Via Francigena

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L’accoglienza “povera” e lo sviluppo della Via Francigena

Dal 12 al 14 Marzo 2010 è tenuto a Monteriggioni un corso per “hospitaleros voluntarios”, che poi durante l’estate hanno gestito alcuni ostelli lungo il Cammino di Santiago, e che potrebbero in futuro prestare servizio lungo la Via Francigena. Qual’è l’importanza del lavoro dei volontari per lo sviluppo economico dei territori attraversati da un grande itinerario culturale?

 

Gli hospitaleros voluntarios

Ogni anno migliaia di persone dedicano un periodo del loro tempo libero alla gestione di un ostello lungo il Cammino di Santiago. Si tratta di un servizio volontario e non retribuito, il più delle volte gestito da associazioni locali di Amigos del Camino. Gli hospitaleros voluntarios sono pellegrini che, dopo aver percorso il proprio cammino, decidono di partecipare attivamente allo sviluppo dell’itinerario più famoso del mondo. In genere lavorano per una o due settimane presso un albergue, gestendolo da ogni punto di vista: dall’accoglienza ai pellegrini alle pulizie, dal fare la spesa a fornire agli ospiti tutte le informazioni utili. Gli ospitalieri sono eredi di una tradizione millenaria, che risale al Medio Evo, quando chi compiva un pellegrinaggio era considerato un ospite sacro, e come tale doveva essere accolto. Il loro ruolo è fondamentale per la salvaguardia dello spirito profondo del Cammino di Santiago, dell’atmosfera che avvolge il fiume di persone che ogni mattina si mettono in marcia verso la tomba dell’Apostolo. La gratuità del servizio degli ospitalieri è in se un valore: in un mondo in cui tutto sembra avere un prezzo, l’incontro quotidiano di gesti gratuiti (il cammino del pellegrino, il lavoro dell’ospitaliere) è uno degli aspetti magici del viaggio verso Santiago, che lo rendono diverso da qualunque altro cammino.

 

Un rito collettivo

Il Cammino di Santiago è un rito collettivo che coinvolge ogni anno centinaia di migliaia di persone, che si mettono in viaggio caricandosi sulle spalle uno zaino che contiene il minimo indispensabile per vivere, e simbolicamente si tolgono di dosso i macigni che appesantiscono la loro vita quotidiana: il lavoro, gli impegni familiari e sociali, l’apparenza, i debiti, i soldi. Provano l’ebbrezza di una vita semplice e libera, trascorrono le giornate con persone come loro, da cui si sentono accolti e capiti. Si sentono parte di una comunità in cui non è importante quello che fanno, ma quello che sono. I pellegrini condividono in una stessa giornata gli spazi sconfinati del Cammino e le camerate anguste degli ostelli, in cui le differenze di età, sesso, nazionalità, religione, classe sociale vengono appiattite: decine di persone abitano in pochi metri quadrati, senza alcuna difesa per la propria intimità. La fatica quotidiana stravolge l’aspetto fisico delle persone, che al loro arrivo negli ostelli condividono gli odori, i respiri pesanti, gli occhi gonfi al risveglio, i colori della biancheria intima stesa ad asciugare. Pezzi della loro vita e della loro giornata, in genere salvaguardati gelosamente, escono dalla sfera privata per diventare di pubblico dominio. In questa situazione le barriere si abbattono, e l’assenza di difese rende unici i rapporti tra i pellegrini in cammino, e dei pellegrini con se stessi. Il pellegrino in cammino prova una sensazione di libertà senza uguali, si avvicina all’essenza, che può trovare in se stesso, negli altri, nella religione, nella spiritualità, nella bellezza, o in tutte queste cose insieme. Allontana da se una quotidianità fatta spesso di apparenza e di falsità, governata da una cronica mancanza di tempo e da esigenze pratiche in cui il denaro assume un’importanza centrale. Camminare diventa un gesto trasgressivo, con cui il pellegrino stravolge la scala dei valori che governa la società moderna: chi cammina non consuma e non produce. Viaggia leggero, il suo passaggio contribuisce marginalmente all’economia del territorio che attraversa, ma può avere un impatto importante sulla crescita culturale e personale delle persone incontrate lungo la via.

 

Le due anime del Cammino

Eppure il Cammino di Santiago è uno dei principali prodotti turistici europei, una risorsa che genera milioni di Euro di fatturato annuo, e che ha risollevato l’economia di alcune aree tra le più povere della Spagna, come la Galizia. Come è possibile la convivenza tra le due anime del Cammino di Santiago, quella no-profit/low cost dei volontari e dei pellegrini a piedi, e quella profit degli operatori turistici al servizio dei turigrini (così vengono chiamati i turisti lungo il Cammino)? Nella risposta a questa domanda risiede uno dei segreti del successo del Cammino, e per questo è importante che chiunque si occupa della Via Francigena abbia ben chiari i meccanismi che governano l’economia del pellegrinaggio verso Santiago. Le attrattive che rendono indimenticabile il Cammino di Santiago non sono le meravigliose chiese, i paesaggi sconfinati, il silenzio dei villaggi, i sapori dei cibi che si possono gustare. Tutto ciò è molto bello, ma certo non unico: se pensiamo al mix di paesaggio, storia, cultura, religione che caratterizza il percorso della Via Francigena, l’itinerario spagnolo non regge il confronto. La magia del Cammino di Santiago risiede nel flusso ininterrotto di persone che lo percorrono ogni giorno dell’anno. La fatica, il sudore, il dolore che si mescolano senza soluzione di continuità con il sorriso, l’emozione, la bellezza. L’economia del Cammino di Santiago è fondata sul flusso di turisti che da tutto il mondo raggiungono il nord della Spagna attratti dalla suggestione, dal fascino misterioso, dai racconti, dalla bellezza dell’immagine del fiume di persone in cammino. In questo senso il Cammino di Santiago coincide con i pellegrini che lo percorrono e gli danno vita, passo dopo passo. I pellegrini non transitano lungo il Cammino: loro sono il Cammino. Le 150.000 persone che nel 2009 hanno raggiunto Santiago a piedi o in bicicletta hanno contribuito solo in parte al fatturato dell’industria turistica spagnola: l’indotto di turisti che hanno viaggiato in auto, moto, autobus, è stato almeno 10 volte superiore, con una spesa media giornaliera ben più alta. Tuttavia chi conosce la fisica sa che non può esistere l’indotto senza l’induttore, e quindi non esisterebbe il turismo lungo il Cammino di Santiago senza i pellegrini a piedi. Non esisterebbero i numerosissimi alberghi, B&B e pensioni che accolgono i turisti a prezzi di mercato senza gli ostelli che ospitano i pellegrini per pochi Euro al giorno. Chi vuole sviluppare la Via Francigena come itinerario turistico e culturale deve quindi comprendere che la pretesa di richiamare i turisti prima di creare un flusso continuo e numeroso di pellegrini a piedi è velleitaria, significherebbe mettere il carro davanti ai buoi. Il potenziale economico del “prodotto” Via Francigena è enorme, ma non si potrà esprimere senza lo sviluppo della microeconomia dell’accoglienza a basso costo, in cui il ruolo dei volontari sarà determinante.

 

Il corso di Monteriggioni

Le considerazioni di cui sopra sono state alla base del corso che si è tenuto in Toscana dal 12 al 14 marzo 2010, organizzato da itinerAria con il sostegno del Comune di Monteriggioni. Sette veterani spagnoli, membri dell’organizzazione spagnola Hospitaleros Voluntarios, che gestisce una ventina di ostelli lungo il Cammino di Santiago coordinando il lavoro di più di 3000 volontari, hanno gestito la formazione degli aspiranti ospitalieri italiani. Il corso, presentato alla fine del 2009, ha avuto un successo inatteso: a fronte di una ventina di posti disponibili sono arrivate numerosissime richieste, tanto che le iscrizioni sono state chiuse con largo anticipo e il numero totale dei partecipanti è stato portato a 25. Molti “novizi” che non hanno potuto frequentare il corso in Italia si sono recati direttamente in Spagna, dove hanno affiancato per qualche giorno un veterano prima di gestire personalmente un ostello. Dopo il corso, i volontari hanno scelto un periodo di due settimane in cui lavorare in un albergue spagnolo. L’obiettivo del corso era quello di creare un nucleo di ospitalieri che dopo l’esperienza spagnola fossero disponibili a ripetere l’esperienza in Italia, lungo la Via Francigena. A tale scopo però è fondamentale che le Istituzioni e le Amministrazioni Locali comprendano l’importanza del lavoro volontario, creando i presupposti per lo sviluppo di un’accoglienza “povera”. Scuole, oratori, palestre, ambulatori, caserme, edifici pubblici sotto-utilizzati o abbandonati potrebbero diventare dei validi posti tappa lungo la Via Francigena, e con un minimo investimento potrebbero svolgere una funzione di utilità sociale. Ciò richiede però una strategia precisa, e un coordinamento forte, in grado di incidere sulle normative e sulle leggi nazionali e regionali, che spesso ostacolano la creazione di strutture non classificabili con i criteri della ricettività turistica. Un contributo determinante deve essere fornito anche dagli operatori turistici, che nelle strutture di accoglienza spartana non devono vedere una minaccia bensì una straordinaria opportunità di sviluppo: la rete degli ostelli economici deve essere vista come parte di un’infrastruttura viaria. Una strada verde, da costruire anno dopo anno con un “cantiere della bassa velocità” che potrebbe cambiare radicalmente il territorio, una volta tanto migliorandolo, anziché devastarlo.

 

Alberto Conte

 

Questo articolo è stato scritto per conto del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – DGBID, e pubblicato nella newsletter del sito www.francigenalibrari.benicultuirali.it

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Pellegrina Pellegrino: presentazione dello spettacolo

Mi chiamo Giovanni, e da 25 anni lavoro in teatro come attore e come pedagogo, e ogni tanto faccio anche delle messe in scena.
Però nella mia vita non è che lavori e basta.
Ad esempio mi piace molto fare il padre, e nell’autunno 2007, con mio figlio Guillaume, ho vissuto la straordinaria esperienza di essere un Pellegrino sul Cammino di Santiago.
Durante il viaggio la frase più ricorrente era “è impossibile raccontare questa esperienza, l’unica cosa è consigliarla”, ed ero fra i più fervidi sostenitori di questa tesi.
Lungo il Cammino tenevo un diario di viaggio radiofonico con Contatto Radio di Carrara, e la curatrice degli spettacoli del Festival di Ronchi ha seguito il mio racconto, mi ha proposto di tradurlo in messa in scena e ho accettato.
Con entusiasmo e con timore ho accettato.
Non sono uno storico, ma la storia di un millennio di pellegrini è bellissima.
Non sono un accademico, ma le opere d’arte che “premiano” gli sforzi sono fra le più importanti d’Europa.
Sono un ecologista, e la qualità di relazione con paesaggi e ambiente di un pellegrino andrebbero insegnati a scuola.
Sono un guitto e un contastorie, e di storie, sui Cammini, ce n’è una più bella dell’altra…
 
Non ho preparato un copione, ma un canovaccio di argomenti, che spaziano dalle cattedrali ai templari, dai dolori, obbligatori per un viaggio di 800 km a piedi, alle allegrie e alle sorprese, cercando non di spiegare ma di invogliare ad intraprendere un percorso unico verso se stessi e verso gli altri.
Adesso siamo nel 2010 e questa passione non scema più. Il Cammino sulla nostra bellissima Francigena e sul bellissimo Cammino di Assisi entra prepotentemente nello spettacolo.
La storia, la cultura e la natura di questo fascio di strade è incredibile, ricchissima e costantemente in evoluzione..

Questo vogliamo raccontare, la bellezza dell’essenziale.

La tecnica utilizzata è il Teatro di Narrazione Emozionale.

Come si svolge lo spettacolo
Viene distribuito al pubblico un “Menu del pellegrino”, una lista di pezzi dai quali il pubblico può scegliere gli argomenti preferiti: dopo un breve prologo Giovanni prende le ordinazioni, e recita su richiesta i testi scelti dal pubblico.
Così gli spettatori si sentono coinvolti e diventano protagonisti dello spettacolo.

Giovanni Balzaretti è fondatore del Teatro Agricolo, di Livorno. Per saperne di più visitate il suo sito.

Scarica qui sotto il file con il menù del pellegrino e il curriculum di Giovanni Balzaretti.

 

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CamminaFrancigena 2010: la presentazione del viaggio

Dopo il successo delle edizioni 2008 e 2009, torna il CamminaFrancigena: dal 15 al 23 Ottobre 2010 camminiamo per 170 km da Proceno a Roma, lungo la Via Francigena. Un viaggio-evento, in cui grandi camminatori sono affiancati da artisti appassionati della Via, per documentare l’itinerario da un punto di vista inedito, e comunicarlo con le tecnologie più avanzate.

L’evento-camminata è stato organizzato da itinerAria, con il contributo dell’Assessorato alla Cultura, Arte e Sport della Regione Lazio.

Il CamminaFrancigena è una manifestazione che intende rivisitare in chiave moderna il viaggio lungo la via Francigena, percorrendo a piedi l’itinerario pedonale recentemente rivitalizzato dalle attività dell’Assessorato alla Cultura della Regione Lazio.
Venerdì 15 ottobre un piccolo gruppo di persone inizierà un lungo viaggio a piedi, e partirà da Proceno alla volta di Roma, dove arriverà in nove tappe, dopo aver percorso 174 km.
I partecipanti al CamminaFrancigena viaggeranno attraverso il tempo, anziché contro il tempo, decideranno di rallentare, e nella lentezza magari ritrovare un po’ se stessi, incontrare altre persone, osservare il paesaggio, meditare.

Una performance itinerante

La nuova edizione del CamminaFrancigena sarà una performance itinerante, “messa in scena” da quattro camminAttori:

  • Giovanni Balzaretti, attore e regista, fondatore del Teatro Agricolo, grande appassionato dei grandi cammini di pellegrinaggio;
  • Riccardo Carnovalini, considerato il più grande camminatore italiano, presidente dell’Associazione Sentiero Italia e dell’Associazione CamminAmare;
  • Jannina Veit Teuten, la “pittrice della Via Francigena”, acquarellista inglese autrice della più importante collezione di opere sull’itinerario di Sigerico;
  • Alberto Conte, progettista dell’itinerario pedonale della Via Francigena per conto del Ministero per i Beni Culturali.

I quattro protagonisti, accompagnati in alcuni tratti da altri camminatori, viaggeranno a piedi da Proceno a Roma, raccontando il loro cammino in un video-diario. Inoltre ritrarranno le attrattive del percorso con nuove fotografie, video e disegni, e diventeranno essi stessi delle guide al percorso, dei testimonial che con il loro entusiasmo contageranno i potenziali viaggiatori.
I camminAttori incontreranno e intervisteranno durante il loro viaggio personaggi interessanti e significativi per comprendere la cultura, la storia, le tradizioni dell’area attraversata dall’itinerario.

Il viaggio sarà documentato giornalmente tramite il sito www.francigenalazio.it , che sarà aggiornato giornalmente con i contenuti creati dal gruppo dei viaggiatori, e tramite aggiornamenti pubblicati “in diretta” su Facebook e Twitter.
L’evento è promosso sia tramite i siti che fanno capo al network di itinerAria (www.movimentolento.it, www.camminafrancigena.it ), sia tramite la newsletter “Il Movimento Lento” e attività di ufficio stampa.

Il programma del viaggio

  • 15-ott: Proceno-Acquapendente (5,0 km) 
  • 16-ott: Acquapendente-Bolsena (22,1 km) 
  • 17-ott: Bolsena-Montefiascone (18,3 km) 
  • 18-ott: Montefiascone-Viterbo (17,7 km) 
  • 19-ott: Viterbo-Vetralla (20,0 km) 
  • 20-ott: Vetralla-Sutri (22,5 km) 
  • 21-ott: Sutri-Formello (32,3 km) 
  • 22-ott: Formello-La Storta (16,4 km) 
  • 23-ott: La Storta-Roma (19,8 km) 

Il 24 ottobre il gruppo parteciperà alla manifestazione pubblica organizzata in Piazza San Pietro dall’Opera Romana Pellegrinaggi

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Il Movimento Lento alla “Passeggiata Francigena” di Siena

Alberto Conte e Cristina Menghini parteciperanno il 9 e 10 ottobre alla “Passeggiata Francigena”, manifestazione ideata dalla parlamentare europea Silvia Costa per promuovere l’itinerario.

Il programma della Passeggiata

L’iniziativa, che si svolgerà lungo alcuni tratti della via Francigena nel territorio senese, ha lo scopo di illustrare lo straordinario patrimonio della “via”, le opportunità ed i problemi riscontrati lungo lo storico percorso, al fine di sensibilizzare le istituzioni europee sulle possibilità di recupero e valorizzazione di questo importante Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa.

L’evento, aperto a tutti quanti vogliano parteciparvi, prevede una facile camminata di circa 8 km lungo la via Francigena divisa in due tappe distribuite nel fine settimana. La partenza è prevista alle 13 di sabato 9 ottobre per la passeggiata: dal circolo di Strove verso Abbadia a Isola (la submansio XVI Burgenove di Sigerico), quindi visita e prosecuzione per Monteriggioni dove l’arrivo è previsto per le 17,30. Da qui, trasferimento a Badia a Conèo, importante complesso romanico lungo la via Francigena in Valdelsa, visita; passeggiata fino alla submansio XVIII Sce Martin in Fosse, oggi Molino d’Aiano, nel comune di Colle di Val d’Elsa, e la visita della villa romana di Torraccia di Chiusi in corso di scavo. Per l’occasione sarà illustrata un’ipotesi di restauro paesaggistico di un’area di grandissimo valore, esemplificativa dei problemi e delle opportunità presenti lungo il tracciato.

Il 10 ottobre il programma prevede la partenza da Siena, città definita “figlia della strada”, proprio perché attraversata dalla Via Francigena, quindi la passeggiata da Porta Camollia al Santa Maria della Scala e visita al Complesso monumentale di Santa Maria della Scala, importantissimo ospedale, testimonianza dell’assistenza ai pellegrini nel Medioevo.

Sempre il 10 ottobre, ma alle 11,30 è prevista una conferenza stampa, e a seguire incontro istituzionale presso la Provincia di Siena, in Piazza Duomo 9.

Per partecipare alla Passeggiata francigena scrivere all’indirizzo: info@silviacosta.it

 

I partecipanti

La “Passeggiata Francigena” è stata lanciata dalla parlamentare europea Silvia Costa nel corso dell’evento del 6 luglio scorso presso il Parlamento europeo a Strasburgo, d’intesa con l’Associazione delle Vie Francigene, e questa iniziativa è un nuovo passo dell’azione che la deputata italiana sta conducendo in Parlamento nel contesto di una nuova strategia europea sul turismo culturale; azione che ha orientato la conferenza sul turismo culturale promossa dalla Commissione Europea che si è tenuta lunedì 27 settembre a Bruxelles. In quell’occasione Silvia Costa è intervenuta sul tema del rilancio degli itinerari storici e tematici europei, assi di sviluppo sostenibile e integrato come valorizzazione dei territori e della qualità, ed anche del dialogo interculturale.

“Gli itinerari culturali, come la Via Francigena, possono diventare gli assi di una nuova strategia europea che ponga al centro un approccio integrato fra turismo, cultura, ambiente e sviluppo sostenibile, a livello sia comunitario che territoriale. I percorsi storico, culturali e della spiritualità devono diventare il fil rouge che collega le tante sperimentazioni di qualità che le amministrazioni locali e le associazioni spontanee di pellegrini e camminatori hanno avviato in questi anni in questi anni in tutta Europa, per fornire informazioni, servizi e strumenti in modo integrato e omogeneo”, ha dichiarato l’europarlamentare.

Silvia Costa sarà accompagnata da un folto gruppo di parlamentari europei, da esponenti dell’Associazione delle Vie Francigene e delle altre associazioni dedicate al cammino, del Consiglio d’Europa, il Vice Presidente della provincia di Siena, Alessandro Pinciani, nonché esponenti istituzionali dei comuni dell’itinerario, tra i quali in particolare Monteriggioni.

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Via Francigena: 660 persone lungo il tracciato di Sigerico

Si è conclusa a San Miniato, con un grande successo di partecipazione, la tre giorni della 16° edizione “Lungo la Via Francigena in Toscana”. L’evento, che interessava per la prima volta il Comune, è stato organizzato dalla Federazione Italiana Escursionismo, in collaborazione con la cooperativa Colori e l’amministrazione comunale di San Miniato.

Hanno partecipato complessivamente, tra trekkers, cavalieriVia Francigena di Sigerico e appassionati di mountain bike, 660 persone.

Hanno aderito delegazioni svedesi, scozzesi e della Repubblica Ceca. Le delegazioni italiane, delle associazioni affiliate alla F.I.E., hanno raggiunto San Miniato dalla Lombardia, il Piemonte, il Trentino, la Liguria, le Marche, l’Umbria, il Lazio e l’Abruzzo.

I partecipanti alla giornata di domenica 3 ottobre hanno percorso i tracciati escursionistici organizzati dalle guide F.I.E e A.i.g.a.e. della cooperativa Colori, godendo dei paesaggi e del territorio sanminiatese e scoprendo tutte le meraviglie che si trovano lungo la Via Francigena.

A San Miniato gli escursionisti sono stati accolti per il pranzo, organizzato dall’Associazione Noi da Grandi, nel refettorio del seminario vescovile, dove è avvenuto uno scambio di doni tra gli organizzatori e le delegazioni ospiti. A seguire i partecipanti hanno visitato il sistema museale e il mercato dell’antiquariato.

La giornata per tutti si è conclusa col rientro al punto di partenza, ossia Corazzano dove era in corso la Mostra del tartufo bianco.

L’assessore al turismo Giacomo Gozzini ha dichiarato: “E’ stata un giornata bellissima e perfetta sul piano dell’organizzazione. L’impegno che ci stiamo mettendo per promuovere San Miniato attraverso la Via Francigena sta dando i suoi frutti. In prospettiva ci aspetta un grande lavoro da fare con la possibilità di crescere ancora molto su questo terreno”.

Il prossimo appuntamento è già previsto per domenica 17, quando i pellegrini ritorneranno numerosi a visitare San Miniato.

Fonte: Comune di San Miniato

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Gastronomia e cultura lungo la Via Francigena

Tutto era iniziato come un semplice e ambizioso desiderio di viaggiare a piedi percorrendo i circa mille chilometri che dalla Svizzera portano a Roma lungo Via Francigena.

Viaggio sulla Via Francigena

 

Dopo il loro viaggio attraverso la storia e la cultura dell’antico pellegrinaggio  Neville e Julie, pellegrini amici del Movimento Lento, hanno riflettuto sulla loro esperienza e attraverso le pagine del libro ci raccontano la loro avventura.

Le pagine di “An Italian Odyssey: One Couple’s Culinary and Cultural Pilgrimage” raccontano un’avventura lunga mille chilometri attraverso l’Italia. Una storia nata da una splendida miscela di storia, cultura e cibo mescolati insieme alle emozioni e ai momenti di difficoltà e frustrazione vissuti dalla coppia di pellegrini lungo la Via Francigena.

Per ulteriori informazioni sul libro “An Italian Odyssey” visita il sito web: www.verderamedia.com.

 

Guardate le bellissime immagine scattate lungo l’itinerario!

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Ospitalera sul Cammino di Santiago

“Io non so come dirlo…ma restituire quello che si e ricevuto e’ impossibile. Sono qui con Pasquale, spagnolo di Barcellona anche lui alla prima esperienza di ospitalero. Entrambi e, quanto pare tutti quelli che decidono di farlo,lo fanno con l’illusione, la presunzuione, di restituire quanto hanno ricevuto sul cammino…e invece ci ritroviamo a ricevere ancora di piu.

Sembrerebbe impossibile.

Siamo qui a lavorare ininterrottamente dalle 5 e mezza della mattina alle 10 e mezza 11 di sera.

Spesso con soli 5-10 minuti per mangiare, senza tempo per scrivere, andare ad un internet point, telefonare. A volte senza neanche il tempo di andare in bagno.

Ci ritroviamo ad improvvisarci cuochi per 50-70 persone, impresa di pulizia, medici, psicologi, confessori e contabili.

Ci ritroviamo con pellegrini ammalati, storie spezzacuore, lavatrici impazziti, scaldabagni che saltano, imprevisti di ogni tipo.

Gruppi di giovani pellegrini che bevono troppo, pellegrini con la valigia che si irritano, lituani che parlano solo lituano, pellgrini che chiedono camere singole…e frammenti di anima, spiragli di cuori che si aprono e occhi che piangono e risate e danze, abbracci e brindisi…e non so come dirlo….ma siamo infinitamente piu ricchi che al nostro arrivo e gia il pensiero di dover lasciare Bercianos tra 4 giorni ci riemnpe il cuore di trisatezza e nostalgia..

vi abbraccio tutti e a presto”

Immacolata 

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L’ospite inatteso

E’ sabato, ho appena finito di tagliare l’erba, altissima dopo due mesi di assenza da Casa Francigena. Sono sdraiato sotto il tosaerba con la canna dell’acqua in mano, per ripulirlo, quando suonano alla porta.

Mia madre oggi è mia ospite, le chiedo di aprire, ma quando lei chiede chi è le risponde una voce straniera. Pensando che sia il signore magrebino che passa ogni tanto per vendere fazzoletti e calzini, decide di spacciarsi per la colf, e dice: “il padrone non è in casa”.

Ascolto con un orecchio il dialogo urlato tra un lato e l’altro del portone, fino a quando sento la parola magica: “c’è un pellegrino!”.

Balzo in piedi e mi presento sull’uscio con la mia maglietta strappata e i jeans sporchi di vernice che uso per lavorare in giardino, e mi trovo di fronte un signore che con accento anglosassone mi chiede: “ma tu sei Alberto”? Si, rispondo stupito.

Lui è Garry, 63 anni, australiano. Mi dice che è partito da Canterbury il 21 Giugno, ed è diretto a Roma. Ha sentito parlare di me, si ricordava Casa Francigena, a Roppolo, e oggi ha deviato dalla sua strada per venire a cercarmi. Non aveva l’indirizzo, ma l’oste dietro l’angolo dopo la prima birra gli ha spiegato dove trovarmi.

Gli chiedo se ha voglia di un’altra birra, e lo invito a fermarsi da noi per la notte. Fa qualche svogliato complimento, ma non ci vuole molto a convincerlo.

Come dice la pubblicità, ci sono cose che non hanno prezzo. E un australiano che dopo 55 giorni di cammino bussa alla porta di Casa Francigena chiedendo espressamente di me è una di queste…

Passiamo ore a parlare del percorso, a stampare mappe, a scambiarci impressioni e consigli. E poi la cena, tipica milanese, a base di risotto e  cotolette, con la mamma soddisfatta dei primi complimenti ricevuti in vita sua da un australiano.

L’indomani, al risveglio, Garry mi racconta che esattamente un anno fa, l’11 settembre, si trovava in ospedale, a combattere con una malattia che rischiava di impedirgli di camminare per il resto dei suoi giorni. Allora decise che se ne fosse uscito avrebbe percorso l’intera via Francigena.

Ed eccolo qui, oltre la metà del percorso, a fare colazione in giardino. Vuole arrivare a Roma entro il 17 ottobre, quando in Piazza san Pietro è prevista la beatificazione del primo aspirante santo australiano.

Come faccio con ogni pellegrino ospite, scatto una foto sotto al cartello della Francigena e lo accompagno per il primo tratto della tappa verso Santhià. Facciamo tappa al castello, riusciamo a visitarlo quasi tutto, compresa l’enoteca, dove Garry mi regala una bottiglia di ottimo Bramaterra e degusta un bicchiere di Erbaluce, alle 10 del mattino, prima di iniziare la tappa.

Lo saluto con un abbraccio lungo la carrareccia che scende a Cavaglià. Mi rivela orgoglioso che sarà il primo australiano a percorrere l’intera via Francigena da Canterbury.

Lo guardo andare via, verso sud, sommerso dai suoi diciassette chili di zaino.

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Un escursione tra storia e memoria

Domenica 12 settembre la FIE e il Comune di Monteriggioni propongono un trekking per riscoprire e conoscere uno scorcio di medioevo lungo la Via Francigena che attraversava la Montagnola.

Il percorso è un anello tra Storia e Memoria che ripercorre idealmente e topograficamente alcuni tracciati della Via Francigena, antico sistema viario che attraversava la Montagnola sia nel fondovalle, quando il clima lo consentiva, sia in altura.

Si tratta sicuramente dell’itinerario più intenso, sia dal punto di vista escursionistico che culturale. Partendo dal Castello di Monteriggioni e proseguendo per la Via Francigena incontreremo tracce antiche del passaggio dei pellegrini diretti a Roma e tracce antiche lasciate dalla storia più remota che a partire dal periodo etrusco arrivano fino all’epoca moderna, tracce che l’uomo ha lasciato in maniera intensa, modificando i tratti del paesaggio e trasformando gli antichi insediamenti fortificati in poderi.

Lungo il sentiero proposto le antiche vestigia dei castelli di Montauto, Castellare, Abbadia a Isola, Castel Petraio, si affiancano alle testimonianze legate alla memoria recente della lotta partigiana che ha attraversato questi luoghi segnandoli con un feroce eccidio a Casa Giubileo.

Programma
Ore 8,30 raduno in piazza del Castello di Monteriggioni (all’interno del castello).
Ore 9,00 partenza per il trekking storico lungo la Via Francigena.
Ore 13,00 sosta pranzo al sacco.
Ore 16,00/17,00 circa rientro a a Monteriggioni (parcheggio del castello).

Lunghezza circa 15 km / dislivell o 220 m / tempo di percorrenza circa 5 h con soste

INFO E PRENOTAZIONI

Itinerario trekking: camminare per conoscere, info Alessio Latini 339.15 61 203

Itinerario mountain bike: pedalare sulla Francigena, info Sandro Santini 347.3774849

 

Il Comune di Monteriggioni

Situato a pochi chilometri da Siena, il Castello di Monteriggioni venne fondato nel secondo decennio del ‘200 dalla Repubblica Senese con il principale scopo di creare un avamposto difensivo contro la rivale Firenze.

Il castello è collocato in prossimità della Via Francigena che, percorsa da pellegrini e mercanti, rappresentò il più importante collegamento tra la Francia e Roma già a partire da prima del Mille.

All’interno della fortezza di Monteriggioni, la funzione militare e quella insediativa sono i principali elementi che condussero i senesi alla costruzione del castello che ancor oggi per i suoi caratteri architettonici, per il rapporto con il paesaggio circostante e, non ultimo, per l’eccellente stato di conservazione rappresenta forse un unicum nell’attuale panorama dei borghi medievali della Toscana.

Il castello di Monteriggioni si presenta dall’esterno con una possente cinta muraria interamente realizzata in pietra. Dalla superficie esterna delle mura, distribuite a intervalli non sempre regolari, sporgono quattordici torri rettangolari.

L’importanza di queste torri doveva essere assai notevole anche nel Medioevo, come attesta un famoso passo della Divina Commedia di Dante Alighieri. L’accesso al castello avviene, ancora oggi tramite due porte, quella Franca o Romea rivolta verso Siena, e quella di S. Giovanni, situata sul versante opposto delle mura in direzione di Firenze.

Varcata la soglia del borgo ci appare dinanzi agli occhi la liscia facciata della chiesa di S. Maria Assunta, la cui bellezza non si comprende subito.

Seppur trasformata all’interno, la chiesa rappresenta uno degli edifici medievali meglio conservati del castello. Camminando per il borgo, un tempo dimora di soldati ma anche di numerosi civili, tra le caratteristiche viuzze e le antiche case si ha la sensazione di ritornare indietro nel tempo.

La possibilità di immergersi nel passato prosegue nel museo allestito nei locali antichi adiacenti alla
chiesa. Sistemate in quattro sale, si possono ammirare riproduzioni di armi e armature che vanno dall’XI al XVI secolo.

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La Via Francigena sul Times

Brian Mooney, giornalista e membro della Confraternity of Pilgrims to Rome, ha pubblicato sul Times un articolo sulla Via Francigena, su cui ha viaggiato per 75 giorni da Canterbury a Roma.

Mooney aveva già percorso in precedenza il Cammino di Santiago, ed è quindi interessante leggere le sue impressioni su analogie e differenze dei due cammini. L’immagine della Via Francigena che esce dall’articolo è comunque positiva.