Via Francigena

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Vie Francigene nel Sud: verso il Mediterraneo

Si sono svolti a Brindisi, punto terminale della Via Appia Antica e della Via Traiana, porto d’imbarco per la Terra Santa e della Via Egnatia, i lavori della seconda edizione degli Stati Generali delle Vie Francigene nel Sud, nell’ambito della manifestazione Vie Sacre Experience.

Il presidente Massimo Tedeschi ha aggiornato i partecipanti sullo stato di avanzamento della certificazione delle Vie Francigene nel sud Italia, illustrando la presa d’atto della decisione del Governing Board dell’Accordo Parziale Allargato (APA) sugli Itinerari culturali e riferendo della lettera datata 23 giugno 2015 che il Segretario esecutivo dell’Accordo Parziale Allargato (APA) sugli Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa, Penelope Denu, ha inviato ad AEVF per comunicare il procedimento di estensione della certificazione di “Itinerario culturale del Consiglio d’Europa” fino a Brindisi: gli Stati Generali hanno così appreso che il Governing Board riunito a Lussemburgo il 28-29 aprile 2015 ha plaudito l’iniziativa e dato atto che il Dossier presentato è risultato soddisfacente, ma che la valutazione definitiva delle Vie Francigene nel Sud sarebbe stata inserita nella più ampia valutazione triennale 2016-2018 dell’intera Via Francigena.

Il presidente ha ricordato che tutti gli Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa sono sottoposti ogni tre anni a valutazione per il mantenimento della certificazione: AEVF, nel ruolo di Rete Portante, ha prodotto tutta la documentazione necessaria e l’ha presentata nei termini stabiliti del 30 settembre 2015, quando la procedura ha avuto inizio. Tedeschi ha ricordato il lungo iter interno che portò all’approvazione dei tracciati da parte dell’Assemblea generale AEVF convocata a Roma il 19 marzo 2015, frutto della elaborazione maturata nel Coordinamento delle Regioni del Sud e della autorevole sintesi prodotta su queste basi dalla Società Geografica Italiana. “La strategia della Rete Portante” – ha ricordato il presidente “è quella di proporre le vie Francigene come connessione fra i cinque grandi centri euro-mediterranei di spiritualità (Santiago, Canterbury, Roma, Istanbul/Costantinopoli, Gerusalemme), non più soltanto come semplice itinerario di Sigerico”: nella sostanza, un’unica Via Francigena, da Canterbury alla Puglia (verso Gerusalemme), pur con diverse direttrici nel rispetto della storia e della cultura dei territori attraversati e delle popolazioni locali coinvolte.

Tedeschi ha infine inteso sottolineare l’indispensabilità del concreto, esplicito e forte coinvolgimento delle Regioni e delle Amministrazioni locali dei territori delle Vie Francigene nel Sud, lungo le cinque direttrici trasmesse a Lussemburgo, proponendo che l’articolazione espressa nel Dossier di candidatura possa diventare uno degli assi portanti del più ampio Masterplan per il Sud che il Governo Renzi sta predisponendo.

Il coordinatore dello sviluppo delle vie Francigene nel Sud, Federico Massimo Ceschin, ha ricordato come, in un solo anno, lo scenario attorno al percorso di riconoscimento sia eccezionalmente mutato, in virtù della proclamazione del Giubileo straordinario da parte del Santo Padre Francesco, ma anche della grande attenzione che il Governo nazionale – in particolare il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini – sta offrendo al tema dei Cammini, sempre più centrale nelle politiche di sviluppo culturale e turistico del Paese, fino alla recente proclamazione del 2016 come “Anno nazionale dei Cammini”. A maggior riprova della centralità e dell’estrema attualità della proposta di riconoscimento e di realizzazione delle vie Francigene nel Sud, fino a Brindisi e verso il Mediterraneo e la Terra Santa, Ceschin dà lettura di un’agenzia pubblicata da poche ore dall’AGI: “Corridoio Baltico-Adriatico: sì della Ue al prolungamento a Sud”. La nota continua: “Approvato oggi a Bruxelles, dal Parlamento europeo, l’emendamento riguardante il completamento del Corridoio Baltico-Adriatico che consente l’estensione all’intera dorsale Adriatico-Jonica da Ravenna fino a Brindisi. Il Mezzogiorno entra dunque a pieno titolo nelle reti trasportistiche transeuropee TEN-T, nell’ambito dell’Asse Baltico-Adriatico che attraversa Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Austria e Italia”. Oltre la Strategia della Macroregione Adritico-Jonica, ha ricordato Ceschin, la proposta di estensione di tale rete all’Europa sud-orientale/Adriatico orientale, consentirà di colmare il divario in termini di reti esistente nell’area adriatico-ionica. Le vie Francigene, ha assicurato Ceschin, non si concludono a Brindisi ma proseguono verso gli altri porti pugliesi di imbarco verso la Terra Santa, con altre tappe significative a Otranto e il Santuario di Santa Maria di Leucade Finibus Terrae”, il “finisterre” mediterraneo, per poi transitare verso Albania, Grecia, Turchia, Siria, Libano, Palestina e Israele.

Ad aprire i lavori della sessione, Simone Bozzato della Società Geografica Italiana ha illustrato il Dossier di candidatura consegnato all’Istituto Europeo degli Itinerari Culturali e proposto una cooperazione da sviluppare nell’ambito della programmazione comunitaria 2014-20, ma soprattutto di spostare e proiettare il baricentro delle attività nel Mediterraneo, laddove proprio la Puglia intende consolidare la propria posizione di “ponte” con le altre sponde e con l’Oriente.

Nel suo breve intervento di saluto e di indirizzo, il vicepresidente UNPLI Puglia, Domenico Matarrese, ha portato i saluti istituzionali del presidente nazionale Claudio Nardocci e del presidente regionale Angelo Lazzari. Matarrese ha evidenziato come “I progetti dei Cammini Italiani, delle Vie Sacre e delle Vie Francigene sono iniziative molto sentite dall’UNPLI. Dai percorsi tracciati, è possibile notare la presenza delle Pro Loco in quasi tutte le località individuate: ci sentiamo quindi parte integrante del loro sviluppo integrato. La vera anima del progetto sono in special modo i nostri giovani, laureati e specializzati, che attraverso l’impegno civile possono maturare significative esperienze che li accompagnino in una crescita personale, culturale e anche professionale“.

I lavori sono proseguiti con gli interventi di Rocco Sileo, dell’Agenzia regionale ALSIA e Dirigente Area Servizi di Sviluppo Agricolo di Regione Basilicata, Nicola Ciarleglio, direttore del GAL Titerno in Campania, Adele Mintrone, Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Corato, Alessandro Buongiorno, responsabile dell’Agenzia Puglia Imperiale e Daniela Venosa, presidente dell’Associazione Rete Francigena Basilicata.

A conclusione dei lavori, le esperienze di successo di Monteriggioni, in Toscana, e di Orio Litta, in Lombardia, sono state illustrate da Eraldo Ammanniti e dal vicepresidente Francesco Ferrari, che hanno invitato le comunità locali presenti lungo le direttrici Sud ad attivarsi per promuovere la “microeconomia del cammino”.

 

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Case study sulla Via Francigena: il territorio di San Miniato

Il case study universitario di Isabella Rosi, realizzato in collaborazione con l’Associazione europea delle Vie Francigene e l’Università degli studi di Firenze: uno studio che evidenzia la funzionalità del “modello della Via Francigena” adottato dal Comune di San Miniato e supportato dalla Regione Toscana

“Fondamentale per questo “progetto” è il coinvolgimento delle quattro componenti necessarie per lo sviluppo di un itinerario culturale. Tali componenti sono: 1) il dialogo fra le istituzioni (amministrazione comunale e Regione Toscana), in quanto elemento politico necessario per la validità e il progresso sostenibile della Francigena sul territorio; 2) la vivacità delle realtà associative, segno concreto di come il progetto francigeno crea sviluppo sul territorio grazie anche a strumenti quali l’accoglienza e la promozione culturale; 3) il tessuto imprenditoriale locale attraverso il potenziamento del Centro Commerciale Naturale all’interno del progetto “San Miniato nel cuore della Via Francigena Toscana”; 4) il sostegno e il supporto scientifico dell’Università di Firenze.”

Isabella Rosi
isabellarosi87@gmail.com

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Dichiarazione sulla strage del 13 novembre 2015

Il presidente e i membri dell’ufficio di presidenza a nome della Associazione Europea delle Vie Francigene, réseau porteur della Via Francigena, Itinerario culturale del Consiglio d’Europa, profondamente colpiti dalla strage di Parigi, esprimono solidarietà e vicinanza ai familiari delle vittime innanzitutto, agli amici della Via Francigena in Francia e al popolo francese.

Chi appartiene alla grande famiglia della Via Francigena si ispira agli ideali di pace e di rispetto fra le persone, di dialogo interculturale e interreligioso propri della Carta fondativa del Consiglio d’Europa. Esattamente l’opposto della disumanità che ha ispirato gli assassini di Parigi.

14 novembre 2015

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Déclaratuin à propos du massacre de Paris 13 novembre 2015

Le président et les membres du bureau de présidence, au nom de tous les membres de l’Association européenne des chemins de la Via Francigena, réseau porteur de la Via Francigena, Itinéraire culturel du Conseil de l’Europe, profondément touchés par le massacre de Paris, expriment leur solidarité et leur proximité aux familles des victimes avant tout, aux amis de la Via Francigena en France et au peuple français.

Qui appartient à la grande famille de la Via Francigena s’inspire des idéaux de paix et de respect entre les personnes, de dialogue interculturel et interreligieux sur lesquels repose la Charte fondatrice du Conseil de l’Europe. Exactement l’opposé de l’inhumanité qui a inspiré les assassins de Paris. 

14 novembre 2015

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Un messaggio di solidarietà agli amici della Via Francigena in Francia e al popolo francese

Il presidente e i membri dell’ufficio di presidenza della Associazione Europea delle Vie Francigene, réseau porteur della Via Francigena, Itinerario culturale del Consiglio d’Europa, profondamente colpiti dalla strage di Parigi, esprimono solidarietà e vicinanza ai familiari delle vittime innanzitutto, agli amici della Via Francigena in Francia e al popolo francese.

Chi appartiene alla grande famiglia della Via Francigena si ispira agli ideali di pace e di rispetto fra le persone, di dialogo interculturale e interreligioso propri della Carta fondativa del Consiglio d’Europa. Esattamente l’opposto della disumanità che ha ispirato gli assassini di Parigi.

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Pilgrim Crossing Boarder 2015, 3.000 km da Trondheim a Roma

Un lungo cammino partito  il 15 aprile 2015 da Trondheim (Norvegia) per giungere, dopo 6 mesi e 300 km attraverso Norvegia, Danimarca, Germania, Austria e Italia, a Roma il 14 ottobre 2015.

Il significato primo è stato in primis quello di ricordare che l’unità dei Popoli Europei, l’incontro delle culture, della spiritualità, delle religioni sono fondamentali per la crescita sociale ed economica di tutti i paesi del vecchio Continente; le antiche strade di pellegrinaggio possono essere ancor oggi un attualissimo veicolo di reciproca conoscenza, comprensione e collaborazione.

Nella pagina in inglese, il report finale di questo affascinante viaggio

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Report from the Pilgrims Crossing Borders Walk from Trondheim to Rome − 2015

Pilgrims Crossing Borders was an organised pilgrim walk from Trondheim to Rome, from 22 April to 14 October 2015. Six European pilgrim associations and 400 participants from 12 nations cooperated on bringing a pilgrim staff and a diary along the old European pilgrim ways to Rome.

The total distance covered was around 3000 kilometres. Our planned pilgrimage on to Nazareth and Jerusalem (18 – 27 October) quite understandably had to be cancelled, see the explanation for this on page 4.

The motivation behind the pilgrim walk was and is to create an idealistic endeavour. The concept was developed by pilgrim veterans Alberto Alberti from Rome and Stein Thue from Trondheim. Would we be able to use the old pilgrim ways (in our case the St. Olav’s Paths, Via Romea and Via Francigena del Sud) to build bridges between peoples and countries? The idea of a European pilgrim walk was launched and preparations started early in 2013. Six pilgrim associations contributed infrastructure and logistics assistance. Einar Vegge, the pilgrim pastor of Nidaros Cathedral joined the effort early on as a resourceful contributor and prime mover behind the cultural events and promotion of the walk. Trondheim local authority and the National Pilgrim Centre in Trondheim offered their support and contributed to the events.

Due to all these efforts, the idea of a walk from Trondheim to Rome and Jerusalem quickly gained support and acceptance. Volunteers signed up as stage leaders for the 175 day stages and accommodations were arranged. An impressive international joint effort gathered force, and thanks to voluntary enthusiasts and local pilgrim associations, we were able to arrange this marathon walk through Europe.

The walk started with a divine service and launch in Nidaros Cathedral in Trondheim on 22 April. The Dean gave a sermon and the mayor of Trondheim gave a speech. The Trondheim Soloists played music composed in honour of the event and the vocal ensemble Schola Sanctae Sunnivae sang beautifully. The painting/portable altarpiece by Håkon Gullvåg, painted in tribute to the walk, was displayed in public for the first time. After the service, it was carried in a procession to the square facing the West Front of the Cathedral. The detachable middle section of the travel altar would join the walk in Einar Vegge’s rucksack.

After being wished good luck and many greetings from enthusiastic participants, the walk commenced. Among the travelling companions on the first stage were, in addition to the many Norwegians, representatives from the Jacobi Church in Hamburg. This gave the walk an international aspect right from the first day. Participants would eventually include people from Australia, Canada, Denmark, France, Italy, Norway, Spain, Sweden, Syria, Germany, Austria and the USA. Saba from Syria deserves special mention. She lived in a refugee camp in Scharnitz in Austria. When the pilgrims came there in late August, Saba offered to prepare dinner for us. The day after, she joined the day’s stage on the pilgrim way. We saw that the mutual generosity between “Pellegrini” and permanent residents blesses the road for both parties. The pilgrims will remember Saba in Scharnitz, and she will probably remember the flock of pilgrims who visited her there.

Of the more than 400 pilgrims who participated, some only walked a single day stage. Others walked for weeks, some for months. Günter Hannig (76) from Germany walked 1600 kilometres from his home town Hamburg to Roma, while Canadian Wilma Foyle (82) walked 1200 kilometres from Würzburg in Germany to Rome. The pilgrim flock has also varied greatly in number, age and composition − from two hearty souls to 70 pilgrims.

The specially designed pilgrim staff that has been carried on the walk came from Stiklestad in Norway (the site where St. Olav died in battle). Its inscription was artfully made by Nidaros Domkirkes Restaureringsarbeider (the Restoration Workshop of Nidaros Cathedral): “Pilgrims Crossing Borders 2015/Nidaros/Trondheim–Roma–Jerusalem”.

Right from the start we had made it a point that anybody who wanted to join was welcome to take part in the walk regardless of faith or life view. When in early August we came to Würzburg in Bavaria, meetings in accordance with the event’s traditions were arranged between Jews, Christians and Muslims. These meetings were initiated by the German pilgrim association. To highlight the wish for dialogue between religions, the pilgrim staff was inscribed here with symbols for the Jewish faith, Christianity and Islam. Through these symbols on the pilgrim staff, we presented our quiet hope for reconciliation, understanding and increased knowledge about different ways of living, values and religions.

The pilgrim ways of Europe remind us about the common history and cultural heritage of the continent. Thus, we have also chosen the European Council’s goal for Europe’s cultural roads as the motto for our event:

“May the faith that has inspired pilgrims throughout history, uniting them in a common aspiration and transcending national differences and interests, inspire us today, and young people in particular, to travel along these routes in order to build a society founded on tolerance, respect for others, freedom and solidarity.”

Now let us make a long story short and look at the events on 14 October on the final stage to Rome. A flock of 35 hopeful pilgrims were on their way along Via Cassia, walking towards St. Peter’s Basilica. The meteorologists had predicted a veritable flood of pouring rain that we were equipped for but saved from. We had sent notification of our arrival and preparations had been made, and it did not take long before friendly police officers met us to stop car traffic where we needed to cross the road. RAI (Radiotelevisione Italiana) insisted on interviewing us several times along the way. On the way up Monte Mario, the hill of joy for pilgrims in Rome, we were met by uniformed park attendants who guided us to places with the best views of the goal for our pilgrimage.

When we passed along the final blocks toward St. Peter’s Square, car traffic had been stopped to allow us free passage. It was not without a deep sense of piety and tears of joy that we saw St. Peter’s Basilica at close range. Shortly after arrival we participated in a divine service with the pilgrims who had walked from Rome to S. Maria de Leuca (935 km in 45 day stages), they also being a part of Pilgrims Crossing Borders. A party of pilgrims who had walked from Assisi to Roma to arrive the same day as us were also among the churchgoers. The service became a time of solemnity where words fail to describe what the pilgrims felt after reaching the destination for their pilgrimage

The next day (15 October) there was a full programme in Sala Campidoglio at the Capitol (a prominent meeting room for receptions and conferences in Rome). Representatives of the Mayor of Rome and the Italian Ministry of Culture welcomed us. The undersigned introduced the Pilgrim Crossing Borders walk to dignitaries and representatives of various participant countries, and pilgrim associations gave speeches. A packed room listened when the speakers talked about and showed pictures of the walks through Europe.

In the evening, a concert featuring a quartet from the Trondheim Soloists was held at Chiesa di San Giovanni Battista dei Genovesi, a special medieval church with a cloister garden, in the heart of Trastevere, Rome’s ancient quarter. The concert included the composition by Tormod Tvete Vik in tribute to the walk. The work, called Pilgrims Crossing Borders, has been inspired by hymns from the countries the pilgrims crossed. The concert had its premiere performance in Nidaros Cathedral on 22 April, the first day of the walk. Then, as well as on this October night in Rome, the music created a harmonious atmosphere for contemplation and reflection. The musicians received standing ovations for their performance, and the audience successfully insisted on da capos. Again, we experienced music as a universal language that reaches out to everyone. The concert was sponsored by Trondheim Local Authority and the National Pilgrim Centre in Norway,

Another part of this story concerns the altarpiece by Håkon Gullvåg (see the picture below) which arrived in Rome the same time as the pilgrims. The middle section of the painting, which can be detached, had in late April and early May been carried in the rucksack of the pilgrim pastor as he skied from Trondheim to Oppdal.

Håkon Gullvåg’s travelling altar for Pilgrims Crossing Borders in Rennebu church.

In October, the altarpiece arrived with Einar Vegge as special air transport to Rome. Here the pilgrim pastor ensured that the artwork was on display and the story retold to the hosts and pilgrims in the meeting room at the Capitol Hill, as well as in the medieval church in Trastevere.  

We had originally planned to continue the pilgrim journey from Rome to Palestine during the final two weeks of October 2015. From Rome we would fly to Tel Aviv, and then walk from Nazareth to Jerusalem. This walk had been planned by the pilgrim pastor Einar Vegge in cooperation with a Palestinian travel agency. The plan had attached importance to meetings, dialogues and interaction between pilgrims and permanent residents. The Trondheim Soloists as well as the Schola Sanctae Sunnivae choir were to give concerts in Ramallah and Jerusalem. When the situation in Jerusalem and the border adjacent to Gaza became very tense, it was decided to cancel the pilgrim walk in the Holy Land. The decision was made together with Norway’s representation office for the Palestinian territories. While it must be said that this was a disappointing turn of events, it is important to take responsible action under the circumstances. When the Norwegian authorities advised against a walk where we had planned to go, it was wise to take this advice to heart. We again would like to thank Trondheim local authority and the National Pilgrim Centre for their promised support for the planned concerts with the Trondheim Soloists and the Schola Sanctae Sunnivae choir in Ramallah and Jerusalem. We hope that the situation for the local populations in the Palestinian territories and in Israel will soon improve. When the situation permits and the time is ripe, we will again consider a pilgrimage to the Holy Land.

Looking back, we consider Pilgrims Crossing Borders to have been a successful endeavour. We have walked through a diversified Europe on old roads where pilgrims have walked for centuries before us. We have met pilgrims and permanent residents with differing views of life and faiths and built bridges between countries and peoples. While Pilgrims Crossing Borders formally concluded on 15 October 2015, the international cooperation it has encouraged has created a European network of pilgrim enthusiasts. We will meet again to evaluate the walk and to discuss how we can use this network to strengthen the voluntary pilgrim activities in Europe. The walks and the cooperation will continue.

In conclusion we would like to point out that Pilgrims Crossing Borders was possible due to the cooperation between the following pilgrim associations and bodies:

  • The Pilgrim Confraternity of St. Olav, Norway

  • The Confraternity of St. James, Norway

  • The Confraternity of St. Hallvard

  • Nordjysk Pilgrimsforening

  • Hauptkirche St. Jacobi, Hamburg

  • The Via Romea Germanica, Italy

  • Jakobsgemeinschaft Tirol

  • Via Romea Stadensis

  • Gruppo dei 12

  • Club Alpino Italiano

  • Trondheim Local Authority

  • The National Pilgrim Centre in Norway

  • The regional pilgrim centres in Norway

If you would like to find out more about Pilgrims Crossing Borders, check our blog, which features reports, photos and our handwritten diary: http://picrobo.blogspot.com

Trondheim, 10 November 2015
 Stein Thue

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La Via Francigena, in cammino con Riccardo

Riccardo ha 30 anni, è laureato in Scienze Motorie e  lavora presso un Centro Medico Riabilitativo.
Quest’estate, grazie allo spunto di un amico, ha affrontato la splendida esperienza di percorrere la via Francigena nel tratto da Siena a Viterbo. Riccardo propone ai camminatori gli “esercizi di viaggio”

La francigena che ho percorso è stata un cammino più impegnativo di quel che mi aspettavo ma sicuramente anche più bello. Da tempo maturavo in me l’esigenza di un cammino nel quale poter avere del tempo sia per le mie intime riflessioni che per conoscere altre persone: la francigena mi ha offerto tutto ciò. Sono partito da Siena alle 13 dell’8 agosto, sotto una calura indicibile, ma immerso in un paesaggio unico. Questo però lo sapevo prima di partire, quindi è stato bello ma previsto, il meglio è stato quel che è seguito: i panorami della val d’Orcia, i vigneti sotto Montalcino, l’alba nella discesa da Vignoni Alto e Bagno Vignoni, Radicofani, la caldera del Lago di Bolsena, Bolsena, il paesaggio da Montefiascone, il basolato della vecchia Cassia ed infine Viterbo. La bellezza di tutto ciò è andata ben oltre le mie aspettative ed è per questo che rimarrà indelebile nel mio animo. E poi le persone incontrate lungo il cammino: la fatica comune mette tutti sullo stesso piano e fa condividere le stesse semplici esigenze, fa godere tutti degli stessi semplici sollievi: un paesaggio, la bellezza di un borgo, una cena in compagnia.
Ecco, questa è stata la mia francigena, un viaggio in una terra meravigliosa e un percorso nell’animo che mai prima d’ora ero riuscito a percorrere con tanta intensità. Proprio per questo ho pensato di dare il contributo che la mia esperienza professionale mi permette di fornire: per il senso di gratitudine nei confronti di tutto ciò che questo cammino mi ha già donato.

Sulla base della sua esperienza professionale e dello spirito di condivisione che ha apprezzato durante il cammino
fra le persone incontrate, Riccardo ha pensato di offrire come contributo alcuni esercizi “da viaggio” che possano essere utili a coloro che affrontano il percorso. Si tratta di semplici esercizi da fare lungo il cammino, magari ad inizio e fine tappa.  

E’ possibile contattare Riccardo Gambaretto per ricevere la documentazione alla seguente email: riccardo.gambaretto@hotmail.it

 

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En chemin avec Riccardo

Riccardo a 30 ans, il est diplômé en Science du Sport et travaille auprès d’un Centre Médical de Réhabilitation. Cet été, grâce à l’inspiration d’un ami, il a affronté la splendide expérience qu’est le parcours de la Via Francigena dans le tronçon de Sienne à Viterbo. Riccardo propose aux marcheurs des « exercices de voyage » .

« La Francigena que j’ai parcouru a été un chemin plus difficile de ce que je m’attendais mais sûrement  plus beau. Depuis longtemps montait en moi le besoin de parcourir un Chemin le long duquel  j’aurais pu avoir du temps autant pour mes réflexions intimes que pour connaitre d’autres personnes : la Francigena m’a offert tout ça. Je suis parti de Siennes à 13h le 8 août, sous une chaleur indescriptible, mais immergé dans un paysage unique. Ceci cependant je le savais avant de partir, donc c’était beau mais prévu, le meilleur a été ce qu’il en suit : les panoramas du Val d’Orcia, les vignobles sous Montalcino, l’aube dans la descente de Vignoni  Alto et Bagno Vignoni, Radicofani, la caldeira du lac de Bolsena, Bolsena, le paysage de Montefiascone, le pavage de l’ancienne Cassia et enfin Viterbo. La beauté de tout ça était bien au-dessus de mes attentes et c’est pour cela que ça restera ancré à jamais dans mon âme. Et puis les personnes rencontrées le long du chemin : la fatigue commune met tout le monde au même niveau et fait partager les mêmes simples besoins, fait jouir tout le monde des mêmes simples soulagements : un paysage, la beauté d’un bourg, un repas en compagnie.

Voilà, ceci a été ma Francigena, un voyage dans une terre merveilleuse et un parcours dans l’âme que jamais avant je n’avais réussi à parcourir avec autant d’intensité. Pour cette raison, j’ai pensé donner ma contribution grâce à ce que mes connaissances professionnelles me permettent de fournir : pour le sens de gratitude par rapport à tout ce que ce Chemin m’a déjà donné. »

Sur la base de son expérience professionnelle et de l’esprit de partage que Riccardo a apprécié durant le Chemin entre les personnes rencontrées, il a pensé offrir comme contribution quelques « exercices de voyage » qui peuvent être utiles à ceux qui affrontent le parcours. Il s’agit de simples exercices à faire le long du Chemin, peut-être au début et à la fin de l’étape

Il est possible de contacter Riccardo Gambaretto pour recevoir la documentation à l’email suivant : riccardo.gambaretto@hotmail.it