Via Francigena

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Via Francigena per tutti?

Segnaliamo l’importante pubblicazione “Via Francigena for all?” recentemente uscita su Almatourism, sul tema dell’accessibilità, a firma di Pietro Scidurlo e Giulia d’Angeli in collaborazione con Free Wheels Onlus.La pubblicazione rientra all’interno delle attività del Comitato Scientifico dell’ Associazione Europea delle Vie Francigene che negli ultimi anni ha dedicato energia e attenzione al tema della ricerca. Ogni anno viene lanciata una “call for papers” dedicata ad un tema della Via Francigena e pellegrinaggi, declinate in molteplici direzioni.

La call 2019 si è focalizzata sul tema dell’accessibilità. Essa rappresenta un elemento di riflessione molto importante per il futuro della Via Francigena e dei cammini e si pone come obiettivo quello di promuoverne una fruibilità universale.

Tra i protagonisti della campagna di sensibilizzazione, in Italia e in Europa, sta dando un importante contributo proprio Pietro Scidurlo, che invita a riflettere sull’importanza di superare le barriere fisiche e mentali che affrontiamo ogni giorno affinché tutti possano vivere la Via Francigena e gli itinerari culturali nella sua pienezza

“Ho sempre creduto che fosse molto difficile parlare di un percorso come il Cammino di Santiago, anche per una persona come me che, a causa di un errore altrui, ha visto la propria vita totalmente stravolta, ritrovandosi a solcare il mondo su una sedia a rotelle – racconta Pietro – Una persona che nonostante tutto ha vissuto l’esperienza del cammino profondamente e per più volte, una persona che nella ricerca di una via, di una propria strada da percorrere, la trova proprio lungo il pellegrinaggio verso Santiago De Compostela.
Figuriamoci quindi se parliamo di un cammino come la Via Francigena, percorsa ancora oggi meno persone e solcata ancor meno da persone con esigenze speciali. Per certi aspetti, quindi, ancor più complicato rispetto all’itinerario spagnolo.

C’è ancora tanto lavoro da fare prima di arrivare ad una Via Francigena per tutti, ci sono barriere da superare e occorre un nuovo approccio verso questo tema, oggi più che mai attuale. E’ importante riuscire a sensibilizzare le istituzioni su questo tema.

La pubblicazione di Almatourism è scaricabile e consultabile gratuitamente sul sito e sulla sezione “studi e ricerche” AEVF.

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Publication “Via Francigena For All?”

An important publication “Via Francigena For All? focused on the route’s accessibility has been recently published on Almatourism, by Pietro Scidurlo and Giulia d’Angeli in collaboration with the association Free Wheels Onlus. The publication falls within the activities of the Scientific Committee of the European Association of the Via Francigena ways, dedicated to research along the routes. Every year the Scientific Committee launches a call for papers focused on a theme around the Via Francigena and pilgrimages.

The 2019 call highlighted the topic of accessibility, a very important element of reflection for the future of the Via Francigena and a tool to promote routes’ universal usability.

One of the protagonists of the awareness campaigns in Italy and Europe, Pietro Scidurlo is making an important contribution, inviting us to reflect on the importance of overcoming physical and mental barriers that we face every day so that everyone can experience the Via Francigena and cultural routes in its fullness

“It has always been difficult for me to talk about a route like the Camino de Santiago for someone like me, a person who because of someone else’s mistake saw his life totally turned upside down, finding himself in a wheelchair, – Pietro says – A person who despite everything has lived great experience of the journey along the Santiago Route. When we talk about a path like the Via Francigena, still travelled by fewer people and even less by people with special needs, it becomes even more complicated than the Spanish itinerary.”

There is still a work to do before reaching the Via Francigena for everyone and barriers to overcome. That is why a new approach is needed towards this objective, which is more relevant than ever today. It is important to be able to raise awareness of the institutions on this issue and have their support on this important matter.

The Almatourism publication is downloadable and available for free on the website and on the “Studies and Research” section of the EAVF.

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La Via Francigena pour tous?

Nous tenons à souligner l’importante publication “Via Francigena pour tous” récemment publiée sur Almatourism, sur le thème de l’accessibilité, par Pietro Scidurlo et Giulia d’Angeli en collaboration avec Free Wheels Onlus, qui s’inscrit dans le cadre des activités du Comité scientifique de l’Association Européenne des Chemins de la Via Francigena qui, ces dernières années, a consacré son énergie et son attention au thème de la recherche. Chaque année, un “appel à communications”, consacré à un thème de la Via Francigena et des pèlerinages, est lancé.

L’appel 2019 s’est concentré sur le thème de l’accessibilité. Il représente un élément de réflexion très important pour l’avenir de la Via Francigena et des pèlerinages et vise à promouvoir son utilisation universelle.

Parmi les protagonistes de la campagne de sensibilisation, en Italie et en Europe, Pietro Scidurlo apporte une contribution importante, en nous invitant à réfléchir sur l’importance de surmonter les barrières physiques et mentales auxquelles nous sommes confrontés chaque jour, afin que chacun puisse vivre la Via Francigena et les itinéraires culturels dans leur intégralité.

J’ai toujours pensé qu’il était très difficile de parler d’un chemin comme le Chemin de Saint-Jacques, même pour une personne comme moi qui, à cause d’une erreur commise par d’autres, a vu sa vie totalement bouleversée, se retrouvant à labourer le monde en fauteuil roulant”, dit Pierre, “une personne qui, malgré tout, a vécu l’expérience du voyage profondément et de nombreuses fois, une personne qui, à la recherche d’un chemin, de sa propre route à parcourir, la trouve tout au long du pèlerinage à Saint-Jacques de Compostelle.

Sans parler, donc, d’un chemin comme la Via Francigena, qui est encore aujourd’hui empruntée par moins de personnes et encore moins traversée par des personnes ayant des besoins particuliers. À certains égards, donc, encore plus compliqué que la route espagnole”.

Il y a encore beaucoup de travail à faire avant d’arriver à une Via Francigena pour tous, il y a des obstacles à surmonter et une nouvelle approche de ce thème est nécessaire, aujourd’hui plus que jamais. Il est important de pouvoir sensibiliser les institutions à cette question.

La publication d’Almatourism peut être téléchargée et consultée gratuitement sur le site  et sur la rubrique “études et recherches” de l’AEVF.

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Ri-partire – Il Viandante di “Domani”. L’adrenalina che può regalarci il pensiero del Cammino, seduti tra le mura di casa

Siamo fermi. Fermi con il turismo, fermi con le corse, con i cammini, il trekking e lo sport. Fermi con le nostre relazioni sociali, quelle fatte di abbracci, di baci, di cene, ma anche di palestre, riunioni o convegni.
Quello che in questi giorni non si ferma mai, sono i pensieri. Mentre cresce il desiderio delle piccole cose, anche i sogni vengono messi a dura prova. È come se lo stare nelle nostre case, con il peso di quello che sta succedendo intorno a noi, con l’impotenza di non poter far niente se non essere ligi nel comportarci come ci dicono di dovere fare, limitasse la nostra “voglia di volare”, di sognare, almeno la mia.

Ma è dalle piccole cose, come lo scorrere dei mesi e il passare delle settimane o lo sbocciare dei fiori, che ci rendiamo conto che il mondo va avanti e che, prima o poi, ci sarà il tempo per RI-partire, di rimetterci in cammino.
Torneremo ad uscire, lo faremo con accortezze e modi diversi, ma torneremo ad uscire. Avremo voglia di fare tutto ciò che fino a oggi non è stato possibile: cammineremo di più e lo faremo con la voglia di allontanarci da casa; correremo di più e con un senso di libertà maggiore perché, come criceti, lo abbiamo fatto nei tapi-roulant delle nostre case, in solitudine in piccolissimi cortili o nel parcheggio sotto casa.

E allora ecco il senso (e la voglia) di libertà che ci regala il pensiero delle grandi distanze. Se dirottiamo i nostri pensieri verso futuri cammini, ritrovando o dando vita a un sogno, proveremo un senso di libertà anche stando a casa, un’energia positiva che ci sarà data dall’idea che la nostra mente può iniziare a percorrere chilometri e chilometri.

Siamo fermi, ma possiamo reagire al pensiero della RI-partenza. Nella corsa o nel cammino, quando sei costretto a fermarti, per cause esterne che non dipendono da te, durante un allenamento, quando ti stai preparando per raggiungere un obiettivo, può capitare che anche quando tutto va bene “…puff”, un attimo e STOP. Per cause esterne, indipendenti o meno da noi, ti devi fermare. Qui la differenza, oltre che una dose di “buona sorte”, la fa la velocità in cui superi ciò che ti è capitato, il morale e la grinta con cui affronti ciò che ti ha portato allo stop.

Puoi rassegnarti: piangere fino alla fine delle lacrime, disperarti. Ma non succederà niente. Oppure reagire nei limiti che il tuo corpo o il contesto che ti circonda, te lo consentiranno. Ricalibrare l’obiettivo, cambiare l’approccio alle cose e RI-partire. Il nostro nuovo cammino inizia dal momento in cui la nostra mente decide di RI-cominciare.
Ed ecco che il solo pensiero mi carica di adrenalina: sono a casa, al massimo in terrazza, eppure in questo momento, se chiudo gli occhi, le pareti cadono giù come se fossero di cartone. Intorno a me “vedo” prati fioriti, filari di cipressi, boschi, un cielo azzurro e via via altri camminatori, nei colori delle loro magliette. Viandanti nuovi, quelli della RI-partenza.
Ecco a cosa dedico i miei pensieri oggi: all’adrenalina del pensiero di rimettersi in cammino e al viandante di domani.

Il viandante di domani avrà uno zaino ancora più leggero, perché tutti noi abbiamo capito, alcuni per la prima volta, che si può vivere davvero con poche cose. Il futile e l’inutile rimarranno nelle nostre case, viaggeremo con l’essenziale. Il nuovo viandante, più di prima, ha capito il valore delle relazioni reali e non virtuali. Le persone e le relazioni sociali troveranno un ruolo importante nello spazio nel cammino del nuovo viandante. Poche cose portate da casa nel piccolo zaino, ma con il desiderio di incontrare tante persone nella grande distanza dei cammini. Il nuovo viandante avrà sete di relazioni sociali. Continuerà a viaggiare solo, a ricercar sé stesso ecc., ma avrà voglia (e forse bisogno) di una socialità maggiore di quanto non accadeva in passato.

Siamo stati troppo tempo da soli e la distanza è una barriera fisica alla quale ci siamo dovuti adeguare, per il nostro benessere di domani. Il non condividere, ci è pesato. Il nuovo viandante durante il suo cammino cercherà momenti di incontro più di quanto non abbia fatto in passato: a fine tappa, durante la tappa, in una sosta sotto l’ombra di una pianta. Parlerà di più, ascolterà di più. #ionellaFrancigenavorrei.

Continuo a tenere gli occhi chiusi, la mia fantasia vola, i miei desideri prendono forma. Ecco cosa io vorrei. A fine tappa, negli ostelli, nelle strutture ricettive in cui il nuovo viandante cercherà riposo e ristoro io vorrei momenti di socialità.  Chi mi conosce sa che i miei migliori progetti per la Francigena sono nati da visioni quasi impossibili, lucide follie. Eccone una nuova: perché non mettere in piedi qualcosa di un pochino strutturato per occasioni di incontro e che poi in modo spontaneo potrebbe prendere forma e diventare reale? Una specie di #FrancigenaEincontri. È facile e ci da un progetto per il futuro.

L’idea – Per la prossima stagione dei cammini #ionellaFrancigenavorrei: dal giorno “x” in cui torneremo a camminare, alle 18 la sera lungo la Via momenti di socializzazione, di incontro. Fine del tempo di trovarci virtualmente a fare aperitivi su tutte le piattaforme che la tecnologia ci ha messo a disposizione, dedichiamoci agli incontri veri. Un’ora del nostro “tempo francigeno” dedicata all’incontro. Ci saremo lasciati alle spalle i canti nei balconi alla stessa ora. Viviamo un momento di incontro e di ritrovo in uno spazio fisico lontano da casa, con persone reali. Lungo la Francigena, alla stessa ora. Magari non avremo una canzone in comune, ma ci accomunerà la voglia della scoperta, dell’andare avanti, della determinazione a farcela e tante tante storie.

#FrancigenaEincontri: i nuovi viandanti lo sapranno, le piccole comunità potrebbero organizzarsi o semplicemente farne parte. In modo corale poi accadrà giorno dopo giorno in tutto il percorso. All’inizio con pochi, ma poi forse con tanti. Poche cose, ma reali. Ci sono mancati momenti di socializzazione, di racconto davanti a vecchi o nuovi amici. Momenti di condivisione. Facciamo nascere una bella cosa da una brutta cosa.
Il cammino sarà quell’esperienza che mette al centro il nostro tempo, le relazioni, le piccole comunità locali, le produzioni del territorio e la gente, persone che arricchiranno il viaggio della nostra vita.

Dopo convivenze forzate o distanze obbligate tra le persone, il cammino aiuterà a riappropriarsi della libertà dei grandi spazi e ci regalerà incontri e relazioni nuove. Aumenteranno le persone che avranno un approccio sostenibile alle cose, ai viaggi, al cibo, al fatto a mano e non sarà per orgoglio o spirito patriottico, ma per un senso di appartenenza ad una comunità che forse avevamo messo da parte. RI-partiremo da casa con la voglia di vivere il territorio, i luoghi a noi vicini e sono infinite le possibilità.

Ci siamo già forzatamente (ri)appropriati del concetto di “lentezza”, Ri-Partiremo dando un significato nuovo alla “leggerezza”, con un’attenzione maggiore alle piccole cose e verso il patrimonio e l’ambiente che ci circonda. Valori che il cammino da sempre porta con sé, i nuovi viandanti avranno solo occhi nuovi per godere di ciò che, volendo, è sempre stato a portata di mano. Anzi, di piedi.

Sonia Pallai, esperta di turismo e marketing territoriale

Riproduziona riservata.

 

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RE-Departure: the traveller of “tomorrow” and adrenaline rush

We are stuck. Stop with tourism, stop with racing, walking, trekking and sport. Stop with our social relationships, those made of hugs, kisses, dinners, but also of gyms, meetings and conferences.

What never stops these days are thoughts. As the desire for small things grows, our dreams are also put to the test. It is as if staying in our homes, with the weight of what is happening around us, with the impotence of being able to do nothing but be loyal in behaving as they tell us to do, limits our “desire to fly ”, to dream, at least mine.

But it is from small things, as weeks and months passing by and flower blossoming, that we realize that the world goes on and that sooner or later we will leave home to get back on track.

We will return to go out, we will do it with different precautions and ways, but we will return. We will want to do everything that until now has not been possible: we will walk more and we will do it with the desire to get away from home; we will run more and with a greater sense of freedom because, like hamsters, we did it in the treadmills of our homes, in solitude, in very small courtyards or in parking lots under houses.

So here is the sense (and desire) of freedom that a thought of great distances gives us. If we divert our thoughts towards future paths, rediscovering or giving life to a dream, we will feel a sense of freedom even at home, a positive energy that will be given to us by the idea that our mind can begin to travel kilometres and kilometres.

We are firm, but we can react to the thought of re-departure. In running or on the road, when you are forced to stop, for external causes that do not depend on you, during a workout, when you are preparing to reach a goal, it can happen that even when everything is fine “… puff”, a moment and STOP. For external causes, independent from us or not, you must stop. Here the difference, as well as a dose of “good luck”, is the speed in which you overcome what has happened to you, the morale and the determination with which you face what brought you to a stop.

You can resign yourself: cry till the end of tears and despair. But nothing will happen. Or react within the limits of your body or the context around you. Recalibrate the goal, change the approach to things and re-start. Our new journey begins from the moment our mind decides to re-start.

And here the mere thought loads me with adrenaline: I am at home, at most on the terrace, yet at this moment, if I close my eyes, the walls fall down as if they were made of cardboard. Around me I “see” flowery meadows, rows of cypresses, woods, a blue sky and gradually other walkers in the colourful shirts. New travellers, those of re-departure.

Here’s what I dedicate my thoughts of today: to adrenaline rush of a thought of getting back on the road and to the traveller of tomorrow.

The wayfarer of tomorrow will have an even lighter backpack, because we all understand, some for the first time, that you can really live with few things. The futile and useless stuff will remain home, as we will travel only with essentials. The new traveller, more than before, understands a value of real and non-virtual relationships. People and social relationships will find an important role during the journey of the new traveller. Few things brought from home in a small backpack, but with a desire to meet many people along a great distance of paths. The new wayfarer will thirst for social relationships. He will continue to travel alone, to search for himself, etc., but he will want (and perhaps need) a greater sociality than has happened in the past.

We have been alone for too long and distance is a physical barrier to which we have had to adapt, for our well-being of tomorrow. Not sharing, it has weighed on us. During his journey, the new wayfarer will seek more moments of encounter than he had in the past: at the end of the stage, during the stage, in a stop under the shade of a plant. He will speak more, he will listen more. #ionellaFrancigenavorrei #IWantOnFrancigena

I keep my eyes closed, my fantasy flies, my desires take shape. Here’s what I want. At the end of the stage, in hostels, in accommodation facilities where the new traveller will seek rest and refreshment, I would like moments of sociability. Those who know me, know that my best projects for the Via Francigena were born from almost impossible visions, lucid follies. Here is a new one: why not setting up something structured for meeting opportunities and then spontaneously shaping and becoming real? A kind of #FrancigenaEincontri #FrancigenaANDmeetings. It is easy and gives us a plan for the future.

The idea for the next season of walking #ionellaFrancigenavorrei: from the day “x” when we will go back to walking, at 6 pm in the evening along the Via moments of socialization, of meeting. We’ll end the time of virtual aperitifs on all tech platforms, let us now dedicate ourselves to real encounters. An hour of our “francigena time” dedicated to the meeting. We would have left the songs in the balconies behind us at the same time. We live a moment of meeting in a physical space away from home, with real people. Along the Francigena, at the same time. Maybe we won’t have a song in common, but we will share a desire for discovery, to move forward, the determination to make it and many stories.

#FrancigenaEincontri: new travellers will know, small communities could organize themselves or simply be part of it. In a choral way then it will happen day after day throughout the journey. At the beginning with few, but then perhaps with many. Few things, but real. There were moments of socialization, of stories before old or new friends. Moments of sharing. We give birth to a beautiful thing from a bad thing.

The path will be that experience that focuses on our time, relationships, small local communities, products and people, who will enrich a journey of our lives.

After forced cohabitations or forced distances between people, the journey will help to regain the freedom of large spaces and will give us new encounters and relationships. The number of people who will have a sustainable approach to things, travel, food, handmade products will increase and it will not be for pride or patriotic spirit, but for a sense of belonging to a community that perhaps we had set aside. We will leave from home with a desire to experience the territory and places, that’s why possibilities are endless.

We have already forcedly (re) appropriated the concept of “slowness”, we will re-start giving a new meaning to “lightness”, with greater attention to small things and towards heritage and environment that surrounds us. Values ​​that the journey has always brought along, the new wayfarers will see with  new eyes.

Sonia Pallai, tourism and territorial marketing expert

Reproduction reserved.

 

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Re-partir – Le Marcheur de “Demain”. L’adrénaline que peut nous offrir la pensée du Chemin, assis à la maison entre quatre murs

Nous sommes à l’arrêt. À l’arrêt avec le tourisme, à l’arrêt avec les courses, avec les chemins, la randonnée et le sport. À l’arrêt avec nos relations sociales, celles faites d’étreintes, d’embrassades, de dîners, mais aussi de salles de sport, de réunions ou de conventions.

Ce qui ne s’arrête jamais en ces journées, ce sont les pensées. Au fur et à mesure que le désir des petites choses grandit, même les rêves sont mis à l’épreuve. C’est comme si le fait d’être dans nos maisons, avec le poids de ce qui se passe autour de nous, avec l’impuissance de ne pouvoir rien faire d’autre que de se comporter comme on nous le dit, limitait notre “désir de voler”, de rêver, du moins le mien.

Mais c’est à partir des petites choses, comme le passage des mois et des semaines ou encore avec la floraison des fleurs, que l’on se rend compte que le monde continue et que, tôt ou tard, il sera temps de RE-commencer, de se mettre en chemin.

Nous sortirons à nouveau, nous le ferons de différentes manières, mais nous nous ressortirons. Nous voudrons faire tout ce qui n’était pas possible jusqu’à présent : nous marcherons davantage et nous le ferons avec le désir de nous éloigner de la maison ; nous courrons davantage et avec un plus grand sentiment de liberté parce que, comme les hamsters, nous l’avons fait sur les tapis roulants de nos maisons, seuls dans de petites cours ou sur le parking en bas de chez soi.

Voici donc le sentiment (et le désir) de liberté que nous offre la pensée des grandes distances. Si nous détournons nos pensées vers de futurs chemins, en trouvant ou en donnant vie à un rêve, nous ressentirons un sentiment de liberté même depuis chez nous, une énergie positive qui nous sera donnée par l’idée que notre esprit peut commencer à parcourir des kilomètres et des kilomètres.

Nous sommes immobiles, mais nous pouvons réagir à l’idée d’un nouveau départ. Dans la course ou dans la marche, lorsque nous sommes contraints de s’arrêter, pour des raisons extérieures qui ne dépendent pas de nous, pendant une séance d’entraînement, lorsque nous nous préparons pour atteindre un objectif, cela peut même arriver lorsque tout va bien “…et pof”, un instant et STOP. Pour des causes externes, indépendantes ou non de nous, il faut s’arrêter. Ici, la différence, au-delà d’une dose de “chance”, est la vitesse à laquelle nous surmontons ce qui nous arrive, le moral et la détermination avec lesquels nous faisons face à ce qui nous a conduit à l’arrêt.

Tu peux te résigner : pleurer jusqu’au bout de tes larmes, désespérer. Mais rien ne se passera. Ou réagir dans les limites que ton corps ou le contexte qui t’entoure le permet. Recalibre l’objectif, change ton approche des choses et RE-part. Notre nouveau chemin commence au moment où notre esprit décide de lancer le nouveau départ.

Et me voilà, rien que d’y penser, c’est de l’adrénaline : je suis chez moi, au mieux sur la terrasse, et pourtant, en ce moment, si je ferme les yeux, les murs s’effondrent comme du carton. Tout autour de moi, je “vois” des prairies fleuries, des rangées de cyprès, des bois, un ciel bleu, et peu à peu d’autres marcheurs, aux couleurs de leurs tee-shirts. Les nouveaux voyageurs, ceux du nouveau départ.

C’est à cela que je consacre mes pensées aujourd’hui : l’adrénaline de l’idée de reprendre la route et aux marcheurs de demain.

Le voyageur de demain aura un sac à dos encore plus léger, parce que nous avons tous compris, certains pour la première fois, qu’on peut vraiment vivre avec peu de choses. Le futile et l’inutile resteront dans nos maisons, nous voyagerons avec l’essentiel. Le nouveau voyageur, plus qu’auparavant, a compris la valeur des relations réelles et non virtuelles. Les personnes et les relations sociales trouveront un rôle important dans l’espace dans le parcours du nouveau voyageur. Peu de choses emportées de la maison dans le petit sac à dos, mais avec le désir de rencontrer beaucoup de gens dans la grande distance des chemins. Le nouveau voyageur aura soif de relations sociales. Il continuera à voyager seul, à se chercher, etc., mais il voudra (et peut-être aura besoin) d’une plus grande socialisation que par le passé.

Nous avons été trop longtemps seuls et la distance est une barrière physique à laquelle nous avons dû nous adapter, pour notre bien-être de demain. Le non partage nous a pesé. Le nouveau voyageur recherchera plus que par le passé les moments de rencontre : en fin d’étape, lors d’une pause à l’ombre d’une plante. Il parlera plus, il écoutera plus. #ionellaFrancigenavorrei.

Je garde les yeux fermés, ma fantaisie s’envole, mes désirs prennent forme. C’est ce que j’aimerais. À la fin de l’étape, dans les auberges, dans les structures d’hébergement où le nouveau voyageur cherchera le repos et le rafraîchissement, j’aimerais avoir des moments de socialisation.  Ceux qui me connaissent savent que mes meilleurs projets pour la Via Francigena sont nés de visions presque impossibles, d’une imagination créatrice. En voici une nouvelle : pourquoi ne pas mettre en place quelque chose d’un peu structuré pour les occasions de rencontre et qui pourrait alors spontanément prendre forme et devenir réel ? Une sorte de #FrancigenaEincontri. C’est facile et cela nous donne un projet pour l’avenir.

L’idée – Pour la prochaine saison des chemins #ionellaFrancigenavorrei : à partir du jour “x” où nous marcherons à nouveau, à 18h le soir le long de la Via des moments de socialisation, de rencontre. Fin du temps où nous nous retrouvons virtuellement à prendre l’apéritif sur toutes les plateformes que la technologie a mis à notre disposition, consacrons-nous à de vraies rencontres. Une heure de notre “temps libre” consacrée à la réunion. Nous aurons laissé derrière nous les chants sur les balcons à une heure précise. Vivons un moment de rencontre et de réunion dans un espace physique loin de chez nous, avec de vraies personnes. Le long de la Via Francigena, à la même heure. Nous n’aurons peut-être pas de chanson en commun, mais nous partagerons le désir de découverte, d’aller de l’avant, la détermination de le faire et tant d’histoires.

#FrancigenaEincontri: les nouveaux voyageurs le sauront, les petites communautés pourraient s’organiser ou simplement en faire partie. Tous en chœur, cela se produira donc jour après jour tout au long du chemin. Au début avec quelques-uns, mais ensuite peut-être avec beaucoup. Peu de choses, mais réelles. Nous avons manqué des moments de socialisation, de récits devant d’anciens ou de nouveaux amis. Des moments de partage. Faisons naître une belle chose d’une mauvaise chose.

Le chemin sera cette expérience qui se concentre sur notre temps, nos relations, les petites communautés locales, la production et les personnes locales, des personnes qui enrichiront le voyage de notre vie. 

Après des cohabitations forcées ou des distances forcées entre les personnes, le voyage nous aidera à retrouver la liberté des grands espaces et nous nourriras de nouvelles rencontres et de nouvelles relations. Elle augmentera le nombre de personnes qui auront une approche durable des choses, des voyages, de la nourriture, des objets faits à la main, et ce ne sera pas par fierté ou par esprit patriotique, mais par sentiment d’appartenance à une communauté que nous avions peut-être mise de côté. Nous RE-partirons de chez nous avec le désir de découvrir le territoire, les lieux proches de nous, et les possibilités sont infinies.

Nous nous sommes déjà (re)appropriés de force le concept de “lenteur”, le Re-démarrage donnera un nouveau sens à la “légèreté”, avec une attention accrue aux petites choses et au patrimoine et à l’environnement qui nous entoure. Des valeurs que le chemin a toujours portées en lui, les nouveaux voyageurs n’auront qu’un nouveau regard pour apprécier ce qui, finalement, a toujours été à portée de main. Ou plutôt, de pieds.

Sonia Pallai, experte en tourisme et marketing territorial

Tous droits réservés.

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In viaggio con Efrén da Canterbury a Roma!

Sono questi i giorni in cui chi cammina sente sempre più forte l’esigenza di trovare metodi alternativi per “vivere” il percorso, compierne qualche tappa, come può.
Oltre a leggere i romanzi di grandi camminatori, pianificare nuovi viaggi, pensiamo che possa farci bene nutrire anche gli occhi e lo spirito di luoghi come quelli dove ci accompagna Efrén Gonzaléz, pellegrino, video maker e travel blogger americano amico dell’Associazione, che nel 2018, dal 18 luglio al 10 ottobre, ha compiuto tutto l’itinerario francigeno, documentando con emozionanti video e utilizzo del drone tutta la sua avventura a piedi per tutte le 89 tappe da Canterbury a Roma!

Un viaggio lento, che possiamo fare anche nostro, attraverso la scoperta e la conoscenza di tutti i territori attraversati, delle persone incontrate, degli entusiasmi e imprevisti sul cammino, vivendo indirettamente gli infiniti stati d’animo di chi cammina.

Aneliamo a far sì che condividere esperienze reali di viandanti lungo l’itinerario, possa in qualche modo, almeno per qualcuno, essere una scintilla, che prima o poi accenda il desiderio di compiere il primo di molti passi lungo la Via Francigena e le strade del mondo.

Efren ha raccontato ciascuna delle sue 89 tappe, momenti magici che vi riproporremo ogni lunedì, martedì e venerdì sulla nostra pagina Facebook!

Intanto come primo passo vi lasciamo il trailer del suo affascinante viaggio che ripercorreremo nelle prossime settimane con lui!

Maggiori info su Efrén si trovano nel suo sito: www.efrengonzalez.com

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Traveling with Efrén from Canterbury to Rome!

Nowadays we feel the need to find alternative ways to “live” the path and make few stages of the route. In addition to reading novels of great walkers and planning new trips, we propose to nourish eyes and spirit by watching videos of Efrén Gonzaléz – an American pilgrim, a video maker and a travel blogger friend of the European Association of the Via Francigena.

On 18 July – 10 October 2018 Efrén completed the entire Via Francigena itinerary, documenting his journey on foot during all 89 stages from Canterbury to Rome with emotional videos done by drone!

His slow journey becomes our experience, through discovery of all territories crossed, people met, enthusiasm and unforeseen events on the way, indirectly living infinite moods of those who walk.

We strive to make sharing real experiences of wayfarers along the itinerary to become a spark of interest for someone to take the first of many steps along the Via Francigena and the routes of the world.

Efrén narrated about each of his 89 stages: we propose you to live these magical moments every Monday, Tuesday and Friday on our Facebook page @ViaFrancigenaCulturalRoute !

Meanwhile, as the first step we leave you the trailer of his fascinating journey that we will retrace together during upcoming weeks!

More information about Efrén can be found on his website: www.efrengonzalez.com

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En voyage avec Efrén de Canterbury à Rome!

C’est une période où ceux qui marchent ressentent de plus en plus fortement le besoin de trouver des méthodes alternatives pour “vivre” le chemin, faire quelques arrêts, comme ils le peuvent.

En plus de lire les romans des grands marcheurs, de planifier de nouveaux voyages, nous pensons qu’il peut nous faire du bien de nourrir les yeux et l’esprit de lieux comme ceux où nous sommes accompagnés par Efrén Gonzaléz, pèlerin, vidéaste et blogueur de voyage américain ami de l’Association, qui en 2018, du 18 juillet au 10 octobre, a réalisé tout le parcours de la Via Francigena, documentant avec des vidéos passionnantes et l’utilisation du drone toute son aventure à pied pour les 89 étapes de Canterbury à Rome !

Un voyage slow, que nous pouvons aussi faire nôtre, par la découverte et la connaissance de tous les territoires traversés, des personnes rencontrées, de l’enthousiasme et de l’inattendu en cours de route, en expérimentant indirectement les humeurs infinies de ceux qui marchent.

Nous souhaitons ardemment faire en sorte que le partage des expériences réelles des voyageurs en cours de route puisse d’une manière ou d’une autre, du moins pour certains, être une étincelle qui, tôt ou tard, allumera le désir de faire le premier de nombreux pas sur la Via Francigena et sur les routes du monde.

Efrén a raconté chacune de ses 89 étapes, des moments magiques que nous répéterons chaque lundi, mardi et vendredi sur notre page Facebook !

En attendant, nous vous laissons dans un premier temps la bande annonce de son fascinant voyage que nous retracerons dans les prochaines semaines avec lui !

 

Plus d’infos d’Efrén sur son site: www.efrengonzalez.com

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Via Francigena LIVE! Le dirette social alla scoperta dell’itinerario Europeo

Continuano le dirette social organizzate dall’Associazione Europea delle Vie Francigene, un piccolo, ma efficace contributo per sentirci tutti più vicini, consolarci, coccolarci, ma anche conoscerci, darci fiducia e coraggio nell’affrontare questo periodo e guardare insieme verso un vicino futuro fatto di muscoli stanchi e scarponi impolverati.

Dopo il primo appuntamento live (molto seguito e partecipato!) dello scorso venerdì con Elisa Peruzzi per parlare di partenza e aver anticipato il calendario dei suoi interventi, che puoi vedere qui, siamo felici di dare spazio nel corso dei prossimi martedì, alla scoperta dei tratti della Via Francigena.

Martedì 7 Aprile ore 18:00 partiremo idealmente per un viaggio di 3200 km sull’itinerario europeo, percorrendolo “a ritroso”! Sì, vogliamo iniziare dalla fine, dal tratto della Via Francigena del Sud, l’ultimo arrivato in termini di certificazione, oggi in via di perfezionamento.

Gli appuntamenti dei prossimi martedì invece risalgono lo stivale e l’Europa portandoci a conoscere e approfondire prima il tratto italiano dell’itinerario nel centro-nord, poi quello svizzero per arrivare alla fine, ovvero all’inizio del percorso, con il tratto francese e quello inglese.

Di seguito il calendario degli incontri, sempre ore 18:00:

Martedì 14 Aprile
Andrea Devicenzi, atleta paralimpico, ci accompagnerà lungo il tratto della Via Francigena dal Passo del Gran San Bernardo a Roma.

Martedì 21 Aprile
Julien Moulin, autore della prima guida ufficiale da Canterbury al Passo del Gran San Bernardo, e Christian Schuele, storico, ci parleranno del tratto svizzero e dei contenuti della guida stessa.

Martedì 28 Aprile
Martine Gautheron, Vice presidente dell’Associazione Europea delle Via Francigene, e Leslie Maussang, responsabile dell’ufficio AEVF in Francia, ci porteranno alla scoperta del tratto francese e inglese, i primi tratti del percorso.

Martedì 5 Maggio

Velia Coffey, già Vice presidente dell’Associazione Europea delle Via Francigene, affronterà il km zero a Canterbury e l’esperienza di 2.000 km in bicletta sulla Via Francigena fino a Roma.

Abbiamo volutamente scelto di parlare di tutto questo con persone che sono innanzitutto appassionati camminatori, profondi conoscitori dei rispettivi tratti e in generale dell’intero percorso e che per motivi anche professionali hanno a cuore lo sviluppo e la promozione della Via e dei territori che questa attraversa. I vari ospiti saranno introdotti da Luca Bruschi, direttore AEVF.

Nel corso del primo appuntamento questo martedì 7 Aprile, parleremo con Angelofabio Attolico, responsabile tecnico AEVF del tracciato meridionale della Via e referente dei cammini per conto di Regione Puglia. Angelofabio è una importante risorsa e vedetta francigena, nulla si muove sul tratto Sud senza che lui venga a saperlo! Amico e sostenitore di ogni realtà lungo il percorso, uno degli animi che più generosamente si spende affinché la Via porti valore a persone e territori.

Angelo ci racconterà tutti i dettagli di questo itinerario, ancora forse meno conosciuto, ma fra i più spettacolari, a che punto siamo ora riguardo la sua percorribilità, cosa si sta facendo e i prossimi obiettivi. Quali sono inoltre le novità più rilevanti, come l’uscita della guida sul tratto Sud.

Una suggestione lunga 900 km, che, siamo certi, porterà molti di noi, il prima possibile, a scoprire personalmente questi luoghi…

Ci vediamo martedì 7 Aprile alle 18 sulla nostra pagina Facebook!

Ti aspettiamo!