Via Francigena

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Apre a Proceno il nuovo ostello: la Casa del Pellegrino

Quale modo migliore per farsi avvolgere dalla storia e dalla cultura della Via Francigena? La dimora del Cardinale Guido Ascanio Sforza costruita nel 1550 è la cornice di questo piccolo ma accogliente ostello. Paesaggi incontaminati, ospitalità e storia aspettano di essere scoperti lungo la via del pellegrinaggio di Sigerico, che, attraverso il borgo medioevale di Proceno, segna l’ inzio della Via Francigena Laziale.

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Siena da scoprire: Via Francigena e labirinti sotterranei

Città vivace ed accogliente tra le verdi colline toscane, d’una bellezza semplice e sincera, Siena ha molto da offrire ai viaggiatori. Storia, tradizioni e cultura si rivelano poco a poco visitando la città, dietro l’angolo di una pittoresca stradina ma anche davanti ad una tavola ben apparecchiata.

Per gli amanti del trekking urbano il tratto di via Francigena senese è sicuramente uno dei modi più affascinanti di scoprire la città. Il percorso cittadino si inserisce nel più ampio itinerario europeo, certificato nel 1994, che ricalca l’antica via percorsa da viandanti e pellegrini di tutta Europa. Partendo dal sud Italia la via Francigena arriva fino a Canterbury, in Inghilterra, passando per Svizzera e Francia. Alcuni chilometri dell’antica strada attraversano Siena da Porta Camollia fino a Porta Romana, snodandosi tra le più belle chiese, piazze e architetture della città.

L’invito del Comune senese, che proporrà l’iniziativa #SienaFrancigena ogni domenica da giugno a ottobre 2015, è proprio quello di mettersi nei panni di un antico pellegrino e immergersi nel centro storico in un trekking urbano di circa tre ore. La tappa più importante del percorso è sicuramente il Santa Maria della Scala, in piazza del Duomo, l’ospedale più antico d’Europa che oggi ospita alcuni musei e percorsi espositivi. Non si può rinunciare alla visita al Pellegrinaio, splendida sala affrescata che racconta la vita della storica struttura, che dagli inizi del 1300 fino agli anni ’60 del Novecento ha accolto e curato malati, infanzia abbandonati, poveri e pellegrini. Nei suoi ventimila metri quadri però l’ex ospedale ospita anche il Museo archeologico, il Museo d’arte per bambini e i rilievi originari della Fonte Gaia, fontana monumentale di piazza del campo, dello scultore Jacopo della Quercia.

Il cammino dei moderni viandanti si conclude con la Bisaccia del pellegrino (pranzo al sacco a base di prodotti di filiera corta) all’Orto de’ Pecci, un paradisiaco angolo di verde a poche centinaia di metri dal centro. L’area privata è gestita dalla cooperativa sociale La Proposta che si occupa del reinserimento lavorativo di persone svantaggiate. Nella piccola campagna, tra pavoni e conigli in libertà, si trovano orti urbani medevali, una fattoria didattica, un ristorante, tavoli da picnic. La storia di questo terreno ha radici molto antiche. Semplice strada che portava i condannati a morte a Porta Giustizia durante il Medioevo, l’area diventò una nuova appendice della città agli inizi del 1300: le richieste di cittadinanza erano numerose e Siena, già satura, decise di rendere edificabile il vicino terreno (piazza del campo è a soli 500 metri), dove i nuovi arrivati costruirono le proprie abitazioni dando vita a Borgo Santa Maria. Dopo qualche decina di anni c’erano già un mulino, una chiesa, una fonte e un centinaio di case. Ma nel 1348 Siena venne straziata dalla peste, che uccise circa il 40% della popolazione. Per questo motivo alla fine del secolo a Borgo Santa Maria era registrato un solo abitante, una anziana vedova, e il Comune decise di smantellare tutto e convertire l’area in orti. Divenuto nei secoli successivi giardino del vicino ex ospedale psichiatrico, la cooperativa sociale ne ha preso in mano le redini intorno al 1982 rimettendo il “tesoro verde” a disposizione della città.

Le bellezze di Siena, però, non si svelano solo camminando per le sue vie acciottolate, sotto le fondamenta c’è un altro percorso segreto tutto da scoprire: i Bottini, antica rete di acquedotti lunga circa 25 chilometri. Fu l’imperatore Carlo V, durante un soggiorno in Toscana, a decretarlo: la città sotterranea è molto più bella di quella in superficie. I Bottini furono realizzati dal XII al XV secolo. La città soffriva grandemente per la mancanza di acqua, così i senesi iniziarono a scavare questi tunnel sotterranei per sopperire alla mancanza: la pioggia, raccolta in un gorello (un piccolo canale intagliato nel camminamento) arriva ancora adesso a tutte le fonti della città. E’ possibile visitare un tratto del Bottino di Fonte Gaia e il Bottino di Fonte Nuova: a guidare i visitatori è l’associazione La Diana che si occupa anche delle visite gratuite alla Fonte delle Monache e al Museo dell’acqua. Armati di caschetto, torcia elettrica e scarpe impermeabili, ci si addentra nei cunicoli di arenaria: non è raro vedere, tra i segni dei picconi e le croci incise per scongiurare i pericoli, qualche conchiglia o le tracce lasciate nei millenni dall’acqua del mare.

Fonte: Latitudeslife.com

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In pellegrinaggio alla ricerca di se stessa, trova l’amore della sua vita

Fin dall’antichità i grandi pellegrinaggi, dalla Via Francigena a San Giacomo de Compostela, richiamano i credenti e non solo. Molti si mettono in viaggio spinti da motivi religiosi, c’è chi lo fa per mettersi in gioco, chi per smaltire delusioni della vita. E c’è anche chi lungo il cammino trova l’amore.

E’ quanto è accaduto a Sabrina e Giovanni, due giovani viandanti partiti dalla campagna biellese e dalla Brianza, i cui passi sono stati uniti dal destino. Due ragazzi che, ognuno per conto proprio, decisero nell’agosto del 2013 di partire sulla Via Francigena, antica via di pellegrinaggio che dal Medioevo conduce a Roma.

Con uno zaino pieno di sogni, delusioni passate e speranze, la 29enneSabrina Bergamo si mise in cammino partendo dal suo paese, Borriana, attraversando i luoghi della sua infanzia per cercare una nuova via per il suo futuro, personale e lavorativo. Da un anno, infatti, si era separata dopo un matrimonio nato e vissuto male e con il relativo carico di dolore e rabbia da smaltire. Le prime due settimane le trascorse quasi da sola, avendo tempo di riflettere molto a contatto con se stessa e immersa in una natura rigogliosa: le colline biellesi, le risaie, la pianura, il grande fiume Po, gli Appennini, il mare, le campagne. Anche se allenata a camminare in quanto guida escursionistica ambientale, i 20/30 km al giorno da percorrere tra le tappe e, soprattutto, la stanchezza mentale, le fece pensare molte volte di mollare e tornare a casa. «Ma dopo i primi giorni si entra in un particolare stato di grazia e tutto diventa lento, vissuto pienamente e diviene naturale proseguire», ha raccontato la giovane che ricorda quel pellegrinaggio come una delle esperienze più importanti della sua vita.

Sugli stessi sentieri camminava in quei giorni il brinazolo GiovanniCarrara, 34 anni, originario di Bellusco, residente a Cornate d’Adda (MB), che partì da Lucca diretto anch’egli a Roma: anche se assiduo frequentatore di montagne, per Carrara, volto noto a Busnago dove  è impiegato presso l’ufficio postale, era alla prima esperienza di pellegrinaggio. «I motivi che mi hanno spinto a partire – spiega il 34enne – erano la ricerca di una dimensione spirituale e la necessità di ritrovarmi immerso nella natura per poter riflettere e superare alcune sofferenze del passato».

La magia del loro incontro è una storia che colpisce: Sabrina si era fermata per un giorno a riposare mentre Giovanni si era perso nella campagna, cosicché entrambi, stravolgendo i propri piani, si ritrovarono al confine tra Toscana e Lazio nella suggestiva Rocca di Radicofani. L’indomani partirono insieme alla volta di Roma per l’ultimo tratto di cammino, avendo modo così di conoscersi a fondo e di condividere la fantastica esperienza di arrivare in Piazza San Pietro mano nella mano proprio il giorno dell’udienza di Papa Francesco.

Una volta tornati a casa, entrambi capirono che avevano trovato qualcosa di veramente speciale: prima di tutto se stessi e poi anche un nuovo amore.

«Il cammino crea “dipendenza”, di quelle buone che ti fanno sognare, superare le difficoltà, mettersi alla prova con se stessi, darsi obiettivi e costruire nuove e profonde amicizie», hanno raccontato i due ragazzi che, infatti, un anno dopo decisero di ripartire, questa volta in due, per una nuova meta, il Cammino di Santiago: centinaia di chilometri alla scoperta del nord della Spagna arrivando insieme a Santiago de Compostela e tornando a casa con la decisione di andare a vivere insieme. E così Sabrina si è trasferita a Cornate d’Adda.

Il loro obiettivo più grande ora è di arrivare anche alla terza e più importante meta di pellegrinaggio: Gerusalemme. Per fare ciò questa estate ripartiranno da Roma sulla Via Francigena del Sud fino a Brindisi, antico imbarco per la Terrasanta, e da lì un giorno ripartire. Magari in tre.

Fonte: Provincia di Biella

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Via Francigena: opportunità di sviluppo per il territorio della Campania

“L’adesione della Campania al programma della Via Francigena del Sud è una straordinaria opportunità per rilanciare e promuovere a livello internazionale gli itinerari irpini, in particolare quelli legati al turismo religioso e rurale, inseriti nell’Antico Tracciato”.

Così Pietro Foglia, Presidente del Consiglio Regionale della Campania, commenta la recente delibera della Giunta regionale, che ha inserito la provincia di Avellino, con quelle di Benevento e Caserta, nella richiesta di riconoscimento al Consiglio d’Europa della Via Francigena del Mezzogiorno d’Italia, in tempo utile per l’approvazione prevista entro il prossimo aprile. “La Via Francigena del Sud – continua Foglia – è una straordinaria occasione di tutela e valorizzazione dei beni culturali, archeologici e paesaggistici dei nostri territori, in un’ottica di fruizione e sviluppo sostenibile. In tal senso rafforza il ruolo dei centri religiosi irpini, quali Montevergine, Materdomini e Carpignano, che già rappresentano uno degli assi portanti della nuova Legge sull’Organizzazione turistica regionale”. Un’opportunità che la Campania è pronta a cogliere grazie anche al riconoscimento, nella legislazione regionale, del “Turismo Rurale”, frutto di uno degli emendamenti presentati dal Presidente Foglia nella sua precedente veste di presidente della Commissione agricoltura.

Fonte: Irpinia News

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Il Comitato di Valpromaro ringrazia

Riceviamo a pubblichiamo una cortese lettera del Comitato di Valpromaro, sempre attivo e propositivo sulla Francigena.
 
Il 18 febbraio 2015 è stata posta un’antenna per il potenziamento del servizio Wi-fi, che consentirà una maggior copertura di area, estendendosi a 360° fino alla piazza centrale del paese. Facciamo presente che questo servizio per altro gratuito è stato installato verso la fine di maggio dello scorso anno: il Sindaco di Massarosa, Franco Mungai, in occasione dell’inizio del secondo anno della nostra collaborazione con gli Hospitaleros aveva promesso che entro breve tempo avrebbe installato questo servizio, sfruttando la necessità di installazione di una video camera per la video sorveglianza per il Comando dei Vigili di Massarosa. Questa promessa è stata subito mantenuta e verso la fine di quello stesso mese i tecnici hanno installato e reso operativo all’istante questo nuovo servizio gratuito, che è stato messo in primis a uso per i numerosi pellegrini, che ogni anno si fermano qui all’Ostello di Valpromaro. Ringraziamo anche il nostro parroco Rodolfo Rossi per aver reso possibile tale installazione.
Comitato Paesano di Valpromaro.

 
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A Bitonto musica e cultura sulle orme dei pellegrinaggi tra Oriente e Occidente

Il 28 fabbraio e l’1 e 2 marzo 2015 si svolgerà a Bitonto (Ba) il festival VIATOR: sulla Via Francigena del sud conferenze, concerti e dialoghi. L’iniziativa è ideata e curata dall’ Associazione Culturale Calixtinus di Giovannangelo De Gennaro, musicista ed esperto camminatore, in collaborazione con Arteducazione di Michele Lobaccaro, musicista e autore dei Radiodervish, alla luce del lavoro di ricerca sul fenomeno del pellegrinaggio dal medioevo ad oggi.

In particolare VIATOR, che intende essere un contenitore di iniziative culturali lungo il percorso pugliese della Via Francigena, si concentrerà, in questa occasione, sul suggestivo tratto bitontino con una ricca tre giorni di conferenze, concerti e dialoghi.
L’approccio di VIATOR è quello di collegare l’antica consuetudine e la sapienza dei cammini spirituali con la moderna domanda di spiritualità e l’esigenza di nuovi valori legati a modelli di vita più sostenibili e più consapevoli. Bitonto è parte dell’itinerario storico della Via Appia Traiana. L’importanza di questa via è testimoniata anche dalla continuità di utilizzo fino ad epoca tarda; infatti, ancora nel Medioevo, la via Traiana era conosciuta anche con l’appellativo di Via Francigena del Sud che, per tutto il periodo delle Crociate, collegò Roma, punto di arrivo della Via Francigena proveniente da Canterbury, all’Oriente, passando attraverso la Puglia nel tratto da Troia a Brindisi.

La Cattedrale di Bitonto è luogo di grande significato per il cammino sulla Via Francigena del Sud, un luogo dove i fedeli si preparavano al pasagium ultramarinum verso la Terrasanta, dopo aver percorso in senso trasversale l’Italia a sud di Roma e dopo aver trovato riparo e conforto all’interno della Cattedrale della città. Il programma di VIATOR si sviluppa in tre giornate dedicate ad altrettanti temi che sono alla base del fascino del cammino francigeno. Nella prima serata, con “Le crociate viste da oriente” avviene un gioco di capovolgimento prospettico molto interessante sviluppato con letture e musiche dall’Ensemble Calixtinus. Nella seconda serata “L’invenzione dell’oriente”, c’è una ricerca di strumenti utili per il superamento dell’approccio orientalistico che ancora oggi condiziona la lettura occidentale di tutto quello che sta succedendo dall’altra parte del mediterraneo.

Questa tensione verso l’incontro tra oriente e occidente culmina nella splendida cattedrale con l’originale concerto che vede uniti i brani di “In search of Simurgh” dei Radiodervish alle antiche Cantigas de Santa Maria eseguite dallìEnsemble Calixtinus con la voce recitante di Teresa Ludovico. E infine la serata dedicata alla figura di San Francesco pellegrino: un emozionante focus sull’approccio dialogante di San Francesco nel suo viaggio verso la Terra Santa, declinato con ospiti del calibro di Franco Cardini e la proposizione di musiche ai tempi del santo di Assisi.

Tra gli ospiti l’antropologo Domenico Copertino, il francescano frate Antonio Imperato e gli Ospetalieri sul Cammino di Santiago Nino Giacò e Rosanna De Pinto. Questa tappa di VIATOR è realizzata grazie al Comune di Bitonto Assessorato al Marketing Territoriale, al GAL Fior d’olivi e al Parco delle Arti Bitonto. Patrocinio di Puglia Promozione Agenzia Regionale del Turismo, Settimana Santa in Puglia, Vie Francigene di Puglia e Vie Sacre.

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I sentieri liguri della Francigena torneranno agli antichi splendori. Firmato l’accordo con il CAI per la manutenzione

La sezione di Sarzana del CAI si occuperà del monitoraggio, del tracciamento, della pulizia e della tabellazione del tratto della via Francigena che attraversa il territorio locale. Nei giorni scorsi infatti il presidente del Club Alpino cittadino e il sindaco Cavarra hanno sottoscritto la convenzione che affida inoltre la pulizia del sito archeologico della Brina e del relativo percorso di accesso.

“Si tratta di un sito molto importante – spiega il vice segretario Rizieri Castagna – dove ormai da tempo accompagniamo scolaresche e turisti. Per quanto riguarda la convenzione ci occuperemo della segnaletica sul tracciato e delle indicazioni con il percorso della via Francigena, oltre alla manutenzione ordinaria dei sentieri. Conosciamo molto bene la zona e siamo contenti di poter svolgere questo servizio per la città”.

Nella delibera il Comune individua infatti il Cai come “Una realtà molto attiva nel settore dell’attività all’aria aperta, dell’educazione ambientale, della promozione e della conoscenza del territorio”. Il Club inoltre aveva svolto l’incarico di segnare e gestire i percorsi corrispondenti al tratto della via Francigena già in passato e grazie al lavoro dei suoi volontari ha contribuito alla riapertura e alla messa in sicurezza del tratto fra Aulla, Ponzano Superiore e Sarzana che ogni anno viene attraversato da molti pellegrini e camminatori.

“Il gruppo del Cai – sottolineano gli assessori Accorsi e Baudone – è sicuramente il più indicato per svolgere questo impegno data la grande competenza e la conoscenza dei sentieri del nostro territorio. Avrà una funzione di sorveglianza, controllo e pulizia della zona svolgendo un lavoro molto importante sia dal punto di vista ambientale che turistico, dato che il recupero dei sentieri rappresenta un’importante opera di valorizzazione e controllo del territorio”. La convenzione, che prevede il contributo annuale di mille euro da parte del Comune, durerà tre anni.         

Fonte: Città di Sarzana            

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Via Francigena, percorso di fede e conversione

Con le celebrazioni liturgiche delle Sacre Ceneri ha inizio la Quaresima, periodo di quaranta giorni in preparazione alla Pasqua. Da sempre, nella storia della Cristianità, la Quaresima ha costituito per i fedeli un’occasione di raccoglimento in preghiera, digiuni ed elemosine.

L’idea di un cammino di conversione era assai diffusa durante il Medioevo, la Via Francigena, che attraversa interamente la provincia di Viterbo, ne è la testimonianza tangibile e spirituale.

Le origini della Francigena risalgono all’Alto Medioevo, quando i Longobardi si stanziarono in Italia e la necessità di spostarsi dal nord al sud della Penisola contribuì al potenziamento di Emilia e Cassia, antiche vie di comunicazione romane. Sotto i Franchi l’itinerario acquisì una vera e propria identità, appropriandosi dell’appellativo “Francigena”. Preziosa testimonianza, per ricostruire il percorso della Romea, è la redazione di un diario da parte del vescovo Sigerico (X secolo), il quale, a seguito di un pellegrinaggio da lui compiuto da Canterbury a Roma, descrisse le tappe principali del viaggio. La Francigena tuttavia non era un’unica strada ma un ampio sistema viario, costituito da diversi sentieri e ramificazioni.

Il percorso, che si estende per circa 1.600 km, ha inizio nel nord Europa e termina a Roma.

Nel Medioevo le principali mete di fede erano appunto Roma, Santiago di Compostela e la Terra Santa.

Il tema del pellegrinaggio è strettamente connesso alla religiosità medievale, in quanto all’epoca la vita era concepita come un cammino, un percorso in cui doversi purificare, per prepararsi all’incontro con Dio dopo la morte; con questa finalità si  intraprendevano lunghi viaggi verso i luoghi santi.

In tale contesto, la provincia di Viterbo, in posizione strategica sulla Via Cassia, a pochi chilometri da Roma, acquisì un ruolo fondamentale nella storia della spiritualità. Sul territorio sorsero un po’ ovunque monasteri, chiese ed ostelli volti ad offrire ospitalità ed assistenza ai pellegrini. L’accesso era il territorio di Centeno (frazione nei pressi di Proceno). Il percorso proseguiva per Acquapendente, Grotte di Castro, S. Lorenzo Nuovo, Bolsena, Montefiascone, Viterbo, Vetralla, Capranica, Sutri e Monterosi; il tratto cimino seguiva anche la variante di S. Martino, Caprarola e Ronciglione.   

Tuttora la Via Francigena offre interessanti spunti per passeggiate ed eventi culturali. 

Fonte: newtuscia

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La Maison du Noyer: una green house nella splendida cornice valdostana

Maison Du-Noyer è un magnifico edificio storico risalente al 1300: è stata ristrutturata più volte nel corso dei secoli, adeguandosi alle funzioni e alle necessità dei proprietari che si sono susseguiti. L’ultima ristrutturazione è avvenuta nell’anno 2014 dopo che Piera Dunoyer e i figli Philippe e Françoise Pennacchioli hanno deciso di continuare un’attività già svolta nel 1500 (Casa Ospitaliera Templare sulla Via Francigena), ovvero offrire la migliore accoglienza a viandanti e viaggiatori! 
In fase di ristrutturazione sono state applicate tutte le più recenti eco-tecnologie per salvaguardare l’ambiente a cui teniamo molto, tra queste un impianto fotovoltaico da 10 kW, un cappotto interno per evitare la dispersione di calore, serramenti di ultima generazione, ecc.. 
Inoltre, effettuiamo la raccolta differenziata e serviamo le nostre colazioni insieme a prodotti tipici locali a km 0. Ci piace pensare che anche i nostri ospiti siano attenti all’ambiente che ci circonda, e siano felici di seguire le regole di un’ottica “green”, evitando di lasciare le luci accese quando si è fuori dalla camera, non aprire le finestre quando il riscaldamento è acceso ed evitare di sprecare l’acqua dei rubinetti se non la si sta usando…insieme potremo avere un mondo con più risorse e più pulito!

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Percorsi a piedi e Via Francigena presenti in fiera a “Fa’ la cosa giusta”

Dal 13 al 15 marzo 2015 Milano ospiterà Fa’ la cosa giusta!, la fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili, che giunge alla sua dodicesima edizione e si terrà negli storici padiglioni di fieramilanocity. Fa’ la cosa giusta! 2015 sarà luogo di incontro, scambio e condivisione, che ospiterà stand, botteghe artigiane, laboratori, spazi verdi, ristoranti, spettacoli e incontri.

Gli affezionati di Fa’ la cosa giusta! ritroveranno prodotti ed iniziative legati ai temi che da sempre caratterizzano la fiera: alimentazione biologica, a km zero e cruelty free, moda etica, mobilità a basso impatto, abitare green, giochi e proposte sostenibili per l’infanzia, prodotti del commercio equo e i progetti delle associazioni e cooperative non profit. A questi saranno affiancati molti nuovi approfondimenti trasversali, dedicati, ad esempio, all’autoproduzione, al welfare territoriale e alla pace.

Un’area sarà interamente dedicata ai Percorsi a piedi, religiosi e laici, in Italia e in Europa. Un ampio focus sarà dedicato alla Via Francigena: 900 km che attraversano l’Italia dal nord fino a Roma: Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna. Toscana e Lazio. Tra i nuovi itinerari proposti: Ritorno a Nikolajevka, a piedi sulle orme degli alpini nella ritirata di Russia. Cinque camminatori scelgono di ripercorrere a piedi, nella neve, i luoghi della tragica ritirata degli alpini dal fronte russo nel gennaio del ‘43.

Fonte: Mondo in Tasca