Via Francigena

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Sutri – La casa del Pellegrino ricorda le rappresentazioni teatrali nei teatri di Pietra etruschi

La Casa del Pellegrino è un bel monolocale per famiglie o gruppi con uso cucina, due bagni con doccia, situato a 1,6 km dalla Via Francigena e raggiungibile con breve camminata nel suggestivo panorama o con transfer gratuito da e per la Via a cura dei gestori con semplice contatto telefonico. La struttura offre inoltre gratuitamente mountain-bike agli ospiti per agevolarli negli spostamenti limitrofi o per visitare l’adiacente “parco suburbano” ove è esperienza unica visitare la necropoli , il mitreo, l’antica Villa Savorelli con i bellissimi giardini all’italiana.
Per la cena a 400 mt dalla struttura è eventualmente a disposizione ristorante pizzeria di ottimo livello. 

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Sutri – La Maison du Pèlerin rappelle les représentations dans les théâtres étrusques en pierre

La Casa del Pellegrino de Sutri nous signale le « Beethoven festival ». Organisé dans le cadre unique des « théâtres de pierre », amphithéâtres étrusques avec des représentations et des soirées musicales durant tout l’été, une expérience qui représente un après-chemin relaxant avec un plongeon dans le passé. La Casa del Pellegrino est un très joli mono local pour les familles ou les groupes avec l’accès à la cuisine, deux salles de bain avec douche, situé à 1,6km de la Via Francigena et rejoignable par une brève marche au milieu d’un paysage magnifique ou bien grâce à un passage gratuit de et pour la Via Francigena des propriétaires sur un simple appel téléphonique. La structure offre aussi gratuitement des VTT aux hôtes pour faciliter les déplacements limitrophes ou pour visiter le très proche « parc périurbain », la nécropole, l’antique Villa Savorelli qui possède de très beaux jardins à l’italienne.

Pour le diner, éventuellement, une très bonne pizzeria se trouve à 400 m de la structure.  

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Di pievi, sentieri e campanari. Il Passo della Cisa sulla Via Francigena

Tre giorni e tre tappe impegnative: da Fornovo a Pontremoli, passando per CassioBerceto ed il fatidico Passo della Cisa. Zaino in spalla e macchina fotografica e tanta, tanta voglia di camminare e scoprire.

 

Partendo da Fornovo in una luminosa mattina di aprile, una veloce visita alla pieve di Santa Maria Assunta con a guardia il pellegrino senza capo, utilizzato anche per il timbro, immancabile, della tappa; si inizia subito a salire, e il panorama diventa sempre più affascinante, passo dopo passo.
Attraversate alcune frazioni, si entra nei sentieri di collina, si costeggia un fiume e alcune persone, poche, ci salutano, sono gli abitanti di questi paesini che ci riconoscono per gli zaini appariscenti e gli scarponcini colorati.

Si raggiunge Bardone e la sua pieve, antica e misteriosa, si prosegue poi per Terenzoe si raggiunge Castello di Casola, una frazione microscopica incastonata tra le rocce di queste colline, conosciute poco dopo come i salti del diavolo. Qui incontriamo il custode, campanaro e abitante di queste cinque case e della chiesa, finemente restaurata, che custodisce ancora qualche segreto: nel suo archivio sono conservati alcuni documenti del XVII e XVIII secolo, in latino, che Romano ci mostra con orgoglio.
Un piccolo break ci dà la forza per riprendere il cammino e raggiungere Cassio, non senza difficoltà, prima tappa del nostro breve viaggio. Cena frugale e riposo, il primo giorno è sempre arduo.

Il giorno seguente ci avventuriamo verso la Cisa, il dislivello si riduce, i paesaggi si aprono uscendo dalla fitta vegetazione, caratteristica della tappa precedente. Una lunga sosta a Berceto ci permette di visitare la famosa pieve, decorata con sculture del XI – XII secolo e con dipinti più recenti. Timbro e si riparte.
Il percorso verso l’Ostello del Passo della Cisa sembra breve, forse per la compagnia di due pellegrini, Fabio e Kim, che si sono uniti a noi e ci regala una sorpresa: un cervo attraversa il sentiero, velocissimo, ma non abbastanza per non essere scorto e far sollevare le dita stupite di noi camminatori.
L’Ostello viene raggiunto nel tardo pomeriggio e ci offre un ristoro più che adeguato, una cena deliziosa e la simpatia dei gestori ci accompagnano per tutta la sera fino all’incontro con l’agognata branda.

Ultimo giorno e lunga tappa quella che porta a Pontremoli, ma oltremodo emozionante. Partiamo in sei stamattina, si aggregano Mimmo e Valentina, accrescendo il nostro gruppo di viaggiatori. Superiamo il valico nella prima ora di cammino, passando sotto l’arco ligneo della Porta della Toscana. Camminiamo sulla cresta della montagna e possiamo ammirare entrambe le regioni che abbiamo toccato, proseguiamo poi nel bosco, fitto, sul sentiero ripido che scende repentinamente verso valle.
Nonostante la pioggia ci faccia compagnia, veniamo accolti e sfamati dai proprietari di un affittacamere e da una piccola trattoria lungo il percorso che, accortisi di queste sei figure che incedono sotto la pioggia battente, ci offrono un riparo per qualche minuto, un panino e un piatto di pasta con una bottiglia di vino. Nulla di più necessario in quel momento. Ci ristoriamo dovutamente e, ringraziando, ripartiamo.

Raggiungiamo Pontremoli, splendida cittadina toscana, ben più popolosa dei paesi che abbiamo incontrato in questi due giorni. Abbiamo giusto il tempo per visitarla e poi, soddisfatti anche se rammaricati, ci dirigiamo verso la stazione che ci riporterà verso casa, fiduciosi e volenterosi nel tornare e riprendere il Cammino da dove lo abbiamo lasciato.

Luca Faravelli

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Of Churches, Trails and Bell-ringers. The Passo della Cisa on the Via Francigena

Three days and three demanding legs: from Fornovo to Pontremoli, passing through CassioBerceto and the fateful Passo della Cisa. Rucksacks on shoulders and camera in hand, with a great will to walk and discover.  

Departing from Fornovo on a bright morning of April, a quick visit to the parish church of Santa Maria Assunta with the headless pilgrim as its guard, who also happens to be used as the pilgrim passport stamp of the church; we immediately begin to climb, with the view becoming more and more captivating, step by step.  
Having crossed some hamlets, the route joins the hill trail, skirting alongside a river.  A few people greet us as we pass, inhabitants of these villages that identify us a pilgrims by our cumbersome rucksacks and coloured walking boots.  

We pass Bardone and its ancient and mysterious parish church, then proceeding to Terenzo, where we find Castello di Casola, a tiny hamlet nestled between the rocks of the hills, known as the ‘salti del diavolo’.  Here we meet the keeper and inhabitants of the five houses and the finely restored church, which still safeguards a few hidden gems: conserved in its archive are documents in Latin that date back to the XVII and XVIII centuries, that Romano, the church keeper, proudly showed us.  
A short break to recover our strength and we return to the route towards Cassio, not without difficulty, the first stop of our brief trip.  A modest dinner and a rest, the first day is always arduous.  

The next day we venture on towards the Cisa, the view opens as the thick vegetation, a characteristic of the previous leg, dwindles.  A long break at Berceto allows us to visit the famous parish church, decorated with sculptures from the XI and XII centuries and with more recent paintings.  We receive the pilgrim stamp and depart once more.  
The route towards the Passo della Cisa hostel seems brief, perhaps for the company of two other pilgrims, Fabio and Kim, who joined us on our way and share a great surprise: a deer leaps across the route before us, but not so fast that we still manage to get a glimpse of it.  
We reach the hostel in the late afternoon and they offer us a more than adequate relief, a delicious meal and the warmth of our hosts accompany us for the entire evening until we are united with the beds we long for.  

 

The last and longest day takes us to Pontremoli, extensive but extremely exciting nonetheless. There are six of us now when we depart in the morning, as Mimmo and Valentina join us, increasing the size of our group.  We cross the pass in the first hour of walking, passing through the wooden arch of the ‘Porta della Toscana‘, or in other words the doorway to Tuscany.  We walk along the crest of the mountain where we are able to admire both regions; we then proceed through the thick woods on the steep trail that suddenly descends towards the valley.  

In spite of the rain that accompanies us, we are welcomed and fed by the owners of a guesthouse and a small trattoria along the route, who, having seen six figures proceed solemnly under the pouring rain, offer us a rest-stop, a sandwich and a plate of pasta with a bottle of wine.  Nothing was needed more in that moment.  We dutifully rest and, thanking our hosts, depart once more.  

We reach Pontremoli, a splendid Tuscan city, more densely populated than the towns we passed in the past two days.  We have just enough time to visit and then, exhausted yet satisfied, we make our way towards the station, towards home, certain and keen to return and pick up the route where we left off.  

 

Luca Faravelli

 

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Eglises, sentiers et sonneurs de cloche. Le pas de la Cise sur la Francigena.

3 jours et 3 étapes difficiles : de Fornovo à Pontremoli, en passant par Cassio, Berceto et le fatidique Pas de la Cise. Sac sur le dos, appareil photo en main et beaucoup, beaucoup envie de marcher et de découvrir.

En partant de Fornovo, dans une matinée ensoleillée d’avril, une visite rapide à l’église de Santa Maria Assunta avec comme gardien le pèlerin sans tête, utilisé aussi pour le tampon immanquable de l’étape ; nous commençons de suite à monter et le panorama devient toujours plus fascinant, pas après pas.

Une fois certains lieux-dits traversés, nous entrons dans les sentiers de colline, nous suivons un fleuve et certaines personnes, peu, nous saluent ; ce sont les habitants de ces villages qui nous reconnaissent grâce au sac à dos et aux chaussures de marche colorées.

Nous rejoignons Bardone et son église, antique et mystérieuse, nous poursuivons vers Terenzo et nous arrivons à Castello di Casola, un lieu-dit microscopique encerclé par les roches de ces collines, connues comme « les sauts du diable ». Ici, nous rencontrons le gardien, sonneur de cloche et habitant de ces lieux composés de 5 maisons et d’une église, finement restaurée, qui conserve encore quelques secrets : dans ses archives, certains documents sont conservés du XVII et du XVIII siècles, en latin, que Romano nous montre avec fierté.

Une petite pause nous redonne des forces pour reprendre le chemin et rejoindre Cassio, non sans difficultés, première étape de notre petit voyage. Dîner frugal et repos, le premier jour est toujours difficile.

Le jour suivant, nous nous lançons vers la Cise, le dénivelé se réduit, les paysages s’ouvrent en sortant de l’épaisse végétation, caractéristique de l’étape précédente. Une longue pause à Berceto nous permet de visiter la célèbre église, décorée avec des sculptures du XI-XII siècle et avec des peintures plus récentes. Le tampon et on repart.

Le parcours vers l’Auberge du Pas de la Cise semble court, peut-être grâce à la compagnie de deux pèlerins, Fabio et Kim, qui se sont unis à nous et à une surprise de la nature : un cerf traverse le sentier, rapide, mais nous avons eu juste le temps de le voir et de nous étonner.

Nous rejoignons l’Auberge en fin d’après-midi et elle nous offre une détente plus qu’appropriée, un dîner délicieux et la sympathie des gérants nous accompagne toute la soirée jusqu’à la rencontre avec le lit très convoité !

Dernier jour et une longue étape, celle qui amène à Pontremoli, mais tout aussi émouvante. Nous partons à six ce matin, Mimmo et Carlotta se joignent à nous, augmentant notre petit groupe. Nous dépassons le col dans la première heure de marche, en passant sous l’arche en bois de la Porte de la Toscane. Nous marchons sur la crête de la montagne et nous admirons les deux régions que nous avons touchées, nous poursuivons ensuite dans le bois, épais, sur le sentier raide qui descend en serpentant vers la vallée.

Malgré la pluie qui nous tient compagnie, nous sommes accueillis et nourris par les propriétaires d’un B&B le long du parcours, qui ont aperçu ces six personnes qui marchaient sous la pluie battante. Ils nous ont offert un abri pour quelques minutes, un sandwich et une assiette de pâte avec une bouteille de vin. Bien nécessaires à ce moment-là. Nous nous restaurons volontiers et nous repartons en les remerciant.

Nous rejoignons Pontremoli, splendide ville toscane, bien plus peuplée que les villages que nous avons rencontrés durant ces deux jours. Nous avons juste le temps de la visiter et puis, satisfaits, nous nous dirigeons à regret vers la gare qui nous ramènera à la maison, confiants et sûrs de revenir et de reprendre le Chemin où nous l’avons laissé.

Luca Faravelli

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“Visioni in Movimento” la Francigena è spazio di creatività cinematografica

La Via Francigena come spazio di sviluppo creativo in ambito artistico e cinematografico.
È questo il senso del progetto “Visioni in Movimento” che le associazioni Mattador (Trieste) e Visionaria (Siena) hanno lanciato per l’estate 2017: una residenza artistica e formativa per due giovani filmmaker europei che avranno la possibilità di produrre il proprio lavoro dedicato appunto alla Via Francigena e più in generale all’esperienza ed al senso dei cammini ed ai grandi itinerari europei.

È stata lanciata la call a cui potranno rispondere giovani autori europei tra i 18 ed i 30 anni che hanno un’idea da sviluppare sul tema del cammino e dell’itinerario della strada francigena. Durante il periodo di residenza poi saranno organizzati incontri, laboratori e lezioni per formare i due autori residenti (aperti comunque al pubblico) su come si racconta un territorio e si produce un film “in cammino”.

Visionaria e Mattador, assieme al Comune di San Gimignano e alla Casa di Produzione Kiné ed in collaborazione con Culture Attive, ospiteranno quindi due giovani autori nel tratto di via Francigena che unisce San Gimignano e Siena (due tappe del percorso ufficiale San Gimignano-Monteriggioni e Monteriggioni-Siena) con l’intento di far loro sviluppare il proprio progetto e produrre due brevi film che diano uno sguardo autoriale e personale sul cammino.

Per partecipare alla selezione basta avere l’età compresa tra i 18 ed i 30 anni ed essere cittadini europei. Sarà sufficiente inviare il proprio progetto alla mail francigena.visionaria@gmail.com, il testo completo del bando è a disposizione di tutti gli interessati nei siti delle due associazioni: www.visionaria.eu e www.premiomattador.it

 

Fonte: Il cittadino online

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« Visioni in movimento » la Francigena est un espace de créativité cinématographique

La Via Francigena comme espace de développement créatif dans un cadre artistique et cinématographique. Voilà le sens du projet « Visioni in Movimento » que les associations Mattador (Trieste) et Visionaria (Sienne) ont lancé pour l’été 2017 : une résidence artistique et formative pour 2 jeunes cinéastes européens qui auront la possibilité de produire leur propre travail consacré justement à la Via Francigena et plus généralement à l’expérience et au sens des chemins et des grands itinéraires européens.

Un appel a été lancé aux jeunes auteurs européens de 18 à 30 ans qui ont une idée à développer sur le thème des chemins et de la Via Francigena. Durant la période de résidence, des rencontres, des laboratoires et des leçons seront organisés pour former les deux auteurs résidents (ouvert quand même au public) sur comment raconter un territoire et comment produire un film « en chemin ».

Visionaria et Mattador, avec la Commune de San Gimignano et la maison de production Kiné et en collaboration avec Culture Attive, accueilleront donc 2 jeunes auteurs sur le tronçon de la Via Francigena qui unit San Gimignano à Sienne (2 étapes du parcours officiel San Gimignano-Monteriggioni et Monteriggioni-Sienne) avec l’intention de leur faire développer leur propre projet et produire deux courts métrages qui donneront un regard personnel sur le chemin.

Pour participer à la sélection, il suffit d’avoir entre 18 et 30 ans et d’être un citoyen européen. Il faudra envoyer son propre projet à l’email : francigena.visionaria@gmail.com , le texte complet de l’avis de concours est à votre disposition sur les sites des deux associations :  www.visionaria.eu e www.premiomattador.it

Source : Il cittadino online

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La Via Francigena nuovo set per “DIGITALIFE”

L’Associazione Europea delle Via Francigene e Movimento Lento diventano partner del progetto e saranno protagonisti della fase di produzione del docufilm sui cambiamenti con il mondo digitale.

DIGITALIFE è il film collettivo che racconterà i cambiamenti avvenuti negli ultimi vent’anni con uno sguardo proiettato al futuro continua il proprio cammino. Da questa settimana entrano nel progetto anche L’Associazione Europea delle Vie Francigene e l’Associazione Movimento Lento. Un accordo che valorizza i tanti aspetti del più importante cammino culturale in Italia e tra i più percorsi in Europa.
Una via che parte da Canterbury per arrivare fino a Roma attraverso 1800 km di cui circa mille nel nostro paese. Insieme alle due associazioni è nata la domanda da porre agli appassionati in cammino: “Come internet ha cambiato il loro modo di viaggiare?”. La risposta potrà darla chiunque, girando un video e inviandolo attraverso il sito del docufilm.

«Abbiamo scelto di contribuire al progetto – racconta Massimo Tedeschi, PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE EUROPEA DELLE VIE FRANCIGENE – perché esso rappresenta una concreta opportunità per fra conoscere maggiormente la Via Francigena, itinerario culturale del Consiglio d’Europa, la cui visibilità sta assumendo una dimensione sempre più internazionale. I media possono offrire un concreto strumento di promozione e divulgazione, oltre che di analisi e studio sociologico-culturale legato al percorso». «Per chi si occupa di gestire le informazioni – spiega Luca Bruschi, DIRETTORE DELL’ASSOCIAZIONE – il progetto diventa un contenitore prezioso che potrà meglio identificare il profilo di chi cammina e chi “vive” la Via Francigena. Il progetto DigitaLife si affianca agli strumenti di comunicazione dell’AEVF, come il portale web, al quale si rivolgono oltre 100.000 visitatori ogni mese». Non è la prima volta che l’associazione sostiene la produzione di un documentario: negli ultimi anni ha appoggiato “I volti della via Frangigena” di Fabio Dipinto e “Energie invisibili” di Luca Contieri.

L’accordo con le due associazioni permetterà di diffondere la conoscenza del progetto e raccontare così tanti aspetti legati alle scelte del mettersi in cammino. Avremo la possibilità di coinvolgere persone provenienti da ogni parte del mondo. «Internet e le nuove tecnologie hanno rivoluzionato il viaggio lento, a piedi e in bicicletta. Mappe, racconti, informazioni un tempo difficili da reperire, oggi possono essere condivise in tempo reale, e il GPS aiuta l’orientamento dei meno esperti su percorsi privi di segnaletica» spiega Alberto Conte, PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE MOVIMENTO LENTO.

«Chi si mette in cammino – racconta Marco Giovannelli, PRESIDENTE DELLA VARESE WEB – sa bene come dietro allo sforzo di ogni passo si mette in movimento una grande energia. La Via Francigena è un patrimonio di assoluto valore per il nostro paese. Ascolto, accoglienza, incontro sono elementi centrali per l’esperienza del pellegrino e dei tanti che si impegnano affinché il cammino possa essere un’esperienza anche di serenità. È un grande onore per noi collaborare con l’Associazione e siamo certi che il film sarà un’ottima occasione per diffondere ancor di più questo cammino».

DALL’AVVIO DEL PROGETTO SONO GIÀ ARRIVATI I PRIMI CENTO VIDEO. Tante letture diverse circa il rapporto nella propria vita con il digitale e con Internet. «Il lavoro procede e costruiremo il film insieme a voi – spiega Francesco G. Raganato, GIÀ REGISTA DI DOCUMENTARI PER SKY E RAI – Sarà un lavoro collettivo nel vero senso della parola. La volontà è quella di creare una community che dia linfa vitale al film giorno per giorno. E’ una sfida in tutti i sensi, a partire dal fatto che daremo l’opportunità a chiunque di raccontare la sua storia e condividerla.”

Riconoscimenti
Tutti i video verranno pubblicati in diversi spazi e coloro che parteciperanno con l’invio di un proprio lavoro, riceveranno un riconoscimento da parte della produzione. Ogni DUE SETTIMANE poi sarà scelto un filmato particolarmente rappresentativo dello spirito del film e all’autore verrà offerto UN WEEKEND PER DUE PERSONE IN UNA LOCALITÀ ITALIANA. Tutti coloro che verranno scelti per far parte di DIGITALIFE saranno inseriti nei titoli di coda del film e nei credits ufficiali dell’opera.

Social
Per rimanere aggiornati, o per entrare a far parte della comunità che nei prossimi mesi “costruirà” il film, DigitaLife avrà una presenza attiva su Facebook, Instagram, Twitter e YouTube. Per qualsiasi altra richiesta è possibile scrivere a digitalife.film@gmail.com

Il regista Francesco G. Raganato
È stato scelto da Varese Web tramite un bando a cui hanno partecipato 230 registi e vedomaker.  Ha diretto diversi documentari per il programma “La storia siamo noi” di Giovanni Minoli su Rai2, realizzando poi prodotti anche per La7 e History Channel. Parallelamente alla TV lavora ad alcuni film-documentari, creati apposta per il cinema e l’on-demand. “L’Isola Analogica”, su alcune vicende legate al consumo accidentale di LSD nella piccola isola di Alicudi nelle Eolie, vince il Gran Premio del Mediterraneo/Prix Italia, festival a cui partecipano le maggiori emittenti televisive europee. Dopo qualche anno esce al cinema e poi in dvd per Feltrinelli Real, “Tsunami tour”, l’unico documentario che racconta la prima campagna elettorale di Grillo. Con “Looking For Kadija”, mette in scena un picaresco viaggio in una sconosciuta Eritrea, riuscendo a raccogliere numerose testimonianze sulle condizioni di vita nella ex-colonia italiana. Questo documentario, prodotto da RAI Cinema, vince il primo premio al Festival del Cinema di Roma nel 2013. Tra i suoi ultimi lavori c’è la serie “Islam Italia”, ideata e condotta da Gad Lerner per Rai3, attualmente candidata al Prix Italia.

La Via Francigena
La Via Francigena promuove un patrimonio legato alle identità culturali europee partendo da un itinerario storico che si esprime attraverso un fascio di strade, sulle quali si è formata la storia dell’Europa nei secoli scorsi. Per scoprire questo percorso di 1800 km attraverso l’Inghilterra, la Francia, la Svizzera e l’Italia sugli antichi passi dei pellegrini medievali che camminavano verso le grandi mete come Roma, Santiago di Compostela o Gerusalemme, il 22 aprile 2001 è stata creata l’Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF). In qualità di soggetto abilitato ufficialmente dal Consiglio d’Europa, l’AEVF dialoga con istituzioni europee, regioni, collettività locali, associazioni e operatori del settore per promuovere i valori dei cammini e dei pellegrinaggi, partendo dallo sviluppo sostenibile dei territori attraverso un approccio culturale, identitario, turistico.

Per maggiori info: www.viefrancigene.org

Movimento Lento
Il Movimento Lento si occupa della divulgazione della cultura dello “slow travel”, e utilizza le tecnologie più avanzate per riscoprire antiche vie e tracciare nuovi itinerari, e per organizzare viaggi a piedi e in bicicletta alla portata di tutti.

Per maggiori info: www.movimentolento.it

La produzione Varese Web
Varese Web è l’editore di Varesenews, il quotidiano online della provincia di Varese che nasce nel 1997. Allora la connessione era ancora una condizione di pochi. Il giornale negli anni è cresciuto grazie alla capacità di esser parte delle proprie comunità. È stato un elemento di spinta per diversi territori per far crescere la cultura digitale e oggi ha raggiunto 4 milioni di lettori al mese, 188mila fan sulla pagina Facebook, 20mila follower su Instagram e 15mila su Twitter. La produzione del docufilm DigitaLife è solo una delle iniziative che sono in programma per festeggiare i 20 anni della testata giornalistica.

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La Via Francigena, nouveau plateau pour « Digitalife »

L’Association Européenne des Chemins de la Via Francigena et Movimento Lento deviennent partenaires du projet et seront les protagonistes de la phase de production du film-documentaire sur les changements avec le monde digital.

Digitalife est un film collectif qui racontera les changements advenus dans ces vingt dernières années avec un regard vers le futur qui continue son propre chemin. Depuis cette semaine, l’Association Européenne des Chemins de la Via Francigena et l’Association Movimento Lento font partie du projet. Un accord qui valorise beaucoup d’aspects du plus important chemin culturel en Italie et parmi les plus parcourus en Europe.

Un Chemin qui part de Canterbury pour arriver jusqu’à Rome à travers 1’800 km, dont environ 1’000 km en Italie. Avec les deux associations, est née la question à poser aux passionnés de Chemin : « Comment internet a changé votre mode de voyager ? ». Tout le monde peut y répondre, en tournant une vidéo et en l’envoyant sur le site du film-documentaire.

« Nous avons choisi de contribuer au projet – raconte Massimo Tedeschi, Président de l’Association Européenne des Chemins de la Via Francigena – parce que cela représente une opportunité concrète pour faire mieux connaitre la Via Francigena, itinéraire culturel du Conseil de l’Europe, dont la visibilité est de plus en plus internationale. Les médias peuvent offrir un véritable instrument de promotion et de diffusion, en plus de l’analyse et l’étude socio-culturelle liée au parcours ». « Pour ceux qui s’occupent de gérer les informations – explique Luca Bruschi, Directeur de l’Association – le projet devient un précieux moyen pour mieux identifier le profil des marcheurs et de ceux qui “vivent“ la Via Francigena. Le projet DigitaLife s’ajoute aux moyens de communication de l’AEVF, comme le portail web, consulté par plus de 100’000 visiteurs chaque mois ». Ce n’est pas la première fois que l’association soutient la production d’un documentaire : ces dernières années, elle a soutenu « I volti della Francigena » de Fabio Dipinto et « Energie invisibili » de Luca Contieri.

L’accord entre les deux associations permettra de diffuser la connaissance du projet et de raconter les différents aspects du choix de se mettre en route. Nous aurons la possibilité d’engager des personnes provenant du monde entier. « Internet et les nouvelles technologies ont révolutionné le voyage lent, à pied et à vélo. Les cartes, les récits, les informations autrefois difficiles d’accès, peuvent aujourd’hui être partagés en temps réel, et le GPS aide à l’orientation des moins experts sur les parcours sans balisage » explique Alberto Conte, Président de l’Association Movimento Lento.

« Ceux qui se mettent en chemin – raconte Marco Giovannelli, Président de la Varese Web – savent bien que derrière l’effort de chaque pas, une grande énergie se met en mouvement. La Via Francigena est un patrimoine de grande valeur pour notre pays. Ecoute, accueil, rencontre sont des éléments primordiaux pour l’expérience du pèlerin et des nombreuses personnes qui s’impliquent afin que le chemin puisse être aussi une expérience de sérénité. C’est un grand honneur pour nous de collaborer avec l’Association et nous sommes certains que le film sera une excellente occasion pour diffuser plus encore ce Chemin ».

Depuis le lancement du projet, les cents premières vidéos sont déjà arrivées. Beaucoup d’analyses différentes en fonction de la place que prend le digital et internet dans sa propre vie. « Le travail continue et nous construirons le film avec vous – explique Francesco G.Raganato, Réalisateur de documentaires pour Sky et Rai – ce sera un travail collectif dans le sens véritable du terme. La volonté de créer une communauté qui donne une lymphe vitale au film jour après jour. C’est un défi dans tous les sens, à partir du fait que nous donnerons l’opportunité à tout le monde de raconter sa propre histoire et de la partager ».

Reconnaissances :

Toutes les vidéos seront publiées dans différents espaces et les participants, avec l’envoi de leur propre travail, recevront une reconnaissance de la part de la production. Tous les 15 jours, une vidéo sera choisie, particulièrement représentative de l’esprit du film et un week-end pour deux personnes dans une localité italienne sera offert à l’auteur. Tous ceux qui seront choisis pour faire partie de DigitaLife seront insérés dans le générique de fin du film et dans la production officielle de l‘œuvre.

Social :

Pour rester à jour ou pour faire partie de la communauté qui dans les prochains mois « construira » le film, DigitaLife sera présent sur Facebook, Instagram, Twitter et You.Tube. Pour n’importe quelles autres questions, vous pouvez écrire à digitalife.film@gmail.com.

 

Le réalisateur Francesco G.Raganato :

Il a été choisi par Varese Web, à travers un concours auquel 230 réalisateurs et vidéomaker ont participé. Il a dirigé différents documentaires pour le programme « La storia siamo noi » de Giovanni Minoli sur Rai2, en réalisant ensuite des émissions pour La7 et History Channel. Parallèlement à la TV, il travaille sur certains film-documentaires, crées exprès pour le cinéma et les vidéos à la demande. « L’isola Analogica », sur certaines péripéties liées à la consommation accidentelle de LSD sur la petite île d’Alicudi dans les îles Eoliennes, gagne le Grand Prix du Mediterraneo/Prix Italia, un festival auquel participent les plus importantes chaînes de télévision européenne. Après quelques années, il sort au cinéma et puis en dvd pour Feltrinelli Real, « Tsunami Tour », le seul documentaire qui raconte la première campagne électorale de M.Grillo. Avec « Looking for Kadija », il met en scène un voyage pittoresque avec une inconnue érythréenne, réussissant à recueillir de nombreux témoignages sur les conditions de vie dans l’ex-colonie italienne. Ce documentaire, produit par Rai Cinema, gagne le premier prix au Festival du Cinéma de Rome en 2013. Parmi ces derniers travaux, il y a la série « Islam Italia », imaginée et conduite par Gad Lerner pour Rai3, actuellement candidate au Prix Italia.

La Via Francigena     

La Via Francigena promeut un patrimoine lié aux identités culturelles européennes en partant de l’itinéraire historique qui s’exprime à travers un faisceau de routes sur lesquelles se forme l’histoire de l’Europe dans les siècles derniers. Pour découvrir ce parcours de 1’800 km à travers l’Angleterre, la France, la Suisse et l’Italie sur les pas des pèlerins médiévaux qui marchaient vers de grandes destinations comme Rome, Saint Jacques de Compostelle ou Jérusalem, le 22 avril 2001 a été créée l’Association Européenne des Chemins de la Via Francigena (AEVF). Habilitée officiellement par le Conseil de l’Europe, l’AEVF dialogue avec les institutions européennes, les régions, les collectivités locales, les associations et les opérateurs du secteur pour promouvoir les valeurs des chemins et des pèlerinages, en partant du développement durable des territoires à travers une approche culturelle, identitaire et touristique.

Pour plus d’informations : www.viefrancigene.org

Movimento Lento

Le Movimento lento s’occupe de la diffusion de la culture du « voyage lent » et utilise les technologies les plus avancées pour redécouvrir des antiques chemins et tracer de nouveaux itinéraires, ainsi que pour organiser des voyages à pied et à vélo à la portée de tous.

Pour plus d’informations :  www.movimentolento.it

La production Varese Web

Varese Web est l’éditeur de Varesenews, le quotidien en ligne de la province de Varese qui nait en 1997. A l’époque, peu de personnes étaient connectées. Le journal durant ces dernières années s’est développé grâce à sa capacité à faire partie de ses propres communautés. Cela a été un élément déterminant pour différents territoires pour augmenter la culture digitale et aujourd’hui, il compte 4 millions de lecteurs mensuels, 188’000 fans Facebook, 20’000 followers sur Instagram et 15’000 sur Twitter. La production du film-documentaire DigitaLife est seulement une des initiatives qui sont au programme pour fêter les 20 ans du journal.

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In cammino con..Ivo Gabrielli, il pellegrino hospitalero innamorato della Francigena

Fare l’hospitalero è volontariato puro e quando lo faccio, in quel momento, è il cammino che viene da me”. L’intervista di oggi ci porta “In Cammino con..” Ivo Gabrielli, un pellegrino hospitalero innamorato della Via Francigena.

Da cinque anni, Ivo, si dedica all’accoglienza pellegrina in Italia per conto dell’Associazione degli Amici del Cammino di Santiago. Insieme ad altri 14 formatori, svolge i corsi per i pellegrini che vogliono diventare volontari. Una ‘missione’ la sua, iniziata all’età di 52 anni dopo il primo cammino e l’arrivo a Santiago de Compostela.

“Ho cominciato con il Cammino di Santiago sei anni fa – racconta l’hospitalero – da lì ho iniziato a camminare e dopo aver percorso anche il Cammino di Assisi mi sono innamorato degli itinerari italiani. Tra i paesaggi, la cultura, il cibo e le persone dal cuore grande, l’Italia è imbattibile. Mi sono interessato alla Francigena, ho fatto il corso da Hospitalero ad Altopascio, poi ho conosciuto Giovanni Corrieri (l’ambasciatore della Via Francigena ndr.) che con me ha trovato terreno fertile.”.

Cosa spinge un pellegrino a diventare hospitalero? “Si decide di dare un po’ di tempo della propria vita agli altri e gratuitamente. E’ qualcosa che devi sentire, non è una moda – spiega Ivo – Nel mio caso mi sono detto: “Perché non restituire quello che ho ricevuto?”. Penso che gli ostelli a donativo e i parrocchiali offrano un’accoglienza unica, ed è quella che ho sempre cercato da pellegrino”.

Per diventare hospitalero bisogna aver fatto almeno un cammino. Si tratta di un requisito fondamentale. Ma che cosa significa fare il volontario? “Ogni giorno arrivano nuovi pellegrini e incontri storie diverse. Per questo io dico che è il cammino che viene da me. Loro al mattino riprendono il passo col sorriso e questo dà tanta soddisfazione. Ma fare l’hospitalero richiede anche sacrifici. Ogni giorno si ricomincia da capo. Pulisci, metti in ordine e accogli altri pellegrini. Vivi per due settimane con tempi scanditi e può capitare anche di non andare d’accordo con il collega di turno. Ma se anche la prima esperienza non va bene, noi diciamo di non mollare di riprovarci. E’ comunque una libera scelta, non un obbligo”.

L’associazione Amici del Cammino di Santiago conta 6 mila volontari nel mondo. Gli italiani che hanno fatto il corso e almeno un turno sono circa 400. A che punto è l’accoglienza a livello italiano?

Noi gestiamo solo ostelli a donativo. Da 4 anni ci occupiamo di Valpromaro (a metà tappa tra Pietrasanta e Lucca in Toscana ndr) che è diventata ormai la nostra casa madre, gestiamo anche un ostello a Vercelli e quest’estate a luglio e agosto in prova, daremo una mano anche alla Casa di Lazzaro ad Acquapendente. Il primo anno a Valpromaro da Pasqua a Novembre sono passati solo 250 pellegrini, l’anno scorso abbiamo superato i mille. Ecco, molti sono convinti che non ci siano accoglienze per pellegrini ma si stanno ricredendo. – commenta IvoVorrei che la Via Francigena diventasse da questo punto di vista come il Cammino di Santiago. Devono aumentare questo tipo di strutture per pellegrini. Ci vorrà un po’ di tempo ma sono fiducioso”.

Un’ultima domanda: Ivo Gabrielli si sente più pellegrino o hospitalero? “Diciamo che mi piace fare il pellegrino e in certi periodi dell’anno mi piace anche accogliere le persone – conclude – ma quando mi chiedono quanti cammini ho fatto, rispondo che non li posso quantificare. Per me fare l’hospitalero è come camminare”.

Per informazioni sui corsi per hospitalero contattare: accoglienzapellegrina.corsi@gmail.com

Silvia Iuliano