Via Francigena

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The specification for the “Spa offer along the Via Francigena” has been launched, for the creation of a thermal bath touristic product along the ancient Via

The Via Francigena spa is an innovative project launched by the region of Tuscany in collaboration with the European Association of the Vie Francigene and the thermal spa communities along the route or within a range of 15km.

Cultural tourism of the Francigena and tourism of thermal baths: the proposal of thermal spa well-being on the road is born.

The project, directed at all thermal spa buildings within 15 kilometres of the official route, aims to add current characteristics to the Francigena route.  To offer the possibility to benefit from the spa services of the operating thermal spas along the Via Francigena to pilgrims, walkers and hikers equipped with the official Pilgrim Passport, and at a convenient price.  It is an opportunity for travellers who love to combine the slow walking experience with thermal water, and important resource for a body’s well-being.  

On Tuesday 31st October, at the municipality of Gambassi Terme, which is coordinating the network of spa municipalities along the route, a meeting took place attended by the region of Tuscany, the representatives of the Francigena spa municipalities, the EAVF and FEDERTERME.  The registration specification for this project was presented during the meeting and 14 thermal spas are now involved.  

For Massimo Tedeschi, EAVF President, “the alliance between the cultural tourism of the Francigena and the thermal spa tourism, that the great project presented today establishes, supported by the creativity and initiative of the private operators, generates interest and dynamism in the whole area.  It is also fundamental that the project is on a European scale, since the Via Francigena must guarantee a uniform standard of hospitality from Canterbury to Rome.  I guarantee that the Association will support the project for the best outcome possible”.

The project is also concerned with the route of historical European thermal spa cities, certified by the Council of Europe.  Also present at the meeting of Gambassi Terme was the President Giuseppe Bellandi (mayor of Montecatini).

Sami Tawfik

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Le cahier des charges du projet « Offre thermale le long de la Via Francigena » est arrivé, pour la création d’un produit touristique thermal le long de l’ancienne voie

La Via Francigena thermale est un projet innovant lancé par la Région Toscane, en collaboration avec les communes thermales qui se trouvent sur le parcours ou bien celles qui se trouvent dans un rayon de 15 km et l’Association Européenne des Chemins de la Via Francigena. De l’ensemble du tourisme culturel de la Francigena et du tourisme des thermes nait la proposition de bien-être thermal le long du chemin.

Le projet, qui s’adresse à toutes les structures thermales situées dans un rayon de 15 km du parcours officiel, vise à ajouter aux caractéristiques actuelles de l’itinéraire de la Francigena la possibilité, offerte aux pèlerins, aux marcheurs et aux randonneurs munis de Crédenciales Officielles, d’accéder – à des prix avantageux – à des services de bien-être thermal. Il s’agit d’une opportunité adressée aux pèlerins, aux voyageurs, aux randonneurs qui aiment mélanger l’expérience du chemin lent avec l’eau thermale, ressource importante pour le bien-être du corps. Le projet débute en Toscane avec la volonté de l’étendre aux autres régions européennes de la Via Francigena.

Dans la commune de Gambassi Terme, qui gère le réseau de communes thermales le long du parcours, s’est déroulée une réunion mardi 31 octobre durant laquelle la Région Toscane, les représentants des communes thermales de la Francigena, l’AEVF et FEDERTERME sont intervenus. A cette occasion, le cahier des charges des adhésions au projet a été présenté dans lequel maintenant 14 communes thermales sont engagées.

Pour Stefano Romagnoli, Dirigeant de la Promotion Touristique, Législation Tourisme et Commerce de la Région Toscane, « le rôle des institutions est de stimuler la constitution d’une agrégation vertueuse d’entreprises, capables d’unir le tourisme lent, en forte augmentation, au bien-être thermal. Le projet, qui voit le jour initialement en Région Toscane, devra trouver naturellement son développement dans tous les territoires de la Francigena ».

Le Maire de Gambassi Terme, Paolo Campinoti, a ajouté que « l’expérience de la Commune de Gambassi, siège du premier centre thermal à prendre le nom de ‘Therme de la Francigena’, confirme que la multiplication des services au soutien des pèlerins et randonneurs génère un retour important sur les territoires et stimule la création d’un réseau d’entreprises et d’institutions capable de s’adapter aux besoins des utilisateurs ».

Pour Massimo Tedeschi, Président de l’AEVF, « l’alliance entre tourisme culturel de la Francigena et tourisme des thermes, qu’établit le beau projet présenté aujourd‘hui, soutenue par la créativité et par les initiatives des opérateurs privés, génère un intérêt et un dynamisme sur tout le territoire. Il est fondamental que le projet soit dans un cadre européen, étant donné que la Via Francigena doit garantir un même accueil de Canterbury à Rome. J’assure que l’Association effectuera des actions de soutien pour la meilleure réussite du projet ».

L’itinéraire des villes historiques thermales européennes, certifié par le Conseil de l’Europe, est aussi intéressé pour le développement du projet. A Gambassi Terme, le Président et maire de Montecatini, Giuseppe Bellandi, est intervenu sur le sujet.

Sami Tawfik

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In cammino con..Annalisa La Fiura, da Fidenza a Roma per ritrovare se stessa

Mi avevano detto che il cammino cambiava in meglio una persona ma non me l’aspettavo così. E’ stata un’esperienza indescrivibile. Adesso dico a tutti “andate, anche da soli e non abbiate paura dei vostri limiti”. Annalisa La Fiura ha 36 anni, vive a Fidenza ed è la protagonista di questa intervista per la rubrica “In cammino con..”.  La sua storia è infatti un esempio di forza e determinazione da raccontare. 

Lo scorso 11 settembre, la pellegrina di origine palermitana, ha percorso il suo primo cammino a piedi fino a Roma. Un viaggio fisico ma soprattutto mentale iniziato con il coraggio di chiudere la porta di casa e, zaino in spalla, fare il primo passo sulla Francigena, nonostante una disabilità del 75%.

Annalisa è affetta da fibromialgia e artrosi in tutte le parti del corpo. Convive con i dolori e 12 ernie nella colonna vertebrale ormai da otto anni. La malattia non ha spento la curiosità e l’anima di questa ragazza che, contro ogni parere, ha deciso di mettersi in cammino. “Questo viaggio era in cantiere da circa due anni – racconta Annalisa – ma volevo valutare i risultati degli esami, delle visite. L’ultimo anno è stato molto difficile, è mancata anche una mia cara amica, proprio lei in qualche modo mi ha dato una spinta. Così, ad un certo punto, ho detto “basta, adesso vado”.

Annalisa era abituata a vedere passare i pellegrini sotto casa, li guardava con una certa curiosità. Fidenza è infatti una delle tappe dell’antico itinerario di Sigerico in Emilia Romagna. Ma fino ad allora non si era mai interessata esplicitamente della Francigena. Poi è scattato qualcosa.

Ho deciso di percorrere la Francigena perché avevo bisogno di un momento per me stessa, anche a livello spirituale – spiega l’intervistata – inoltre amo tutto quello che è natura, legato all’arte ma soprattutto perché camminare mi fa stare bene. E’ più doloroso per me stare tante ore seduta. Così ho raccolto tutte le informazioni sul sito dell’Associazione Europea delle Vie Francigene e sono partita”.

Tra alti e bassi, Annalisa ha trascorso i suoi giorni più belli sulla Francigena. Spesso in solitudine, altre volte in compagnia di pellegrini conosciuti in cammino, dormendo negli ostelli a donativo o nei parrocchiali.  “Ho avuto i momenti in cui ero scoraggiata, le salite erano faticose ma quello che mi dava la forza era arrivare in cima e vedere un panorama immenso – confida – ci sono stati giorni in cui alla sera andavo a dormire piena di dolori ma poi il riposo notturno mi aiutava e al mattino ero pronta a ripartire”.

Il corpo e la mente di Annalisa erano diventati suoi alleati in cammino e, passo dopo passo, il 9 ottobre, la pellegrina di Fidenza è arrivata a Roma.Quando raccontavo ai miei amici pellegrini la mia condizione fisica, rimanevano a bocca aperta – commenta – io non so come sia stato possibile. Forse perché camminando la muscolatura si è rafforzata, rilassata. Forse perché mi sono messa alla prova da sola. Sta di fatto che, da quando sono tornata, sto meglio”.

Dalla allora Annalisa ha continuato a camminare ma soprattutto ha iniziato occuparsi della Francigena. Nei giorni scorsi ha aiutato nell’ospitalità anche Christine Timmermans la pellegrina belga in cammino verso la Grecia, accolta dal popolo dei camminatori del web.

“Alla domenica quando posso vado a camminare e percorro altri piccoli tratti della Francigena – aggiunge – ho deciso di offrire la mia disponibilità come volontaria per questo cammino. Ma nel cuore ho già altri due viaggi da fare nei prossimi due anni: partire da casa fino a La Verna per fare il Cammino di Francesco e poi, naturalmente, andare a Santiago”.

Buon cammino Annalisa!

Silvia Iuliano

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En chemin avec… Annalisa La Fiura, de Fidenza à Rome pour se retrouver

« On m’avait dit que le chemin changeait en mieux une personne, mais je ne m’attendais pas à cela. Ça a été une expérience indescriptible. Maintenant, je dis à tout le monde ‘allez-y, même seuls et n’ayez pas peur de vos limites’ ». Annalisa La Fiura a 36 ans, elle vit à Fidenza et elle sera la protagoniste de cette interview pour la rubrique « En chemin avec… ». Son histoire est un exemple de force et de détermination à raconter.

Le 11 septembre dernier, la marcheuse originaire de Palerme, a parcouru son premier chemin à pied jusqu’à Rome. Un voyage physique mais surtout mental, commencé par le courage de fermer la porte de la maison et, sac sur le dos, de faire les premiers pas sur la Francigena, malgré un handicap de 75%.

Annalisa est affectée de fibromyalgie et arthrose dans tout le corps. Elle vit avec les douleurs et 12 hernies dans la colonne vertébrale depuis maintenant 8 ans. La maladie n’a pas éteint la curiosité et l’âme de cette femme qui, contre tous les avis, a décidé de se mettre en chemin. « Ce voyage était en chantier depuis environ 2 ans – raconte Annalisa – mais je voulais évaluer les résultats des examens, des visites. L’année dernière a été très difficile, une très chère amie est décédée, c’est elle justement qui d’une certaine façon m’a donné le courage. Ainsi, à un moment donné, j’ai dit ‘ça suffit, maintenant j’y vais’ ».

Annalisa était habituée à voir les pèlerins passer devant la maison, elle les regardait avec une certaine curiosité. Fidenza est en effet une des étapes de l’antique itinéraire de Sigéric en Emilie-Romagne. Mais jusqu’à présent, elle ne s’était jamais intéressée explicitement à la Francigena. Puis quelque chose s’est déclenché.

« J’ai décidé de parcourir la Francigena parce que j’avais besoin d’un moment pour moi, même spirituellement – explique l’interviewée – en plus, j’aime tout ce qui est lié à la nature, à l’art mais surtout parce que marcher me fait du bien. C’est plus douloureux pour moi de rester assise plusieurs heures. Ainsi, j’ai recueilli toutes les informations sur le site de l’Association Européenne des Chemins de la Via Francigena et je suis partie ».

Entre des hauts et des bas, Annalisa a passé ses plus belles journées sur la Via Francigena. Souvent seule, d’autres fois en compagnie de pèlerins rencontrés sur le chemin, en dormant dans les auberges à offre libre ou dans les paroisses. « J’ai eu des moments de découragement, les montées étaient difficiles mais ce qui me donnait de la force c’était d’arriver au sommet et de voir un panorama immense. Il y a eu des journées où le soir, j’allais dormir pleine de douleurs mais ensuite le repos nocturne m’aidait et au matin, j’étais prête à repartir ».

Le corps et l’esprit d’Annalisa étaient devenus ses alliés en chemin et, pas après pas, le 9 octobre, le pèlerin de Fidenza est arrivé à Rome. « Quand je racontais à mes amis pèlerins ma condition physique, ils restaient la bouche bée – commente-t-elle – je ne sais pas comment ça a été possible. Peut-être parce qu’en marchant, la musculature s’est renforcée et relaxée. Peut-être parce que je me suis mise à l’épreuve toute seule. De fait, depuis que je suis revenue, je vais mieux ».

Depuis, Annalisa a continué à marcher, mais surtout, elle a commencé à s’occuper de la Francigena. Ces derniers jours, elle a aidé à l’organisation de l’hospitalité de Christine Timmermans, la marcheuse belge en chemin vers la Grèce, accueillie par le peuple des pèlerins du web.

« Le dimanche, quand je peux, je vais marcher et je parcours d’autres petits tronçons de la Francigena – ajoute-t-elle – J’ai décidé d’être bénévole pour faire connaitre ce chemin. Mais dans le cœur, j’ai déjà deux autres voyages à faire dans les 2 prochaines années : de la maison jusqu’à La Verna pour faire le Chemin de Francesco et puis évidement, aller à Saint Jacques ».

Bonne Route Annalisa !

Silvia Iuliano

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Henning Bechmann sulla Via Francigena: dal Passo del Gran San Bernardo a Roma in 20 giorni

Henning Bechmann, danese, esperto sportivo e maratoneta, ha intrapreso nel mese di giugno la sua ultima personale impresa: arrivare a Roma sulla Via Francigena italiana in venti giorni, di corsa e con un bagaglio ridotto al minimo essenziale.

Molte le difficoltà incontrate, non solo fisiche e soprattutto psicologiche, come egli stesso spiega nell’articolo che di seguito pubblichiamo. Una strenua forza di volontà e poche, ma rigide, regole da seguire, per poter giungere a destinazione senza farsi scoraggiare: le giuste dosi tra la corsa e l’avventura, lasciando spazio alla libertà; nessun aiuto con il bagaglio, che non deve eccedere i 4 kg, che deve essere tutto portato sulle proprie spalle; nessuna prenotazione nei luoghi di sosta; circa 60 km al giorno.

Henning spiega nel suo articolo tutti i dettagli del suo viaggio e, nonostante alcuni imprevisti, come sia riuscito a giungere a destinazione. Così scrivendo, alla fine della sua avventura: “Dopo un record di 1,123 chilometri con alti e bassi psicologici, dopo un viaggio di 20 giorni, dopo aver corso in montagna con neve e freddo e dopo giorni infiniti sopportando 32 gradi, sono riuscito ad arrivare a Roma“.

 

Trovate l’articolo in allegato, con tutte le spiegazioni, le tappe e alcuni aneddoti.

 

 

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Henning Bechmann on the Via Francigena: from the Great St Bernard Pass to Rome in 20 days

Henning Bechmann, Danish sports expert and marathon, started his last personal business in June: getting to Rome on the Italian Via Francigena in twenty days, running and with a reduced baggage.

Many difficulties encountered, not just physical, and above all psychological, as he explains in the article below. Strenuous force of will and few but rigid rules to follow, to reach the destination without being discouraged: mix between running and adventure with freedom as the keyword, you carry all your own package and no help from depots or a car following you, minimum of planning, including no prebooked accommodations, around 60 km per day, minimalistic packing, preferably within 4,0 kg.

Henning explains in his article all the details of his journey and, despite some unexpected events, how he managed to get to his destination. So writing, at the end of his adventure: “After unbeatable 1.123 kilometers with psychological ups and downs, after life on tour for 20 days, after running in mountains with snow and cold weather and after endless days of running in typically 32 degrees, I ended up in Rome anyway”.

Find the attached article with all the explanations, legs and some anecdotes.

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Henning Bechmann sur la Via Francigena : du Col du Grand Saint Bernard à Rome en 20 jours

Henning Bechmann, danois, sportif de haut niveau et marathonien, a entrepris, au mois de juin, sa dernière performance personnelle : arriver à Rome sur la Via Francigena en 20 jours, en courant et avec un bagage réduit au strict minimum.

Il explique dans l’article que vous trouverez en pièce jointe qu’il a rencontré beaucoup de difficultés, pas seulement physiques, mais surtout psychologiques. Une volonté de fer et quelques règles à suivre (peu mais rigides) pour pouvoir rejoindre sa destination sans se décourager : les bonnes doses entre la course et l’aventure, en laissant place à la liberté ; pas d’aide avec le bagage, qui ne doit pas dépasser 4kg et qui doit être porté sur le dos ; pas de réservations dans des endroits pour s’arrêter ; environ 60km par jour.

M Henning explique dans son article les détails de son voyage et, malgré quelques imprévus, comment il a réussi à rejoindre sa destination. A la fin de son aventure, il écrit : « Après un record de 1.123 kilomètres avec des hauts et des bas psychologiques, après un voyage de 20 jours, après avoir couru en montagne avec la neige et le froid et après des journées infinies en supportant 32 degrés, j’ai réussi à rejoindre Rome ».

Vous trouverez ci-joint l’article avec toutes les explications, les étapes et certaines anecdotes.

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Nuovo infopoint e ostello: San Giovanni Rotondo fulcro della via Francigena nel Sud

San Giovanni Rotondo sarà il punto di riferimento per l’Italia meridionale delle Vie Francigene del Sud. Un finanziamento regionale di diecimila euro, attribuito all’Associazione Europea delle Vie Francigene, ha permesso di recuperare un antico sito, risalente al XII-XIII secolo, nel centro storico di San Giovanni Rotondo che ospiterà, oltre alla sede delle Vie Francigene per il Sud Italia, anche un infopoint e 6 posti letto a disposizione dei pellegrini.

«Sono terminati i lavori di recupero della torretta di corso Matteotti e presto sarà fruibile ai camminatori che ogni anno ripercorrono le antiche vie dei pellegrinaggi. Si tratta di un ulteriore passo verso la realizzazione di un progetto che farà di San Giovanni Rotondo il perno di un sistema di antichi cammini che attraversano la Capitanata e collegano la Puglia ad altre realtà territoriali», sostiene il sindaco di San Giovanni Rotondo, Costanzo Cascavilla.

L’apertura del punto di accoglienza rientra in una strategia di promozione territoriale che l’amministrazione comunale di San Giovanni Rotondo ha illustrato nel convegno di luglio scorso, quando la città garganica è diventata capitale dei cammini e dei luoghi di preghiera, ospitando delegazioni provenienti da ogni parte di Europa e avviando un confronto e collaborazione con numerosi centri della religiosità internazionale.

Tra l’altro, nel 2018 sarà reso totalmente fruibile e sicuro il cammino che dal convento di Stignano risale verso la Sacra Grotta di Monte sant’Angelo. Si tratta di un intervento con fondi regionali che permetterà, dopo il recupero del tratto Celle san Vito-Lucera, di avere in terra di Capitanata il primo tratto di cammino fruibile nel Mezzogiorno della Via Francigena.

«Un risultato importante, ottenuto grazie al sostegno dell’amministrazione comunale e alla collaborazione del consigliere, Claudio Russo, che permetterà la diversificazione dell’offerta turistica, puntando sulla destagionalizzazione e sulla tutela del paesaggio, premiando qualità della vita e mobilità lenta. A luglio ci siamo confrontati su temi che non riguardano solo l’aspetto religioso, ma abbiamo ragionato su modelli di sviluppo per costruire reti territoriali legate a comuni denominatori e che favoriscano processi d’integrazione e accoglienza. In fondo, in una Europa che ogni giorno registra attriti separatisti, la Via Francigena può rappresentare un collante formidabile per costruire una Europa delle Culture da contrapporre a concetti di disgregazione e annichilimento dell’unione fra stati e popoli», insiste il sindaco Cascavilla.

Fonte: il Resto del Gargano

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Nouveau Infopoint et auberge : San Giovanni Rotondo, centre de la Via Francigena du Sud

San Giovanni Rotondo sera la référence pour l’Italie méridionale des chemins de la Via Francigena du Sud. Un financement régional de dix mille euro, attribué à l’Association Européenne des Chemins de la Via Francigena, a permis de récupérer un ancien site, remontant au XII-XIII siècle, dans le centre historique de San Giovanni Rotondo qui accueillera, non seulement le siège des Chemins de la Via Francigena du Sud Italie, mais aussi un infopoint et 6 lits à disposition des pèlerins.

« Les travaux de restauration de la tour au cours Matteotti sont finis et bientôt elle sera utilisable par les marcheurs qui, chaque année, parcourent les anciennes voies de pèlerinage. Il s’agit d’une dernière étape vers la réalisation d’un projet qui fera de San Giovanni Rotondo le centre d’un système de chemins ancestraux qui traversent la Capitanata et relient les Pouilles à d’autres territoires » soutient le maire de San Giovanni Rotondo, Costanzo Cascavilla.

L’ouverture d’un lieu d’accueil rentre dans une stratégie de promotion territoriale que l’administration communale de San Giovanni Rotondo a expliqué lors de la conférence en juillet dernier, quand la ville est devenue la capitale des chemins et des lieux de prières, en accueillant les délégations provenant de toute l’Europe et en lançant une discussion et une collaboration avec de nombreux centres de la religiosité internationale.

En 2018, le chemin qui du couvent de Stignano remonte vers la Grotte Sacrée de Monte Sant’Angelo deviendra utilisable en toute sécurité. Il s’agit d’une intervention avec des fonds régionaux qui permettra, après la restauration du tronçon Celle san Vito-Lucera, d’avoir en Capitanata le premier tronçon de chemin utilisable dans le midi de la Via Francigena.

« Un résultat important, obtenu grâce au soutien de l’administration communale et à la collaboration du conseiller Claudio Russo, qui permettra la diversification de l’offre touristique, en pariant sur la désaisonnalisation et sur la tutelle du paysage, et en récompensant la qualité de la vie et la mobilité lente. En juillet, nous avons discuté sur les thèmes qui ne concernent pas seulement l’aspect religieux, mais nous avons réfléchi sur les modèles de développement pour construire des réseaux territoriaux liés à des dénominateurs communs et qui favorisent un processus d’intégration et d’accueil. Au fond, dans une Europe qui chaque jour enregistre des tensions séparatistes, la Via Francigena peut représenter un formidable liant pour construire une Europe des Cultures à opposer à des concepts de désintégration et d’anéantissement de l’union entre les états et les peuples » insiste le maire M Cascavilla.

Source : il Resto del Gargano

 

 

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Grande successo della Francigena Ultramarathon

Sabato 21 e domenica 22 ottobre oltre 700 trekker si sono messi in cammino nei 4 percorsi lungo la Via Francigena tra Toscana e Lazio della Francigena Ultramarathon.
Presenti numerosi amministratori comunali che hanno voluto dimostrare in modo tangibile l’interesse e l’attenzione verso i pellegrini e viandanti della Via Francigena. Nel percorso da Siena a Buonconvento (32km) hanno partecipato il sindaco Valentini di Siena e gli assessori Pallai, Mazzini, Maggi e Tarquini. Presente anche il Sindaco Campinoti di Gambassi. Nella tappa notturna da San Quirico a Acquapendente hanno camminato il sindaco Agnelli di San Quirico e l’assessore acquesano Crisanti. L’assessore Meloni di Acquapendente ha fatto l’ultima tratta di 32km con partenza da Radicofani.
Il Presidente Tedeschi dell’ Associazione Europea della Via Francigena ha salutati i pellegrini alla partenza mentre lo staff AEVF (Bruschi, Tawfik, Faravelli, Concari) ha affrontato a piedi la prima tappa di 32km.

E’ stato un vero successo l’organizzazione della “World Francigena Ultramarathon”, la prima maratona per camminatori alle prese con i 4 itinerari slow toscano-laziali. Tanti appassionati si sono cimentati nella 120km da Siena ad Acquapendente: una impresa fisica e sportiva. Gli occhi di tanti camminatori al traguardo (nei 4 traguardi previsti) erano lucidi di commozione per aver portato a termine questa bellissima esperienza, di fatica, cuore, generosità.

Un evento che ha saputo mettere in rete dieci comuni e associazioni guidati dalle amministrazioni di Acquapendente e Siena promotrici della due giorni. La “Via Francigena Ultra Marathon” ha dimostrato ancora una volta il potenziale della Via Francigena come elemento straordinario in grado di aggregare i territori favorendo lo sviluppo su scala locale, in questo caso partendo da una manifestazione sportiva di carattere interregionale.

La partenza della 120km non stop Siena-Acquapendente è  avvenuta in Piazza Duomo in una splendida giornata di sole autunnale: allo “start” tanti sorrisi, amicizia, spirito di condivisione. In contemporanea è stato dato il via anche ai pellegrini della tappa di 32 Km da Siena a Buonconvento. Alla sera di sabato 21 ottobre sono invece partiti da San Quirico d’Orcia, mentre l’ultimo gruppo di trekker si è messo in cammino domencia 22 ottobre da Radicofani con arrivo finale sempre ad Acquapendente.
Ottimo il lavoro e supporto operativo della Protezione Civile, Polizia Municipale, Croce Rossa, gruppi trekking.

Un evento da ripetere nei prossimi anni con l’auspicio di avvicinare tante persone alla Via Francigena. Sicuramente i migliori ambasciatori per la promozione saranno i 701 pellegrini che hanno partecipato alla manifestazione d’esordio.
Per la sua complessità organizzativa, la Francigena Ultra Marathon era stata definita come una “visionaria folle pazzia”. La proposta (o la sfida) era  stata lanciata dall’infaticabile Sergio Pieri di Acquapendente alla fine dello scorso anno. Grazie all’impegno e perseveranza di tante persone è diventata realtà e la sfida è stata vinta. In attesa dell’edizione del prossimo anno.

Luca Bruschi