Via Francigena

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Giornata di Studio a Radicofani

Martedì 2 Agosto 2011 presso il Teatro Comunale di Radicofani è prevista una giornata di studi dedicata alla Via Francigena; in programma numerosi interventi, una visita guidata alla Posta Medicea ed una serata musicale nella Piazzetta del Teatro.

“PER SANCTUM QUIRICUM, AC ALTUM RADICOFANUM, ET DEINDE PER AQUAPENDENTEM…” Radicofani e la Via Francigena

Radicofani, 2 agosto 2011
Teatro Comunale –  Ore 10,00

-Radicofani e la viabilità romipeta del medioevo in val d’Orcia  (Renato Stopani)
-Divagazioni su Radicofani nelle fonti odeporiche (Fabrizio Vanni)
-Gli spedali di Radicofani nel medioevo (Fausto Cecconi)
-Gli ospizi, le osterie e le taverne. L’ospitalità commerciale a Radicofani dal Medioevo all’età moderna (Patrizia Turrini)

Visita Guidata alla Posta Medicea

Teatro Comunale  – Ore 16,30

-La Posta granducale di Radicofani. Avvio di un percorso di ricerca tra storia e architettura (Giuseppina Carla Romby)
-Per una storia urbana del borgo di Radicofani (Giovanna Casali)
-San Piero in Campo, Santa Trinità a Spineta, Monastero del Vivo : vallombrosani e camaldolesi in val d’Orcia (Marco Gamannossi)
-Spade forgiate dal vulcano. La terra di Radicofani nella letteratura   (Luciano Bassini)

Piazzetta del Teatro – Ore 21,15
Musica nel ghetto..arpa e canto 

 

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Via Francigena: una grande opportunità da cogliere con l’Europa

Questa la conclusione del convegno “Le vie della cultura. I percorsi storici di pellegrinaggio” che si è chiuso venerdì 15 luglio a Siena, dopo due intense giornate di confronto tra ospiti di rilievo nazionale ed internazionale

L’impegno del Consiglio d’Europa e la rete delle opportunità che possono aprirsi dalla valorizzazione della Via Francigena sono stati i temi centrali della terza sessione del convegno “Le vie della cultura. I percorsi storici di pellegrinaggio”, che si chiuso venerdì 15 luglio a Siena dopo due intense giornate di confronto tra ospiti di rilievo nazionale ed internazionale. Ad introdurre la dimensione europea è stato Alberto D’Alessandro, del Consiglio d’Europa: Gli itinerari culturali hanno bisogno di risorse significative per la loro infrastrutturazione e l’Europa sta lavorando seriamente per inserire la valorizzazione dei percorsi di pellegrinaggio, compresa la via Francigena, fra le sue priorità, anche in considerazione dell’interessante prospettiva di sviluppo economico offerta dalla cultura.

Cultura, locomotiva di sviluppo economico. Le prospettive di risorse e investimenti in arrivo sulla via Francigena sono stati illustrati da Cristina Loglio, consigliera della parlamentare europea Silvia Costa, da anni impegnata per la valorizzazione degli itinerari culturali. La Commissione europea – ha detto Loglio portando anche il saluto di Silvia Costa – sta sostenendo con forza il valore della cultura e i benefici significativi che può avere anche sul fronte dello sviluppo economico e dell’occupazione. Per questo, servono incentivi e una grande responsabilità politica, con una spinta sempre maggiore alla collegialità e alla crescente sinergia fra Commissione e Parlamento europeo. Anche grazie all’impegno di Silvia Costa e di altri parlamentari europei, la via Francigena sta andando in questa direzione e potrà contare, anche per il prossimo anno, di nuove risorse messe a bilancio. Un impegno bipartisan, quello per la strada dei pellegrini, che vede in prima linea anche il parlamentare europeo Marco Scurria, che ieri non è riuscito ad essere presente a Siena ma ha inviato un messaggio di saluto.

Il convegno ha offerto anche l’occasione per un confronto con altre esperienze, a partire da quella Svizzera, con l’intervento di Sandro Benedetti, di ViaStoria, che ha parlato dell’articolato e complesso percorso di tutela del patrimonio viario svizzero, durato circa ventanni, dalla catalogazione alla promozione degli itinerari nazionali. Della via Francigena come asse di un progetto culturale per Siena capitale europea della cultura ha parlato Gabriele Borghini, del Comitato di progetto, che ha sottolineato come Siena, anche per la sua centralità e il suo strettissimo rapporto con la strada, possa cogliere nella via Francigena un’opportunità per proiettare la sua dimensione culturale, paesaggistica e spirituale nella dimensione nazionale ed europea. Dei beni culturali ecclesiastici, del rischio del loro confinamento nel passato, della profonda natura spirituale del cammino e della straordinaria opportunità offerta dalla via Francigena per connettersi al contesto esperienziale dei beni culturali di cui è disseminato il territorio, ne ha parlato Monsignor Giuseppe Acampa, economo dell’Arcidiocesi di Siena, Colle di Val d’Elsa e Montalcino. Da Sara Braga, di Catoni Associati Srl, la proposta di un logo della via Francigena che unisce elementi simbolici ed iconografici.

La tavola rotonda. Tantissimi gli interventi alla tavola rotonda coordinata da Massimo Tedeschi, presidente dell’Associazione Europea delle vie Francigene, che ha richiamato l’unitarietà europea dell’itinerario e la necessità di valorizzare questa dimensione in ogni aspetto, a partire da quello comunicativo. Insieme a numerosi rappresentanti delle istituzioni lungo la via Francigena, sono intervenuti, tra gli altri, Cristina Menghini, pellegrina contemporanea e Alberto Conte, dell’Associazione ItinerAria, che ha presentato la quarta edizione del CamminaFrancigena, viaggio-evento lungo la via Francigena in Terra di Siena, in programma dal 7 al 12 ottobre, realizzato in collaborazione con la Provincia di Siena. Grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie – attraverso un trasmettitore gps che aggiorna in tempo reale la posizione del viaggiatore – un gruppo di moderni pellegrini realizzerà quotidiani racconti di viaggio da condividere in rete attraverso foto geo referenziate condivise sui social, video pubblicati in tempo reale su un canale You Tube dedicato, ma anche spettacoli teatrali lungo il percorso, con l’obiettivo di divulgazione culturale della via Francigena.

Il bilancio e le conclusioni. Un bilancio della due giorni e una conferma dell’impegno della Provincia di Siena sul progetto Francigena è arrivato dal vice presidente Alessandro Pinciani, in chiusura dei lavori: La valorizzazione di questo itinerario culturale è per noi una grandissima scommessa: l’abbiamo colta prima di altri e vogliamo continuare ad alimentarla, anno dopo anno, anche facendo tesoro delle esperienze, delle buone pratiche e del respiro europeo che questo convegno ci ha offerto. Lo faremo, forti dei tanti attestati di merito che abbiamo ricevuto, continuando a svolgere un essenziale ruolo di coordinamento; portando a termine la messa in sicurezza dei percorsi e progettando attentamente una governance per la manutenzione; collaborando per la massima fruibilità dei beni artistici, culturali ed architettonici lungo la via e stimolando la creazione di una rete di ospitalità povera essenziale per accogliere al meglio i pellegrini, senza mai dimenticare che il percorso senese, come tutti gli altri, può trovare nella dimensione europea la sua migliore e più opportuna valorizzazione. La Francigena, come via di culture a valenza storica, artistica ma soprattutto spirituale – ha concluso Pinciani – ci permette di sfidarci con coraggio, andando oltre le nostre esperienze.

Il convegno Le vie della cultura. I percorsi storici di pellegrinaggio è stato promosso dalla Provincia di Siena, con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Toscana, Consiglio d’Europa, Parlamento Europeo, Comune di Siena e Opera Romana Pellegrinaggi, e con il contributo della Fondazione Mps.

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Premio inVia! 2011: regala le tue emozioni sulle Vie Francigene

Il Premio internazionale “inVia!” 2011, alla sua seconda edizione, invita chiunque abbia percorso un tratto delle Vie Francigene a presentare, entro il 31 ottobre 2011, foto, video, lettere brevi ed sms, i migliori dei quali verranno selezionati da una Giuria di esperti che premierà l’originalità, la qualità artistica e la capacità di comunicare il valore dell’esperienza del cammino.

Si tratta di una iniziativa promossa dall’Associazione Civita e dall’Assessorato alla Cultura, Spettacolo e Sport della Regione Lazio, e patrocinata dall’Associazione Europea delle Vie Francigene. Ma è anche un evento trasversale al Festival “Via Francigena Collective Project”, organizzato dall’Associazione Europea delle Vie Francigene e dall’Associazione Civita nel periodo 16 giugno-30 settembre 2011.
In particolare, l’iniziativa è volta a premiare le migliori 3 fotografie (inedite a colori e b/n), 3 video (durata massima di 90 secondi), 3 lettere brevi (tra 1.000 e 1.500 caratteri), 3 sms (entro i 500 caratteri) e la migliore foto, video, lettera breve ed sms di giovani fino a 15 anni e di coloro che hanno esplorato la Via nel suo tratto laziale, che meglio raccontano l’esperienza, le sensazioni e le riflessioni sul valore e sul senso del cammino, le emozioni suscitate dall’esperienza umana e spirituale, dai paesaggi e dalle bellezze storico-artistiche che caratterizzano quegli itinerari.

I vincitori verranno premiati in occasione di un evento con la consegna di premi appositamente realizzati.
Partecipate numerosi con i vostri contributi!

Scaricate il Bando di Concorso per partecipare al Premio inVia e la cartolina.

 

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Francigena senese: i lavori proseguono

L’inaugurazione di un ostello e un passaggio pedonale potrebbero sembrare fatti marginali, se fossero un ostello e un passaggio pedonale qualunque…
A Strove, alle porte di Monteriggioni, in provincia di Siena, abbiamo invece visto qualcosa di diverso: un’opera di messa in sicurezza da manuale, che allontana dal traffico chi cammina lungo la Via Francigena, e un ostello in perfetto stile “pellegrino”, piccolo ma semplice.
Il tutto con il minimo investimento possibile, spendendo al meglio i soldi pubblici.
Complimenti, alla Provincia di Siena e al comune di Monteriggioni che hanno realizzato gli interventi, alla Regione Toscana che ha cofinanziato le opere.

 

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Francigena street view: il blog che racconta un grande viaggio

Una dottoranda di ricerca della Sapienza (dottorato in progettazione e gestione dell’ambiente e del paesaggio) ed un neolaureato in architettura del paesaggio presso lo stesso ateneo stanno camminando lungo l’itinerario ufficiale della Via Francigena, da Roma al Gran san Bernardo, utilizzando l’Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa come osservatorio lineare sul (e nel) paesaggio italiano.

 

 

 

 

 

 

 

 

Di tappa in tappa si vanno censendo gli iconemi ovvero le immagini elementari, salienti, denotative e caratteristiche delle varie unità di paesaggio. Le percezioni dei due ricercatori sul paesaggio si uniranno a quelle raccolte intervistando gli altri pellegrini che si incontreranno tappa per tappa. In questa maniera si tenterà di disegnare una mappa cognitiva lineare degli iconemi del paesaggio narrato dalla Francigena ovvero un prototipo di quella carta che, secondo l’antropologo Eugenio Turri manca in Italia ed alla quale tutta la pianificazione paesaggistica dovrebbe adeguarsi.

Per far emergere dai paesaggi attraversati gli iconemi i ricercatori stanno seguendo il suggerimento dello stesso Turri circa il metodo di individuazione degli iconemi: “basta chiedere a 10 persone che hanno fatto lo stesso viaggio quali siano le immagini che più ricordano del Paese attraversato. Otto su dieci indicheranno le stesse cose. Ecco emergere gli iconemi“.

Considerando che sulla Via camminano centinaia di pellegrini, considerando che chi si muove a piedi nel paesaggio è in una condizione favorevole e privilegiata verso la sua osservazione e che la domanda di paesaggio è insieme a quella spirituale, sportiva, naturalistica uno dei principali moventi del pellegrinaggio la Via si configura come un sito ad alta reattività sperimentale per questontipo di indagine.

La Convenzione Europea del paesaggio designa come tale il territorio per come è percepito dalle popolazioni, in riferimento alle popolazioni locali ma Goethe ed il grand tour ci hanno insegnato come siano stati spesso gli occhi dei viaggiatori a farci riscoprire le bellezze del nostro paese. E se tale consapevolezza di valore e’cosa assodata per i monumenti architettonici, artistici per i centri
storici e, solo di recente, per i giardini storici, non lo è ancora per il paesaggio.

In considerazione di ciò e del fatto che insider ed outsider vedono le cose in modo diverso ovvero che, secondo gli antropologi, esistono tanti mondi quanti sono gli occhi che li vedono, si ritiene interessante intervistare circa gli iconemi anche gli abitanti delle sub mansiones che la Via incontra.

In tal modo, dando una voce all’auspicio del Consiglio d’Europa circa l’opportunità di utilizzare gli Itinerari Culturali del Consiglio come luoghi di sperimentazione dei principi della Convenzione Europea, si tenterà di osservare il fenomeno-paesaggio da una prospettiva multifocale che trascenda la percezione delle sole popolazioni locali.
Si tentera’ di capire quanta parte dell’immaginario paesaggistico delle comunità locali sia retaggio della memoria storica e quanta parte, invece, dell’immagine del paesaggio tradizionale sia tutt’ora nitidamente figuarbile anche per chi osserva quel paesaggio per la prima volta. Si tentera’ di mappare il grado entropico del caos semiotico del paesaggio italiano. Si tentera’ di restituire un’immagine percettiva di quello che un tempo fu’ il bel paesaggio elaborata a partire dagli sguardi dei suoi abitanti e dei pellegrini che l’hanno attraversata per buona parte, lentamente, in cammino, impiegando tutti i sensi.

Per quanto riguarda lo stato di avanzamento della ricerca, sono stati intervistati lungo la Via e negli spedali una trentina ventina di pellegrini, molti questionari scaricati da francigenastreetview@wordpress.com sono gia’ pervenuti all’indirizzo mail del blog, si sono presi contatti con quasi tutte le amministrazioni comunali delle soste Laziali della Via (nelle quali la ricerca di dottorato si approfondirà) per aprire delle giornate autunnali di osservatorio sul paesaggio. Sono già stati intervistati venti abitanti di Montefiascone e ci si accinge a fare altrettanto per Bolsena (tappa nella quale attualmente ci si trova).

I risultati della ricerca verranno pubblicati in futuro sul blog, mappe percettive comprese. Alcuni post aggiorneranno circa i risultati parziali. Con frequenza quasi giornaliera il blog riporta i diari di viaggio dei ricercatori e le narrazioni dei paesaggi attraversati, fatte, laddove e’possibile, tramite il racconto degli attori del paesaggio (principalmente i contadini).

A fine del viaggio si caricheranno sulle mappe satellitari di Google tutte le foto scattate ai paesaggi, di modo da ottenere una sorta di Francigena streetview ad integrazione ed ironica contrapposizione del progetto stesso profondamente fondato sull’esperienza percettiva diretta ed immersiva nel paesaggio.

Si prevede di concludere questa preliminare sessione di indagine pellegrinante verso i primi di settembre. L’osservatorio resterà aperto on line e le interviste proseguiranno sino a raggiungere una dimensione del campione teoricamente fondata allo spedale per pellegrini di Roma, città dove i ricercatori risiedono.

Serena Savelli e Lucio Pettine

In attesa di seguire passo dopo passo il loro cammino, del quale vi aggiorneremo, potete visitare il blog di Francigenastreetview oppure Paesaggiocritico.com

 

 

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Via Francigena: riaprono gli ostelli di Berceto e di Cassio

Chi camminerà sul tratto Parmense della Via Francigena potrà fermarsi in due rinnovati ostelli. Hanno riaperto sabato 9 luglio, con una nuova gestione, le due ex case cantoniere che offrono a escursionisti e pellegrini una quarantina di posti letto: l’ “Ostello della Cisa”, a Berceto in località Casa Grossa, e l’ “Ostello di Cassio” (Terenzo). In particolare, l’Ostello della Cisa ha 24 posti letto suddivisi in 8 camere, mentre l’ostello di Cassio, che si trova nel centro del paese, ha 13 posti letto suddivisi in 4 camere.
Le due ex case cantoniere, di proprietà di Anas, sono state recuperate dalla Provincia, che ha anche individuato i nuovi gestori. L’ostello della Cisa è stato affidato alla Cooperativa “Passo Cisa” di Berceto, mentre l’ostello di Cassio è stato affidato alla società “I salti del diavolo” di Cassio di Terenzo.

I progetti di adeguamento e potenziamento dei due ostelli –  afferma l’assessore provinciale al Turismo Agostino Maggiali – si inseriscono in un progetto più ampio intrapreso già da tempo dalla Provincia, con l’obiettivo di valorizzare dal punto di vista culturale e turistico l’antico percorso francigeno, che attraversa il nostro territorio da Fidenza fino a Berceto”.

Gli interventi di recupero delle ex case cantoniere, adibite a ostelli, e i più recenti interventi di adeguamento e potenziamento, hanno permesso di aumentare l’ospitalità del crinale appenninico, incentivando la presenza anche dei più giovani, e di andare incontro alle sempre più numerose comitive di persone che percorrono la Via Francigena.
Chi attraversa questi luoghi può godere delle bellezze storiche, ambientali e culturali della Via Francigena ma anche dei suoi dintorni. Da Cassio, ad esempio, si può decidere di percorrere l’antico sentiero degli Scalpellini. Da Berceto, invece, si possono scegliere i percorsi Cai di crinale che collegano la Val Taro al Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano, oppure visitare il borgo di Corchia con le sue miniere, recentemente recuperate e rese accessibili al pubblico grazie a un intervento della Provincia.

Per maggiori informazioni e prenotazioni:
Ostello della Cisa
Tel. 0525 6290

 

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Sentieri selvaggi

Un’antica strada selciata, coincidente con l’attuale percorso della Via Francigena, è stata ricoperta e forse irrimediabilmente danneggiata dalla costruzione di una moderna circonvallazione: un ennesimo scempio del Patrimonio Culturale Italiano!

Nello scorso Aprile, durante i lavori di scavo in un cantiere stradale presso il villaggio di San Pierino, nel comune di Fucecchio (FI), è stata scoperta un’antica strada selciata.
La strada si trova in prossimità dell’attuale percorso della Via Francigena, e senza entrare nel merito della veridicità storica di tale affermazione, appare comunque chiaro che il selciato, oltre ad avere un grande valore culturale, avrebbe potuto diventare un’interessante attrattiva turistica.

Strada Scoperta

 

Avrebbe potuto, perché l’antica strada… è stata ricoperta con quattro metri di terra, per costruircene sopra una nuova: un monumento alla stupidità umana, uno sfregio alla cultura del nostro paese, l’ennesimo.

 

 

 

Strada Ricoperta

 

Da tempo stiamo sottolineando come lo sviluppo di itinerari come la Via Francigena possa contribuire alla salvaguardia del territorio, grazie al passaggio e alle testimonianze dei pellegrini. Questo gravissimo fatto ne è la dimostrazione: probabilmente senza la preziosa denuncia di un pellegrino passato casualmente sia dopo la scoperta che dopo la “ricopertura”,  l’accaduto sarebbe passato inosservato o comunque non avrebbe superato i confini comunali o provinciali.

Il Movimento Lento non ha alcuna voglia di assistere a questo scempio senza fare nulla, vogliamo sapere che cosa è successo, chi ha autorizzato quel cantiere, chi ha ordinato la copertura della strada.
Contatteremo quindi la Soprintendenza, il Comune di Fucecchio, e se necessario i Carabinieri. E chiediamo a chi ci legge di spargere la voce, e di aiutarci a capire che cosa è successo e a prendere i necessari provvedimenti. Immagino che tra chi ci legge ci sia qualche avvocato o qualche membro di associazioni di consumatori: gli chiediamo di contattare chi scrive, per darci una mano.
Quel muro di terra che “ci” taglia la strada ha un valore simbolico enorme, e simbolicamente noi prendiamo in mano un badile, per riaprire il cammino interrotto, o almeno per evitare che chi violenta in questo modo il nostro patrimonio culturale possa continuare a rimanere impunito.

Alberto Conte
alberto@itineraria.eu

(cfr. anche il blog “Abuso di Francigena“).

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Finalmente sulla retta Via?

Passione, entusiasmo, e un pizzico di follia: questo il mix di ingredienti che stanno alla base dell’impresa di Cristina Menghini, la “pasionaria” della Via Francigena, che in tre mesi di durissimo lavoro ha segnato con vernice e adesivi bianco-rossi tutto il percorso ufficiale della Via Francigena, dal confine con la Valle d’Aosta (già segnalata) a Roma.Il “pellegrinetto nero” che campeggia sui nuovi segnavia è il simbolo di un nuovo modo di lavorare sull’itinerario: dopo anni di costosi progetti di segnaletica naufragati nella burocrazia, abbiamo deciso di “buttare il cuore oltre l’ostacolo”, cercando di mettere in rete una parte delle energie positive che gravitano attorno alla Francigena.
Cristina ha raccolto la sfida, insieme a decine di amici, pellegrini, associazioni, amministratori locali che l’hanno aiutata in questi tre mesi.
Determinante il contributo conomico e organizzativo del comune di Monteriggioni e dell’Associazione Toscana delle Vie Francigene, che si sono resi conto che la Francigena non può essere considerata un progetto locale: per rendere percorribile la Via, la segnaletica e l’accoglienza devono essere complete ed efficienti dal primo all’ultimo chilometro del percorso.
Questo è solo l’inizio: una segnaletica “leggera” come quella che è stata posata è delicatissima, e richiede una continua manutenzione. E ora viene la parte più difficile: il completamento della rete di ostelli e rifugi per i pellegrini, ancora incompleta.
Ma questa è un’altra storia, per ora godiamoci questo bel momento.  
Buon cammino a Cristina, e a tutti quelli che hanno creduto in questa “pazza” idea.

Alberto Conte

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Sulla Francigena: quaderno di cultura del cammino

Mario Matto, docente dell’università di Torino, grande esperto di turismo e amico della Via Francigena, insieme a Gianpaolo Falletti, e all’Associazione “Amici della Via Francigena Città di Santhià”, ha pubblicato un libro molto interessante per chiunque voglia comprendere il fenomeno del cammino lungo la Via Francigena. 

La pubblicazione comprende sia articoli di esperti del settore sia una parte dedicata all’analisi dei dati raccolti presso l’ostello di Santhià, distribuendo questionari ai pellegrini di passaggio.

 

 

 

Il libro si compone di quattro parti:

1.    Cultura del cammino, dedicata a chi ritiene che sia indispensabile riappropriarsi del territorio in modo sostenibile;
2.    Esperienze, in cui alcuni pellegrini raccontano le esperienze vissute percorrendo la Via Francigena;
3.    Camminiamo anche noi, dove si descrivono le tappe locali della Via Francigena e le iniziative finalizzate ad avvicinare la gente alle camminate;
4.    Caratteristiche dei pellegrini, in cui vengono esposti i risultati di un’indagine statistica condotta sui pellegrini ospitati nell’ostello santhiatese nel 2010.

Come dice il sottotitolo, si tratta di un “Quaderno di cultura del cammino, esperienze e approfondimenti”, che riteniamo possa essere interessante per gli appassionati del settore e utile per gli specialisti.
In tutto 304 pagine, con foto a colori e in b/n. Costo: 10 euro.

Chi vuole acquistare una copia della pubblicazione: “Sulla Francigena – Quaderno di cultura del cammino, esperienze e approfondimenti”, può contattare:

–    Mario Matto, mario.matto@libero.it (366.4404253)

–    Gianpaolo Falletti, gian.environment@gmail.com (349.1439759)

o inviare una mail nella casella dell’Associazione “Amici della Via Francigena Città di Santhià”: info@santhiasullaviafrancigena.it

Pagamento: si può effettuare un bonifico sul conto dell’Associazione, utilizzando il seguente codice IBAN: IT67M 05608 44770 00000 0021399. Ogni pubblicazione costa 10 euro (più 2 euro di spese postali). Nel caso di acquisto di più copie, le spese postali vanno contate una sola volta. Da 5 copie in su, le spese postali sono a nostro carico.

Visitate il sito www.santhiasullaviafrancigena.it
Oppure, saranno lieti di incontrarvi (su prenotazione) nell’Ostello di Santhià, via della Madonnetta 4, 13048 – Santhià (VC).

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Camminare, un gesto trasgressivo – Seconda Parte

La rivoluzione in cammino
La decisione di avventurarsi a piedi nelle “zone grigie” che separano i centri urbani è in se un gesto rivoluzionario, una manifestazione di senso civico. Portarci altre persone è un atto di politica attiva. Chi cammina nella natura ha in generale l’impressione di riappropriarsi del proprio tempo, ma chi viaggia a piedi di città in città si riappropria del proprio spazio, e si rende conto meglio di altri di quale prezzo stiamo pagando alla modernità e agli agi. In questo senso il camminatore è un testimone scomodo del saccheggio ambientale, e forse non a caso chi progetta le strade non fa nulla per semplificargli la vita.
Inoltre, il camminatore con zaino in spalla è una presenza destabilizzante per chiunque lo veda. La sua presenza è talmente rara da non poter passare inosservata, e inevitabilmente stimola delle domande.
La più innocente e la più gradita è “Da dove vieni? Dove stai andando?”, inevitabilmente condita con esclamazioni di sorpresa nel momento in cui la meta e la destinazione distano più di dieci chilometri.
Più insidiose sono le domande che non vengono esplicitate: da “Chi è questo straccione? Cosa vuole da me?” a “Perché non faccio anch’io come lui? Come mi piacerebbe accompagnarlo…”
In ogni caso un viaggiatore a piedi perturba in qualche modo l’ordine delle cose, si inserisce nel paesaggio modificandolo, la sua semplice presenza spesso scuote le coscienze e l’inconscio di chi lo osserva anche in lontananza.
Il tutto mentre compie il gesto più semplice e naturale, quello che distingue gli uomini dagli animali: camminare su due zampe.

Camminare rende felici
Un altro aspetto trasgressivo e destabilizzante del viaggio a piedi è costituito dalla gratuità del gesto. Camminare non costa nulla, non rende nulla. Eppure in genere aumenta la felicità delle persone.
Camminando si dimostra la stupidità della regola che vorrebbe legare la crescita prodotto interno lordo al benessere, poiché chi cammina in genere aumenta il proprio benessere con un impatto nullo sul PIL.
In quest’ambito, la trasgressione estrema è quella di viaggiare a piedi senza soldi, confidando nella generosità delle persone e/o in organizzazioni in grado di accogliere gratuitamente i pellegrini.
Sebastien des Fooz descrive nel libro “a piedi a Gerusalemme, 184 giorni, 184 volti”, il suo pellegrinaggio dal Belgio alla Terra Santa, in cui viene ospitato nelle case di decine di famiglie, spesso trattato come ospite di riguardo e nutrito con piatti prelibati. Durante il suo viaggio la generosità è in genere inversamente proporzionale alla ricchezza, e nei paesi più poveri, in particolare di fede musulmana, l’ospite cristiano viene esibito come un trofeo alla comunità locale.
E’ questo un positivo ritorno al Medio Evo, alla tradizionale accoglienza riservata ai Pellegrini, che anticamente venivano considerati come un ordine monastico a se, con l’ospitalità gratuita gestita da organizzazioni come i templari, i cavalieri del Tau, i cavalieri del Santo Sepolcro.
I pellegrini venivano accolti volentieri anche nelle case private, dove in cambio di un letto e di una zuppa calda portavano notizie e saperi. In un’epoca in cui la quasi totalità della popolazione era analfabeta, la trasmissione orale era l’unico modo per tenersi informati, e un viaggiatore proveniente da paesi lontani era un potente strumento di trasmissione delle informazioni e di divulgazione culturale.
Oggi le informazioni non ci mancano, anzi ne siamo sommersi, e abbiamo la falsa impressione di non avere più bisogno della trasmissione orale. Invece un viaggiatore consapevole e attento, soprattutto se viene da un paese lontano, può essere una risorsa preziosa. In un’epoca in cui s’innalzano barriere può aiutarci a comprendere e ad apprezzare la diversità, anziché subirla. Può consentirci di raccogliere informazioni dirette anziché mediate. Può aiutarci a ricordare il significato profondo dell’Accoglienza.

Alberto Conte

 

Camminare, un gesto trasgressivo – Prima Parte