Via Francigena

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L’autismo e il trekking – Via Francigena

L’Autismo: una testimonianza per la valorizzazione del patrimonio italiano.

È di questi giorni la notizia che 7 regioni italiane firmeranno un protocollo d’intesa perché la Via Francigena venga riconosciuta come Patrimonio dell’Unesco con la seguente motivazione: “vederne riconosciuta l’eccezionale particolarità ed importanza, sia sotto il profilo culturale che naturale”. Forse tutti non sanno cosa sia la Via Francigena e cosa abbia rappresentato nella storia. La via Francigena è un cammino lungo un itinerario medievale calpestato, nei secoli, da milioni di pellegrini. Collega Canterbury (Inghilterra) con Roma, passando anche per Francia e Svizzera. Lunga 1.800 chilometri (di cui oltre 1000 in Italia) e divisa in circa settanta tappe, la Francigena nel 990 d. C. venne attraversata dall’arvicescovo di Canterbury, Sigerico. L’abate annotò ogni avvenimento su di un taccuino e tornò a casa con un ricco diario di viaggio che conteneva notizie dettagliate non solo sull’intero percorso fino a Roma, ma anche sulle stazioni dove i pellegrini potevano pernottare. Molti percorrevano questo lungo cammino per espiare le proprie colpe, per chiedere una grazia o sperare in un miracolo, altri nel desiderio di veder modificato il corso di un destino avverso.

Ma quale significato assume per le famiglie di ragazzi con Autismo camminare sulla Francigena?
Noi percorreremo i sentieri della Via Francigena con una nuova consapevolezza dettata sì dalla fede, ma intesa come una rinnovata fiducia sia nelle potenzialità dei nostri figli, sia nel miglioramento della loro condizione di vita futura. Come gli antichi pellegrini, offriremo i nostri sacrifici perché i nostri figli possano vedere soddisfatti i propri bisogni e rispettati i propri diritti.
Non siamo nuovi ad esperienze di questo tipo. Nei due anni appena trascorsi (settembre 2015 e Luglio 2016), abbiamo percorso due diverse tratte del Cammino di Santiago: 864 km del Cammino Francese da Saint Jean Pierre du Port a Santiago il primo anno, e circa 270 del Cammino Portoghese da Porto a Santiago nel 2016. Ancor prima ci siamo cimentati sulla Via dei Monti Liguri: due settimane lungo i sentieri della Liguria che ci hanno regalato momenti unici ed educativi in uno scenario incantevole con ampi terrazzi a tratti affacciati sul mare. Esperienze come quelle del Cammino, ci hanno fatto comprendere come sia importante e sotto certi aspetti anche terapeutico, portare i nostri ragazzi ad affrontare nuove esperienze, lontano da casa a contatto con luoghi, spazi, abitudini anche molto diversi da quelli incontrati nella quotidianità.
Reagire agli stimoli, affrontare nuove problematiche, essere sottoposti a periodi di stress fisico e psicologico, li aiuterà a crescere, ad essere il più possibile autonomi, e determinati, ma anche pazienti, disponibili e meno inclini alle stereotipie e ai comportamenti problema.

Quindi forti delle precedenti esperienze, vorremmo anche noi portare la nostra testimonianza e partecipare attivamente a favore di questa meritoria proposta atta a valorizzare il nostro patrimonio ambientale, storico e culturale e che potrebbe donare la giusta visibilità all’autismo raccontato attraverso le imprese dei nostri ragazzi.
Lungo il cammino molte occasioni di tranquillità, ma anche momenti in cui è necessario concentrarsi, reagire, attenersi alle regole, adattarsi e contenere le ansie ed impulsi negativi.
Circondati da un paesaggio naturale che restituisce quiete e tranquillità, i ragazzi si muoveranno lungo un palcoscenico ideale perché si abituino a poco a poco ai cambiamenti e alle mutevoli condizioni climatiche, ambientali e logistiche. Coordinazione, partecipazione, interazione, apprendimento, inclusione, adattabilità, solo alcuni dei benefici che li aiuteranno a migliorare le proprie autonomie in previsione del futuro che li attende. La forza e determinazione che muoveva i nostri antichi popoli, sarà la stessa che muoverà i nostri passi.

 

Fonte: Aviva Community Fund

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L’autisme et le trekking – Via Francigena

L’autisme : un témoignage pour la valorisation du patrimoine italien.

Une nouvelle datant de quelques jours : 7 régions italiennes signeront un protocole d’entente pour que la Via Francigena soit reconnue comme Patrimoine de l’UNESCO avec la motivation suivante « en voir la particularité et l’importance exceptionnelle reconnues, autant sur le profil culturel que naturel». Peut-être que tout le monde ne sait pas ce qu’est la Via Francigena et ce qu’elle représente dans l’Histoire. La Via Francigena est un itinéraire médiéval parcouru, durant des siècles, par des millions de pèlerins. Il relie Canterbury (Angleterre) à Rome, en passant par la France et la Suisse. Il compte 1.800 km (dont 1.000 km en Italie) et il est divisé en environ soixante étapes. La Francigena en 990 ap. J-C fut parcourue par l’Archevêque de Canterbury, Sigéric. L’abbé annota chaque évènement dans un carnet et retourna chez-lui avec un riche journal de voyage qui contenait des nouvelles détaillées, pas seulement du parcours en entier jusqu’à Rome, mais aussi des lieux où les pèlerins pouvaient s’arrêter. Beaucoup de personnes parcouraient ce chemin pour expier leurs propres fautes, pour demander grâce ou espérer en un miracle, d’autres avec le désir de voir se modifier une destinée adverse.

Mais quelle signification a pour les familles des enfants autistes marcher sur la Via Francigena ?

Nous parcourons les sentiers de la Via Francigena avec une conscience nouvelle dictée par la foi, mais entendue comme une confiance renouvelée dans les potentialités de nos enfants et dans l’amélioration des conditions de leur vie future. Comme les antiques pèlerins, nous offrirons nos sacrifices pour que nos enfants puissent satisfaire leurs propres besoins et faire valoir leurs propres droits.

Ce n’est pas une nouvelle expérience pour nous. Dans les deux dernières années (septembre 2015 et juillet 2016), nous avons parcouru deux tronçons du Chemin de Saint Jacques : 864 km du Chemin français de Saint-Jean-Pied-de-Port à Saint Jacques de Compostelle la première année, et environ 270 km du Chemin portugais de Porto à Saint Jacques en 2016. Avant cela nous avions attaqué la Via des Monts Ligures : deux semaines le long des sentiers de la Ligurie qui nous ont offert des moments uniques et éducatifs dans un scénario enchanteur avec d’amples terrasses donnant sur la mer. Les expériences sur les Chemins nous ont fait comprendre à quel point c’est important et, sous certains aspects, thérapeutique, d’amener nos enfants affronter de nouvelles expériences, loin de la maison, en contact avec des lieux, des espaces, des habitudes très différentes de celles quotidiennes.

Réagir aux stimulations, affronter de nouvelles problématiques, être soumis à des moments de stress physique et psychologique les aidera à grandir, à être le plus possible autonomes et déterminés, mais aussi patients, disponibles et moins enclins aux stéréotypes et aux comportements problématiques.

Donc, forts des expériences précédentes, nous voudrions nous aussi partager notre témoignage et participer activement à la proposition d’améliorer notre patrimoine environnemental, historique et culturel, qui pourrait donner la juste visibilité à l’autisme raconté à travers les entreprises de nos enfants.

Le long du chemin, beaucoup de moments de tranquillité, mais aussi des moments où il est nécessaire de se concentrer, de réagir, de se tenir aux règles, de s’adapter et contenir les angoisses et les impulsions négatives.

Entourés par un paysage naturel qui renvoie calme et tranquillité, les enfants se déplaceront sur une scène idéale pour qu’ils s’habituent petit à petit aux changements et aux conditions climatiques, environnementales et logistiques. Coordination, interaction, participation, apprentissage, inclusion, adaptabilité, ce sont seulement certains des bénéfices qui les aideront à améliorer leur propre autonomie en prévision du futur qui les attend. La force et la détermination qui animaient nos ancêtres seront les mêmes qui déplaceront nos pas.

Source : Aviva Community Fund 

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La Via Francigena incontra la Silk Road: una opportunità per nuovi progetti comuni sul turismo sostenibile

L’Associazione Europea delle Vie Francigene è intervenuta al seminario della Via della Seta organizzato a Mosca con le regioni russe e stakeholders privati. Un evento internazionale per scambiare buone pratiche sul turismo sostenibile.

Il seminario della Via della Seta si è svolto il 12 marzo a Mosca, organizzato congiuntamente dall’Organizzazione Mondiale del Turismo (OMT) delle Nazioni Unite e dall’Agenzia Federale del Turismo, con il supporto della Fiera internazionale Intourmarket.

Il seminario si è focalizzato sulle possibilità di sviluppo della Via della Seta. Partecipato dai rappresentanti delle regioni russe e dagli stakeholders del settore pubblico-privato, l’evento ha messo in evidenza il potenzale di questo prodotto culturale e turistico attraverso azioni di promozione e legate al forte brand della via. Una importante possibilità per sviluppare i territori.

Nel suo discorso di benvenuto, Zoltán Somogyi, Direttore Esecutivo dell’OMT Nazioni Unite, ha sottolineato l’importanza della cooperazione tra le regioni russe per lo sviluppo degli itinerari storici della via della Seta, così come ha evidenziato le opportunità legate alla creazione di di nuovi itnerari transfrontalieri.

Il seminario, moderato da  Leonid Gelibterman, Presidente del Centro Internazionale del Vino e la Gastronomia, ha proposto gli interventi di Gavin Bell, esperto internazionale di turismo che ha presentato “I risultati del lavoro sulla Via della Seta Occidentale”,  e  Luca Bruschi, direttore dell’Associazione Europea delle Vie Francigene, il quale ha condiviso l’esperienza sulla gestione dell’itineraio europeo della Via Francigena. Sono state presentate buone pratiche negli ambiti di promozione, comunicazione e meccanismi di governance. La Via Francigena e la Via della Seta Occidentale posso sicuramente sviluppare progetti comuni per sviluppare itinerari tematici transfrontalieri.

Il seminario si è mostrato come una valida piattaforma di dialogo e scambio sugli itinerari. Gastronomia, natura, patrimonio cuturale intangibile sono stati identificati come strumenti intorno ai quali sviluppare la Via della Seta Occidentale ed elementi importanti per avviare cooperazioni tematiche con nuovi itinerari.

Il programma della Via della Seta dell’OMT è una iniziativa di collaborazione per sviluppare l’omonimo itinerario storico. L’obietivvo è quello di ottimizzare i benefici delle comunità locali legati allo sviluppo della Via, stimolando la promozione del patrimonio culturale e naturale. Oggi il Programma della Via della Seta coinvolge numerosi Paesi, Agenzie europee, Membri Affiliati così come una fitta rete di partner privati.

 

Maggiori info:
http://silkroad.unwto.org/

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Via Francigena meets the Silk Road: an opportunity to develop new project in sustainable tourism

The European Association Via Francigena Ways has attended the seminar with Russian regions on the Silk Road in Moscow (Russia). An international event to exchange good practices about  sustainble tourism and cultural heritage.

The Silk Road Seminar for the Russian regions, held on 12 March 2017 in Moscow, was jointly organised by the World Tourism Organization (UNWTO) and the Federal Agency for Tourism, with the support of Intourmarket tourism fair.

The seminar assessed the potential of developing Silk Road tourism itineraries and products in Russia. Attended by representatives of the Russian regions and tourism stakeholders from the public and private sector, additional issues discussed included the creation of competitive tourism products and joint Silk Road marketing and branding opportunities. 
In his welcome speech, Mr. Zoltán Somogyi, UNWTO Executive Director, underlined the importance of the Russian regions in the development of the historic Silk Road routes, as well as the tourism potential of interregional thematic itineraries, both within Russia and throughout the Silk Road. 

The seminar, moderated by Mr. Leonid Gelibterman, President of the International Center of Wine and Gastronomy, counted upon valuable input from a wide array of stakeholders, including Gavin Bell, an international tourism expert that presented the “Results of the Western Silk Road brand research” and Luca Bruschi, director of the European Association Via Francigena Ways –  Council of Europe Cultural Route, who shared his insights on how to develop and manage a tourism route. Good practices in promotion, communication and capacity building of the route as well the mechanisms of its governance were presented during this panel. Via Francigena and Western Silk Road certainly can develop together many common projects to support trans-border tourism.

As to local attendance, the regions of Astrakhan and Caucasus, and the republics of Dagestan, Tatarstan, Altai and Buryatia, showcased innovative tourism offers based on their Silk Road heritage.
The seminar proved an excellent platform to exchange and showcase good practices. Rich gastronomy, natural splendour and intangible heritage were identified as key elements that will drive the development of Silk Road tourism within Russia and starting point for the cooperation with new European routes.

The UNWTO Silk Road Programme is a collaborative initiative designed to enhance sustainable tourism development along the historic Silk Road routes. It aims to maximize the benefits of tourism development for local Silk Road communities, while stimulating investment and promoting the conservation of the route’s natural and cultural heritage. Currently the Silk Road Programme engages 33 UNWTO Members States, UN agencies, UNWTO Affiliate Members, as well as an extensive network of private sector stakeholders. 

More info:
http://silkroad.unwto.org/

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La Via Francigena rencontre la Silk Road : une opportunité pour de nouveaux projets communs sur le tourisme durable

L’Association Européenne des Chemins de la Via Francigena est intervenue durant le séminaire du Chemin de la Soie organisé à Moscou avec les régions russes et des parties prenantes privées. Un évènement international pour échanger les bonnes pratiques sur le tourisme durable.

Le séminaire du Chemin de la Soie s’est déroulé le 12 mars à Moscou, organisé par l’Organisation Mondiale du Tourisme (OMT) des Nations Unies et par l’Agence Fédérale du Tourisme, avec le support de la Foire internationale Intourmarket.

Le séminaire s’est focalisé sur les possibilités de développement du Chemin de la Soie. L’évènement a mis en évidence le potentiel de ce produit culturel et touristique à travers des actions de promotion  liées à la marque forte du Chemin. Une importante possibilité pour le développement des territoires.

Dans son discours de bienvenue, Zoltán Somogyi, Directeur Exécutif de l’OMT Nations Unies, a souligné l’importance de la coopération entre les régions russes pour le développement des itinéraires historiques du Chemin de la Soie, il a également mis en évidence les opportunités liées à la création de nouveaux itinéraires transfrontaliers.

Le séminaire, animé par Leonid Gelibterman, Président du Centre International du Vin et de la Gastronomie, a proposé les interventions de Gavin Bell, expert international de tourisme qui a présenté « les résultats du travail sur le Chemin de la Soie Occidental », et Luca Bruschi, Directeur de l’Association Européenne des Chemins de la Via Francigena, qui a partagé son expérience sur la gestion de l’itinéraire européen de la Via Francigena. Des bonnes pratiques dans le cadre de la promotion, de la communication et des mécanismes de direction ont été présentées. La Via Francigena et le Chemin de la Soie Occidental peuvent sûrement développer des projets communs, comme les itinéraires thématiques transfrontaliers.

Le séminaire a démontré être une bonne plate-forme de dialogue et d’échange sur les itinéraires. La gastronomie, la nature, le patrimoine culturel intangible ont été identifiés comme des instruments autour desquels développer le Chemin de la Soie Occidental et des éléments importants pour lancer la coopération thématique avec de nouveaux itinéraires.

Le Programme du Chemin de la Soie de l’OMT est une initiative de collaboration pour développer l’homonyme itinéraire historique. L’objectif est d’optimiser les bénéfices des communautés locales liés au développement du Chemin, en stimulant la promotion du patrimoine culturel et naturel. Aujourd’hui le Programme du Chemin de la Soie engage de nombreux pays, agences européennes, membres affiliés, comme un réseau dense de partenaires privés.

Plus d’informations sur:
http://silkroad.unwto.org/

 

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Via della Costa, una scommessa per il futuro nell’era dei cammini

Nella geografia dei cammini europei c’è un tesoro nascosto. Si chiama Via della Costa e attraversa la Liguria dal confine francese a quello toscano. Un itinerario di circa trecento chilometri a piedi da Mentone a Sarzana. Una terra di mezzo che unisce Santiago di Compostela a Roma e aspetta di essere valorizzata e riconosciuta ufficialmente dalle Istituzioni.

Nell’era dei cammini, la via ligure rappresenta una scommessa. E lo è per diversi motivi: in primis perché è strategicamente importante, si pone come tracciato alternativo a quello che passa dalle Alpi e porta alla scoperta della Liguria, della Costa Azzurra della Via Tolosana, bussando alle porte della Spagna. E’ un ponte tra i cammini francesi di San Giacomo e la via Francigena.

La via della Costa è anche un itinerario unico nel suo genere: grazie ad un clima mite è percorribile praticamente tutto l’anno ed offre un cammino a passo lento, tra la vastità del mare e il suo aspro entroterra. La Liguria è una via di santi di devozione e storia. Un cammino dove passato e futuro si incrociano e il pellegrino ritrova se stesso.

Un percorso dalle potenzialità straordinarie, intuite da Silvio Calcagno e Anna Rocchi nel 2003, durante il cammino a piedi da Imperia a Roma. Un viaggio che ha fatto nascere in loro l’esigenza di creare in Liguria un percorso di pellegrinaggio alternativo alla via Aurelia. E’ nata così la Via della Costa tracciata dai due pellegrini imperiesi che, dopo anni di studio e verifiche, hanno individuato 12 tappe, illustrate sul sito www.viadellacosta.it  e nella guida “Via della Costa. Una balconata tra cielo e mare sulle strade di pellegrinaggio in Liguria” pubblicata da Fusta Editore.

Un cammino descritto anche da Monica D’Atti e Franco Cinti per Terre di Mezzo nel volume “La via della Costa, l’itinerario ligure per la via Francigena” che illustra un percorso di 14 tappe, in parte coincidente con quello di Calcagno e Rocchi, nato dall’esperienza della Confraternita di San Jacopo di Compostella nel 2004 e nel 2008, ispirato per la parte di levante anche al percorso Verdeazzurro.

La Via della Costa non è tracciata come unico cammino e non ha un percorso ufficiale. Chi la percorre può seguire le conchiglie e le frecce gialle bidirezionali (riconosciute nel tratto della Provincia di Imperia), le indicazioni del Sentiero Liguria, i cartelli urbani, i segni bianco e rossi del CAI. Anche sul fronte dell’ospitalità esistono diverse possibilità. Previa verifica, ci si può rivolgere a parrocchie, case religiose o singoli cittadini ma anche B&B e alberghi. Non c’è una rete di accoglienza organizzata, così come avviene oltralpe, lungo i cammini francesi.

Percorso e ospitalità rappresentano quindi due basi fondamentali per il decollo di questo cammino, conosciuto e amato per la sua bellezza ma percorso ancora da pochi pellegrini. All’alba della candidatura della Via Francigena a Patrimonio Unesco, l’appendice ligure necessita allora di un’attenzione istituzionale e di un riconoscimento ufficiale che concretizzi il lavoro, in parte fatto negli anni da pellegrini e appassionati. Il cammino che unisce Santiago, Roma e Gerusalemme passa anche da qui. Nell’era dei cammini, la Via della Costa non può essere dimenticata.

Silvia Iuliano

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COAST ROAD, A BET ON THE FUTURE IN THE ROUTE ERA

In the geography of European routes there is a hidden treasure. It is called Coast Road and it crosses Liguria from the French border to the Tuscany one. An itinerary of about 300 kilometres of walk from Mentone to Sarzana. A Middle Earth that connects Santiago de Compostela to Rome and is only waiting to be enhanced and officially recognised by institutions.In the route era, the Via of Liguria represents a bet. And it is one for many reasons: first of all, because it is strategically important, placing itself as an alternative path to the one passing by the Alps and taking you to discover Liguria, the French Riviera and the Via Tolosana, reaching the door of Spain. It is a bridge between the French routes of St Jacob and the via Francigena.

The Coast Road is also a one-of-a-kind itinerary: thanks to a mild weather, it is virtually accessible all year round and offers a slow travel route, between the extent of the sea and its uneven hinterland. Liguria is a via of saints, devotion and history. A route where past and present cross and the pilgrim can find him/herself.

A path with extraordinary potential, that has been foreseen by Silvio Calcagno and Anna Rocchi in 2003, during the walk from Imperia to Rome. A journey that raised in them the need to create an alternative pilgrim path from the via Aurelia in Liguria. The Coast Road was born like this, marked by two pilgrims from Imperia who, after years of study and examinations, identified 12 pit stops, showed on the www.viadellacosta.it website and in the guide “Via della Costa. Una balconata tra cielo e mare sulle strade di pellegrinaggio in Liguria” (“Coast Road. A balcony between sky and sea on the streets  of pilgrimage in Liguria”), published by Fusta Publisher.

A route that has also been described by Monica D’Atti and Franco Cinti, for Terre di Mezzo, in the volume “La via della Costa, l’itinerario ligure per la via Francigena” (“The Coast Road, the itinerary of Liguria for the Via Francigena”), which depicts a path with 14 stopovers, partially coinciding with the one of Calcagno and Rocchi. It was created following the experience of the Brotherhood of San Jacopo di Compostella in 2004 and in 2008 and it is also inspired by the Verdeazzurro path for the east part.

The Coast Road is not marked as a unique route, nor has it an official path. Whoever travels on it can simply follow the shells and the yellow bidirectional arrows (recognised in the segment of the Imperia province), the signs of the Liguria Trail, the urban signs, the white and red signs of IAC. With regard to accommodation, there are many possibilities as well. After a verification, it is possible to address parishes, religious houses or single citizens, as well as B&Bs and hotels. There is no organised accommodation network, as opposed to beyond the Alps along the French routes.

Path and accommodation therefore represent two fundamental basis for the launch of this route, that is well known and loved for its beauty, however still travelled by few pilgrims. At the beginning of the candidacy of the Via Francigena as UNESCO World Heritage, the segment of Liguria needs an institutional attention and an official recognition, which will actualise the work made by pilgrims and enthusiasts during the years. The route that connects Santiago, Rome and Jerusalem passes also through here. In the route era, the Coast Road cannot be forgotten.

Silvia Iuliano

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Via della Costa, un pari pour le futur dans l’ère des chemins

Dans la géographie des chemins européens, il y a un trésor caché. Il s’appelle Via della Costa et il traverse la Ligurie de la frontière française à celle toscane. Un itinéraire d’environ 300 km à pied, de Menton à Sarzana. Un Chemin qui unit Saint Jacques de Compostelle à Rome, et qui attend d’être valorisé et reconnu officiellement par les Institutions.

Dans l’ère des chemins, la via de Ligurie représente un pari. Et cela pour plusieurs raisons : en premier parce qu’elle est stratégiquement importante, elle est un passage alternatif à celui des Alpes et amène à la découverte de la Ligurie, de la Côte d’Azur de la Via Toulousaine, en frappant à la porte de l’Espagne. C’est un pont entre les chemins français de Saint Jacques et la Via Francigena.

La Via della Costa est aussi un itinéraire unique en son genre : grâce à son climat doux, il est parcourable pratiquement toute l’année et il offre un chemin à suivre lentement, entre l’immensité de la mer et l’arrière-pays rude. La Ligurie est un chemin de saints, de dévotion et d’histoire. Un chemin où le passé et le futur se croisent et où le pèlerin se retrouve lui-même.

Un parcours aux potentialités extraordinaires, pressenties par Silvio Calcagno et Anna Rocchi en 2003, durant la marche à pied d’Imperia à Rome. Un voyage qui a fait naitre en eux l’exigence de créer en Ligurie un parcours de pèlerinage alternatif à la Via Aurelia. C’est comme ça qu’est née la Via della Costa, tracée par deux pèlerins d’Imperia qui, après des années d’étude et de vérifications, ont établi 12 étapes, illustrées sur le site www.viadellacosta.it et dans le guide « Via della Costa. Un balcon entre ciel et mer sur les routes de pèlerinage en Ligurie” publié par Fusta Editore.

Un chemin décrit aussi par Monica d’Atti et Franco Cinti pour Terre di Mezzo dans le volume « La Via della Costa, l’itinéraire de Ligurie pour la Via Francigena » qui illustre un parcours de 14 étapes, qui coïncide en partie avec celui de M.Calcagno et Mme Rocchi, né de l’expérience de la Confraternité de Saint Jacques de Compostelle en 2004 et en 2008 et inspiré au parcours Verdeazzurro pour le côté Est.

La Via della Costa n’est pas tracée comme un chemin unique et n’a pas un parcours officiel. Les marcheurs qui la parcourent peuvent suivre les coquillages et les flèches jaunes bidirectionnelles (reconnues dans le tronçon de la province d’Imperia), les indications du Sentier de Ligurie, les panneaux urbains et les marques blanches et rouges du CAI. Pour l’accueil aussi, il existe plusieurs possibilités. Après vérification, vous pouvez vous adresser aux paroisses, aux maisons religieuses ou aux citoyens mais aussi aux B&B et aux hôtels. Il n’y a pas un réseau d’accueil organisé, comme cela est le cas de l’autre côté des Alpes, le long des chemins français.

Parcours et hospitalité représentent donc deux bases fondamentales pour la découverte de ce chemin, connu et aimé pour sa beauté mais parcouru encore par peu de pèlerins. A l’aube de la candidature de la Via Francigena comme Patrimoine UNESCO, l’appendice de Ligurie nécessite une attention institutionnelle et une reconnaissance officielle qui concrétise le travail fait par les pèlerins et les passionnés durant ces années. Le chemin qui unit Saint Jacques, Rome et Jérusalem passe par ici. Dans l’ère des chemins, la Via della Costa ne peut pas être oubliée.

Silvia Iuliano

 

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Focus sul Comune francese di Ornans

Ubicato nel verde cuore della Valle della Loue, Ornans, in Bourgogne/Franche-Comté, è un centro culturale ed artistico del primo altopiano del Giura.

Atipico, acquatico, artistico e… autentico di sicuro. Questa incantevole città è soprannominata “piccola Venezia del Doubs” in riferimento alle sue case pittoresche edificate su palafitte sul bordo della Loue.

Ornans appare per la prima volta nella documentazione storica alla fine del XI secolo: viene infatti menzionato un castello, di cui purtroppo non è reperibile la data di edificaizone. Una delle cappelle, ancora oggi esistente e denominata Saint Georges chapel, è stata costruita nel 1289 da Ottone IV. Ornans possiede inoltre un ricco patrimonio di dodici monumenti storici e molte dimore.

Il pittore Gustave Courbet (1819-1877), antesignano del movimento realista, ha lasciato un’impronta senza precedenti a Ornans. Gran parte del suo lavoro è stato infatti portato avanti nella valle della Loue. Il suo museo ha assunto importanza nazionale e internazionale, con il ritorno della famosa “Quercia di Flagey” e con le sue numerose mostre di qualità.

La città offre ai turisti una vasta gamma di attività all’aria aperta, grazie al fiume che l’attraversa e alle scogliere che la circondano: è un grande parco giochi per canoa, arrampicata, mountain bike, pesca, trekking e arrampicata.

L’energia delle associazioni locali permette anche Ornans di distinguersi in vari ambiti, come le tradizionali feste estive dedicate ad Arti e Mestieri, i mercatini, l’accogliente mercato di Natale della prima domenica d’Avvento. Senza dimenticare dello sport con la “X-Trem sur Loue”: camminate e competizioni in mountain bike di fama internazionale. Nel 2017 questa prove sarà qualificante per il campionato del mondo di maratona.

Ornans ha combinato con successo la valrizzazione del suo passato con il desiderio di far crescere la sua posizione economica. Valorizzata dal suo tessuto locale di artigiani, Ornans è infatti diventata importante centro economico per la presenza di impianti industriali come Alstom, Guillin Emballages, ITW Rivex, DDLG Décolletage Luxe.

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Zoom sur une commune française adhérente : Ornans

Déployé dans un écrin de verdure au cœur de la Vallée de la Loue, Ornans, en région Bourgogne-Franche-Comté, est un centre culturel et artistique situé au cœur du premier plateau du Massif du Jura.

Atypique, aquatique, artistique…. Authentique à coup sûr, cette cité de caractère est surnommée « La petite Venise du Doubs » en référence à ses maisons si pittoresques campées sur pilotis au bord de la Loue.

Si Ornans a connu une occupation humaine assez ancienne, la ville apparait dans les textes à la fin du XIieme siècle. A cette époque un château existait déjà sans que l’on puisse définir une date de construction. Une chapelle fut construite en 1289 par Othon IV : la chapelle Saint Georges , encore existante aujourd’hui. Ornans bénéficie également d’un patrimoine très riche avec douze monuments historiques classés, et de nombreux hôtels particuliers.

Gustave Courbet, peintre et sculpteur (1819-1877), chef de file du courant réaliste, laissa une emprunte sans précédent à Ornans. Une grande partie de ses œuvres a été réalisée dans la vallée de la Loue. Son musée a pris une ampleur nationale et internationale avec le retour du fameux « chêne de Flagey » et ses nombreuses expositions de qualité.

La ville offre aux touristes une large gamme d’activités de plein air, grâce à la rivière qui la traverse et aux falaises qui l’environnent : c’est un formidable terrain de jeux pour le canoë, la via ferrata, le VTT, la pêche, la randonnée, ou encore l’escalade.

Son centre Nautiloue propose également un espace ludique et touristique hors pair avec plusieurs bassins, un pentagliss, le tout à proximité d’un camping 3étoiles et d’une base Nautique.

L’énergie d’un monde associatif local permet aussi à Ornans de se distinguer dans d’autres manifestations exceptionnelles telles que les traditionnelles journées Art et Artisanat en été, ses brocantes, son traditionnel et chaleureux marché de Noël lors du premier dimanche de l’Avent. Sans oublier le sport avec l’X Trêm sur Loue, randonnées et courses de VTT longues distances de renommée internationale. Cette année cette épreuve sera qualificative pour les championnats du monde marathon 2017.

Ornans a su conjuguer avec succès la mise en valeur de son passé, avec la volonté de faire croître sa fonction économique. Orné et valorisé par son tissu local d’artisans d’art, Ornans est devenu un pôle économique d’importance, avec notamment la présence de sites industriels tels que Alstom, Guillin Emballages, ITW Rivex, DDLG Décolletage Luxe.