Via Francigena

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Giovani, occupazione e micro-economia per lo sviluppo sostenibile della Francigena e dei territori

Si assiste oggi ad un forte incremento dell’ imprenditoria privata e dell’impegno dei giovani a sostegno della Via Francigena. La condizione di partenza per far decollare i progetti rimangono la fruibilità del percorso e la sua accoglienza.

Nel 2011 è stato presentato al Parlamento Europeo di Bruxelles il primo studio sull’impatto che le PMI hanno sugli itinerari culturali, prendendo la Via Francigena come uno dei 5 itinerari di riferimento insieme ad Hansa, Rotte delle Olive, Transromanica e El Legado Andalusi. Tale Studio, realizzato all’interno dl Programma Congiunto fra Consiglio d’Europa e Commissione Europea, ha messo in evidenza il potenziale che la Via Francigena e gli itinerari culturali hanno nello sviluppo locale dell’economia dei territori, sottolineando l’importanza di preservare i valori che stanno alla base del Consiglio d’Europa in termini di integrazione culturale, tolleranza, condivisione, patrimonio architettonico e paesaggio.

Oggi, dopo tre anni, si torna a parlare di micro-economia dei territori lungo la Via Francigena, soprattutto in riferimento al flusso di pellegrini che negli ultimi anni si è messo in cammino sull’itinerario nelle sue varie tratte. Chi per un fine settimana, chi per una settimana intera o per dieci giorni, chi lungo tutto il tratto italiano, chi addirittura partendo da Inghilterra, Francia e Svizzera in direzione Roma, o verso Sud in direzione Puglia. Il fenomeno è legato alla rinascita del turismo lento, autentico, emozionale, di qualità e rappresenta per le nuove generazioni una concreta opportunità di mettere a servizio dell’itinerario la propria professionalità.

 

Fruibilità dell’itinerario, conditio sine qua non per sviluppare progetti sulla Via Francigena

Come è stato recentemente dimostrato nell’incontro di Lucca il 21 giugno 2014 in occasione dell’inaugurazione della messa in sicurezza dei 380 km del percorso toscano e della completa attuazione del Master Plan della Regione Toscana, condizione fondamentale affinché un itinerario possa generare economia su scala locale e regionale è la completa fruibilità del percorso. Parliamo quindi di infrastrutture e servizi di ospitalità e accoglienza (con particolare riferimento a quella “povera” preferita dal pellegrino), di sicurezza, informazione e segnaletica lungo l’itinerario. Solo su questo approccio si possono basare politiche territoriali in grado di sviluppare una micro-economia della Francigena creatrice di start up d’impresa giovanile e di occupazione.

Già oggi registriamo attività specifiche legate allo sviluppo e promozione della PMI della Via Francigena. Non a caso gran parte in Toscana, regione che dal 2009 ha investito notevoli risorse sulla Via Francigena grazie ad un indirizzo politico chiaro e condiviso. Diversi sono gli operatori economici privati che si sono attivati sulla Francigena in diversi campi: Itineraria, Novasol, BBS, Historia, Tour Operators.

 

La Commissione Europea, cooperazione pubblico-privato: la linea dei nuovi bandi transfrontalieri

La Commissione Europea (con il sostegno del Parlamento Europeo) attraverso la DG Turismo e Impresa dal 2011 ha lanciato diversi bandi per promuovere la creazione di prodotti turistici tematici di sviluppo di itinerari culturali attraverso la cooperazione tra istituzioni pubbliche e partner privati. Le calls europee hanno favorito il dialogo transfrontaliero fra itinerari culturali (è stata avviata una importante cooperazione fra Via Francigena, Federazione Europea di Santiago de Compostela, Itinerario di Saint-Michel, rete europea delle Città Storiche Termali, Via di Sant’Olaf). Dal 2012 viene anche promosso dalla Comissione Europea (in collaborazione con l’Istituto Europeo degli Itinerari Culturali di Lussemburgo) l’evento annuale Crossroads of Europe che vede protagonisti itinerari culturali e operatori turistici del settore.

 

PMI e operatori culturali a servizio della Via Francigena

Si contano significative concrete esperienze di coinvolgimento di stakeholders privati:

  • Centro Commerciale Naturale “Via Francigena Fiendly“, creato a San Miniato (Pi) nel 2012. Esso mette in rete soggetti privati e imprenditori del centro storico a servizio di pellegrini e camminatori, con particolare predisposizione all’accoglienza del pellegrino.

  • Educational e blogger tours, sostenuti da istituzioni pubbliche e operatori economici privati. L’obiettivo è far conoscere a 360° il territorio, dal percorso alle eccellenze culturali e gastronomiche del tratto francigeno attraverso media tradizionali e social networks. Si citano ad esempio quelli realizzati recentemente in Provincia di Siena e in area piemontese.

  • Coinvolgimento di associazioni giovanili per l’ospitalità negli ostelli. L’esempio più significativo è quello di Formello (Roma), bellissimo ostello inaugurato nel maggio 2013 che può dare accoglienza fino a 16 persone, gestito da una associazione giovanile locale in collaborazione con il Comune.

  • Strutture di ristorazione dedicate alla Via Francigena: sul percorso si trovano numerosi luoghi di ristorazione che offrono ai camminatori le tipicità dei piatti tradizionali a prezzi contenuti. In alcuni casi, ad esempio ad Orio Litta la “Vecchia Trattoria Francigena” e a Fidenza la “Taverna del Pellegrino”, le strutture si caratterizzano con il simbolo pellegrino “romeo”.

  • Ospitalità Francigena è la denominazione di un consorzio costituito fra imprese ricettive di quattro regioni: Lombardia, Liguria, Toscana, Puglia. Una rete di imprenditori che offre ospitalità e servizi ai fruitori della Francigena e si rivolge a target differenziati.

  • Club di ProdottoTerre Francigene Piacentine” è una rete di 60 imprenditori piacentini, sostenuta dalla Regione Emilia-Romagna, nei campi dalla ristorazione all’artigianato, all’ospitalità, ai consorzi alimentari.

  • La Rete d’impresa “Puglia Francigena“, “club di prodotto” che riunisce importanti organizzazioni profit e non profit nella realizzazione del primo grande circuito di esperienze ed emozioni lungo la direttrice Sud, da Roma verso Gerusalemme.
  • Gli “animatori della Via Francigena” è un progetto formativo della rete SER.AL. Lanciato in fase di start up in provincia di Frosinone e Latina (Lazio). Venti i giovani del corso di formazione che li ha portati ad interagire con il territorio, cooperando con istituzioni locali ed operatori privati. Nel corso dell’anno sarà avviato il primo Master sugli Itinerari Culturali.
  • Artigianato artistico della Francigena. Diversi sono i prodotti tipici di artigianato lungo la Via: il cuoio a San Miniato, il cristallo a Colle val d’Elsa, la ceramica ad Acquapendente.

  • Prodotti e tipicità alimentari lungo la Via Francigena. Si segnala il progetto nazionale di Radio RAI e CIVITA denominato Bisaccia del Pellegrino” e, a scala locale, l’iniziativa di trekking urbano del Comune di Siena (#SienaFrancigena), che coinvolge produttori locali e, come partner, l’Orto de’ Pecci. Prodotti DOP, IGP e alimenti genuini come elemento per raccontare e scoprire l’autenticità della Francigena.

  • Visit Francigena è la sezione promozionale del sito ufficiale AEVF dedicato a strutture e operatori che vogliono promuoversi all’interno della rete internazionale francigena.

  • In ambito di comunicazione si evidenziano esempi di successo che vedono un forte partenariato pubblico-privato e la regia dell’Associazione Europea delle Vie Francigene: rivista Via Francigena and the European Cultural Routes (main partner il Consorzio del Parmigiano-Reggiano); festival Via Francigena Collective Project che raccoglie oltre 350 eventi in tutta Europa; mappatura dell’itinerario laziale realizzata da Google. Ad essi si aggiunge l’editoria di guide e riviste specializzate di settore, mostre, concorsi fotografici e letterari di carattere locale, regionale, nazionale. E’ recente l’interesse di media nazionali ed europei per la creazione di documentari, fiction, telling stories, film sulla Via Francigena.

  • Guide turistiche, ambientali ed accompagnatori sono in aumento dalla Valle d’Aosta alla Puglia.

  • Servizi di trasporto zaino e bagagli, molto richiesti da camminatori e pellegrini,sono stati avviati da cooperative e reti di operatori locali – quali i taxisti – e da associazioni.

  • Tour operators europei e nord-americani propongono pacchetti sulla Via Francigena, declinandola sotto diversi profili, culturale, ambientale, cicloturistico, ecc. Da segnalare l’attività di Cammini d’Europa che, attraverso il progetto europeo CERTO (partner AEVF), ha realizzato innivativi tour box per promuovere le vie di pellegrinaggio europee come Francigena, Cammino di Santiago e Via di Sant’Olaf

  • L’applicazione di nuove tecnologie a servizio della Via Francigena è in forte aumento, dalle App legate a specifiche aree geografiche che mettono in rete beni culturali, turismo lento, gastronomia, architettura e paesaggio ai nuovi social media che in modo dirompente stanno favorendo la promozione della Francigena attraverso reti e communities virtuali.

  • Si moltiplicano infine le compagnie teatrali lungo la Via Francigena, come quella di Jobel Teatro che da diversi anni promuove performance e eventi teatrali legati al cammino. Molte attività artistiche, siano esse legate al teatro, musica, poeasia o letteratura sono racchiuse in significativi Festivals.

  • Il Consorzio Vie Sacre, al quarto anno di organizzazione dell’omonima esposizione internazionale alla quale AEVF viene regolarmente invitata a partecipare: l’appuntamento che mira, con crescente successo, a posizionare il brand Italia alla luce dei percorsi e delle manifestazioni del sacro.

Francigena, laboratorio a cielo aperto dell’imprenditoria giovanile

L’elenco delle attività francigene vede il mondo giovanile direttamente interessato. Come è stato sottolineato in occasione del convegno di Lucca del 21 giugno 2014, la Via Francigena può diventare un laboratorio in grado di attirare e formare giovani, dando spazio alla loro creatività. Si tratta di favorire, attraverso specifici bandi pubblici, la realizzazione di start up che possano mettere i giovani in condizione di avviare la propria impresa.

Le città che stanno caratterizzando il proprio DNA culturale con la Via Francigena, grazie alla forza propulsiva dell’Itinerario in termini di identità, patrimonio, crescita sociale, dialogo interculturale, offrono una grande opportunità di sviluppo della creatività giovanile. I territori possono giocare un ruolo molto importante per favorire la messa in rete dell’humus imprenditoriale, creativo e giovanile attirando sulla propria area energia positiva e fiducia a favore della Francigena.

Un positivo concreto esempio lo troviamo a Le-Puy-en-Velay (20 mila abitanti, Auvergne), bella cittadina francese che ha radicato lo sviluppo locale attorno ai Cammini di Santiago. Ad oltre 2.000 km da Santiago di Compostela, il flusso di camminatori che attraversa la città ha portato alla creazione di diverse decine di posti di lavoro nell’ospitalità, nell’artigianato, nei media, nella formazione e nei servizi.

Il tema dell’occupazione giovanile oggi è più che mai al centro delle politiche europee (in discussione presso Parlamento di Strasburgo e Bruxelles), nazionali e regionali. La Via Francigena e gli itinerari culturali, posso diventare ottime piattaforme sperimentali per attirare giovani e generare flussi occupazionali intorno a temi culturali, delinati in tutte le loro molteplici forme di sostenibilità.

Luca Bruschi

 

 

 

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Un bando della regione Lazio pe rincentivare la domanda turistica nei territori rurali

Un bando della Regione Lazio per incentivare la domanda turistica nei territori rurali, per una offerta integrata e di qualità con riferimento anche alle infrastutture. Il territorio della Via Francigena rientra in alcune aree individuate nella zonizzazione del Programma di Sviluppo Rurale.

Gli interventi sono previsti nella misura 313 e possono essere realizzati esclusivamente in alcune aree rurali con problemi complessivi di sviluppo e aree rurali intermedie. I fondi possono quindi venire utilizzati anche per lo sviluppo della Via Francigena, come la ristrutturazione di locali per l’ospitalità di pellegrini ed escursionisti.

In allegato il bando

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Decreto “Destinazione Italia”, AEVF chiede che i temi dell’accoglienza e turismo sostenibile della Francigena siano tra le priorità

AEVF sostiene il decreto “Destinazione Italia” e propone che i temi dell’accoglienza e del turismo sostenibile della Via Francigena costituiscano assi prioritari per valorizzare i territori

Il decreto legge n. 145/2013 “Destinazione Italia” convertito con legge n. 9/2014 recupera 500 milioni di euro provenienti da risorse europee destinate all’Italia per progetti di nuove realizzazioni o di straordinaria manutenzione di strutture di valorizzazione turistica, culturale, ambientale presentati da comuni o aggregazioni di comuni da 5 mila a 150 mila abitanti.

Alla luce delle recenti ed importanti modifiche relative al Decreto, il  Presidente AEVF, Massimo Tedeschi scrive agli enti soci: 

La Commissione Cultura della Camera, che sta esaminando il decreto legge n. 83 del 31 maggio 2014 del Ministro Franceschini sul turismo culturale, ha inserito, come informa Silvia Costa, importanti modifiche al “Destinazione Italia”:
1. il decreto attuativo previsto in carico al Ministro degli Affari regionali è stato affidato al Ministro dei Beni Culturali e del Turismo, sentito il Ministro degli Affari regionali, da emanarsi entro il 31 dicembre 2014;
2. l’approvazione del piano finanziario dei progetti e delle straordinarie manutenzioni è stato posticipato al 31 ottobre 2014 (dal 30 giugno 2014).

Restiamo in attesa del testo definitivo del decreto legge che dovrà essere convertito, pena decadenza, entro 60 giorni, cioè entro il prossimo 30 luglio.
Dovrebbero restare invariati i termini di ultimazione dei lavori in quanto vincolati dalla Unione Europea.

I comuni sono invitati a predisporre per tempo i progetti da sottoporre al Ministero;
la richiesta formulata da AEVF è che i temi dell’accoglienza e del turismo sostenibile della Via Francigena costituiscano criteri prioritari.

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Comitato Interregionale e Via Francigena nel Sud, work in progress

Venerdi scorso si è svolto a Milano, presso la sede della Regione, il quinto incontro di coordinamento interregionale sulla Via Francigena. A seguire si è svolto l’incontro tecnico per l’iter di riconoscimento della Via Francigena del Sud ad Itinerario Culturale.


L’incontro del Comitato fa parte delle azioni che vedono coinvolte le 18 regioni europee dislocate sulla Via Francigena, lungo i 2.500 km di percorso, nell’ottica di uniformare le attività a favore di una migliore fruizione della Via Francigena. L’Associazione Europea delle Vie Francigene svolge un ruolo di impulso e coordinamento.

La riunione tecnica ha visto coinvolti i rappresentanti del Kent (Inghilterra), Basso Vallese (Svizzera) e le regioni italiane Valle d’Aosta, Lombardia, Emila, Liguria, Toscana, Lazio e Puglia. Ha partecipato all’incontro anche l’Associazione Camminando sulla Via Francigena.

Le azioni operative che scaturiscono da questo comitato, il cui svolgimento è previsto due volte all’anno, riguarda lo scambio di buone prassi in materia di implementazione della via Francigena, dalle infrastrutture al coinvolgimento del territorio

Al fine di creare tavoli di confronto costruttivi e funzionali al progetto, anche in visto di EXPO Milano 2015, sono stati costituiti tre gruppi di lavoro tematici cosi suddivisi:

1. Ricettività e servizi; 2. percorso, segnaletica e sentieristica; 3. Comunicazione, web e promozione

Il confronto si è svolto partendo dalle azioni che si svolgono nei diversi ambiti regionali e dalle differenti normative presenti sui territori, spesso vincolanti. Il master plan della Regione Toscana è stato preso come punto di partenza per avviare una serie di progettualità condivise e per far si che le infrastrutture e la fruibilità del percorso siano riconosciute come priorità nelle politiche di sviluppo territoriale.

All’interno dell’incontro è stato dato spazio anche al mondo dell’associazionismo, tassello fondamentale per lo sviluppo della Via Francigena. L’Associazione Camminando sulla Via Francigena, che nei mesi scorsi ha curato la segnaletica nel tratto lombardo (pavese), ha sottolineato l’importanza del mondo del volontariato come risorsa fondamentale per lo sviluppo della Via.

Via Francigena nel Sud
Al pomeriggio si è svolto l’incontro fra AEVF, le regioni “della Via Francigena nel Sud” Lazio e Puglia e Società Geografica Italiana. L’obiettivo è quello di lavorare congiuntamente affinchè si arrivi al riconoscimento di questo tratto come itinerario culturale del Consiglio d’Europa, al pari della Via di Sigerico. Per questa azione è ovviamente necessaria e fondamentale la cooperazione di tutte le cinque regioni, comprese Campania, Molise e Basilicata, oltre al coinvolgimento del territorio locale con il mondo dell’associazionismo e dei camminatori che stanno già operando.

Luca Bruschi

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Una staffetta lungo la Via Francigena, per scopi umanitari

E’ arrivata a toccare anche i sentieri e le colline canavesane “Noicorriamoinrosaper”, la corsa a staffetta lungo la Via Francigena, partita lo scorso 16 giugno dal Gran San Bernardo e terminata domenica scorsa, in piazza San Pietro in Vaticano.  Una corsa di solidarietà per un obiettivo umanitario.

Protagoniste dodici donne sportive che, nel 2011, hanno costituito un’associazione che ha indirizzato la loro passione per la corsa sulle lunghe distanze verso la raccolta fondi umanitari. Le atlete, in coppia, hanno corso giorno e notte, senza sosta, scambiandosi il testimone a ogni tappa, invitando i patiti della corsa a unirsi a loro per un breve tratto di strada.

Fonte: La Sentinella del Canavese

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Si incontra il Comitato europeo interregionale di coordinamento sulla Via Francigena

Venerdi 27 giugno si incontra a Milano il Comitato europeo interregionale di coordinamento sulla Via Francigena. Il tavolo tecnico è coordinato da AEVF, in collaborazione con le regioni europee interessate dal percorso


La Francigena è ormai considerata, dal punto di vista culturale, sociale,  economico, infrastrutturale, “spina dorsale” di sviluppo sostenibile dei  territori europei attraversati. Essa costituisce un “ponte di cultura” fra  Europa del nord ed Europa Mediterranea, un fil rouge di 2.500 km che da
Canterbury, nella contea del Kent, in Inghilterra, attraversa Francia,  Svizzera, Italia verso la Città Eterna e poi fino alla Puglia per  raggiungere Gerusalemme.

Il ruolo delle regioni è fondamentale, come insegna la Regione Toscana che proprio sabato 21 giugno ha inaugurato a Lucca l’intera messa in sicurezza del percorso regionale (circa 400 kim), affinché lo sviluppo degli itinerari culturali sia inserito nei piani regionali territoriali, facendo riferimento alle componenti infrastrutturali, culturali, ambientali, sociali ed economiche per uno sviluppo territoriale e un turismo sostenibile.

Venerdi 27 giugno si svolgerà a Milano, presso la sede della Regione Lombardia, l’importante meeting che vede coinvolte le  regioni europee sulla Via Francigena”. Un incontro di confronto sullo stato dell’arte del percorso – segnaletica, infrastrutture, comunicazione, promozione – finalizzato a stabilire una  strategia e azioni comuni, attivando un tavolo tecnico europeo di  coordinamento. Una occasione importante per condividere gli ultimi sviluppi della Via Francigena , scambiare buone pratiche fra le regioni coinvolte e permettere uno sviluppo diffuso della Via.

L’incontro di Milano, il quinto dal 2012 ad oggi, fa seguito all’azione avviata con il progetto  europeo PER VIAM (1.3.2012-28.2.2013) di cui proprio AEVF è stata  capofila. Dopo un primo incontro in Toscana, promosso dalla Regione, nel 2013 si sono svolti tre incontri: a Châlons-en-Champagne, a gennaio a Foggia, in ottobre, om pccasione delle Vie Sacre e a Bruxelles, in dicembre, in occasione dell’Euromeeting.

La discussione ed il dibattito focalizzeranno anche sul Master Plan  Europeo della Via Francigena, finalizzato a realizzare  un piano di sviluppo coerente a livello europeo affinché l’intero percorso europeo della Francigena
sia fruibile e messo in sicurezza. Obiettivo delle Regioni è di inserire l’attrezzamento della  Francigena, e delle vie storiche, nella nuova programmazione 2014-2020  dei fondi strutturali quale progetto unitario europeo.


 

COMITATO EUROPEO DI COORDINAMENTO TECNICO INTERREGIONALE
AEVF, Regione Toscana, Région Champagne-Ardenne hanno proposto la costituzione di un Comitato europeo di Coordinamento tecnico interregionale per la Via Francigena. Il Comitato è aperto a tutte le Regioni europee attraversate dalla Via Francigena e alle Regioni attraversate dall’Itinerario della Via Francigena a sud di Roma in direzione di Gerusalemme
Da nord a sud sono coinvolte: Kent, Nord-Pas-De-Calais, Picardie, Champagne-Ardenne, Franche-Comté, Cantone Vaud, Cantone Vallese, Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Liguria, Toscana, Lazio, Campania, Molise, Basilicata e Puglia.

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Meeting of the European Interregional Committee for the coordination of the Via Francigena

0n 27th May took place a meeting of the European Interregional Committee for the coordination of the Via Francigena. The meeting was organised by EAVF, in collaboration with the regions along the Via Francigena.

Nowadays the Francigena is considered, from a cultural and economic point of view, to be the spine of the sustainable development of the territories it crosses.

A ‘cultural bridge’ that links the northern regions with the Mediterranean. A ‘fil rouge’ of 2.500 km that, from Canterbury (County of Kent, England), passing through France, Switzerland and Italy, reaches the Eternal City. Then, crossing Puglia it goes to Jerusalem.

On Friday 27th June, an important meeting was held in Milan and it involved the regions on the Via Francigena. It was a conference to talk about the conditions of the cultural route – the traffic signs, the infrastructures, promotion and communication – in order to create a common strategy through some European actions to coordinate all the regions. They had the opportunity to share some ideas to develop the Via Francigena. The assembly, the fifth since 2012, is part of the European project ‘PER VIAM’ (1.3.2012 – 28.2.2013) pioneered by EAVF. After meeting in Tuscany (promoted by the region), in 2013 there have been other three: Echelon-en-Champagne, Foggia in occasion of the Sacred Routes and Brussels for the Euromeeting.

The debate was focus on the European Master Plan that aims to secure the entire Via Francigena thanks to some common policies. One of the objectives of the regions is to insert the action taken for the Via Francigena and for other historical routes, into the financial plans from 2014 to 2020 as a European project.

EUROPEAN INTERREGIONAL TECHNICAL COMMITTEE OF COORDINATION

EAVF, Tuscany and Région Champagne-Ardenne have proposed the creation of a European interregional technical committee to coordinate the areas along the Via Francigena. It is open to every region crossed by the Francigena, even the ones in south Italy from where the route goes to Jerusalem.

From north to south the regions involved are Kent, Nord-Pas-De-Calais, Picardie, Champagne-Ardenne, Franche-Comté, Cantone Vaud, Cantone Vallese, Valle d’Aosta, Piedmont, Lombardy, Emilia Romagna, Liguria, Tuscany, Lazio, Campania, Molise, Basilicata e Puglia.

 

 

 

 

 

 

 

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Rencontre du comité interrégional de coordination de la Voie Francigena

Le vendredi 27 juin, à Milan, il a eu lieu une rencontre du comité interrégional de coordination de la Voie Francigena avec la collaboration de l’AEVF et toutes les régions qui se trouvent sur le parcours.

La Francigena est désormais considérée l’épine vertébrale du développement durable des territoires qu’elle traverse. C’est un pont de culture entre le nord et le sud, un fil rouge de 2.500 km qui, de Canterbury (Kent, Angleterre), en passant parmi la France, la Suisse et l’Italie, arrive dans la Ville Eternelle et après la Puglia et Jérusalem.

Comme on peut comprendre en regardant la région Toscane qui le 21 juin à Lucca a inauguré 400 km de parcours, le rôle des régions est vital afin de développer les itinéraires culturels. Il faut que les régions insèrent ce développement dans les plans territoriaux régionaux, tout en regardant aux facteurs qui concernent la culture, l’environnement, l’économie et la société pour un tourisme plus durable.

Le vendredi 27 juin à Milan les régions européennes sur la Voie Francigena ont participé à cette rencontre chez la région Lombardie. Une rencontre pour se confronter sur l’état du parcours – infrastructures, communication, promotion – afin d’établir une stratégie avec des actions communes. Une occasion importante pour partager les dernières idées sur la Francigena et pour maintenir des bonnes relations avec les autres régions pour mieux développer la Voie.

La rencontre à Milan, la cinquième depuis le 2012, fait partie du projet européen PER VIAM (01.03.2012 – 28.02.2013) qui a été proposé par AEVF. Après un premier rendez-vous en Toscane, en 2013 il y a eu trois rencontres : à Châlons-en-Champagne, à Foggia en occasion des Voies Sacrées et à Bruxelles en occasion de l’Euromeeting.

La discussion et le débat se sont focalisés aussi sur le Master Plan européen de la Voie Francigena, avec le but de réaliser un plan cohérent à niveau européen pour rendre sûre le parcours. L’objectif des régions est ce d’insérer la Voie Francigena dans la programmation financière 2014 – 2020.

Comité européen de coordination technique interrégional

AEVF, région Toscane, Région Champagne-Ardenne ont proposé la constitution d’un Comité européen de coordination technique interrégional pour la Voie Francigena. Il est ouvert à toutes les régions européennes traversée par la Francigena, mais aussi à ces régions qui sont au sud de l’Italie en direction de Jérusalem.

Du nord au sud il y a les régions : Kent, Nord-Pas-De-Calais, Picardie, Champagne-Ardenne, Franche-Comté, Cantone Vaud, Cantone Vallese, Valle d’Aosta, Piémont, Lombardie, Emilia Romagna, Ligurie, Toscane, Lazio, Campania, Molise, Basilicata e Puglia

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La Via Francigena Toscana, al centro dell’Europa

Si è svolta ieri a Lucca la presentazione dell’intero tracciato toscano della Via Francigena alla presenza del Ministro per i Beni Culturali e Turismo. Un evento storico, che segna l’inizio di una nuova fase e getta le basi per progetto di respiro europeo che mette al centro il percorsol’accoglienza e l’ospitalità.

Il 21 giugno ha segnato una giornata storica per la Via Francigena con la presentazione ufficiale dell’intero tracciato toscano del percorso. Al mattino si è svolta una camminata lungo le mura lucchesi, con partenza dal castello di San Donato simulando un percorso lungo 370km che ha toccato le 15 tappe della Via Francigena toscana, giungendo infine alla Casa del Boia. Un cammino lento e cadenzato che ha coinvolto istituzioni, associazioni, appassionati e pellegrini, con tappe evocate e raccontate attarverso le suggestioni del giornalista Enrico Caracciolo

Al partecipato incontro di presentazione sono intervenuti Alessandro Tambellini, Sindaco di Lucca, Arturo Lattanzi, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, Massimo Tedeschi, Presidente AEVF, Silvia Costa, Eurodeputato, Enrico Rossi, Presidente della Regione Toscana. Gli interventi sono stati preceduti da un appassionato discorso del Ministro per i Beni Culturali e Turismo, Dario Franceschini e si sono conclusi con la benedizione dell’arcivescovo di Siena Mons. Antonio Buoncristiani.

«La via Francigena attraversa tante realtà. È un bellissimo progetto europeo che unisce, che attraversa Paesi, regioni, città. Noi abbiamo grande bisogno di iniziative che culturalmente uniscano. La Via Francugena rappresenta anche una straordinaria opportunità per il turismo italiano al di fuori dei tradizionali circuiti turistici», ha detto Franceschini. “Oggi c’è un turismo crescente internazionale cerca itinerari emozionali a piedi e cicloturistici”. L’impegno tangibile del Governo, ha proseguito il Ministro, si potrà riscontrare “nel decreto cultura e turismo, dove sono state inserite due norme che aiuteranno i progetti transregionali come la Francigena: una conferenza dei servizi dove si potranno convocare Regioni e Comuni attorno allo stesso tavolo per gestire insieme il progetto; la messa a disposizione di questi lunghi itinerari del patrimonio demaniale dello Stato, come le case cantoniere e le vecchie stazioni”

Il Presidente Enrico Rossi ha ricordato le tappe dell’impegno della regione Toscana dal 2009 ad oggi, percorso che ha permesso di catapultare la Toscana al centro di un progetto lungimirante che collega Canterbury con Roma e Gerusalemme. La data del 21 giugno 2014 segna una svolta, un nuovo inizio. “Questa è una delle cose più importanti che abbiamo realizzato nel corso della legislatura. Segnerà il futuro della regione e porrà la Toscana al centro dell’Europa. Questo cammino interesserà chiunque senta bisogno di viaggiare maniera diversa rispetto ai ritmi forsennati della nostra vita, chi vorrà andare alla scoperta del territorio e di località meno note ma non meno belle, chi desidera soddisfare un bisogno di spiritualità e di ricerca di se stesso”. Un progetto che, come ha sottolineato Rossi, rappresenta una grande opportunità anche per i giovani e vuole gettare le basi per la creazione di un laboratorio creativo permanente in grado di attirare tanti appassionati sulla Via Francigena. Infine saranno i pellegrini, sempre più numerosi – ha concluso il presidente – a fare la Francigena. Il nostro impegno è quello di continuare a lavorare affinchè accoglienza, segnaletica, percorso e messa in sicurezza rendano l’itinerario fruibile”.

L’Associazione Europea delle Vie Francigene ha da sempre sostenuto con grande partecipazione questa azione della Regione Toscana, nella convinzione che tale esempio, esportabile sugli altri 2.100km di percorso, possa costituire una premessa fondamentale per il concreto rilancio della Via Francigena a livello europeo. La Via Francigena festeggia nel 2014 i 20 anni dal riconoscimento ad itinerario culturale del Consiglio d’Europa, questo evento di Lucca, unito a quello del 31 maggio di Acquapendente con le celebrazione ufficiale di questo anniversario, accendono in modo prorompente i riflettori sulla Via Francigena

L’intervento del Presidente Massimo Tedeschi (in allegato l’intervento completo) si è incentrato sui quattro elementi indispensabili per far si che un itinerario culturale europeo possa arrivare a concretizzarsi in modo tangibile sui territori, e cioè le istituzioni (dal livello nazionale a quello locale); le associazioni locali, culturali, di camminatori e volontariato; gli istituti di ricerca e le università; le PMI e gli imprenditori, affinché si posa creare una micro economia lungo i territori attraversati.


Il progetto, la Via Fracigena Toscana in cifre:
Un grande lavoro che conta 380 chilometri (dal passo della Cisa a Radicofani) attrezzati, segnalati e in sicurezza da percorrere a piedi, in bicicletta e presto anche a cavallo. Un investimento regionale di 16 milioni di euro su un percorso di 15 tappe di un percorso che rappresenta il 20% del tratto europeo e il 40% di quello italiano. L’intervento regionale ha visto finanziarie anche 200 interventi per la messa in sicurezza, 16 strutture di ospitalità, altre 44 di ospitalità ecclesiastica e 1200 strutture ricettive presenti nel raggio di un chilometro, 200 interventi di animazione nel 2014. Entro due mesi, sull’intero percorso toscano della Francigena saranno inoltre installati 57 accessi wi-fi per permettere a pellegrini e viandanti di accedere a internet.


Un modello, una regia, una visione strategica europea. Dal Master Plan della Francigena in Toscana a quello Europeo
Il Master Plan della Via Francigena avviato dalla Regione Toscana nel 2009, ha segnato una nuova fase nell’approccio verso la creazione di un vero prodotto culturale “Via Francigena” (si veda l’articolo di Giovanni D’Agliano sull’ultimo numero della Rivista “Via Francigena“).  La costruzione di questo strumento strategico e la sua attuazione sono stati da sempre condivisi con il territorio, a partire dagli enti locali e dalle associazioni. Fondamentale il lavoro di regia e visione strategica della regione al fine di evitare la parcellizzazione di tante singole azioni e la mancanza di coordinamento istituzionale. Il progetto ha messo al centro dell’attenzione l’infrastruttura e la messa in sicurezza del percorso, dai punti tappa ai luoghi dell’accoglienza, dal recupero monumenti alle strade e marciapiedi, dalla segnaletica tradizionale a quella “leggera”, dalla manutenzione alla segnalazione di criticità. E’ stato fatto tanto. Tanto è ancora da fare, siamo solo all’inizio di un percorso che, tra l’altro, dovrà coinvolgere maggiormente anche le altre regioni. Ma di certo l’impostazione avviata rappresenta un valido punto di partenza ed esempio di buona prassi da declinare su altri territori.

Il master plan è stato presentato a Bruxelles, in occasione dell’Euromeeting, lo scorso 13 dicembre. Oggi tale approccio metodologico è al centro delle progettualità alle quali guarda il nuovo Comitato di Coordinamento  interregionale (coordinato da AEVF) che coinvolge le 18 regioni francigene dal Kent (Inghilterra) fino alla Puglia, attraverso 2.500 km.


Quale futuro per la Via Francigena, ora?
Come è stato ribadito durante l’incontro del mattino e come è stato ben sottolineato nella tavola rotonda pomeridiana -“Via Francigena: la passione del viaggio incontra le sue radici tra passato e presente per un futuro solidale”- al quale sono intervenuti anche camminatori e pellegrini, il punto di partenza per continuare ad implementare la via Francigena e far si che essa si sviluppi in ognuna delle sue componenti, è continuare ad investire sull’accoglienza, l’ospitalità povera, la segnaletica tradizionale, la sicurezza sul percorso, la formazione e l’arrivo finale a Roma, meta di migliaia di pellegrini.

Il confronto con il Cammino di Santiago, i numeri di viandanti in forte aumento sulla Via Francigena negli ultimi due anni, ci confermano come il cammino spagnolo rappresenti oggi il nostro principale riferimento con il quale instaurare e consolidare un forte partenariato per una promozione congiunta. Nello scorso anno Santo Xacobeo, 2013, sono arrivati a Santiago di Compostela, a piedi o in bicicletta, ben 215.880 pellegrini, di cui il 54,6% uomini, il 45,4% donne.

Qui sotto si riportano alcune cifre che ci aiutano a riflettere su quanto un cammino storico-culturale-religioso come Santiago (e potenzialmente la Via Francigena!), possano generare importanti flussi economici a livello locale, favorendo poi la nascita di tanti altri cammini e creando tante altre connessioni con itinerari culturali europei come quello delle Città Storiche Termali, vie di pellegrinaggio, vie legate a personaggi storici, architettura, memoria e paesaggio europeo:

  • Mezzo: 87,17% a piedi; 12,34% bici; 0,45% cavallo; 0,03% sedia a rotelle

  • Motivazione: per il 39,4% è natura religiosa, per il 61,6% si tratta invece di motivazioni spirituali, culturali, legate allo studio, sportive, trekking, ecc.

  • Provenienza: Oltre 100.000 sono spagnoli (49,05%), ai quali seguono tedeschi (7,51%), italiani (7,24%), portoghesi (4,96%), americani (4,69%), francesi (3,85%), irlandesi (2,32%)

  • Luogo di inizio: “solo” il 12,31% ha iniziato il cammino francese da “St. Jean Pie de Port, percorrendo quindi tutti gli 800km di percorso. La maggior parte sceglie gli ultimi 100km oppure tragitti più brevi, spesso cadenzati una settimana ogni anno nei differenti tratti di percorso.

  • Età: < 30 anni (28,31%); 30-60 anni (56,19%); >60 anni (15,50%)

  • Quale cammino è stato scelto: cammino francese (70,3%), cammino portoghese (13,69%), cammino del Norte (6,20%), Via della Plata (4,18%), cammino primitivo (3,17%), cammino inglese (2,04%)

La Via Francigena presenta oggi gli stessi numeri di camminatori (circa 10.000) che aveva il cammino di Santiago prima della sua esplosione. Nel 1992, infatti, arrivarono a prendere la Compostela 9.764 pellegrini (in aumento già del 34,2% rispetto l’anno precedente). L’anno Xacobeo successivo, il 1993, ha visto arrivare a Santiago 99.463 pellegrini. I numeri sono andati sempre in aumento esponenziale, con picchi legati al’anno santo-Xacobeo e cioè 1999 (154.613), 2004 (179.944), 2010 (272.135).

Numeri che fanno riflettere e che generano una forte aspettativa sulla Via Francigena, oggi considerato da moltiun nuovo itinerario da “esplorare”, vivere e conoscere lentamente vista la saturazione di pellegrini che già hanno percorso i molteplici cammini spagnoli. Occorre continuare a lavorare insieme, istituzioni e associazioni, affinchè la greenways francigena possa trovarsi in condizione di completa percorribilità da nord a sud, senza interruzioni ed in sicurezza.
Guardiamo con ottimismo il futuro, sapendo che l’itinerario francigeno -come ha dimostrato fino ad ora- è in grado di unire e gettare ponti, su tutti i fronti.

 

Luca Bruschi

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Al via il Francigena International Arts Festival

Il 13 giugno 2014, presso il palazzo della Provincia di Lucca è stata presentata la quarta edizione del “Francigena International Arts Festival – FIAF” organizzato dall’Accademia della Musica Francesco Geminiani di Altopascio.

Un Festival molto articolato che prevede un cartellone di concerti lirici, sinfonici, cameristici e anche linguaggi moderni, contemporanei e pop con incursioni nel teatro, nel ballo, nelle arti visive e nella letteratura con artisti di fama internazionale fra i quali: Mikhail Zemtsov, Paolo Carlini, Francesco Facini, Janos Acs, Daniel Rivera, Orchestra della Toscana, Eros Pagni e molti altri. Moltissime le collaborazioni, nell’ottica di condivisione di un progetto così importante e di interesse comune,  come gli Istituti Superiori di Studi Musicali “Luigi Boccherini” di Lucca e “Pietro Mascagni” di Livorno, l’Associazione Italiana delle Scuole di Musica (AIdSM), l’Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF)  e  tutti i Comuni interessati.

Gli eventi saranno distribuiti lungo il tratto della Via Francigena in alcuni dei luoghi più belli del percorso toscano, dalla Versilia fino a Monteriggioni, concentrando la maggior parte degli appuntamenti fra Lucca e Altopascio.

In allegato il comunicato stampa