più, il freddo alle mani e ai piedi, le scarpe infangate e pesanti…ma ehi, non farti abbattere!

La pioggia richiede preparazione, tutto qui. Se hai con te tutto il necessario e lo tiri fuori nel momento giusto, camminare sotto la pioggia può essere una delle esperienze più piacevoli e romantiche della stagione e della vita. È l’occasione per un contatto profondo con la natura, con la nostra natura di esseri umani che, prima della civiltà, convivevamo apertamente con ogni situazione meteorologica. Per alcune persone, le giornate sotto la pioggia sono le migliori – quelle realmente indimenticabili, quelle di riflessione e di intuizione. E’ in queste occasioni che si prendono decisioni importanti per la propria vita, da portare a casa dopo il viaggio.

Abbiamo quindi preparato una lista di consigli per assicurarti un buon cammino anche nelle giornate di pioggia autunnali e invernali:

1. Occhio al meteo

Sembra scontato, ma è davvero importante dare un’occhiata al meteo ogni sera per prepararsi per il giorno dopo. Per sicurezza, ricontrollalo anche la mattina prima di uscire. Meglio affidarsi a servizi ufficiali come:

2. Attrezzatura

Se in una giornata estiva basta un k-way per ripararsi dalla pioggia, in autunno è tutt’altra storia. Innanzitutto è ottimo indossare una maglia tecnica traspirante e UV proof, che eviterà che l’umidità arrivi a contatto con la pelle. Sopra servirà uno strato in pile, o una felpa, e infine una giacca impermeabile, data l’umidità autunnale anche quando non piove. Da aggiungere nei giorni di pioggia il poncho o un mantellone in PVC: leggero e ripiegabile, non appesantirà il tuo zaino. È vero, non sarai particolarmente seducente in questo outfit, ma possiamo assicurarti che questo è il metodo più efficace per rimanere all’asciutto: praticamente, è come indossare un ombrello! Tieni il poncho in un punto facilmente raggiungibile dello zaino, per metterti velocemente al riparo anche quando la pioggia arriva all’improvviso. Ricorda di indossare anche un cappello impermeabile, magari con una visiera che coprirà gli occhi e eventualmente gli occhiali dall’acqua.

Per quanto riguarda la parte inferiore del corpo, le scarpe dovranno chiaramente essere il più impermeabili possibili. Assicurati che non siano consumate sotto la suola, per evitare di scivolare sul bagnato. I calzini possono essere impermeabili, tenendo però a mente che il piede non traspira quando li indossiamo. La cosa migliore è indossare quelli impermeabili soltanto nel momento in cui arriva la pioggia, e togliere scarpe e calzini non appena arrivati a fine tappa per far respirare i piedi. Utilissime anche le ghette, che evitano che l’acqua o il fango entrino dal collo della scarpa.

Consigliamo infine un paio di pantaloni di plastica PVC. Indossando l’intero completo, potrai liberamente fare ciò che vuoi mentre cammini nella pioggia: sederti a terra o su panchine infangate, camminare nell’erba alta, fare la danza della pioggia o aprire la bocca per berla in quei tratti a metà tappa dove non ti vede nessuno.

3. Ricambi asciutti

Sopravvissuti alla giornata di pioggia, arriva il momento più importante: uscire dai vestiti bagnati! Occorre una trasformazione completa del vestiario per evitare una potenziale ipotermia, per cui in questa stagione conviene portare almeno un ricambio in più, inclusa la biancheria intima, rispetto all’estate. Ti consigliamo di portare un paio di sandali o infradito per liberare subito i piedi e lasciarli respirare. La pelle dei piedi infatti si indebolisce quando è bagnata, e aumenta il rischio di fastidiose vesciche.

Ancor più importante è accertarsi che i ricambi e tutto il contenuto dello zaino restino all’asciutto durante la giornata piovosa. Non c’è sorpresa più brutta che trovare tutti i vestiti umidi una volta arrivati sotto ad un tetto! Perciò, ti consigliamo di prendere precauzioni fin dal momento in cui prepari lo zaino prima di partire: l’ideale è tenere sempre suddivisi i vestiti in compartimenti, utilizzando gli appositi sacchetti impermeabili a chiusura stagna che si trovano nella maggior parte dei negozi di articoli sportivi. Altrimenti, puoi utilizzare dei sacchetti di plastica. È un ottimo trucco anche per tenere lo zaino in ordine durante il viaggio, e per tenere sigillati al riparo anche i dispositivi elettronici! Nei momenti di pioggia lungo il percorso potrai poi coprire l’intero zaino con il classico copri-zaino impermeabile.

4. Attenzione a dove metti i piedi

Il terreno, con la pioggia, diventa più scivoloso. Si possono creare dei piccoli torrenti d’acqua lungo il sentiero, da evitare il più possibile. In questi casi, è utile avere un paio di bastoncini da trekking o un bastone da passeggio.

Quando la pioggia è molto intensa, è sconsigliabile camminare in riva a un fiume, che potrebbe ingrossarsi velocemente. Attenzione anche alle pareti di roccia, dalle quali potrebbero franare dei detriti. Il posto migliore in cui camminare durante una pioggia è il bosco: le foglie riparano e le radici raccolgono l’acqua che così non si accumula sulla superficie del terreno. In caso di temporale, però, bisogna allontanarsi dagli alberi e la scelta più saggia è cercare un riparo.

5. Sorridi

La pioggia ti metterà alla prova, questo è certo, ma il modo in cui reagisci alla difficoltà è una tua scelta, solo tua. Una giornata di cammino sotto alla pioggia è, in questo senso, la metafora della vita. Sappiamo quanto può essere difficile restare sereni quando tutto sembra andare storto. Se proprio non riesci a tirarti su il morale, il nostro consiglio è…sorridi! Il sorriso sul volto è il primo passo verso il pensiero positivo 😊

Infine, in periodi più freddi una buona preparazione fisica è ancora più importante: dai un’occhiata alla nostra sezione dedicata. Infine, in caso di dubbi, se hai richieste di consigli o ti piacerebbe avere uno scambio di opinioni, non dimenticare che la nostra community Facebook è qui per te!

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Pas de Calais: un piano strategico partecipato per la Francigena

L’Agglomerazione di comuni “Bethune -Bruay Artois Lys Romane” in Pas de Calais, Francia, sta predisponendo il Piano Strategico 2023-2025 dedicato alla Via Francigena, una risorsa importante per il turismo sostenibile e verde del territorio.

Insieme, immaginiamo la Via Francigena di domani” è il titolo dell’incontro che si è svolto a Allouagne (comune che ha aderito a AEVF nel 2022), nel nord della Francia, Pas de Calais, alla presenza di stakeholders locali: amministrazioni comunali, uffici del turismo, università, associazioni, categorie economiche.

Cinque atelier partecipati hanno offerto interessanti spunti per lavorare insieme sulla ricerca, cooperazione, animazione, gestione dei servizi e valorizzazione turistica della Via Francigena che si conferma un importante volano per lo sviluppo del territorio da un punto di vista culturale e economico. È stato richiamato dagli organizzatori l’importante evento “Road to Rome 2021. Start again!”, il cui passaggio nel Pas de Calais ha riacceso fortemente l’interesse verso la Via Francigena ed ha consentito agli enti locali di lavorare in sinergia, anche con la prospettiva di candidatura a Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO.

In sintesi, l’itinerario di Sigerico è al centro dello sviluppo strategico in un’area geografica di 250 km,  percorribile a piedi in dodici tappeda Calais ai Pays de Saint Omer, passando per il territorio  di Béthune-Bruay fino ad Arras.

I rappresentanti di AEVF

All’incontro è intervenuto il Direttore AEVF Luca Bruschi che ha sottolineato l’importanza di questa iniziativa  che si potrebbe replicare in ognuna della 60 province attraversate dalla Via Francigena. Bruschi ha ricordato che i risultati di questi atelier saranno inseriti all’interno del Piano Strategico triennale al quale sta lavorando AEVF per tutto il percorso.

È intervenuto anche Jacques Chevin, responsabile AEVF per lo sviluppo della Via in Francia e Svizzera, che ha animato e coordinato l’atelier della coperazione.

Insieme, immaginiamo la Via Francigena di domani” è il miglior slogan per far continuare a crescere la conoscenza dell’itinerario che, nel 2024, festeggerà i 30 anni della sua certificazione da parte del Consiglio d’Europa.

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Explor Games®: Sigerico nel paese dei quattro fiumi

A giugno 2022, la Comunità di Comuni dei quattro fiumi (CC4R) ha lanciato l’app “Sigerico nel paese dei quattro fiumi”. Si tratta di un gioco Explor Games®, che vuole far scoprire il patrimonio culturale, storico e naturale del territorio dei quattro fiumi. Il gioco si basa principalmente sull’importante storia che lega la Via Francigena al fiume Saône.

Gli Explor Games® sono giochi d’avventura in cui i giocatori sono gli eroi! In un sapiente mix tra una caccia al tesoro classica e una caccia all’enigma digitale, i partecipanti alternano continuamente mondo reale e virtuale, gioco e contenuto informativo.

Per giocare è sufficiente avere uno smartphone o un tablet. L’app “Sigerico nel paese dei quattro fiumi” può essere scaricata gratuitamente da Google Play o App Store.

Sigerico, arcivescovo di Canterbury, è un personaggio della Via Francigena molto conosciuto poiché l’ha percorsa, come noto, nel 990 per ricevere il pallium dalle mani di Papa Giovanni XV. Inoltre, ha annotato le 79 tappe del suo viaggio di ritorno su una pergamena che è conservata ancora oggi alla British Library di Londra.

Abbiamo immaginato che, attraversando le terre dei 4 fiumi, Sigerico faccia un incontro spiacevole e venga derubato degli oggetti personali: è qui che l’avventura ha inizio, dato che Sigerico non può rientrare a Canterbury senza la legittimità del suo sacramento!

Un’avventura in cammino suddivisa in quattro percorsi, quattro temi e quattro oggetti da ritrovare. L’avventura presenta Champlitte con la Via Francigena, Ray-sur-Saône con il suo castello, la foresta di Renaucourt e il suo arboretum, il maestoso canale di Savoyeux e il comune di Dampierre-sur-Salon con la sua storia.

Il progetto è stato gestito dalla CC4R con un budget totale di 154.000 €, cofinanziato dallo stato francese, dalla Regione e dalla Cassa di Risparmio della Borgogna-Franca Contea.

Non rimane che partire all’avventura a fianco di Sigerico mentre percorrete la Via Francigena!

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Nuovo punto informativo per la Via Francigena nel Parco di Veio in Lazio

Il Parco di Veio, nel tratto laziale della Francigena che conduce a Roma, ha intensificato la propria rete informativa anche fuori dal proprio territorio, con un nuovo punto informazioni dedicato all’itinerario.

Regione Lazio sta valorizzando e sviluppando sempre più i servizi a pellegrinə sulla Via Francigena, anche in vista del Giubileo 2025. Proprio in questi giorni, infatti, è stato infatti inaugurato a Nepi un nuovo punto informativo del Parco, presso l’azienda agricola Sansoni, con nuove mappe e pubblicazioni dedicate ai viandanti verso Roma. All’interno del Parco di Veio, che ha sede a Nepi, ci sono infatti anche 27 chilometri della Via Francigena: le ultime tappe verso Roma. Nepi rappresenta quindi una “porta” ideale di ingresso all’area naturale protetta per i pellegrini diretti alla città eterna.

‘È importante dare valore e far conoscere – ha detto il presidente del Parco di Veio Giorgio Polesi – anche i punti vicini alla nostra area protetta per stimolare la conoscenza dei nostri luoghi e dei nostri punti di interesse. Noi abbiamo 27 chilometri di Francigena all’interno del Parco, passando per Campagnano, Formello, Isola Farnese, per arrivare a La Storta e poi a Roma’.

All’inaugurazione, in una splendida cornice naturale lungo un tratto della Francigena, erano presenti, oltre a Polesi il vicepresidente dell’Associazione Europea delle Vie Francigene Silvio Marino, il sindaco di Nepi Franco Vita, il consigliere comunale di Monterosi, Maurizio Tamantini, Pietro Mazzarini consigliere di Campagnano, Michele Damiani, direttore del Museo del Pellegrino, l’assessore Roberta Bellotti e il consigliere di Formello Roberto Amadio. E ancora Ilaria Bartolotti del Corpo Italiano di San Lazzaro, il presidente della BCC della Provincia di Roma Mario Porcu, il direttore del Parco di Veio Danilo Casciani e il responsabile della vigilanza Fabio Neri. A Fare gli onori di casa, Giuseppe ed Olivia Sansoni. Presente anche l’assessore al Turismo del Comune di Sutri Claudia Mercuri.

Il prossimo punto informativo, su cui la Regione sta attualmente lavorando, sarà inaugurato a breve proprio nel comune di Sutri, lungo l’antica Via Cassia romana.

Per maggiori informazioni: +39 338 8374598

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Ecco i vincitori del concorso fotografico ‘Condividi il tuo cammino 2022’

Dopo quattro mesi, il 31 ottobre 2022 si è ufficialmente chiuso il concorso fotografico “Condividi il tuo cammino”, che ha visto la partecipazione di pellegrinə, camminatori/camminatrici e turistə di tutta Europa per documentare la loro esperienza sulla Via Francigena e altri percorsi.

L’iniziativa, organizzata dal progetto europeo rurAllure legato alla valorizzazione del patrimonio dei cammini, ha raccolto oltre 3.000 scatti, di cui più della metà legati alla Via Francigena.

Un grande risultato che contribuisce a migliorare l’esperienza di chi ogni anno percorre gli itinerari culturali a piedi o in bicicletta: complimenti a tutti i partecipanti!

Di seguito i nominativi risultati vincitori per il concorso fotografico sulla Via Francigena, che potranno richiedere il loro premio inviando una email a contact@rurallure.eu:

  1. Nappa Travels
  2. Antonio Mastropaolo
  3. Roy Bella e Papà

È possibile consultare la lista completa dei vincitori e visualizzare gli scatti a questo link

Un ringraziamento particolare ai partner dell’iniziativa: Garmont®, Ferrino e SloWays.

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Zaino da trekking: quale scegliere e cosa portare in un cammino di più giorni

La data della partenza si avvicina; ti sembra di aver preso tutto ma non puoi fare a meno di ripetere la lista di “ce l’ho, ce l’ho, mi manca!” con la tentazione di svuotare lo zaino e rifare tutto da capo… Calma! Innanzitutto, vogliamo dirti che è normalissimo avere dubbi su cosa portare con sé (e cosa lasciare a casa) in vista di un viaggio a piedi o in bici. Non temere: oggi vedremo insieme quale zaino scegliere per un’escursione di più giorni e cosa portare con sé.

La scelta dello zaino

Partiamo dal primo step: che zaino scegliere?

Lo zaino è una delle componenti più importanti dell’equipaggiamento: è la nostra “casa” in viaggio e va scelto con molta cura (secondo solo agli scarponi). Un acquisto disattento potrebbe metterti più o meno in difficoltà durante l’esperienza in cammino.

Esistono molti modelli di zaini, con diverse capienze e forme. Ne distinguiamo almeno tre adatte per esperienze ed usi diversi:

20/40 litri: piccolo ma sufficiente per un’escursione di un giorno;

40/60 litri: adatto per escursioni di più giorni solitamente senza tenda, con pernotto in struttura;

60/100 litri: ideale per lunghi viaggi a piedi, in cui è previsto l’uso di tenda, fornello e sacco a pelo.

Per scegliere lo zaino bisogna prestare attenzione anche alla stagione, optando così per un modello invernale più capiente, per via dell’equipaggiamento maggiormente ingombrante da portare, e un modello estivo più leggero e traspirante, considerate le alte temperature. Attenzione anche al peso! Lo zaino non dovrebbe superare il 10% del nostro peso corporeo ed è comunque meglio limitarsi ad un massimo di 7-8 kg ben distribuiti.

Noi da tempo utilizziamo gli zaini targati Ferrino Outdoor per la loro praticità, compattezza e per lo stile colorato ed elegante. In particolare, ci siamo affezionati al modello ‘Finisterre’, pensato proprio per pellegrinə che percorrono lunghe distanze. Lo staff dell’Associazione ha avuto l’occasione di provarli durante i 4 mesi in cammino di Road to Rome 2021 e non potremmo essere più soddisfatti di così della nostra scelta!

Clicca qui per scoprire tutti i modelli sul sito Ferrino

Cosa mettere (e non) nello zaino?

Ok, rieccoci alla domanda cruciale. Dopo aver scelto il modello, cerchiamo di capire insieme cosa portare con noi in un viaggio di più giorni:

  • Indumenti in materiale tecnico e leggero: di solito si porta un massimo di tre ricambi per un cammino di una settimana. Servirà poi un pile (leggero), un k-way, un berretto di lana (o cappello da sole in estate) e dei guanti. Presta attenzione alla scelta dei calzini: scegli i più adatti alle tue scarpe per evitare fastidiosi sfregamenti sui piedi.
  • Crema per i piedi: per prevenire l’insorgenza di vesciche, prima di partire puoi mettere del borotalco sui piedi e, a fine tappa, una crema defaticante e rinfrescante alla menta o del burro di karité.
  • Kit di prima emergenza: da tenere sempre a portata di mano.
  • Coltellino multiuso con seghetto, lampada frontale e un piccolo kit da cucito.
  • Mappa e informazioni pratiche sul cammino: consigliamo di scaricare le tracce GPX (a questo link sono disponibili le tracce per chi percorre la Via Francigena) ma anche di portare una cartina nel caso si dovessero attraversare zone con poca copertura o per scongiurare imprevisti da batteria scarica. È importante anche avere tutte le informazioni legate alle strutture di accoglienza, i punti d’acqua e i ristori.
  • Tenda e sacco a pelo, per chi decide di compiere un cammino di più giorni senza appoggiarsi alle strutture di accoglienza. Si trovano spesso camping organizzati oppure aree private dove poterla montare agilmente (dai un’occhiata alla nostra sezione Dove dormire).
  • Bastone da passeggio o bastoncini da trekking, utili per diversi motivi: dare ritmo quando si cammina, mobilitare le braccia e fornire un appoggio nelle salite e nelle discese. Molti bastoncini hanno la possibilità di essere accorciati per essere inseriti nelle tasche laterali esterne dello zaino quando non servono.

Nella preparazione dello zaino ti consigliamo di far attenzione a come riporrai gli oggetti. Ci sono alcune regole di base alle quali puoi attenerti: gli oggetti pesanti vanno messi in alto oppure nel mezzo, tutti vicini alla colonna vertebrale; non mettere mai oggetti appuntiti o duri a contatto diretto con la schiena; tieni a portata di mano (nelle taschine dello zaino) il kit di pronto soccorso e la borraccia, oltre che tutti quegli oggetti che tiri fuori e riponi nello zaino più volte al giorno mentre cammini.

E adesso cosa aspetti? Prepara il tuo zaino, non resta che partire!

Buon cammino e… non dimenticare di condividere i racconti di viaggio sui tuoi social taggandoci!

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Da Parigi a Gerusalemme camminando sulla Via Francigena

Il 1° ottobre 2022 Edgar Le Bras è partito dalla cattedrale di Notre Dame a Parigi con l’obiettivo di arrivare a Gerusalemme. Edgar conosce molto bene la Via Francigena: ha lavorato con noi nel 2021 come stagista AEVF, preparando la grande marcia Road to Rome 2021!

Si è prefissato un obiettivo di 8 mesi per raggiungere Gerusalemme a piedi, percorrendo tappe di circa 25 chilometri al giorno. Una volta arrivato a Roma, proseguirà sulla Via Francigena nel Sud fino a Bari, dove prenderà il battello per Tirana in Albania e continuerà la sua spedizione seguendo la Via Egnatia attraverso Macedonia, Grecia, Turchia e Siria, per concludere l’ultimo tratto dal nord dell’Israele a Gerusalemme.

Da qualche giorno si è unito alla Via Francigena a Bar-sur-Aube. Il 17 ottobre è arrivato in Haute-Saône, e ha ricevuto un caloroso benvenuto a Leffond prima di arrivare a Champlitte, sede dell’AEVF, il giorno successivo. Insieme al municipio abbiamo organizzato per lui un caloroso benvenuto!

Per preparare il viaggio, Edgar ha contattato i comuni lungo il percorso e la rete di scout e di guide a cui appartiene. AEVF sostiene attivamente il progetto di Edgar in qualità di partner promotore, e invita tutti i comuni e le associazioni amiche situate lungo il suo cammino ad accoglierlo e organizzare con lui incontri a supporto delle importanti motivazioni del cammino: mettere in luce il tema della pace tra i popoli.

Siete tutti invitati ad unirvi per percorrere una parte del percorso e conoscere Edgar, ad aiutarlo a trovare ospitalità e a condividere con lui una parte di questa grande avventura.

Se volete seguirlo e/o percorrere alcuni chilometri con lui, non esitate a contattarlo sui social network!

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Instagram: enavantjerusalem2023

Buona fortuna e avanti tutta!