Via Francigena

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Trekking sulle orme dei pellegrini medievali

Parte il 2 luglio la Terza Edizione di “Itinerando sulla Via Francigena“, con un nuovo percorso di camminate sull’Appennino che collega Porretta Terme e Pistoia, un’opportunità rivolta agli appassionati di trekking e di storia, sulle tracce dei pellegrini che, nel Medioevo, percorrendo a piedi un vecchio sentiero, raggiungevano Roma, partendo dal nord Italia o dal nord Europa. Variante dell’itinerario principale della ‘Via Francigena’, la ‘Via Francigena della Sambuca‘ collegava fra loro i principali paesi delle due vallate: Porretta Terme, Pavana, Sambuca, San Pellegrino, Spedaletto e, superato il Passo della Collina, si dirigeva verso Croce a Uzzo, Valdibrana e Pistoia attraversando luoghi in cui la natura è ancora intatta.
 
Per i partecipanti alla manifestazione la partenza è prevista per il sabato alle 15 da Valdibrana con arrivo previsto a Collina per le 19.30. L’indomani si prosegue verso Sambuca e poi fino a Porretta Terme. Da lì sarà possibile rientrare a Pistoia in autobus o in treno. Contemporaneamente, un altro gruppo partirà il 2 luglio da Porretta e arriverà a Pistoia il pomeriggio del giorno successivo. L’itinerario complessivamente è di circa trenta chilometri. Si potrà passeggiare in modo autonomo o accompagnati da volontari che conoscono il sentiero e i luoghi, così da poter apprezzare ogni aspetto della natura e del territorio. Ad ogni tappa sarà allestito un ‘ospitale‘, ricreando un ambiente medievale, dove sarà possibile rifocillarsi alla maniera dei pellegrini e dei viandanti.
 
La manifestazione prevede comunque anche tre diverse soluzioni per i gitanti domenicali. Un gruppo partirà alle 8.30 e giungerà al passo della Collina verso le 13 percorrendo nove chilometri con un dislivello di 900 metri. Gli altri due partiranno alle 8.30 e 10.30 da Ponte della Venturina giungendo, verso le 16, rispettivamente al Passo della Collina e a Spedaletto. I percorsi sono di 15 e 18 chilometri con un dislivello di 800 e 600 metri. Sarà possibile fermarsi nelle tappe intermedie e, per rendere fruibile il percorso anche ai camminatori meno esperti, saranno attivi servizi di bus navetta che collegheranno fra loro i vari punti tappa con le stazioni ferroviarie.
 
L’iniziativa è organizzata dal Comune e dalla Provincia di Pistoia, dall’Associazione ‘Le Limentre’, dal Cai di Pistoia e di Porretta Terme, dalle Proloco di Spedaletto, Collina, ‘Il Cassero’, Pavana, Sambuca Castello, dalle Parrocchie di San Lorenzo a Uzzo e di San Romano. La manifestazione ha ottenuto il patrocinio dell’Associazione Europea delle Vie Francigene, dalla Comunità Montana dell’Appennino Pistoiese, dal Comune di Sambuca Pistoiese e di Porretta Terme.

Per maggiori informazioni è possibile contattare:

Segreteria organizzativa Associazione “Le Limentre”
San Pellegrino al Cassero, 10
Sambuca Pistoiese

Associazione “Le Limentre”
info@limentre.it
tel. 0573 893008- 3311128146

Comune di Pistoia – U.O. Attività culturali
PistoiaInforma tel. 800 012146
s.pizzi@comune.pistoia.it – tel. 0573 371238

 

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Le Vie della Cultura

La Provincia di Siena, che dal 2008, ha avviato un Programma di Valorizzazione dei percorsi della Via Francigena nel proprio territorio, ha organizzato la II Edizione del Convegno Internazionale “Le Vie della Cultura” che quest’anno approfondirà le tematiche della progettazione, gestione e salvaguardia dei percorsi storici di pellegrinaggio e che si terrà a Siena nei giorni del 14 – 15 luglio.

L’obiettivo della Provincia di Siena è quello di promuovere il “sistema” delle vie di pellegrinaggio medievale respingendo con forza l’idea di un loro banale consumo turistico, nell’ottica di creare “una via di culture” a valenza storico artistica e spirituale, che testimoni le profonde radici comuni della storia europea.

Nella mattinata del 14 luglio è prevista l’inaugurazione dei lavori di messa in sicurezza di alcuni tratti della via Francigena e l’inaugurazione dell’Ostello comunale per ospitalità povera “La sosta di Strove“.

Il convegno che si terrà presso il Complesso Museale Santa Maria della Scala – sala Italo Calvino e che avrà inizio alle ore 14.00, è organizzato in tre sezioni distinte (La Salvaguardia del Valore degli Itinerari Culturali; Modelli di “Governance” nella gestione del percorso: dalla realizzazione alla manutenzione e alla promozione; La rete delle opportunità) al fine di mettere in evidenza i numerosi studi, le attività e le iniziative più significative condotte sull’argomento attraverso i loro protagonisti: Unesco, Istituto Europeo per gli Itinerari Culturali, Ministero per i Beni e le attività Culturali, Regioni, Province italiane interessate, Comuni, Associazioni laiche ed ecclesiali, Fondazioni di origine bancaria, oltre a studiosi ed esperti della materia.

Alle ore 17.00 di venerdì 15 luglio è prevista, inoltre, una tavola rotonda a cui parteciperanno i sindaci dei Comuni di: Siena, Radicofani, Buonconvento, Abbadia San Salvatore, Monteriggioni e sarà moderata da Massimo Tedeschi, Presidente della Associazione Europea delle vie Francigene.

Nell’occasione Alberto Conte presenterà la quarta edizione del CamminaFrancigena, viaggio-evento che si svolgerà lungo i percorsi della via Francigena in Terra di Siena dal 7 al 12 Ottobre 2011, e che quest’anno sarà realizzato in collaborazione tra la Provincia di Siena e ItinerAria.

 

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1a Festa dei Pellegrini sulla Via Francigena

Sabato 9 e Domenica 10 luglio a Fidenza, si svolgerà la 1a Festa dei Pellegrini sulla Via Francigena, per festeggiare la concusione del lavoro di apposizione della segnaletica che ora, finalmente, è completa ed uniforme. Si auspica che questo lavoro, fatto con impegno, passione e con il sostegno di tanti amici pellegrini, sotto la guida di Cristina, rappresenti realmente una svolta per lo sviluppo del nostro bellissimo Cammino italiano!!!

 

PROGRAMMA

Sabato 9 Luglio
ore 12.00: Aperitivo di benvenuto, sistemazione in camera e presentazioni
ore 14.00: “La nuova segnaletica sulla Via Francigena”: breve presentazione del lavoro e proiezione foto.
Cristina Menghini racconta i momenti più divertenti e significativi dell’esperienza con il Pellegrinetto Nero.
Ore 15.30: “Caccia al tesoro del Pellegrinetto Nero” (Prima parte) – Divertente passeggiata sulla Via Francigena: sorprese e indizi tra un passo e l’altro!
Ore 20.00: Cena condivisa (e, per chi vuole partecipare, piccolo concorso culinario!)
Ore 21.30: “Caccia al tesoro del Pellegrinetto Nero” (Seconda parte) – Ricerca del Tesoro e sorpresa finale!

Domenica 10 luglio
Ore 9.00: Passeggiata sulla Via Francigena
Ore 13.30: Pranzo condiviso
Ore 15:00: Briefing finale, commenti, saluti e ritorno a casa

Note informative
– Durante la festa verranno proposte alcune interessanti iniziative 
– Il costo per la partecipazione è di 10 euro per il pernottamento. Portare sacco a pelo.
– Aperitivo e piccoli premi ricordo offerti dall’organizzazione
– Per la cena: ognuno porta qualcosa di pronto da casa da condividere con gli altri! Ma c’è una novità: per chi lo desiderasse è possibile partecipare al 1° concorso culinario! (i dettagli saranno pubblicati una settimana prima della festa!)
– Per chi lo desiderasse è possibile pernottare anche il venerdì sera 8 luglio (specificarlo nell’email di iscrizione)
– Qualora aveste già in programma altri impegni per questo fine settimana sappiate che potrete comunque condividere anche solo una delle due giornate in programma … può essere sicuramente una bella occasione per conoscersi e conoscere altri pellegrini 

Fate conto che la struttura che ospiterà tiene solo 30-35 posti per dormire: se dovessero esserci maggiori richieste, si cercheranno soluzioni alternative!

IMPORTANTE!:
Per confermare la vostra iscrizione è necessario che inviate un email a: camminandosullaviafrancigena@gmail.com

 

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Francigena, il volto migliore della Toscana

Appunti di viaggio del sindaco di Monteriggioni Bruno Valentini che ha percorso la Francigena per tutto il tratto toscano partendo da Fornovo di Taro in Emilia.

Lunedì 27 Giugno 2011 10:51 

“Non avrei mai immaginato di lasciare l’’ostello comunale di Altopascio depositando le chiavi sotto il portone di ingresso del Municipio. Come una volta si faceva nei nostri paesi, lasciando le chiavi sotto la soglia. Ad Altopascio, così come presso i cappuccini di Pontremoli o la parrocchia di Avenza, abbiamo sostato durante l’’attraversamento della Toscana in bici, lungo l’’itinerario della Francigena”.

Comincia così il “diario di viaggio” lungo la Via Francigena del sindaco di Monteriggioni Bruno Valentini, che ha percorso l’antica strada in bicicletta lungo i sentieri della nostra regione.

“Siamo partiti dall’’Appennino emiliano, percorrendo l’’antico tracciato pedonale dei pellegrini diretti a Roma, che dopo il valico della Cisa, incontravano la Toscana, sia che venissero dal centro dell’’Europa o da Santiago di Compostela. In quattro giorni abbiamo percorso oltre 300 km, incontrando foreste, boschi, prati, guadi, pievi, abbazie, borghi antichi, città d’’arte, ma soprattutto persone. Persone che arricchivano il mutare del paesaggio con la diversità delle loro culture, consuetudini, cibi e dialetti. È stato un viaggio che ci ha consentito di vivere la Toscana senza limitarsi a guardarla da dietro i vetri dell’’auto o del pullman, osservandola da dentro. Una Toscana minore, che sovente è la Toscana migliore, distante dal clamore della notorietà, densa di autenticità ed ospitalità”.
Oddio, non tutto è da celebrare. In molti luoghi il ruvido incalzare della modernità ha intaccato pesantemente il tessuto sociale ed ambientale, spargendo oltre misura anonimi manufatti di cemento ed asfalto, demolendo i confini visivi fra città e campagna. Talvolta si passa da una stupenda città d’’arte ad un’’altra altrettanto mirabile, percorrendo però corridoi stradali dove il panorama circostante è occluso da pareti continue di case a schiera tutte uguali, capannoncini artigianali, snack bar, insegne prepotenti e cartelloni pubblicitari. Ma poi basta una deviazione per ritrovare la campagna toscana, che irrompe con i suoi colori che cambiano ad ogni stagione. I boschi della Cisa, la valle del fiume Magra, i borghi storici ai piedi delle Apuane, il padule di Fucecchio, le colline fra Firenze e Siena, le torri di San Gimignano, il castello di Monteriggioni, l’’attraversamento di Siena, la Val d’’Orcia. In particolare da Altopascio in giù, è il mio parere, lo spettacolo vale il biglietto”.

Si avvertono inoltre i primi segni di una microeconomia che in Spagna ha accompagnato e anticipato il boom del Cammino di Santiago. Piccoli ostelli crescono. Ma anche luoghi di ristoro a prezzo accettabile ed attività di turismo ambientale. In giro si vedono importanti restauri architettonici, già completati od in corso, ma anche qualche scivolone come ad esempio l’’interramento di un lastricato medievale appena ritrovato sotto il rilevato di una nuova strada, fra Fucecchio e San Miniato. Sull’’itinerario abbiamo trovato molte persone, spesso straniere, in cammino col loro fardello, fra le quali molte donne. Animati dal desiderio di conoscenza, di nuove esperienze, di arrivare fino a Roma, o fino a nuove mete interiori o spirituali. La segnaletica sta migliorando, grazie ad alcuni (pochi) Comuni e soprattutto ai (molti) volontari. Molto ha contato anche la spinta impressa dalla Regione Toscana, ma non tutti si sono mossi con la stessa convinzione. Quanto ha fatto, ad esempio, la Provincia di Siena per garantire la sicurezza di chi cammina, ha pochi riscontri. Ancora non è diffusa la consapevolezza della potenzialità della Via Francigena. Ossessionati (comprensibilmente) dalla crisi, si lavora per tamponare piuttosto che per reagire. Si ripropongono modelli di sviluppo costosi e logori. Siamo seduti su una miniera d’’oro che non sfruttiamo abbastanza e che può essere sfruttata sole se verrà rispettata nella sua essenza”.

“Chi irride il turismo cosiddetto “povero” della Francigena non sa guardare oltre il proprio naso e non comprende la portata delle ricadute generali. La nostra aspirazione deve essere non tanto di farsi attraversare da una strada ma da una cultura. La cultura dell’’accoglienza, della conoscenza, del turismo sostenibile. Mostrando il volto migliore della Toscana. E dell’’Italia”.  

 

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Venice to Santiago

L’associazione “Amici del Cammino di Santiago da Venezia” nasce con l’intento di ricreare l’emozione del cammino che da Venezia, porto in cui sbarcavano i pellegrini  provenienti dai paesi dell’est e dalla Grecia, attraversava tutto il Nord italia per raggiungere il luogo di culto in terra spagnola.

L’associazione Amici del Cammino di Santiago da Venezia è un’associazione no-profit costituitasi in seguito alla realizzazione, da parte dell’associazione francese “Association Régionale des Amis de saint Jacques de Compostelle en Provece-Alpes-Côte d’Azur-Corse” dei due percorsi, segnalati e strutturati, che dai confini italiani di Mentone e del Monginevro conducono a Santiago passando da Arles. 

Gli intenti dell’associazione sono ben chiari nella pagina del sito web:

“Quello di Santiago è stato per noi, e per migliaia di altre persone, non solo un viaggio tra mondi e culture diverse, ma un cammino di crescita e un’esperienza introspettiva spirituale. Proprio nel percorrerlo più volte in Spagna, abbiamo apprezzato lo sforzo che le associazioni della penisola iberica hanno sostenuto nel tentativo di creare una rete di rifugi e di sentieri a disposizione dei pellegrini, in modo che nessuno potesse perdersi e che potessero avvalersi di possibilità di pernottamento economiche. L’obiettivo della nostra associazione è quello di porre il medesimo sforzo nel rendere il pellegrinaggio ugualmente possibile anche dall’Italia, per consentire a chiunque lo voglia un’esperienza di nobilitazione umana e spirituale”.

La realizzazione del percorso non è ancora definita in tutte le sue parti (mancano ancora le mappe), ma è già disponibile l’elenco dell’ospitalità per il pellegrini lungo il percorso.

Seguite l’evoluzione del progetto sul sito

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Inaugurato l’ostello Sigerico sulla via Francigena

Nello splendido complesso parrocchiale della Pieve di S.Maria Assunta a Chianni, uno tra i monumenti romanici più significativi della Toscana e della Valdelsa, sul confine tra le province di Firenze, Pisa e Siena, è stato inaugurato un ostello per i pellegrini, al quale è stato dato il nome di “Sigerico“, in ricordo della sosta che il vescovo di Canterbury, pellegrino, prima dell’anno mille, fece in quel luogo, di ritorno da Roma.
Al taglio del nastro e benedizione dei locali erano presenti S.E. Monsignor Alberto Silvani, vescovo di Volterra, di cui la parrocchia fa parte, il sindaco Federico Campatelli di Gambassi, l’assessore regionale al turismo Cristina Scaletti, il parroco della Pieve Don Evaristo Masini, che tenacemente ha creduto in questo progetto. Presente anche l’artefice del grosso lavoro di restauro, l’architetto Anna Giubbolini. Nella Pieve, colma di cittadini e ospiti, la soddisfazione e l’emozione è stata palpabile.
Non i soliti discorsi di circostanza, ma nelle navate sono risuonate parole di ringraziamenti reciproci e di stima per tutti coloro che, a vario titolo, hanno permesso e contribuito alla realizzazione dell’ostello.

La struttura che già da alcuni giorni ospita i pellegrini è stata ricavata dalla canonica della Pieve, in disuso da anni. All’interno sono stati ricavati 35 posti letto. Le camere, con bagno, vanno da uno fino a quattro letti.  I prezzi sono modici: 24 euro per una camera singola, 17 euro a persona in camera doppia.  L’ostello, il primo sul territorio del comune termale, è uno degli interventi che sono stati messi in campo per fare in modo che la Francigena diventi davvero una delle chiavi dello sviluppo turistico del territorio. Grazie ai finanziamenti della Regione, è stato realizzato anche un camminamento per i pellegrini a fianco della strada, per metterli in sicurezza nel tratto che conduce alla Pieve e che combacia con la strada Volterrana.  Sempre all’ingresso del paese, dove si trova anche la Pieve, il Comune realizzerà anche un parcheggio e un ufficio turistico

Monsignor Alberto Silvani, durante il suo intervento, ha anticipato che la prossima inaugurazione dovrebbe avvenire nel Comune di San Gimignano, dove fervono i lavori di restauro del complesso che fa parte della meravigliosa Pieve romanica di Cellole, appartenente sempre alla Curia vescovile di Volterra. Quella Pieve che ispirò Giacomo Puccini per la sua opera lirica Suor Angelica.

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Firenze, le antiche vie Romee sbarcano on line

Destinata al pellegrino multimediale del terzo millennio, approda on line la rete delle 6 Vie Romee: 560 chilometri di percorsi dedicati al mondo del turismo lento e sostenibile che attraversano in lungo e in largo il territorio di Firenze fino alle provincie di Arezzo e Siena.

Sei percorsi spettacolari che attraversano colline e campagne, sfiorano borghi e castelli nascosti, conducono a ville e monumenti centenari, pievi e abbazie, fino alle riposanti locande toscane e alle ghiotte trattorie di una cultura gastronomica stellare.

Tutto ciò è adesso a portata di web sul sito www.vieromee.it grazie all’Ente Cassa di Risparmio di Firenze che, dopo aver riscoperto e restaurato la rete viaria medievale usata dai penitenti diretti a Roma, ha realizzato un moderno sistema informativo virtuale che si connette al Portale unico della Via Francigena e inserisce le Vie Romee tra gli itinerari culturali internazionali, promuovendo a livello europeo il territorio dell’antico contado fiorentino.

Si tratta di due cartoguide aggiornabili sul web con il codice QrCode, e di un sito interattivo da cui il moderno viandante può attingere ogni informazione sui 6 percorsi: sia sul computer di casa per pianificare il viaggio, sia sul posto (con telefonini, I-Pad, ecc.) per orientarsi su itinerario, luoghi, monumenti, calcolando tempi, opportunità e quant’altro.

La struttura modulare del sito contiene oltre 1500 schede ricche di testi, immagini, video, documenti, tracciati GPS sempre aggiornati, relazionati tra loro e totalmente georeferenziati. Questo archivio è per di più integrato dalle mappe di Google e permette dunque infinite possibilità e interconnessioni. Grazie ai social network è possibile anche una condivisione immediata delle proprie esperienze.

Le due cartoguide, in versione cartacea double-face, finanziate dall’APT di Firenze, sono acquistabili a € 7,50 negli uffici di informazione turistica e nelle librerie specializzate. In scala 1:50 mila, specificano tappe, luoghi di interesse storico artistico e paesaggistico più significativi, indicazioni tecniche per affrontare il percorso.
La prima carta illustra gli itinerari da Firenze ad Arezzo e quello Firenze – Appennino. La seconda documenta invece il percorso Firenze – Siena lungo la Valdelsa e il Chianti, oltre alla direttrice che attraversa il nucleo più antico di Firenze, da Porta San Gallo (presso Piazza della Libertà) a Porta Romana, disseminato di antichi ‘spedali’.

La Fondazione ha inoltre prodotto una preziosa guida-breviario: “Vie Romee. Gli itinerari dei pellegrini nel contado fiorentino“, curata dallo storico Renato Stopani, pubblicata da Le Lettere (pag 263, € 14).

Il progetto coinvolge Regione Toscana, Province di Arezzo, Firenze e Siena, diocesi di Firenze e Fiesole, Università di Firenze, Istituto Geografico Militare, 48 Comuni, sezione Toscana del Club Alpino Italiano.

 

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IL FESTIVAL “VIA FRANCIGENA COLLECTIVE PROJECT”

Prende il via la prima edizione del Festival “Via Francigena Collective Project” che l’Associazione Europea delle Vie Francigene e l’Associazione Civita hanno organizzato dal 16 giugno al 30 settembre 2011.

L’iniziativa, realizzata in collaborazione con l’Associazione Toscana delle Vie Francigene e l’Ente Cassa di Risparmio di Firenze – Progetto Vie Romee, ha ricevuto il patrocinio e il sostegno di Regione Lazio, Regione Toscana, Regione Autonoma Valle D’Aosta e Opera Romana Pellegrinaggi, il contributo di Novasol e vede la partecipazione della Rete dei Cammini.

E’ una rilevante novità per la promozione della Via Francigena, dato il coinvolgimento delle quattro nazioni traversate – Italia, Svizzera, Francia, Inghilterra – dal più importante asse di penetrazione storico del territorio europeo. Una grande manifestazione che armonizza eventi e attività proposte e attuate dai territori, secondo le loro peculiarità culturali, religiose e artistiche, per la promozione del cammino lungo l’antica strada di pellegrinaggio che mille anni fa e oltre conduceva i pellegrini a Roma e quindi verso Gerusalemme, e che oggi costituisce il prestigioso Itinerario Culturale riconosciuto dal Consiglio d’Europa.

Gli eventi di questa “edizione zero” del Festival coinvolgono natura, spiritualità, cultura, enogastronomia e identità locali: 78 appuntamenti delle più diverse tipologie: riletture, in chiave artistico-culturale, del cammino francigeno nelle mansio dell’itinerario di Sigerico; rievocazioni storiche con momenti teatrali di guerra, arte e vita quotidiana; giornate di cammino e di cicloturismo; escursioni guidate alla scoperta dei numerosi siti di interesse archeologico, storico, artistico e religioso; animazioni nei centri storici con corteggi e giochi di strada; degustazioni di cibi della tradizione negli ospitali medievali; mostre, spettacoli di teatro, danza e musica; presentazione di iniziative editoriali; forum. Questi e molti altri sono gli eventi in programma, sempre tutti rigorosamente “francigeni” e, nella maggior parte dei casi, in luoghi storici.

Proprio partendo da ciò e dal bisogno crescente di coesione, l’Associazione Europea delle Vie Francigene e l’Associazione Civita, grazie anche all’ampia collaborazione dell’Associazione Toscana delle Vie Francigene, hanno intrapreso un lavoro di organizzazione e valorizzazione degli eventi descritti.

Il Festival vuole dunque offrire un coordinamento e la promozione degli eventi favorendo la loro comunicazione congiunta e, nel tempo, l’individuazione di tematismi e modalità condivisi, in ciò garantendo un elevato coinvolgimento di cittadini e turisti e un’occasione di crescita per le nostre comunità.

Evento trasversale all’intera iniziativa del Festival è il Premio inVia! 2011 promosso dall’Associazione Civita e dall’Assessorato alla Cultura, Spettacolo e Sport della Regione Lazio, e patrocinato dall’Associazione Europea delle Vie Francigene.

Il Premio invita chiunque abbia percorso un tratto della Via a presentare, entro il 31 ottobre 2011, foto, video, lettere brevi ed sms, i migliori dei quali verranno selezionati da una Giuria di esperti che premierà l’originalità, la qualità artistica e la capacità di comunicare il valore dell’esperienza del cammino. Per scaricare il Bando di Concorso e partecipare al Premio inVia!: www.culturalazio.it  www.civita.it www.viafrancigena.eu.

Per ulteriori informazioni sul Festival “Via Francigena Collective Project”: www.viafrancigena.eu, www.civita.it, www.culturalazio.it,

www.operaromanapellegrinaggi.org

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Via Domitia – Arles to Vercelli

Paul Chinn e Babette Gallard fanno parte della categoria dei “malati di cammino”.

Da anni girano l’Europa a cavallo o in bicicletta, in compagnia del loro piccolo cane, per tracciare nuovi percorsi e documentarli in ottime Guide che pubblicano a loro spese.

Un’attività ammirevole, il cui ultimo risultato è l’ottima guida che descrive il percorso che collega Arles a Vercelli, ovvero collega il Cammino di Santiago (Via Tolosana) alla Via Francigena della Valle di Susa.

La guida è disponibile sia in versione cartacea sia sotto forma di e-book, e può essere ordinata sul loro sito: www.pilgrimagepublications.com

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Camminare, un gesto trasgressivo

Chi viaggia a piedi di città in città, ad esempio lungo la Via Francigena e il Cammino di Santiago, si riappropria di spazi dai quali l’uomo moderno si è ritirato da alcune decine di anni.

Oggi, in Italia, una persona che cammina sul bordo di una strada provinciale con uno zaino sulle spalle viene spesso guardata come se passeggiasse in costume da bagno nel centro di Milano.

Il senso comune ammette la presenza di donne e uomini seminudi lungo una spiaggia o in una piscina, così come ammette la presenza di camminatori vestiti da trekking lungo un sentiero di montagna o al limite in un parco. E chi esce dai confini stabiliti dalla cultura dominante compie un gesto trasgressivo, con il fascino e i rischi che ciò comporta.

Anche se il pedone secondo la legge è il primo utente della strada (nel senso che è il primo ad essere citato nell’articolo 1 del Codice della Strada), e anche se il transito pedonale è ammesso lungo la stragrande maggioranza delle strade italiane, il cartello che indica la fine di un centro urbano rappresenta per chi cammina una moderna versione delle colonne d’Ercole. Chi lo supera si espone a un rischio, poiché oltre quel segnale nessuno prevede la sua presenza.

Innanzitutto chi ha progettato la strada ha lavorato per far viaggiare veloci e sicuri i veicoli a motore, non certo per proteggere gli incauti pedoni. In secondo luogo gli automobilisti non hanno la percezione della loro velocità e della pericolosità della tonnellata di metallo che guidano. Infine il pedone stesso si crede più visibile di quanto in realtà sia, e tende a sopravvalutare la buona educazione e le capacità di guida degli automobilisti. 

Questi ultimi in genere lo vedono come un ostacolo che rallenta la loro marcia, un intruso nel loro territorio. Un territorio dal quale “l’uomo bianco” si è ritirato da alcuni decenni, lasciandolo in balia della modernità. Un territorio in cui in tempi recenti si avventurano quasi esclusivamente i migranti africani ed asiatici.

Nel loro Paese sono ancora abituati a viaggiare a piedi, e le loro strade, anche se importanti e trafficate, prevedono quasi sempre un’ampia banchina con un sentiero su cui possono camminare in sicurezza uomini ed animali. Quindi se decidono di camminare non è solo perché non hanno la possibilità economica di usare altri mezzi, ma perché la loro cultura non considera disdicevole né bizzarro percorrere qualche chilometro a piedi per raggiungere un villaggio vicino. 

Il presidio del territorio

In questo senso hanno molto da insegnarci: ritirandoci dalle “terre di mezzo”, abbiamo rinunciato a presidiare un territorio prezioso, che è stato utilizzato in modo sregolato e disordinato da chi ha speculato sulla nostra assenza.

Chiusi in scatole  lanciate a cento chilometri all’ora, vediamo le nostre periferie come un male necessario, da superare in tempi rapidi. Non ci soffermiamo sulla bruttura delle zone artigianali, invase dai capannoni prefabbricati e dai centri commerciali che costeggiano per chilometri qualunque via di comunicazione, consumando ettari di territorio e deturpando definitivamente il paesaggio. Chiusi nell’utero ovattato della nostra auto, veniamo isolati dal mondo esterno da cristalli che filtrano tutto: luce, freddo, caldo, rumori, profumi, puzze.

Vediamo una nuova circonvallazione e ne apprezziamo la scorrevolezza, senza renderci conto che magari per costruirla è stata deturpata una zona di pregio paesaggistico, e che comunque il territorio è stato tagliato da una barriera spesso insormontabile per chi cammina, poiché difficilmente viene previsto un passaggio pedonale. 

Chiusi nelle nostre auto non notiamo le discariche abusive che nascono come i funghi sui bordi delle strade asfaltate o in mezzo alle strade campestri, pavimentate per centinaia di metri con le macerie depositate da muratori irresponsabili.

Chiusi nelle nostre auto, ci ritiriamo da un territorio che non percepiamo più come bene comune. Il dogma della proprietà privata ci ha fatto dimenticare l’importanza di beni fondamentali per la collettività; l’atrofia del nostro sguardo ci impedisce di comprendere che uno scempio estetico compiuto da un privato ignorante o in malafede sul proprio terreno può avere conseguenze devastanti sul paesaggio, che oltre ad essere un bene collettivo è una delle principali risorse economiche del nostro Paese.

Camminare, un gesto trasgressivo – Seconda Parte