Via Francigena

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Fausto Cecconi ambasciatore della Via Francigena Toscana

Il consigliere comunale con delega alla Cultura e al Turismo del comune di Radicofani, Fausto Cecconi, ha ricevuto il riconoscimento di ambasciatore della Via Francigena Toscana. La consegna del titolo è avvenuta sabato 19 luglio nella frazione di Contignano, in occasione del convegno  “La Francigena di ieri e di oggi..a piedi ed in bicicletta” organizzato all’interno della manifestazione ‘I giorni di Ghino’.

Un riconoscimento inatteso,  un ringraziamento simbolico attribuito ad una persona con la Via Francigena e l’accoglienza nel cuore. Prima ancora del ruolo istituzionale, Fausto Cecconi, ha infatti vissuto il cammino da ospitalero a Radicofani, tappa della Francigena in Val D’Orcia, dove è nato e ha origine la sua famiglia.

Per anni ho accolto le persone sul campo e ho potuto capire qualcosa di più di chi cammina e si mette in viaggio – racconta il consigliere nonché ex assessore nel precedente mandato del comune di Radicofani   – è un’esperienza che mi ha consentito di riscoprire la vocazione della comunità e di uscire fuori dal guscio locale, entrando in una dimensione diversa.  Conosco il mio cammino toscano da Pontremoli a Radicofani. Questa strada – prosegue Cecconi – regala un rapporto con la natura particolare, emoziona per il paesaggio e l’arte.  Così si finisce il viaggio con un bagaglio magari più leggero ma carico di suggestioni e affetti. L’incontro con le persone è il valore più importante di questo  cammino”.

Un valore umano da sempre punto di riferimento per il consigliere, premiato a sorpresa dal presidente dell’Associazione Toscana delle Vie Francigene, Sandro Santini, insieme ad altri rappresentanti istituzionali, tra i quali il sindaco di Radicofani Francesco Fabbrizzi.

Il consigliere Fausto Cecconi si merita questo riconoscimento per tutte le iniziative che ha messo in campo per la Francigena, specialmente nell’area sud della Toscana. – conferma Andrea Lombardi, vicepresidente dellAssociazione Toscana delle Vie Francigene – E’ una persona timida e modesta, ci è sembrato giusto attribuirgli questo titolo simbolico per l’impegno profuso in questi anni. E’ un riconoscimento che diamo a chi rappresenta  lo spirito di promozione e valorizzazione degli itinerari”.

Un momento emozionante condiviso con il pubblico insieme a Giovanni Corrieri, esperto di cammini, nominato ambasciatore della Francigena Toscana lo scorso febbraio in occasione del Forum di San Miniato. 

Silvia Iuliano

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Fausto Cecconi, ambassadeur de la Via Francigena Toscane

Le conseiller communal avec délégation à la Culture et au Tourisme de la commune de Radicofani, Fausto Cecconi, a reçu le titre d’ambassadeur de la Via Francigena Toscane. La remise a eu lieu samedi 19 juillet, dans la fraction de Contignano, à l’occasion de la conférence « La Francigena d’hier et d’aujourd’hui… à pied et à vélo » organisée durant la manifestation « Les jours de Ghino ».

Une reconnaissance inattendue, un remerciement symbolique attribué à une personne qui a la Via Francigena et l’accueil dans le cœur. Bien avant son rôle institutionnel, Fausto Cecconi a en effet vécu le chemin comme hospitalier à Radicofani, étape de la Francigena en Val d’Orcia, où il est né et d’où sa famille est originaire.

« Durant des années j’ai accueilli les personnes et j’ai pu comprendre quelque chose en plus par rapport à ceux qui marchent et se mettent en voyage – raconte le conseiller et ex-assesseur durant le précédent mandat de la commune de Radicofani – c’est une expérience qui m’a permis de redécouvrir la vocation de la communauté et de sortir du cocon local, en entrant dans une dimension autre. Je connais mon chemin toscan de Pontremoli à Radicofani. Cette route offre un rapport avec la nature particulier, le paysage et l’art sont émouvants. On finit le voyage avec un bagage peut-être plus léger, mais chargé de suggestions et d’affections. La rencontre avec les personnes est la valeur la plus importante de ce chemin ».

Une valeur humaine qui depuis toujours est une référence pour le conseiller, récompensé par surprise par le président de l’Association Toscane des Chemins de la Via Francigena, Sandro Santini, ainsi que d’autres représentants institutionnels, dont le maire de Radicofani, Francesco Fabbrizzi.

« Le conseiller Fausto Cecconi mérite cette reconnaissance pour toutes les initiatives qu’il a mis en œuvre pour la Francigena, spécialement dans la zone sud de la Toscane. – confirme Andrea Lombardi, vice-président de l’Association Toscane des Chemins de la Via Francigena – C’est une personne timide et modeste, il nous a semblé juste de lui attribuer ce titre symbolique pour son engagement durant ces années. C’est une reconnaissance que nous donnons à ceux qui représentent l’esprit de promotion et de valorisation des itinéraires ».

Un moment émouvant partagé avec le public et avec Giovanni Corrieri, expert des chemins, nommé ambassadeur de la Francigena Toscane en février dernier, à l’occasion du Forum de San Miniato.

Silvia Iuliano

 

 

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Monte Sant’Angelo, una storia di pellegrinaggi. In cammino con Padre Ladislao Suchy

Monte Sant’Angelo, una storia di pellegrinaggi. Intervista al rettore del Santuario, Padre Ladislao Suchy

Nella tradizione secolare dei pellegrinaggi cristiani, c’è una meta che ancora oggi conserva un’atmosfera di spiritualità autentica. E’ il santuario di San Michele Arcangelo, a Monte Sant’Angelo, in Puglia.  Tra i più antichi d’Europa e primo dedicato al culto micaelico, questo santuario racconta il passaggio di pellegrini, imperatori e Santi giunti da tutta Europa a venerare l’Arcangelo nel luogo delle sue apparizioni. Un andare lento che ha attraversato la storia e oggi si ripropone con i pellegrini moderni. Turisti, amanti del trekking, fedeli e non credenti, riscoprono il cammino per fare un’esperienza fuori dal quotidiano, per una ricerca del sè, ripercorrendo quei passi a distanza di secoli.

Cosa accomuna i pellegrini di ieri e di oggi? Per la nostra rubrica ‘In cammino con..’ abbiamo posto alcune domande a Padre Ladislao Suchy, rettore Basilica di San Michele Arcangelo dal 1996.

“Qui vengono le persone toccate interiormente, anche non credenti. Questo vuol dire che questo santuario continua ad avere quel misticismo, quel qualcosa di particolare che Dio ha concesso a questo luogo e che oggi emoziona e trasforma – spiega il rettore –  Molti ricominciano da qui un cammino verso la fede. Il Santuario rimanda ad un nuovo cammino di vita”.

Il culto micaelico ha radici lontane, qual è il futuro della Basilica nella sfida con il mondo contemporaneo? “Il futuro del santuario come tutti, dipende dalla fede. Se ci sarà la fede ci saranno i santuari e i pellegrini. Se la fede piano piano viene marginata dal cuore dell’uomo, allora i  santuari diventano musei – conferma padre Ladislao Suchy – Il santuario di San Michele non è mai stato un museo, da quindici secoli è vivo. Oggi un pellegrino, anche un turista, non credente legge sulle strutture del santuario i segni della fede, della devozione. Questo è uno dei Santuari che ha il futuro perché rimette l’uomo in cammino”.

Fin dall’alto medioevo, il santuario garganico rappresenta una tappa devozionale inserita nella direttrice per la Terra Santa in un crocevia di itinerari e percorsi. Oggi Monte Sant’Angelo si pone come meta indiscussa delle Vie Francigene del Sud nell’ideale prosecuzione da Roma. Quanto è importante il rilancio dei cammini?

Questa anticamente era la Via Angelica, si arrivava da Nord Europa percorrendo un’antica via del pellegrinaggio contrassegnata da molti santuari dedicati a San Michele, iniziando dalle isola di Skellig in Irlanda, St Michael in Inghilterra, poi Mont Saint Michel in Normandia, la Sacra di San Michele in Piemonte, Monte Sant’angelo e si proseguiva verso la Terra Santa. Una linea ideale di pellegrinaggio che attraversava tutta l’Europa verso il cuore del Cristianesimo – aggiunge il rettore – certo è importante aiutare e attrezzare i cammini in modo tale che i pellegrini possano ritornare alla tradizione del pellegrinaggio anche a piedi. Il pellegrinaggio a piedi rimette l’uomo in contatto con la natura, la tradizione e la spiritualità. Attiva nel cuore umano una profonda riflessione su quelle che sono le nostre radici, europee, cristiane. Se non le riscopriamo siamo senza fondamento”. 

Silvia Iuliano

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Monte Sant’Angelo, une histoire de pèlerinage. En chemin avec Père Ladislao Suchy.

Monte Sant’Angelo, une histoire de pèlerinage. Interview du recteur du Sanctuaire, Père Ladislao Suchy.

Dans la tradition séculaire des pèlerinages chrétiens, il y a un but qui, aujourd’hui encore, conserve une atmosphère de spiritualité authentique. C’est le Sanctuaire de Saint Michel Archange, à Monte Sant’Angelo, dans les Pouilles. Parmi les plus antiques d’Europe, c’est le premier à être dédié au culte de Saint-Michel, ce sanctuaire raconte le passage des pèlerins, des empereurs et des Saints provenant de toute l’Europe pour vénérer l’Archange dans le lieu de ses apparitions. Un aller lent, qui a traversé l’histoire, et aujourd’hui est reproposé aux pèlerins modernes. Touristes, passionnés de trekking, fidèles et non croyants redécouvrent le chemin pour avoir une expérience en dehors du quotidien, pour une recherche de soi, en reparcourant ces traces des siècles plus tard.

Quel est le point commun entre les pèlerins d’hier et d’aujourd’hui ? Pour notre rubrique « En chemin avec… » nous avons posé quelques questions au Père Ladislao Suchy, recteur de la Basilique de Saint Michel Archange depuis 1996.

« Ici, viennent les personnes touchées intérieurement, même non croyantes. Cela veut dire que ce sanctuaire continue d’avoir ce côté mystique, ce quelque chose de particulier que Dieu a donné à ce lieu et qui aujourd’hui émeut et transforme – explique le recteur – Beaucoup recommencent d’ici un chemin vers la foi. Le Sanctuaire renvoie à un nouveau chemin de vie ».

Le culte de Saint-Michel a des racines lointaines, quel est le futur de la Basilique dans le défi avec le monde contemporain ? « Le futur du Sanctuaire, comme tous, dépend de la foi. Tant qu’il y aura la foi, il y aura les Sanctuaires et les pèlerins. Si la foi lentement est mise en marge du cœur des hommes, alors les sanctuaires deviendront des musées. – confirme Père Ladislao Suchy – Le Sanctuaire de Saint Michel n’a jamais été un musée, il est vivant depuis 15 siècles. Aujourd’hui, un pèlerin, même un touriste ou un non-croyant, lit sur les structures du Sanctuaire les signes de la foi, de la dévotion. C’est un des Sanctuaires qui a un futur parce qu’il remet l’homme en chemin ».

Depuis le Haut Moyen Age, le Sanctuaire du Gargano représente une étape de dévotion insérée dans la ligne directrice qui se dirige vers la Terre Sainte dans un carrefour d’itinéraires et de parcours. Aujourd’hui Monte Sant’Angelo s’impose comme objectif indiscutable de la Via Francigena du Sud dans la suite idéale après Rome. A quel point le relancement des chemins est ‘il important ?

« Celle-ci était la Via Angelica, on arrivait du Nord de l’Europe en parcourant une antique voie de pèlerinage qui compte plusieurs sanctuaires dédiés à Saint Michel, en commençant par les îles de Skellig en Irlande, St Michel en Angleterre, puis Mont Saint Michel en Normandie, la Sacra de Saint Michel dans le Piémont, Monte Sant’Angelo et on poursuivait vers la Terre Sainte. Une ligne idéale de pèlerinage qui traverse toute l’Europe vers le cœur de la Chrétienté – ajoute le recteur – bien sûr, il est important d’aider et d’équiper les chemins de manière à ce que les pèlerins puissent revenir aux traditions du pèlerinage, même à pied. Le pèlerinage à pied remet l’homme en contact avec la nature, la tradition et la spiritualité. Il active dans le cœur humain une profonde réflexion sur ce que sont nos racines, européennes et chrétiennes. Si nous ne les redécouvrons pas, nous sommes comme sans fondations ».

Silvia Iuliano 

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Turismo e cammini, dalla Convention in Puglia l’opportunità della Via Francigena del Sud

Il futuro del turismo in Puglia guarda ai cammini e agli itinerari culturali, religiosi e del tempo libero. L’input arriva da San Giovanni Rotondo, dove dal 26 al 29 luglio, istituzioni, associazioni e operatori turistici si sono confrontati sul tema in una prima convention internazionale.

Non solo mare: fede, ambiente, cultura ed enogastronomia sono le frontiere per rilanciare il territorio di ‘Capitanata’.

Come? Facendo rete a livello locale e internazionale. All’appuntamento hanno preso parte numerosi rappresentanti di alcune città santuario internazionali come Lourdes, Fatima, Wadowice, Czestochowa, Loreto e  Assisi che hanno raccontato la loro esperienza di sviluppo economico e turistico. Per i comuni della provincia di Foggia, la sfida è quella dei cammini e la creazione di un prodotto turistico integrato.

Se vogliamo fare turismo dobbiamo ragionare come comunità. La cooperazione e il networking sono di importanza strategica – ha ribadito Costanzo Cascavilla, sindaco di San Giovanni Rotondo durante la convention – cercavamo da tempo un collegamento tra i Monti Dauni e il Gargano e l’abbiamo trovato lungo Via Francigena, un elemento in comune sul quale lavorare”.

La via Francigena del Sud è infatti un’opportunità per il territorio di ‘Capitanata’ nell’ambito del turismo lento e la riscoperta del paesaggio in modo sostenibile. Un ritorno ai cammini che attraversano il territorio che ancora oggi portano le tracce millenarie dei pellegrini diretti a Monte Sant’Angelo e Gerusalemme. L’impegno è concreto e alcuni passi sono già stati fatti, a partire dall’adesione di alcuni comuni all’Associazione Europea delle Vie Francigene e l’impegno attraverso la Regione della messa in sicurezza della Francigena del Sud in Puglia.

La Via Francigena è una delle forme di sviluppo che può essere portata nei territori e in particolare nelle aree interne – ha spiegato Pasquale Pazienza delegato per la Puglia della Società Italiana Scienze del Turismo –  e, nella logica di una Via Francigena di calibratura spirituale, non potevano essere esclusi luoghi di culto come San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis e ancora Monte Sant’Angelo che fonda la sua radice in tempi antichissimi. C’è da esprimere un apprezzamento notevole per lo sforzo che ha compiuto il comune di San Giovanni Rotondo nell’esporsi e riprendere il bandolo della matassa,  in quest’ottica va fatto un lavoro con le organizzazioni internazionali come l’Associazione Europea delle Vie Francigene. Un dialogo serrato può aiutare a velocizzare alcune operazioni, specie nell’uniformità che va associata ad un progetto del genere”.

Associazioni, comunità religiose e collettività territoriali devono lavorare in sinergia per lo sviluppo dei cammini della Via Francigena per il turismo lento ed ecosostenibile – ha aggiunto Martine Gautheron, vice presidente dell’Associazione Europea delle Vie Francigene presente alla Convention, tra i partner dell’evento – Le prospettive sono numerose e devono permettere a tutti gli attori che lavorano sul territorio di riflettere e agire insieme”.

Un lavoro in sinergia con gli operatori turistici che nei giorni di Convention sono stati coinvolti negli ‘Educational Tour’ tra il Gargano e i Monti Dauni alla scoperta di Vieste, la Foresta Umbra, Monte Sant’Angelo, Troia, Accadia, Ascoli Satriano e Orsara di Puglia. Un viaggio nelle tradizioni, nella storia e nella cucina del territorio che ha entusiasmato i partecipanti, molti dei quali specializzati nel turismo dei cammini e vacanze ‘esperienziali’.

L’obiettivo finale è quello di promuovere, sostenere e rilanciare il turismo in Capitanata 365 giorni l’anno, valorizzando quei segmenti, diversi dal turismo balneare,  di cui il territorio è ricco, ha ricordato l’assessore regionale all’Industria Turistica e Culturale, Loredana Capone. La convention è stata l’edizione zero della “Borsa degli Itinerari e Cammini Religiosi, Culturali e del Tempo Libero” che si svolgerà a San Giovanni Rotondo nel marzo 2018, organizzata dal Comune di San Giovanni Rotondo, in partenariato con altri enti locali dei Monti Dauni, finanziata dalla Regione Puglia e da Pugliapromozione.

Silvia Iuliano

Guarda il video dei quattro giorni di incontro, alla scoperta del territorio

 

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Roulons pour l’espoir. Da Pontarlier a Roma in difesa dei bambini malati

Roulons pour l’espoir è un’associazione di giovani cattolici di Besançon (Bourgogne-Franche-Comté) che dal 7 al 19 agosto intraprende il viaggio sulla Via Francigena in bicicletta da Pontarlier a Roma per dare voce ai diritti dei bambini malati.

I dieci ciclisti, accompagnati anche da una vettura di supporto,  affronteranno 1.300 km di pedalata sportiva e solidale tra Francia, Svizzera e Italia, con l’obiettivo di raccogliere fondi a sostegno delle famiglie dei bambini ammalati. In particolare il presidente dell’associazione, Cyril Billod, ha scelto di partire in tandem con Jérôme, giovane direttamente toccato dalla malattia a pochi mesi dalla nascita.

Prima della partenza, lunedì mattina 7 agosto, il gruppo è stato invitato dai frati francescani alla Chapelle des Buis: padre Max de Wasinghe ha augurato loro un caloroso buon viaggio, aggiungendo benedizione e vicinanza con la preghiera.
Al momento della partenza erano presenti rappresentanti di Fédération Française de la Via Francigena (FFVF), Association des Chemins de Compostelle et de Rome de la Bourgogne-Franche-Comté (ACCR-BFC) ed anche il Presidente di Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF), Massimo Tedeschi.

Di seguito le tappe del viaggio:

  • 7 agosto: Pontarlier – Saint-Maurice
  • 8 agosto: Saint-Maurice – Passo del Gran San Bernardo
  • 9 agosto: Passo del Gran San Bernardo – Santhià
  • 10 agosto: Santhià – Orio Litta
  • 11 agosto: Orio Litta – Berceto
  • 12 agosto: Berceto – Lucca
  • 13 e 14 agosto: Lucca – Siena
  • 15 agosto: Siena – Bolsena
  • 16, 17 e 18 agosto: Bolsena – Roma
  • 19 agosto: retour en France

É possibile seguirli nel loro percorso alla pagina web ed anche su Facebook

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« Roulons pour l’espoir ». De Pontarlier à Rome, pour la défense des enfants malades.

Roulons pour l’espoir est une association de jeunes catholiques de Besançon (Bourgogne-Franche-Comté) qui, du 7 au 19 août, entreprend le voyage sur la Via Francigena en vélo, de Pontarlier à Rome pour les droits et pour donner la parole aux enfants malades.

Les dix cyclistes, suivis par une voiture accompagnatrice, affronteront 1.300 km de pédalage sportif et solidaire entre la France, la Suisse et l’Italie, avec pour objectif de recueillir des fonds pour soutenir les familles des enfants malades. En particulier le président de l’Association, Cyril Billod, a choisi de partir en tandem avec Jérôme, un jeune qui est tombé malade quelques mois après sa naissance.

Avant de partir, lundi 7 août au matin, le groupe a été invité par les frères franciscains à la Chapelle des Buis. Père Max de Wasinghe leur a souhaité un très bon voyage, en ajoutant une bénédiction et sa proximité par la prière.

Au moment du départ, étaient présents les représentants de : la Fédération Française de la Via Francigena (FFVF), l’Association des Chemins de Compostelle et de Rome de la Bourgogne-Franche-Comté (ACCR-BFC) et aussi le Président de l’Association des Chemins de la Via Francigena (AEVF), Massimo Tedeschi.

Les étapes du voyage :

  • 7 août : Pontarlier – Saint-Maurice
  • 8 août : Saint-Maurice – Pas du Grand Saint Bernard
  • 9 août : Pas du Grand Saint Bernard – Santhià
  • 10 août : Santhià – Orio Litta
  • 11 août : Orio Litta – Berceto
  • 12 août : Berceto – Lucques
  • 13 et 14 août : Lucques – Sienne
  • 15 août : Sienne – Bolsena
  • 16, 17 et 18 août : Bolsena – Rome
  • 19 août : retour en France

Il est possible de suivre leur parcours sur la page web et aussi sur Facebook.

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La Via Francigena alla conferenza di apertura del progetto “Green Pilgrimage”, a Canterbury

Lo scorso 16 maggio si è tenuta a Canterbury (Inghilterra) la conferenza di apertura del progetto “Green Pilgrimage” finanziato dal programma Interreg Europe, che intende supportare per i prossimi cinque anni le politiche regionali europee, affinché capitalizzino i risultati positivi e sfruttino ulteriormente il potenziale ancora inesplorato degli itinerari culturali di pellegrinaggio in Europa per la salvaguardia e la promozione  del patrimonio culturale e naturale. Secondo le Nazioni Unite, infatti, 330 milioni di persone viaggiano ogni anno verso mete religiose nel mondo.

L’Associazione Europea delle Vie Francigene ha promosso ed assistito la presentazione di questa proposta progettuale ed è stata invitata dalla Diocesi di Canterbury e dalla Contea del Kent a prendere parte alla conferenza di apertura tra i relatori. La dott.ssa Silvia Lecci, Responsabile progetti europei e cooperazione interregionale, ha presentato l’AEVF quale rete portante dell’itinerario culturale della Via Francigena, certificato dal Consiglio d’Europa sin dal 1994. Enfasi è stata posta nell’ impegno di AEVF nel coordinare e motivare gli attori pubblici e le  associazioni interessate, per creare opportunità anche per i privati e per la promozione dei valori europei. Impegno che si estende anche nello sviluppo dell’itinerario a sud di Roma, con i paesi del Mediterraneo come la Turchia, verso Gerusalemme.

AEVF è stata inoltre invitata da Regione Puglia a prendere parte come stakeholder per il confronto con gli altri partner europei nelle successive riunioni svoltesi fino al 19 maggio.

Maggiori informazioni : https://www.interregeurope.eu/greenpilgrimage/news/news-article/1121/green-pilgrimage-launch/

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The Via Francigena at the opening conference of the “Green Pilgrimage” project, in Canterbury

On 16th May the opening conference of the  Interreg Europe Programme-funded Green Pilgrimage project was held in Canterbury, UK. For the next five years this project  will be supporting European regional policies in capitalizing the positive impact as well as further exploiting the the inexplored potential od pilgrimage cultural routes in Europe for the cultural and natural heritage safeguard and promotion. Indeed, according to United Nations’s data every year 330 millions of people go to pilgrimage toward religious destinations in the world.

The European Association of the Via Francigena promoted and assisted the development of this project proposal. It was invited by the Diocese of Canterbury and by the Kent County Council to take part at the opening conference as speaker. Ms Silvia Lecci, Manager of the EAVF European projects and for interregional cooperation, presented the EAVF as the lead network of the Via Francigena cultural route which has been awarded the Council of Europe certification since 1994. She also emphasized EAVF commitment in coordinating and motivating European public and private actors to develop the route and put into practice the European values. Such a mission is also pursued south of Rome, with Mediterranean countries such as Turkey, toward Jerusalem.

In the next days EAVF was also invited the Puglia Region to take part as stakeholder at the other meetings which took place until 19 May, in order to exchange experiences with the other European partners.

More info : https://www.interregeurope.eu/greenpilgrimage/news/news-article/1121/green-pilgrimage-launch/

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La Via Francigena à la conférence d’ouverture du projet « Green Pilgrimage », à Canterbury

Le 16 mai dernier, à Canterbury (Angleterre), s’est déroulée la conférence d’ouverture du projet « Green Pilgrimage ». Ce projet financé par le programme Interreg Europe compte supporter, pour les cinq prochaines années, les politiques régionales européennes, afin qu’elles capitalisent des résultats positifs et qu’elles exploitent ultérieurement le potentiel encore inexploré des itinéraires culturels de pèlerinage en Europe, pour la sauvegarde et la promotion du patrimoine culturel et naturel. Selon les Nations Unies, en effet, 330 millions de personnes voyagent chaque année vers des destinations religieuses dans le monde.

L’Association Européenne des Chemins de la Via Francigena a promu et assisté la présentation de cette proposition de projet et elle a été invitée par le Diocèse de Canterbury et par le Comté du Kent à prendre part à la conférence d’ouverture entre les relateurs. La Pr. Silvia Lecci, Responsable des projets européens et de la coopération interrégionale, a présenté l’AEVF comme réseau porteur de l’itinéraire culturel de la Via Francigena, certifié par le Conseil de l’Europe depuis 1994. L’importance de l’engagement de l’AEVF dans la coordination et la motivation des acteurs publics et des associations concernées a été reconnue, aussi pour créer des opportunités pour les privés et pour la promotion des valeurs européennes. Un engagement qui s’étend aussi dans le développement de l’itinéraire au Sud de Rome, avec les pays méditerranéens comme la Turquie, vers Jérusalem.

L’AEVF a été aussi invitée par la Région des Pouilles comme partie prenante à la rencontre avec les autres partenaires européens dans les réunions successives qui ont eu lieu jusqu’au 19 mai.

Plus d’informations : https://www.interregeurope.eu/greenpilgrimage/news/news-article/1121/green-pilgrimage-launch/