Categorie
news

Francigena Romea Marathon nel Lazio: in cammino anche il Ministro al Turismo Garavaglia

Oltre 1.400 persone sono tornate ad invadere con allegria il cammino della Via Francigena e Via Romea da Acquapendente a Bagnoregio per la Francigena Romea Marathon, con tappe da 10, 20 o 42km.

Giornata quasi estiva, di sole e caldo, oltre i 30 gradi. Giornata di grande festa, che è coincisa con l’anniversario della Repubblica italiana. La Francigena Romea Marathon quest’anno si è pregiata di un camminatore e ospite illustre, il Ministro al Turismo Massimo Garavaglia che ha percorso a piedi il tratto Acquapendente – Bolsena (25 km): un segnale importante di vicinanza del Governo italiano alla Via Francigena e al turismo lento, settore che è in forte crescita ed espansione con importanti ricadute turistico-economiche sui territori. In questa fase post pandemia c’è ancora più voglia di Via Francigena, di cammini all’aria aperta e di outdoor, a piedi o in bicicletta.

Non pensavo di fare così poca fatica a fare 24 km“, ha commentato il Ministro Garavaglia, “è talmente bello camminare in mezzo a boschi e panorami stupendi, chiaccherando con tante persone e in diverse lingue. Era la mia prima esperienza e non sarà certo l’ultima“.

La Via Francigena Marathon compie ormai dieci anni, visto che la prima edizione svolse nel 2013. Fin da subito si scelse la formula che permetteva di camminare 10, 21 o 42 km, distanza che coincide appunto con la lunghezza di una maratona.

L’evento si è consolidato anno dopo anno, diventando un momento di festa per tutto il territorio attraversato ma anche un esempio da seguire, tanto che negli anni successivi sono state lanciate due iniziative “sorelle” come la Francigena Tuscany Marathon e la Via Francigena Marathon Val Susa.

I motivi di successo della Francigena Marathon laziale sono molteplici: in primis si tratta di una grande sinergia fra istituzioni (Acquapendente, San Lorenzo, Bolsena, Bagnoregio), associazioni (CAI sezione Viterbo e associazioni locali) e operatori privati che in armonia collaborano tra di loro. E poi c’è la passione, tanta. Dietro le quinte fin dalla prima edizione c’è un grande amico della Via Francigena e amante dello sport, Sergio Pieri, allora funzionario del Comune di Acquapendente. Insieme a lui anche tanti altri appassionati che hanno sempre collaborato con lo spirito di condivisione francigeno. Non a caso, quindi, questo evento di successo che porta a camminare famiglie, giovani e anziani, podisti, sportivi si è poi esteso in altre regioni, divenendo un appuntamento fisso inserito anche nel calendario delle iniziative annuali alle quali partecipa l’Associazione Europea delle Vie Francigene che ha partecipato fin dalla prima edizione.

La presenza del Ministro Garavaglia è stata affiancata da altre due persone del Ministero del Turismo: Palmiero Perconti, consigliere per gli eventi giubilari e Stefano Mantella, capo unità PNRR. Ho avuto il piacere di condividere con loro questo affasciante tratto di cammino e sono rimasto sorpreso dal ritmo sostenuto del loro passo a quasi 6 km/h! Ma chi lo dice allora che al Ministero e al Governo non camminano? Non solo lo fanno, regolarmente, ma sono anche ben allenati! Nonostante il ritmo spedito, c’è stato tutto il tempo per godere di un paesaggio mozzafiato, di incontrare le persone e di ringraziare le amministrazioni comunali di Acquapendente e San Lorenzo, nonché le associazioni, che ci hanno accolto a braccia aperte. E’ questo il bellissimo spirito del cammino.

Durante e a fine tappa, c’è stato tutto il tempo per riflettere sul futuro della Via Francigena, anche in vista del Giubileo 2025, con riferimento ai servizi che in maniera crescente vengono richiesti dai viandanti. Il Ministro Garavaglia ha sottolineato, come già ripreso in altre occasioni, che “quello della Via Francigena e dei cammini è un turismo autentico fatto di persone e di straordinarie eccellenze in grado di promuovere la rinascita economica di tanti territori. Un turismo che sta prendendo sempre più quota e che da fenomeno di nicchia sta diventando un vero e proprio fenomeno di massa che potrà dare impulso alla ripartenza del turismo di qualità”.

E’ stata una festa italiana della Repubblica celebrata sulla Via Francigena, con una giornata di allegria e condivisione, ritrovando il tempo e il piacere di incontrarsi.

Categorie
news

Il bastone Road to Rome, simbolo di pace, torna al km zero a Canterbury

In occasione dell’Assemblea Generale AEVF, il 26 aprile alle 17:00 nella Cattedrale di Canterbury si celebra una suggestiva cerimonia per benedire il bastone “Via Francigena. Road to Rome” che nel 2021 ha percorso 3200 km lungo tutto l’itinerario.

Il bordone “Via Francigena. Road to Rome”, dopo quasi un anno, torna al km zero, presso la maestosa Cattedrale di Canterbury, punto di partenza della Via Francigena. Il bordone è stato il simbolo assoluto della lunga marcia che dal 15 giugno al 18 ottobre 2021 ha attraversato da nord a sud l’Europa per quattro mesi in occasione del ventesimo anniversario AEVF. Un viaggio ricco di emozioni, incontri, imprevisti, momenti straordinari e momenti difficili, gioia e pianti. Nell’anno delle olimpiadi 2021, il bordone metaforicamente è stato anche un importante simbolo di dialogo fra 658 comuni e 4 Paesi, trasportato saldamente nelle mani dei pellegrini in cammino come se fosse una torcia olimpica.

La storia di questo bastone in legno di nocciolo è bellissima. L’idea di farlo diventare un simbolo dell’iniziativa “Road to Rome” è stata di Giancarlo Laurenzi, pellegrino e presidente della Confraternity of Pilgrims to Rome che ha sede a Londra. Da dove arriva questo oggetto? E’ stato realizzato da Michael Walsh nei pressi di Holycross Abbey nella località di Tipperary, in Irlanda. Il bastone è stato stagionato, pulito e preparato al lungo viaggio con più di 10 strati di olio di lino bollito. La successiva decorazione sul bastone con l’icona riconoscibile del pellegrino simbolo della Via Francigena è stata incisa dall’artista londinese Julie Helen Sharp, e l’impugnatura in corda sul manico è stata preparata dall’artigiano specializzato Declan O Shea.

Il bastone, benedetto prima della partenza del “Road to Rome” da Frate Celsus Tierney, si è messo in cammino il 15 giugno proprio dal km zero di Canterbury, di fronte alla Cattedrale, per percorre il tratto fino a Dover in compagnia di appassionati, pellegrini e rappresentanti della Confraternity of Pilgrims to Rome e del Kent County Council che il 17 giugno mattino lo hanno consegnato al porto di Dover nelle mani del Capitano Nick Jones (compagnia P&O). E’ stato lui a trasportarlo sulla nave verso Calais, sulla sponda francese nell’altro lato dello stretto della Manica. Ad accogliere il bastone, al porto, c’erano il presidente AEVF Massimo Tedeschi, il delegato del comune di Calais Dominique Darré, il direttore AEVF Luca Bruschi e la social media manager dell’evento Myra Stals. E’ stato questo un momento particolarmente emozionante.

Da lì è iniziato il viaggio continentale del bordone che è stato fatto passare nelle mani dei vari rappresentanti delle istituzioni e associazioni, nonché dei pellegrini che hanno accompagnato il gruppo Road to Rome nel quattro mesi del viaggio.  Un viaggio epico, raccontato con foto, video, diario di viaggio che hanno messo al centro le persone e le comunità locali.

A distanza di sei mesi dall’emozionante arrivo a Santa Maria di Leuca, in Puglia, il bordone ritorna a Canterbury dove martedì 26 aprile è prevista una cerimonia presso la Cattedrale. In questa occasione è prevista la benedizione del bastone da parte del Reverendo Robert Willis alla presenza dei rappresentanti dell’Associazione Europea delle Vie Francigene, del comune di Canterbury e della Confraternity of Pilgrims to Rome. Si tratta di un momento carico di emozione e di simbologia che vuole legare fortemente il viaggio del Road to Rome all’incontro tra i popoli e vuole lanciare un forte messaggio di pace in un momento storico delicato, che vede in corso la guerra in Ucraina, alle porte dell’Europa. Il bordone della Via Francigena vuole diventare un simbolo di pace e di speranza.

Dopo l’Assemblea AEVF del 27 aprile a Canterbury il bordone tornerà in Italia, a Fidenza (dove viene ospitata la sede AEVF), la cui posizione geografica è perfettamente a metà di tutto il cammino europeo. Oltre ad essere un bellissimo ricordo della marcia Road to Rome, il bastone continuerà ad essere simbolo di unità fra i popoli. E continuerà ad incontrare i pellegrini di tutto il mondo.

Categorie
news

Verso una governance per il tratto laziale della Via Francigena nel Sud

Il 28 e 29 marzo a Castel Gandolfo (Lazio) si sono tenuti due giorni di workshop, formazione e laboratori per gli stakeholders della Via Francigena nel sud Lazio, organizzati da Regione Lazio all’interno del progetto europeo Interreg Mediterranean “Best Med. Un progetto in partnership tecnica con Francigena Service srl e SL&A.

Le giornate si sono sviluppate con un confronto con amministratori, operatori economici e culturali, associazioni per mettere in rete le progettualità sulla Via Francigena nel sud e far circolare nuove idee per un approccio integrato e sostenibile di pianificazione del turismo.

Per l’Associazione Europea delle Vie Francigene sono intervenuti il direttore Luca Bruschi e il project manager Luca Faravelli.

Il progetto Best Med coinvolge otto Paesi del Mediterraneo (Spagna, Portogallo, Francia, Italia, Croazia, Slovenia, Grecia, Montenegro) con l’obiettivo generale di migliorare la governance del turismo alla scala regionale, condividere le buone pratiche e gli output costruiti, sviluppare strategie per un migliore offerta turistica sostenibile lungo la Via Francigena e tutti gli itinerari culturali.

Categorie
news

UNESCO: il Sindaco di Calais scrive al Presidente Macron. La candidatura della Francigena torna alla ribalta

La lunga camminata “Via Francigena. Road to Rome 2021. Start again!” svoltasi nell’estate 2021 per festeggiare i 20 anni di AEVF ha ridato impulso alla candidatura della Via Francigena a Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Buone notizie per la ripresa del cammino UNESCO arrivano finalmente anche dalla Francia. Di grande valore la lettera del Sindaco di Calais Natacha Bouchart al Presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron.

La Via Francigena dal 1994 è “Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa”, inserita cioè nella prestigiosa rete di itinerari creata nel 1987 a Santiago di Compostela dal Consiglio d’Europa. Dopo questo riconoscimento, nel 2015 la rete della Via Francigena si è data un secondo importante obiettivo: l’iscrizione nel Patrimonio Mondiale UNESCO.

Il punto di partenza fu l’incontro del 15 giugno 2015 indetto dai comuni di Fidenza e Monteriggioni cui parteciparono numerosi rappresentanti di comuni e regioni e del Ministero italiano dei Beni Culturali. Successivamente le Regioni italiane, coordinate da Regione Toscana, il 4 marzo 2017 a San Miniato sottoscrissero un importante accordo di collaborazione che portò alla redazione, nel 2017, dell’analisi preliminare della candidatura UNESCO del tratto italiano della Via Francigena e, nel 2019, dello studio tematico dell’intero tracciato europeo, da Canterbury a Roma. AEVF ha coordinato tutto il lavoro tecnico-scientifico dei due documenti, in cui viene riportato l’elenco dei 540 beni candidabili lungo i 2000 chilometri di percorso, in conformità ai criteri numero 2, 4 e 6 del Regolamento UNESCO.

Quattro rilevanti fatti sono accaduti nel corso del 2021:
  • In occasione della marcia “Road to Rome 2021” dal 15 giugno al 18 ottobre 2021 il tema dell’UNESCO è stato sistematicamente richiamato in tutti gli incontri con le istituzioni e le associazioni locali. Lungo il tratto francese si sono mobilitati parlamentari e autorità locali. In particolare in data 14 giugno il Consiglio dell’Unione dei Comuni di Béthune-Bruay, Artois Lys Romane (dipartimento Pas-de-Calais; regione Hauts-de-France) e i consigli municipali dei venti comuni dell’Unione attraversati dalla Via Francigena hanno votato all’unanimità una mozione di sostegno alla candidatura inviata alla Ministra francese della Cultura Roselyne Bachelot. La Ministra e il Direttore generale dei Patrimoni e dell’Architettura del Ministero in data 10 febbraio 2021 hanno risposto a tutte le lettere pervenute assicurando che il dossier è all’esame dei propri uffici.
  • In data 25 febbraio 2021 il Consiglio della Regione Toscana ha approvato, all’unanimità, una Risoluzione consiliare che impegna la Regione a dare impulso alla candidatura UNESCO in collaborazione con le Regioni italiane e con AEVF. 
  • Con decreto n. 749 del 29 settembre, il Ministero italiano della Cultura ha formalmente inserito all’interno del Piano Sviluppo e Coesione “Stralcio Cultura e Turismo CIPE (FSC 2014-2020 ex delibera 3/2016) uno stanziamento di 1,1 milioni di euro per il dossier di candidatura UNESCO del tratto italiano della Via Francigena.

Il cammino è dunque ripreso e la Regione Toscana in collaborazione con AEVF organizza a Firenze nelle prossime settimane un incontro per fare il punto della situazione e chiedere il riavvio della concertazione fra i competenti Ministeri di Regno Unito, Francia, Svizzera, Italia e Santa Sede.

Natacha Bouchart

Nel frattempo, AEVF ha proseguito la propria attività con l’organizzazione di cinque incontri presso amministrazioni locali del tratto francese della Via Francigena: Calais e Béthune (2 febbraio), Bruay-la-Bussiere (3 febbraio), Bar-sur-Aube (3 marzo), Wisques (4 marzo). Natacha Bouchart, sindaco di Calais e vice presidente della Regione Hauts-de-France, ha condiviso pienamente il comune obiettivo e ha dato un forte impulso politico coinvolgendo direttamente il Presidente della Repubblica, Emmanuel Macron, al quale ha inviato il dossier preliminare di candidatura chiedendo pieno appoggio del Governo francese.

“Dalla grande marcia “Road to Rome 2021” dello scorso anno, sto constatando un rinnovato e diffuso interesse alla candidatura UNESCO della Via Francigena. L’incontro con il sindaco Natacha Bouchart e l’interessamento del presidente della Repubblica francese costituiscono una tappa molto significativa. Oggi possiamo dire che l’obiettivo di presentare la proposta di candidatura in concomitanza con il Giubileo del 2025 appare realistico.  La via Francigena è un patrimonio europeo prezioso e l’iscrizione UNESCO lo esalterebbe ancora di più, mettendo insieme istituzioni pubbliche, privati, associazioni, volontari. Vogliamo mettere al centro del progetto i valori e il valore culturale, tangibile e intangibile, di questo grande itinerario europeo” ha detto il Presidente AEVF Massimo Tedeschi.

Categorie
news

BUON VENTESIMO COMPLEANNO, AEVF! UNA BELLA STORIA!

Il 7 aprile 2001 è stata fondata a Fidenza l’Associazione dei comuni italiani lungo la Via Francigena, diventata poi nel 2005 Associazione Europee delle Vie Francigene. Si celebra oggi un traguardo prestigioso, cioè i vent’anni di questa associazione nata dal basso, su base volontaria, che continua a mettere in rete comuni e regioniassociazioni locali e appassionati, operatori culturali e categorie economiche, il mondo della ricerca.  Ne parliamo con il Presidente Massimo Tedeschi che ha avuto l’intuizione e la lungimiranza di mettere insieme un network internazionale oggi più che mai vivo e in grande fermento, sia nei territori attraversati dal cammino, sia nei territori limitrofi.

1) Partiamo dalla storia. Quali sono state le motivazioni che hanno spinto Massimo Tedeschi, allora Sindaco di Fidenza, a fondare il 7 aprile 2001 una rete di comuni, inizialmente nel tratto italiano, sulla Via Francigena? Rimane la convinzione di aver fatto una cosa buona?

R. La motivazione si fondava, allora come oggi, su quello che definirei orgoglio europeo, cioè sulla fierezza di far parte di una comunità, l’Europa, che oggi, certo dopo un lungo percorso nella storia, è arrivata a rappresentare al meglio nel mondo i valori umanistici (democrazia politica, diritti civili, diritti umani, dialogo interculturale, tolleranza), in gran parte poi trasfusi nel Trattato di Londra (città non a caso capitale del Paese culla del pensiero liberale) che ha istituito il 5 maggio 1949 il Consiglio d’Europa. Il Regno Unito è uscito dall’Unione Europea ma non dal Consiglio d’Europa, e così pure la Svizzera continua a farne regolarmente parte (dal 1963).

Tornando al 7 aprile 2001, ricordo che quando fui eletto sindaco (1991) alcuni appassionati, pochissimi, della mia città, Fidenza, e della mia provincia cominciarono a parlarmi di Via Francigena; tema allora sconosciuto alla totalità delle persone. Tuttavia, con l’ottenimento nel 1994 della certificazione di “Itinerario culturale del Consiglio d’Europa” ed in previsione del grande Giubileo del 2000, il benefico assillo di quei pionieri aumentò. Ebbi poi la fortuna di incontrare l’insigne storico francese del Medioevo Jacques Le Goff (1924-2014). Una prima volta in visita al Duomo il 21 maggio 1998 e una seconda volta, il 21 ottobre 2000, per il conferimento, in un teatro comunale stracolmo – uno dei momenti più belli del mio mandato – della cittadinanza onoraria della città. Sei mesi dopo, il 7 aprile 2001, appunto, con i rappresentanti dei 34 Enti locali, allora solo italiani, che accolsero il mio invito (sui 150 invitati) fondammo l’associazione. A vent’anni di distanza la convinzione di aver avuto un’ottima idea non è cambiata, anzi, è cresciuta.

2) Quali sono i principali risultati che questa associazione ha raggiunto e i principali momenti storici vissuti fino dopo vent’anni di lavoro? Aderiscono oggi ad AEVF 193 comuni, 70 associazioni, oltre 400 operatori privati.

R. Il principale risultato raggiunto in 20 anni di attività è il duplice beneficio, culturale ed economico, che il progetto della Via Francigena, portando migliaia di persone da tutto il mondo a camminare su di essa, ha prodotto nelle piccole comunità disseminate lungo i duemila chilometri del tracciato, ed anche nei dintorni (i chilometri sono divenuti tremila dal 2019 allorquando la certificazione di “Itinerario culturale del Consiglio d’Europa” è stata estesa al sud Italia, da Roma a Santa Maria di Leuca).

Quando parlo di beneficio economico penso al fatto che, considerate la durata media e la spesa media giornaliera di una persona in cammino, si registra una ricaduta economica di diverse decine di milioni di euro proprio su quei territori in gran parte esclusi dai circuiti turistici.

Quando parlo di beneficio culturale penso all’interscambio e all’arricchimento immateriale che avviene fra le persone quando si incontrano, cioè fra coloro che camminano e gli abitanti dei paesi e delle campagne attraversati: si parlano tutte le lingue, ci si conosce, si ammira l’eccellenza dei vari stili di architettura, si gustano cibi semplici e prelibati, ci si scambia numeri di telefono, ci si dà appuntamento per nuovi incontri.

A quattro anni dalla fondazione, nel 2005, aderì all’associazione il primo comune non italiano, la prestigiosa città di Canterbury, il cui leader allora era Harry Craig; seguì nel 2010 il distretto intercomunale del Basso-Vallese, primo ente svizzero, grazie all’impulso del compianto abate Joseph Roduit (1939-2015) di Saint-Maurice e nel 2016 il primo comune francese, Bucey-les-Gy (solo 600 abitanti, nella regione Borgogna-Franca-Contea), grazie alla lungimiranza dell’allora sindaco Emile Ney, che oggi collabora con noi. Sottolineo l’importanza dell’adesione alla rete, oltre che di 193 Enti locali e 70 associazioni amiche, anche di 400 piccoli imprenditori che forniscono servizi di ospitalità e di ristorazione ai pellegrini. E la rete è in continuo aumento.

3) La pandemia ancora in corso ha sicuramente avuto un forte impatto anche su tutto il sistema del turismo e della fruizione del patrimonio. La Via Francigena, i cammini e l’outdoor sono tuttavia settori destinati a crescere nei prossimi anni proprio grazie alla loro dimensione rurale, di contatto con la natura e di sostenibilità. Può davvero continuare crescere questo segmento legato agli Itinerari culturali e vie di pellegrinaggio?

R. La pandemia ci ha fatto capire, con brutalità, l’enorme importanza del turismo come forma di scambio e di conoscenza e quindi di tutela del patrimonio e di sviluppo culturale ed economico. La Via Francigena e la famiglia degli Itinerari culturali europei possono dare un grande contributo alla ripartenza post-pandemia perché consentono un’esperienza naturale e sociale, di cui la gente sente oggi un bisogno quasi spasmodico, in condizioni sanitarie sicure.

4) Il Cammino di Santiago è stato riconosciuto Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa nel 1987, 7 anni prima della Via Francigena. Anche in termini numerici, il divario tra i due cammini è grande. Cosa manca ancora alla Via Francigena per raggiungere maggiore popolarità internazionale e consolidare la propria identità?

R. Il numero dei frequentatori del Cammino di Santiago è una cifra a cinque zeri, quello dei frequentatori della Via Francigena è una cifra a 4 zeri. Il divario è dovuto al fatto che il governoe la chiesadi Spagna hanno puntato sul Cammino senza disperdere investimenti in mille rivoli. Così facendo sono riusciti a creare una “narrazione” che, attraverso il cinema e la letteratura, ha assunto una reputazione di assoluto rilievo nell’opinione pubblica mondiale.

Un tale investimento culturale e finanziario sulla Via (romea) Francigena non c’è stato, né in Italia né negli altri Paesi attraversati. Si può anche in parte comprendere. A Roma, ad esempio, arrivavano milioni di pellegrini da tutto il mondo e non era quindi facile per le autorità civili e religiose del Paese e della città porre attenzione alle poche migliaia di pellegrini che vi giungevano a piedi lungo la Via romea Francigena.

Tuttavia io penso che, superata la pandemia, il tema si porrà: come dar forza al sistema arterioso delle vie romee affinchè, a sua volta, possa dar sangue all’intero sistema venoso dei cammini – e non vada sprecato – e come riservare un’accoglienza “speciale” a chi arriva a Roma dopo aver percorso a piedi centinaia di chilometri.

5) Dopo 20 anni, AEVF ha deciso di celebrare questo evento storico con una lunga camminata-evento da Canterbury a Santa Maria di Leuca, coinvolgendo tutti i 657 comuni attraversati. Una sfida molto grande, quasi una anticipazione del Giubileo! Come procede l’organizzazione di una iniziativa culturale così grande?

R. Il 30 marzo scorso l’assemblea generale dell’associazione ha deciso di confermare la grande marcia del ventennale “Via Francigena. Road to Rome 2021. Start again!”la cui organizzazione ci sta fortemente impegnando ma che sta riscontrando ovunque grande entusiasmo e collaborazione. Hai ragione: questa marcia è il nostro Giubileo. Partenza il 16 giugno da Canterbury (dove le regole sanitarie consentiranno solo una cerimonia simbolica da parte degli amici inglesi), il 17 giugno da Calais, il 23 luglio arriveremo a Orbe e il 1° agosto entreremo in Italia dal passo del Gran San Bernardo. Il 10 settembre arriveremo a Roma e il 18 ottobre a Santa Maria di Leuca, la nostra Finisterrae.

Questa grande marcia non è una semplice iniziativa, seppur complessa; si tratta di un fatto complesso e profondo perché ci mette tutti in gioco, cioè in cammino, anche fisicamente, e quindi il 18 ottobre, dopo 4 mesi, quando giungeremo a Santa Maria di Leuca saremo cambiati. Avremo messo in pratica i principi della Via Francigena, che ricordavo: l’incontro fra persone di paesi, lingue e storie differenti; il dialogo; lo scambio di idee e di esperienze; il cammino, per chi lo vorrà. Arriveremo quindi cambiati, e migliori, di questo sono convinto.

Intervista di Luca Bruschi, Direttore AEVF