Via Francigena

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Sul sentiero dei pellegrini romei

Domenica 9 Maggio ci sarà la camminata inaugurale del tratto Candia – Mazzè della Via Romea Canavesana, con visita ai principali monumenti e della variante paesaggistica archeologica di Vische

La passeggiata di domenica da inizio alle camminate con visite guidate lungo la Via Romea Canavesana.

Questo percorso, di circa 40 km tra Ivrea e Livorno Ferraris, è costellato di monumenti romanici, che uno studio storico di Via Romea Canavesana onlus, presentato all’Associazione Europea delle Vie Francigene di Fidenza, ha ricollegato al passaggio dei pellegrini medioevali.

Via Romea Canavesana è una macroassociazione che riunisce nove associazioni, studiosi e appassionati di storia, arte e valorizzazione del territorio: ne sono fondatori”Mattiaca”, “Francesco Mondino” e Pro Loco di Mazzè, “Amici della Chiesa di Santo Stefano del Monte” di Candia, “Duchessa Jolanda” di Moncrivello, “Archivi e ij carti dël Borg” di Borgo d’Ale, “Accademia dei Livornesi”, “Natura e Paese” di Vische e il Gruppo storico “Nocturna” di Romano Canavese.

Il programma 2010 prevede una serie di presentazioni del progetto e di passeggiate guidate che si svolgeranno tra maggio e settembre a Moncrivello (14 e 16 maggio), Livorno Ferraris (23 maggio), Borgo d’Ale (27 e 30 maggio), Villareggia (13 giugno), Vische (3 settembre), Romano Canavese (11 settembre).

Mentre il calendario delle camminate è completamente stabilito, in via di definizione quello delle presentazioni.

Per informazioni vrc@mattiaca.it e su Facebook il Gruppo “Via Romea Canavesana”.

Programma di Domenica 9 Maggio:

Ore 9:00 Ritrovo a Candia presso piazzale Europa. Salita in gruppo a Santo Stefano.
Ore 9:30 Arrivo sul piazzale della Chiesa. L’Associazione “Amici della Chiesa di Santo Stefano” illustrerà la storia e le caratteristiche del monumento.
Ore 10:00 Rientro verso Candia con visita all’antica Pieve di San Michele Arcangelo, cui seguirà rinfresco offerto dal Parroco di Candia don Carlo Bondonno.
Ore 11:00 Si prosegue alla volta del Lago di Candia.
Ore 11:30 Arrivo nell’area verde in cui svolgono i festeggiamenti organizzati dall’Ente che gestisce il “Parco naturale provinciale del Lago di Candia”.
Ore 12:30 Arrivo presso il Bivio per la regione Motta.

In questo punto del percorso i partecipanti potranno scegliere se proseguire lungo il tracciato della Via Romea Canavesana, oppure incamminarsi lungo l’itinerario naturalistico archeologico di Vische.

Percorso VIA ROMEA
Ore 13:00 Arrivo al sito detto “Merenda Lunga”. Punto di ristoro (con minimo ‘pedaggio’) allestito dalla Pro-Loco di Mazzè.
Ore 15:30 Arrivo alla Chiesa di Santa Maria di Mazzè. Visite guidate.

Percorso Variante di VISCHE
Ore 13:30 Visita al Museum Viscorum degli antichi mestieri. Punto di ristoro allestito dall’associazione “Natura e Paese” di Vische.
Ore 16:00 Arrivo alle rovine della Chiesa di Santa Maria Maddalena.
Ore 16:30 Arrivo a Mazzè.

Presso il centro storico di Mazzè esposizione di artisti e di prodotti tipici canavesani.
Ore 17:00 Presso la Parrocchiale di Mazzè “concerto in miniatura” della Stagione musicale “Terre dell’Erbaluce” in collaborazione con l’Accademia Monteverdi di Caluso.

Rientro a Candia con Servizio Navetta.

Visto il percorso medio di circa 10 km si consigliano calzature comode ed abbigliamento adatto ad una giornata “da pellegrini”.
Sarà possibile unirsi al gruppo dei viandanti in qualsiasi punto del percorso.
In caso di grave maltempo la manifestazione verrà annullata.

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Via Francigena: istruzioni per l’uso, di A. Conte

Un viaggio a piedi lungo la Via Francigena è ancora oggi una piccola avventura, che richiede un’adeguata preparazione. Non solo fisica, ma soprattutto logistica e tecnica. In questo articolo trattiamo gli aspetti legati alla segnaletica, alle guide e all’accoglienza lungo il percorso.

Questo articolo è stato scritto da Alberto Conte per conto del Ministero per i Beni Culturali – DGBID, ed è stato pubblicato nella newsletter del sito “Francigena Librari”.Clicca qui per leggere la newsletter completa e iscriverti.

La segnaletica

Rispetto al più noto Cammino di Santiago, in cui la flecha amarilla (la freccia gialla inventata da un parroco galiziano) accompagna il pellegrino lungo tutto l’itinerario, l’orientamento è più difficoltoso, poiché la Via Francigena è ancora oggi segnalata solo in parte, e purtroppo non sempre in modo univoco. E’ infatti recente la “certificazione” di un itinerario ufficiale, riconosciuto dal Governo italiano e dalle Amministrazioni locali, che hanno cercato di mettere ordine in una babele di interpretazioni del percorso, che può cambiare sensibilmente a seconda della guida o della mappa utilizzata dal pellegrino. Attualmente (Dicembre 2009) il percorso italiano della Via Francigena è segnalato per circa il 50% della lunghezza. Per motivi tecnici e amministrativi la posa dei cartelli è avvenuta finora “a macchia di leopardo”, per cui zone in cui la segnaletica è posata con continuità si alternano a zone in cui senza una mappa è impossibile orientarsi. La segnaletica “ufficiale” installata finora lungo l’itinerario è di tre tipi:

  • il tipo D è un cartello conforme al codice della strada, e che viene quindi installato lungo i tratti di percorso in cui transitano anche veicoli a motore;
  • Il tipo E è un piccolo cartello che si presta all’installazione lungo strade campestri e sentieri;
  • Il tipo F è un supporto in alluminio giallo su cui viene installato un segnavia, munito di una freccia. E’ stato concepito sia come segnavia di conferma, sia come segnale direzionale da installare in aree di particolare pregio ambientale.

Oltre alla segnaletica illustrata sopra, il pellegrino incontrerà lungo il cammino innumerevoli altri tipi di indicazioni: dai cartelli turistici simili a quelli di tipo D ma senza le icone dei due escursionisti, a segnavia di vernice con le forme più diverse. A volte tale segnaletica indica il percorso ufficiale, altre volte conduce il pellegrino lungo itinerari descritti da altre guide, o liberamente tracciati da chi li ha poi segnalati. E’ facile immaginare la confusione che ciò genera nel camminatore, che rischia di perdersi a volte perché la segnaletica manca, altre volte perché in uno stesso bivio trova più indicazioni contraddittorie. Per i motivi di cui sopra è consigliabile dotarsi di una guida, e consultarla ogni volta che c’è un dubbio sul percorso: anche se la Via Francigena non attraversa territori disabitati o zone pericolose, perdersi non è mai piacevole, soprattutto dopo aver percorso molti chilometri a piedi.

Le guide al percorso

La guida del percorso ufficiale è scaricabile gratuitamente dal sito MiBAC-DGBID (www.francigenalibrari.beniculturali.it) . E’ costituita da 40 road book completi di mappe in scala 1:25.000, che descrivono bivio per bivio ogni tappa. Il formato (e quindi il peso) dei road book può essere ridotto stampando fronte-retro due pagine per foglio. Chi ha più dimestichezza con la tecnologia può invece orientarsi con un navigatore GPS, scaricando le tracce delle tappe dal sito MiBAC-DGBID.

Superato il primo impatto, il GPS si rivela molto utile, poiché evita al pellegrino la lettura del road book e della mappa in ogni bivio, che alla lunga può risultare stancante. Inoltre se si sbaglia strada il GPS consente di ritrovare rapidamente l’itinerario giusto.

Oltre alla guida ufficiale sono disponibili in commercio altre pubblicazioni, tra cui citiamo le principali:

  • Guida alla Via Francigena (autori D’Atti/Cinti) – Terre di Mezzo Editore – è la guida cartacea più diffusa, e descrive l’itinerario tra il Passo del Monginevro e Roma.
  • TopoFrancigena – edita dall’Associazione Internazionale della Via Francigena, è molto diffusa all’estero;
  • Lightfoot guide to the Via Francigena (autori ed editori Chinn/Gallard), si sta affermando tra il pubblico di lingua inglese;
  • Via Francigena (autrice Birgit Gotzmann) – Conrad Stein editore, molto diffusa tra il pubblico di lingua tedesca.

Esistono altre guide in lingua italiana, meno diffuse. E’ importante che il pellegrino sappia che tutte queste guide propongono percorsi diversi da quello ufficiale (con la sola eccezione della guida di Chinn/Gallard, che si sta uniformando al percorso ufficiale e comunque lo riporta sempre sulla cartografia, anche quando suggerisce una variante). Inoltre tutti i percorsi proposti sono diversi tra loro.

L’accoglienza

Risolto (almeno speriamo), il problema del percorso, bisogna affrontare il tema dell’accoglienza. Anche in questo caso è bene organizzarsi in anticipo, identificando in ogni tappa una struttura ricettiva adeguata alle proprie esigenze. L’organizzazione del Cammino di Santiago, in cui mediamente si trova almeno un “albergue” economico ogni 10 km, in grado di accogliere i pellegrini senza prenotazione, è ancora un sogno. E’ bene informarsi in anticipo, ed avvertire del proprio arrivo almeno il giorno prima. Un elenco delle strutture ricettive può essere scaricato dal sito dell’AEVF – Associazione Europea delle Vie Francigene (www.viefrancigene.eu). Una pubblicazione di nome “Dormifrancigena” può essere acquistata dall’AIVF – Associazione Internazionale delle Vie Francigene ( www.francigena-international.org ) , mentre anche la guida di Paul Chinn elenca numerose soluzioni. Come nel caso della segnaletica, ancora non esiste uno standard per l’accoglienza: le strutture che in Italia si definiscono ostelli, in genere prevedono un livello qualitativo e un prezzo più alti rispetto alle esigenze dei pellegrini. Lungo il cammino di Santiago si dorme in camerate che a volte ospitano più di 100 letti a castello; il coprimaterasso e la federa del cuscino vengono lavati ogni due settimane circa, poiché ogni pellegrino ha il proprio sacco a pelo. Bagni e docce sono in comune, e spesso gli ospiti possono utilizzare la cucina. I prezzi vanno da un’offerta libera a 6 Euro per gli ostelli parrocchiali e municipali, fino a 10 Euro per quelli privati. Gli ostelli italiani in genere costano dai 12 Euro in su, ma non è raro pagare attorno ai 25 Euro per un letto con lenzuola in camera da due o da quattro posti, magari con bagno in camera. Insomma, prezzi congrui ma troppo alti per chi deve stare in viaggio mesi. Un’alternativa agli ostelli sono le parrocchie, che offrono ospitalità in strutture più o meno attrezzate, in genere in cambio di un’offerta. E’ fondamentale portare con se una credenziale, il documento che attesta lo status di pellegrino, e che deve essere timbrato in ogni tappa per poter essere accolti nelle parrocchie e richiedere il Testimonium all’arrivo a San Pietro. La credenziale può essere richiesta all’AEVF o ad altre organizzazioni attive lungo la Via Francigena.

L’ospitalità gratuita in case private

Segnaliamo infine la possibilità di trovare accoglienza gratuita in case private: nel sito www.couchsurfing.org, leader mondiale per lo scambio gratuito di ospitalità, esiste un gruppo, creato da chi scrive, dedicato proprio all’ospitalità dei camminatori http://www.couchsurfing.org/group.html?gid=19653. Al gruppo sono iscritte alcune persone che offrono – senza impegno – ospitalità ai pellegrini lungo la Via Francigena. L’accoglienza in case private è una grande opportunità per approfondire la conoscenza del territorio che si attraversa, e per entrare in relazione con chi lo abita, gettando le basi per amicizie spesso destinate a durare a lungo. Nel Medio Evo il pellegrino veniva spesso ospitato nelle case private perché, secondo il Vangelo, aprendogli le porte si accoglieva il Cristo. Inoltre il viaggiatore che arrivava da lontano portava con se le notizie, i racconti, la conoscenza, la cultura del suo paese e dei luoghi attraversati. Il forestiero era visto come una risorsa, non solo economica ma anche culturale. Un ruolo che oggi purtroppo è andato perduto, e che oggi possiamo recuperare.

Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta sulla newsletter del sito www.francigenalibrari.beniculturali.it, il nuovo portale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali dedicato alla Via Francigena.

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Il Taccuino sulla Francigena in Toscana

La Regione Toscana ha pubblicato un esaudiente volume, disponibile anche on-line in formato Pdf, che raccoglie informazioni sui musei e i beni culturali presenti lungo il percorso della Via Francigena.

Ciascun luogo (l’iniziativa rientra nel piu’ generale progetto ‘Amico Museo 2010′) accogliera’ i visitatori apponendo un timbro sul taccuino della Regione Toscana.

L’iniziativa e’ valida fino al 31 dicembre 2010: visitare almeno dieci di questi musei significa anche ricevere, a casa, un dono da uno dei bookshop museali come pegno alla promozione della conoscenza della via Francigena, prima garanzia della conservazione della sua identita’.

E dal 13 giugno al 12 settembre, Regione Toscana e associazione toscana delle vie Francigene (www.viafrancigenatoscana.eu) propongono ”Veglie Francigene”: calendario di iniziative (rievocazioni storiche, concerti, cene, spettacoli, eventi) per far rivivere antiche memorie e proporre un modo nuovo di viaggiare nel presente, sostenibili e rispettando ambiente, fede, cultura locale, popolazioni.

Fonte: comunicato stampa Regione Toscana

Scarica la pubblicazione nell’allegato qui sotto

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4° Festival della Via Francigena

Come ormai è tradizione gli Amici della  Via Francigena di Vercelli organizzeranno a fine Aprile il 4° Festival della Via Francigena.

Il tema generale per questa edizione del festival è: “Scegli il tuo CAMMINO…e risveglia i tuoi SENSI”.

Si vuole sottolineare il fatto che il camminare con lentezza ci dà modo di ascoltare i nostri sensi e di esaltare le diverse percezioni: permette di vedere in modo nuovo tutto quello che ci circonda, di odorare intensamente i profumi nell’aria, di gustare i frutti offerti dalla natura o dal lavoro dell’uomo, di sentire il silenzio interrotto da uno scricchiolio, di lasciarci toccare dalla pioggia che cade sul viso.

E’ un riappropriarsi della nostra dimensione più umana, è un mezzo che ci porta a tratti e, se pur per breve tempo, a  vivere  intensamente e con pienezza la vita.

Ecco il programma  completo dell’evento:

Giovedì 29 Aprile
Museo Borgogna: Progetto interculturale “Vediamoci in museo !”
a cura di Roberta Musso e Gioia Kidane
mattino: ore 9,00-11,30  1° gruppo di Scuole
pomeriggio: ore  14,30-17,00   2° gruppo di Scuole

Venerdì 30 Aprile
Museo Borgogna : Progetto interculturale “Vediamoci in museo!”
a cura di Roberta Musso e Gioia Kidane
Mattino: ore 9,00-11,30  3° gruppo di Scuole
Pomeriggio ore 15,00-17,30  1° gruppo Adulti su prenotazione

Foyer Salone Dugentesco
Ore 17,30-19,30 apertura della mostra fotografica
“ODO L’ORMA DEI PASSI SPIETATI”
E’ prevista la proiezione continua di immagini sulle Grandi Vie di Pellegrinaggio.

Teatro Barbieri
Ore 21,00 il Teatro della Nebbia presenta
“NON TUTTI I LADRI VENGONO PER NUOCERE”
L’incasso della serata sarà devoluto all’Associazione
IL VALORE DI UN SORRISO.

Sabato 1 Maggio
Foyer Salone Dugentesco
Mostra fotografica “ODO L’ORMA DEI PASSI SPIETATI”
Mattino ore 10,00-12,30
Pomeriggio ore 16,30-19,30
Sera ore 20,30-23,00

Museo Borgogna
A) “VEDIAMOCI IN MUSEO!”-  PER ADULTI
Laboratorio interculturale
a cura di Roberta Musso e Gioia Kidane
sabato 1 maggio: 1 gruppo dalle 14.30-17,00

 B) Un maestro dei movimenti – PER ADULTI
la multisensorialità pittorica di Giuseppe Cominetti
Percorso guidato alla mostra di Giuseppe Cominetti tra Divisionismo e Futurismo. Dipinti, disegni e arredi
a cura di Alessia Meglio sabato 1 maggio: 1 gruppo dalle 15.00 alle 16.30

Salone Dugentesco-Piazza Basilica S. Andrea
Ore 20,45  Il Gruppo teatrale Folet d’la Marga ti accolgono e ti introducono a…
“LA MAGIA DEGLI ELEMENTI: Arte & Alchimia”
con la dott.ssa Alessandra Ruffino
Al termine della conferenza il Gruppo Folet d’la Marga si esibirà nello spettacolo
“LA QUINTESSENZA”
sul piazzale dell’Abbazia di S. Andrea.

Domenica 2 Maggio
Foyer Salone Dugentesco
Mostra fotografica “ODO L’ORMA DEI PASSI SPIETATI”
Mattino ore 10,00-12,30
Pomeriggio ore 16,30-19,30

ASSAGGIANDO LA VIA FRANCIGENA
Giornata Nazionale del Cammino
Camminata di 10 chilometri da Vercelli a Palestro lungo l’argine del Sesia,
in collaborazione con L’UNIONE CIECHI di Vercelli.
Programma:
ore 9,00 ritrovo sulla piazza Cugnolio (caserma Garrone ) per iscrizioni.
Ore 9,30 partenza
Lungo il percorso, al confine fra regione Piemonte e regione Lombardia: Accoglienza da parte dei Gruppi Cammino per la Salute e Soms di Palestro
Ore  11,30-12,00 Aperitivo e inaugurazione nuovo ponte in legno sul cavo Crocettone in località Palestro.
Ore 13,00 arrivo a Palestro e pranzo al “Campetto” S.O.M.S.
Ore 15,30 visita guidata  dell’Ossario di Palestro.
Ore 16,30 merenda e conclusione della giornata.
Ritorno a cura dei partecipanti previsto in auto , in treno..o a piedi.
Per l’iscrizione occorre telefonare a Vercelli a Franco Conti cell.3408052277
oppure a Palestro a Fabrizio Bertotti cell.3341835360.

Scarica l’allegato Pdf qui sotto per leggere l’intero comunicato stampa.

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Il pellegrino, protagonista colto dei grandi itinerari, di A. Conte

Uno dei più illustri studiosi italiani in materia di pellegrinaggio illustra dodici regole fondamentali per riconoscere e valorizzare un itinerario storico e devozionale

Il prof. Caucci Von Saucken, direttore del Centro studi Compostellani di Perugia (www.confraternitadisanjacopo.it), durante un convegno sulla Via Carolingia che si è tenuto a Colle Umberto, vicino a Perugia, il 26 Settembre 2009, ha presentato un dodecalogo dei criteri che devono guidare gli studiosi nel riconoscimento e nella tracciatura di un itinerario di pellegrinaggio:

  1. Un itinerario di pellegrinaggio deve avere una meta, che ne condiziona l’itinerario e gli dà il significato;
  2. Deve avere una struttura ospitaliera di accoglienza, simile a quella che  anticamente faceva capo alle confraternite, agli ordini religiosi, agli ordini dei templari;
  3. devono essere presenti resti archeologici: strade, ponti, ospitali, tombe di pellegrini;
  4. lungo il percorso, ad esempio in affreschi o sulle facciate delle chiese, ci devono essere tracce dei simboli dei pellegrini, segni del loro passaggio: conchiglie, bordoni, segni di riconoscimento che si trovano lungo il cammino;
  5. non possono mancare i segni della devozione religiosa: chiese, cappelle dedicate ai protagonisti del pellegrinaggio come San Giacomo, San Cristoforo, San Rocco, San Martino, magari con cicli pittorici dedicati al pellegrinaggio;
  6. la toponomastica deve richiamare l’appartenenza dei villaggi a un itinerario: Spedalicchio, Ospitaletto, sono nomi che richiamano l’esistenza di strutture di ospitalità, ma anche i paesi che si chiamano come santi pellegrini possono essere un segnale;
  7. la tradizione popolare deve trasmettere leggende di santi e pellegrini;
  8. si devono trovare richiami al pellegrinaggio nella documentazione di archivio: contratti, locazioni, registri delle confraternite e dei monasteri e degli ospedali;
  9. la letteratura odeporica, ovvero i diari di viaggio dei pellegrini, sono fondamentali per conoscere i percorsi; questi possono riguardare sia i personaggi illustri sia il loro seguito (spesso le personalità più importanti viaggiavano con un seguito di decine di persone);
  10. devono essere analizzati i testi letterari (ad esempio chansons de geste, ecc.)
  11. un’altra fonte importante è la cartografia storica;
  12. può comunque essere utile qualunque altro tipo di documentazione: franchigie, transazioni commerciali, ecc.

“Per aprire l’itinerario”, sostiene il Prof. Caucci, “la metodologia deve essere rigorosa: prima di tutto va effettuata l’analisi storica di cui sopra; quindi si deve fare una ricognizione sul territorio, tracciare e descrivere l’itinerario; infine bisogna mandarci più pellegrini possibile, che affinano e aggiustano la strada, e creano nuove necessità.”

Il flusso di pellegrini è quindi determinante per la messa a punto dell’itinerario, secondo il Prof. Caucci che conclude spiegando il suo punto di vista in proposito: “Una volta tracciato un percorso bisogna capire se funziona, e lavorare al suo miglioramento, in un processo che può durare anni.

Il pellegrino è l’elemento centrale, un protagonista consapevole e informato che determina come deve essere il “prodotto”, una persona che sa scegliere e decidere, indipendentemente dalle scelte che sono state fatte da chi ha progettato il percorso”.

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La Giornata Nazionale dei Cammini Francigeni

Si avvicina la data del 2 Maggio 2010, in cui di terrà su tutto il territorio nazionale la seconda edizione della giornata dedicata ai Cammini Francigeni.

Gli eventi in programma sono più di 30. Sarà presente anche il Trentino, con il Cammino jacopeo in terra di Anaunia, ovvero in Valle di Non.

Le regioni con più iniziative per ora sono la Toscana, con numerosi eventi per lo più sulla Via Francigena tradizionale, e la Lombardia, dove la Rete delle Vie storiche si fa sempre più transalpina e sempre più interessante.

Il lungo asse della Via Regina si presenta infatti ormai articolato non solo nella Via Regina “classica ” (Como – Sorico) ma anche nei suoi due naturali prolungamenti della Via Spluga (Valchiavenna – Rezia) e del Cammino di san Pietro (verso MIlano).

La conferenza stampa di presentazione della giornata avverrà Martedì 20 Aprile p. v. alle ore 11.00 presso l’Audtorium del Consiglio regionale di Lombardia, Milano, Via Fabio Filzi 29.

Condurrà  Alessandro Cannavò, giornalista e pellegrino; sarà presente il presidente del Consiglio Regionale, arch. De Capitani; la Rete sarà rappresentata dal Segretari, prof. Pampanin, e da altri membri del suo Direttivo; vari gli interventi previsti, tra cui quello di Renata Crotti, Assessore al Turismo di Provincia di Pavia e membro dell’Ufficio di Presidenza dell’Associazione Europea delle Vie Francigene e dei sindaci della Via Regina.

Fonte: Newsletter Rete dei Cammini

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La Via del Reno

L’Association Internationale Via Francigena, dedita al recupero e alla promozione degli itinerari storici, presenta la 1° parte della Via Francigena de NIKULAS von MUNKATHVERA, la via del Reno, percorsa nel 1154 dal monaco benedettino islandese.

Il religioso menziona nel suo diario, tra le altre, le città di Magonza, Straburgo, Basilea, Solothurn e a Vevey (sul lago Lemano) raccontando di avere incontrato Franchi, Fiamminghi, Inglesi, Tedeschi e Scandinavi diretti a Roma.

Nelle due pubblicazioni curate dall’associazione, Topofrancigena Dormifrancigena Basel-Vevey, sono elencati tutti gli alloggi (120 circa.) più economici con le distanze tra loro, presenti nel tratto da Pontalier al passo del Gran San Bernardo; e 16 carte geo-culturali in scala 1:50.000 per il tratto tra Basilea e Vevey (CH).

Per maggiori informazioni e per l’acquisto vai al sito AIVF

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La ricostruzione della Via Francigena, di A. Conte

Dopo 1000 anni l’antico percorso di Sigerico è andato in gran parte perduto, soprattutto a causa dell’espansione della rete stradale. Quali criteri devono guidare la progettazione del nuovo itinerario? Dobbiamo rimanere fedeli ad ogni costo al tracciato originario anche a costo di convivere con il traffico automobilistico? O dobbiamo piuttosto ricreare le suggestioni dell’antico cammino, fatto di silenzio, introspezione e immersione nell’ambiente naturale?

L’antica Via

I Pellegrini che nel Medio Evo si mettevano in viaggio lungo la Via Francigena, diretti a Roma o a Gerusalemme, erano consapevoli di affrontare un’avventura che li avrebbe esposti a pericoli di vario genere e avrebbe messo a dura prova la loro forza di volontà e la loro resistenza fisica. Per loro il viaggio a piedi non era una scelta, le loro gambe erano l’unico mezzo di trasporto che potevano permettersi, e anche per chi non doveva valicare le Alpi per arrivarci, Roma era un traguardo lontano e ambizioso.

In genere non conoscevano i territori che avrebbero attraversato, probabilmente avevano ascoltato i racconti di altri viaggiatori, più o meno precisi e veritieri, dato che pochi interlocutori avrebbero potuto contraddire le loro probabili esagerazioni e vanterie.

Il cammino incominciava dalla porta di casa, da dove il pellegrino imboccava una delle innumerevoli vie per Roma, che convergevano verso meridione nella cosiddetta Via Francigena. Uno strano nome, questo, per una via, che invece di indicare una destinazione precisa definiva una provenienza incerta: il termine Francigena infatti indicava la Via che arrivava dal territorio dei Franchi, coincidente, all’epoca, con vaste aree dell’Europa settentrionale.

Il grande fiume

Mi piace pensare l’antica Via Francigena come un grande fiume, alimentato a nord delle Alpi da innumerevoli ruscelli e torrenti, che affluivano verso il placido percorso padano e convergevano finalmente in un itinerario pressoché univoco in corrispondenza del Passo della Cisa. Come i grandi fiumi cambiavano il proprio corso di stagione in stagione, e di anno in anno, così la Via Francigena cambiava nel tempo. Il tracciato in genere non era pavimentato, la Francigena utilizzava quel che restava delle antiche strade romane come l’Emilia, l’Aurelia e la Cassia, ma laddove queste erano ormai impercorribili sceglieva tracciati alternativi. Si viaggiava quindi lungo un fascio di percorsi più o meno agevoli, che convergevano in corrispondenza di punti nodali come città, stazioni di posta, conventi, luoghi di culto, valichi e guadi. Tra un nodo e l’altro il percorso poteva cambiare sensibilmente, anche a causa dei pericoli o dei disagi che il viandante poteva incontrare: briganti, paludi, tratti invasi dalla vegetazione, sentieri sconnessi o esposti, e altro.

Viaggiare oggi lungo la Via Francigena
Oggi il viaggio lungo la Via Francigena ha ovviamente un significato diverso rispetto al Medio Evo, ma anche sorprendenti analogie.

La differenza fondamentale precede il viaggio stesso, e consiste nella scelta di camminare.

Se agli antichi pellegrini avessero prospettato l’opportunità di accorciare il proprio viaggio utilizzando mezzi di trasporto più veloci e sicuri, la gran parte di loro avrebbe probabilmente accettato di buon grado. Ma non avevano altra possibilità che viaggiare a piedi. Per questo motivo il loro itinerario doveva essere il più lineare e il più breve possibile, perché dovevano arrivare rapidamente a destinazione.

Il pellegrino moderno può arrivare alla meta in poche ore, se lo desidera, utilizzando i mezzi di trasporto che il progresso gli mette a disposizione. La gran parte dei pellegrini al giorno d’oggi si muovono quindi con autobus, treni, automobili, aerei.
Il pellegrino a piedi decide invece consapevolmente di viaggiare con lentezza. E già questa scelta ne fa un pellegrino sui generis, nel cui immaginario il viaggio prevale sulla meta. Che esiste ancora, (altrimenti non si potrebbe nemmeno parlare di pellegrinaggio), ma più importante è il cammino che la raggiunge.

La comprensione e l’accettazione di questo diverso punto di vista sono fondamentali per affrontare il viaggio a piedi lungo la Francigena: la mano dell’uomo si è accanita come un’alluvione sul nostro placido fiume, e ne ha stravolto il corso. Gli antichi tracciati romani, con i loro rettilinei infiniti, sono stati coperti di asfalto, e sono percorsi da un traffico automobilistico rumoroso, inquinante e pericolosissimo per chi cammina.

Come l’antico pellegrino allungava il percorso per evitare i boschi infestati dai banditi, il moderno viandante è costretto a zigzagare attorno alla retta via, su cui sfrecciano tonnellate di lamiera lanciate ad alta velocità.

La ricostruzione della Via

Non si può quindi parlare della riscoperta di un antico percorso, bensì della sua ricostruzione in chiave moderna. L’antica Via Francigena, è ormai perduta. I luoghi che attraversava sono cambiati profondamente, talvolta hanno mantenuto intatto il loro antico fascino, ma spesso sono stati stravolti e devastati.

Persino la meta è cambiata: la Basilica che i pellegrini medievali ammiravano da Monte Mario è stata abbattuta per costruirne una più grande e maestosa, al passo con il proprio tempo. Allo stesso modo la moderna Via Francigena deve essere ridisegnata per tener conto dei cambiamenti avvenuti in 1000 anni nella viabilità e nel paesaggio.

Ciò non deve significare lo stravolgimento del percorso, né può giustificare una certa disinvoltura nelle deviazioni “turistiche” che di tanto in tanto vengono proposte.

Non si deve accantonare il rigore storico, né svilire il profondo significato spirituale e introspettivo del cammino verso Roma; bisogna però comprendere e accettare il punto di vista e le esigenze del moderno pellegrino a piedi. Gli antichi borghi, le incantevoli pievi, le maestose cattedrali, gli ospitali dimenticati, le mansiones citate negli itineraria, i diari di viaggio medievali, devono essere i punti fermi del percorso, e devono essere salvaguardati e valorizzati.

La stessa cura deve però essere dedicata ai pellegrini, alla salvaguardia della loro sicurezza, alla piacevolezza del loro viaggio. Se il loro deve essere – come nel Medio Evo – un viaggio spirituale e introspettivo, il percorso dovrà il più possibile ricreare al giorno d’oggi le condizioni affinché ciò avvenga. Guai a chi si scosta dall’antico percorso della Via Cassia tra Montefiascone e Viterbo, dove si cammina per chilometri lungo l’antico basolato. Ma non si può usare lo stesso rigore filologico a sud di Monterosi, dove ancora oggi le guide più utilizzate dai pellegrini descrivono un itinerario che rispetta il tracciato dell’antica consolare persino in un tratto in cui questa è stata rimpiazzata da una superstrada, che i camminatori devono percorrere nella corsia di emergenza.

Oggi dobbiamo ricostruire le suggestioni dell’antico pellegrinaggio, le atmosfere rarefatte, la profondità degli incontri. Dobbiamo riscoprire un ambiente naturale dimenticato, valorizzare i numerosi paesaggi che lungo la Via Francigena sono sopravvissuti agli assalti della modernità.

Dobbiamo però usare un nuovo filo per legare tra loro le numerose perle artistiche, religiose, culturali che punteggiavano l’antico cammino. E se il nuovo filo sarà un pochino più lungo di quello antico, poco male: molti tratti della Via Francigena sono così belli che vorresti che non finissero mai.

Martedì, 10 Novembre 2009

Alberto Conte

Copyright 2009

Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta sulla newsletter del sito www.francigenalibrari.beniculturali.it, il nuovo portale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali dedicato alla Via Francigena.

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La via degli Abati

Lungo il tracciato dell’antico itinerario altomedievale, che i religiosi del Monastero di San Colombano di Bobbio percorrevano per raggiungere Roma, si correrà la terza edizione della maratona “The Abbots Way Ultra Trail 2010“, da Pontremoli a Bobbio.

La gara si svolgerà l’1 e il2 Maggio lungo i 125 chilometri attraversando un tratto di Toscana, le vallate parmensi del Taro, del Ceno ed le vallate piacentine del Nure e della Trebbia.

Storia della Via degli Abati:

Era il 614 quando l’abate e santo irlandese Colombano fondò la celebre abbazia di Bobbio, poi centro europeo culturale e religioso.
Fu a quei tempi che la Via degli Abati venne utilizzata dai monaci per il raggiungimento di Roma, oltre che dagli ecclesiastici irlandesi in pellegrinaggio alla tomba di San Colombano, e per il trasporto e la distribuzione dei prodotti dai possedimenti monastici di San Colombano verso i territori piacentini, le Valli del Ceno e del Taro, e la Toscana.
Il percorso definito anche come francigena montana, collegava Pavia a Lucca, in un tragitto quasi rettilineo, ma superando numerosi ostacoli naturali come monti e valli, in un percorso dovuto al blocco bizantino contro i possedimenti longobardi.

La via di pellegrinaggio, curata dall’Associazione “Amici di San Colombano” di Bobbio, è stata inserita dal 2009 nella rete dei pellegrinaggi “Rete dei Cammini” che accoglie numerose associazioni italiane.

Il recupero della Via è stato reso possibile anche grazie alla maratona competitiva “The Abbots Way”, che richiama atleti di tutta Italia e dall’estero.

Per maggiori informazioni sulla gara vai al sito ufficiale “The Abbots Way

Visita il sito della Via degli Abati

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2^ Giornata Nazionale dei Cammini Francigeni

Visto il successo riscosso nell’edizione dello scorso anno, l’associazione “Rete dei Cammini” ripropone, per domenica 2 maggio 2010, la 2^ Giornata nazionale dei Cammini Francigeni. Verranno realizzati molti eventi di cammino in tutta Italia, su altrettanti tratti di sentieri storici. Gli eventi in programma verranno pubblicati sui siti web della “Rete dei Cammini” e di “Iubilantes“.

Gli eventi programmati pronti fin da ora riguardano la Via Francigena in Val d’Aosta