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Con Andrea Bocelli e il “Solevoci Gospel Friends”, la grande musica lungo la Via Francigena

Il tenore ha percorso la Via Francigena a cavallo per realizzare il docufilm “The Journey”. Nella tappa di San Galgano ha incontrato il coro che raggruppa le migliori voci del Gosple italiano. 

Si chiama Solevoci Gospel Friends ed è un nuovissimo coro multietnico composto da alcune tra le migliori voci della musica gospel italiana: 18 cantanti di tutte le età, provenienti da ogni parte di Italia, diretti dal Maestro Fausto Caravati.

I componenti del coro sono stati selezionati da “Solevoci”, l’associazione Varesina punto di riferimento in Italia per il mondo del Gospel, contattata dagli organizzatori di  “The Journey”, il tour che Andrea Bocelli sta realizzando in alcuni luoghi significativi della via Francigena.  Incentrato sul tema del viaggio spirituale, con connotati culturali, “The Journey” diventerà nei prossimi mesi un “docufilm” di distribuzione internazionale.

Il coro ha raggiunto così il tenore a San Galgano, lungo la Via Francigena senese,  dove nel suggestivo scenario dei resti dell’omonima Abbazia di San Galgano è stato intonato un’emozionate Hallelujah di Cohen, con il coro che ha accompagnato Andrea Bocelli e Tori Kelly  sulle note del quartetto dei “40 Fingers Guitar Quartet”.

 

Hanno cantato con Tori Kelly anche due delle sue più famose hit: “Never Alone” e “Soul’s Anthem”, quest’ultimo a cappella. Entrambi i brani sono tratti da “Hiding place”, album che ha ricevuto due Grammy (Best Gospel Album e Best Gospel Performance 2018). All’interno della tappa a San Galgano si è esibito anche il celebre duo 2Cellos.

“Dirigere un coro così importante – ci racconta Fausto Caravati, presidente di Solevoci – alla presenza di artisti di fama internazionale, in luoghi così ricchi di arte, storia e cultura è stata una delle esperienze più importanti della mia vita, umana e artistica.”

Mentre Valentina Principato, appassionato membro del Solevoci Gospel Friends la descrive come un’esperienza professionale e personale, che ha segnato anche la vita dei coristi “Tra noi del coro – racconta  il contralto – si è creata subito alchimia e armonia, umana e musicale. Questo è il grande potere della musica: unire i cuori. Cantare l’Hallelujah di Cohen all’abbazia di San Galgano, un luogo così pregno di energia, insieme ad artisti di questo calibro è stata per me un’esperienza molto spirituale. Ho provato un’emozione grandissima.”

Come è nato il SOLEVOCI GOSPEL FRIENDS?

Tutto nasce dalla collaborazione fra la varesina Solevoci, leader in Italia nella progettazione e realizzazione di grandi eventi legati alla musica a cappella e Gospel e Soul Diesis, l’associazione specializzata nell’organizzazione di festival internazionali e nel management di artisti di musiche del mondo.

“Siamo stati contattati dalla produzione – continua Caravati – come punto di riferimento per la musica gospel in Italia e ci è stato chiesto di formare un unico coro di professionisti per un ruolo importante”.  Nasce così il Solevoci Gospel Friends, “un nuovo progetto che arricchisce la nostra offerta artistica: un “supercoro” di cantanti professionisti a servizio dei grandi eventi e delle produzioni italiane ed estere”.

18 gli artisti del Solevoci Gospel Friends, di cui 6 soprani, 6 contralti e 5 tenori. Una nutrita rappresentanza proviene da Varese: Silvia Roberto (contralto), Valentina Principato (contralto), Riccardo Guidotti (tenore), Ettore Tiozzo (tenore); gli altri coristi, provenienti da tutte le regioni d’Italia: Gloria Enchill (soprano), Jennifer Vargas (soprano), Ilaria Bellucci (soprano), Mitsio Paladino Florio (soprano), Rosanna Russo (soprano), Valentina Dalla Libera (soprano), Paulette Vincenzi (contralto), Carla Baldini (contralto), Laura Pica (contralto), Patricia Jorgelina Nassi (contralto), Alessandro Pozzetto (tenore), Mattia Donati (tenore), Alex Negro (tenore).

“Desidero ringraziare – conclude Caravati – Stefano Frosolini, presidente dell’associazione Soul Diesis, che cura l’organizzazione, il management e il booking del progetto e, in modo particolare, i direttori di coro che hanno creduto in questa impresa e l’hanno resa possibile: Ilaria Bellucci (Pisa), Carla Baldini (Grosseto), Alex Negro (Torino) Alessandro Pozzetto (Udine).

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Con Andrea Bocelli e il “Solevoci Gospel Friends”, la grande musica lungo la Via Francigena

Il tenore ha percorso la Via Francigena a cavallo per realizzare il docufilm “The Journey”. Nella tappa di San Galgano ha incontrato il coro che raggruppa le migliori voci del Gosple italiano. 

Si chiama Solevoci Gospel Friends ed è un nuovissimo coro multietnico composto da alcune tra le migliori voci della musica gospel italiana: 18 cantanti di tutte le età, provenienti da ogni parte di Italia, diretti dal Maestro Fausto Caravati.

I componenti del coro sono stati selezionati da “Solevoci”, l’associazione Varesina punto di riferimento in Italia per il mondo del Gospel, contattata dagli organizzatori di  “The Journey”, il tour che Andrea Bocelli sta realizzando in alcuni luoghi significativi della via Francigena.  Incentrato sul tema del viaggio spirituale, con connotati culturali, “The Journey” diventerà nei prossimi mesi un “docufilm” di distribuzione internazionale.

Il coro ha raggiunto così il tenore a San Galgano, lungo la Via Francigena senese,  dove nel suggestivo scenario dei resti dell’omonima Abbazia di San Galgano è stato intonato un’emozionate Hallelujah di Cohen, con il coro che ha accompagnato Andrea Bocelli e Tori Kelly  sulle note del quartetto dei “40 Fingers Guitar Quartet”.Hanno cantato con Tori Kelly anche due delle sue più famose hit: “Never Alone” e “Soul’s Anthem”, quest’ultimo a cappella. Entrambi i brani sono tratti da “Hiding place”, album che ha ricevuto due Grammy (Best Gospel Album e Best Gospel Performance 2018). All’interno della tappa a San Galgano si è esibito anche il celebre duo 2Cellos.

“Dirigere un coro così importante – ci racconta Fausto Caravati, presidente di Solevoci – alla presenza di artisti di fama internazionale, in luoghi così ricchi di arte, storia e cultura è stata una delle esperienze più importanti della mia vita, umana e artistica.”

Mentre Valentina Principato, appassionato membro del Solevoci Gospel Friends la descrive come un’esperienza professionale e personale, che ha segnato anche la vita dei coristi “Tra noi del coro – racconta  il contralto – si è creata subito alchimia e armonia, umana e musicale. Questo è il grande potere della musica: unire i cuori. Cantare l’Hallelujah di Cohen all’abbazia di San Galgano, un luogo così pregno di energia, insieme ad artisti di questo calibro è stata per me un’esperienza molto spirituale. Ho provato un’emozione grandissima.”

Come è nato il SOLEVOCI GOSPEL FRIENDS?

Tutto nasce dalla collaborazione fra la varesina Solevoci, leader in Italia nella progettazione e realizzazione di grandi eventi legati alla musica a cappella e Gospel e Soul Diesis, l’associazione specializzata nell’organizzazione di festival internazionali e nel management di artisti di musiche del mondo.

“Siamo stati contattati dalla produzione – continua Caravati – come punto di riferimento per la musica gospel in Italia e ci è stato chiesto di formare un unico coro di professionisti per un ruolo importante”.  Nasce così il Solevoci Gospel Friends, “un nuovo progetto che arricchisce la nostra offerta artistica: un “supercoro” di cantanti professionisti a servizio dei grandi eventi e delle produzioni italiane ed estere”.

18 gli artisti del Solevoci Gospel Friends, di cui 6 soprani, 6 contralti e 5 tenori. Una nutrita rappresentanza proviene da Varese: Silvia Roberto (contralto), Valentina Principato (contralto), Riccardo Guidotti (tenore), Ettore Tiozzo (tenore); gli altri coristi, provenienti da tutte le regioni d’Italia: Gloria Enchill (soprano), Jennifer Vargas (soprano), Ilaria Bellucci (soprano), Mitsio Paladino Florio (soprano), Rosanna Russo (soprano), Valentina Dalla Libera (soprano), Paulette Vincenzi (contralto), Carla Baldini (contralto), Laura Pica (contralto), Patricia Jorgelina Nassi (contralto), Alessandro Pozzetto (tenore), Mattia Donati (tenore), Alex Negro (tenore).

“Desidero ringraziare – conclude Caravati – Stefano Frosolini, presidente dell’associazione Soul Diesis, che cura l’organizzazione, il management e il booking del progetto e, in modo particolare, i direttori di coro che hanno creduto in questa impresa e l’hanno resa possibile: Ilaria Bellucci (Pisa), Carla Baldini (Grosseto), Alex Negro (Torino) Alessandro Pozzetto (Udine).

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“Sulle orme dei pellegrini ” domenica 30 maggio da Barletta a Trani sulla Via Francigena

DOMENICA 30 maggio viaggio a piedi sulle orme dei mercanti, dei cavalieri, dei pellegrini e dei santi che, giungendo da Roma, dopo aver sostato presso il Santuario di San Michele di Monte Sant’Angelo, raggiungevano i porti pugliesi d’imbarco per la Terra Santa percorrendo l’antico asse viario della Via Francigena Litoranea.

Sui passi dei camminatori medievali l’itinerario escursionistico partirà dalla Chiesa di Sant’Agostino (vecchio Ospedale) e toccherà la Prepositura Curata di San Giacomo Maggiore (protettore dei viandanti e dei camminatori), la Basilica del Santo Sepolcro con il suo annesso Ospedale dei Pellegrini (punto di riferimento dei cavalieri crociati di ritorno dalla Terra Santa) e la Cattedrale di Barletta. Dopo l’attraversamento del “campanile passante” appena restaurato, il percorso si svilupperà attraverso le paludi e i sentieri della zona umida di Ariscianne, per poi concludersi dinanzi alla maestosa Cattedrale di Trani, regina del romanico pugliese.

Nell’occasione verrà presentata ai partecipanti la Credenziale del Pellegrino (vero e proprio passaporto del viandante) e il “timbro” della Asd Barletta Sportiva che dal mese di ottobre scorso ha ottenuto il riconoscimento di Associazione Amica della Via Francigena. Con la finalità di promuovere, tutelare, valorizzare e far conoscere le Vie Francigene Europee, durante il tragitto le credenziali si arricchiranno dei timbri dei punti religiosi incontrati e descritti in precedenza.

INFORMAZIONI UTILI

Percorso di ca 14 km. semplice e privo di dislivelli. Si svolge su strade sia asfaltate che sterrate con scarso traffico veicolare tranne che per brevi tratti.

Livello di Difficoltà T turistico: difficoltà bassa ma adatto alle persone ABITUATE A CAMMINARE SU MEDIE E LUNGHE DISTANZE.

ATTIVITÀ RISERVATA AI TESSERATI UISP in regola con l’iscrizione annuale

Quota di partecipazione €.10,00: comprende costo credenziale e autobus privato per il rientro.

Per iscrizioni rivolgersi presso la sede della Barletta Sportiva in Via Turbine 19/21 tutti i giorni dalle ore 19,00 alle 21,00. Adesioni entro e non oltre venerdì 28 maggio.

 

APPUNTAMENTO Domenica 30 maggio alle ore 7.15 in Piazza Principe Umberto (largo dinanzi al Vecchio Ospedale), Barletta 

Ore 7,30 Partenza.

Successive soste: Chiesa di San Giacomo, Basilica Santo Sepolcro, Cattedrale di Santa Maria Maggiore.

Ore 13,00 Arrivo Cattedrale di Trani.

Ore 13,30 rientro a Barletta con pullman privato.

 

COSA PORTARE: Scarpe sportive o da trekking, zaino, abbigliamento a strati comodo per camminare, giacca a vento, cappellino.

Non essendoci zone d’ombra cammineremo sempre esposti al sole; la bella stagione si fa strada ed inizia a fare molto caldo, con temperature previste in rialzo, quindi è fondamentale portare una buona scorta d’acqua, un copricapo e una protezione solare (in particolare per chi ha la pelle molto chiara); consigliata anche frutta fresca, frutta secca (non salata) o snack proteici.

Regolamento COVID-19: ciascun partecipante s’impegna a portare con sé una mascherina, gel igenizzante e a rispettare tutte le disposizioni sul distanziamento sociale e sull’uso dei DPI previsti dalle normative in vigore per la prevenzione del contagio da Coronavirus.

 

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“Sulle orme dei pellegrini ” domenica 30 maggio da Barletta a Trani sulla Via Francigena

DOMENICA 30 maggio viaggio a piedi sulle orme dei mercanti, dei cavalieri, dei pellegrini e dei santi che, giungendo da Roma, dopo aver sostato presso il Santuario di San Michele di Monte Sant’Angelo, raggiungevano i porti pugliesi d’imbarco per la Terra Santa percorrendo l’antico asse viario della Via Francigena Litoranea.

Sui passi dei camminatori medievali l’itinerario escursionistico partirà dalla Chiesa di Sant’Agostino (vecchio Ospedale) e toccherà la Prepositura Curata di San Giacomo Maggiore (protettore dei viandanti e dei camminatori), la Basilica del Santo Sepolcro con il suo annesso Ospedale dei Pellegrini (punto di riferimento dei cavalieri crociati di ritorno dalla Terra Santa) e la Cattedrale di Barletta. Dopo l’attraversamento del “campanile passante” appena restaurato, il percorso si svilupperà attraverso le paludi e i sentieri della zona umida di Ariscianne, per poi concludersi dinanzi alla maestosa Cattedrale di Trani, regina del romanico pugliese.

Nell’occasione verrà presentata ai partecipanti la Credenziale del Pellegrino (vero e proprio passaporto del viandante) e il “timbro” della Asd Barletta Sportiva che dal mese di ottobre scorso ha ottenuto il riconoscimento di Associazione Amica della Via Francigena. Con la finalità di promuovere, tutelare, valorizzare e far conoscere le Vie Francigene Europee, durante il tragitto le credenziali si arricchiranno dei timbri dei punti religiosi incontrati e descritti in precedenza.

INFORMAZIONI UTILI

Percorso di ca 14 km. semplice e privo di dislivelli. Si svolge su strade sia asfaltate che sterrate con scarso traffico veicolare tranne che per brevi tratti.

Livello di Difficoltà T turistico: difficoltà bassa ma adatto alle persone ABITUATE A CAMMINARE SU MEDIE E LUNGHE DISTANZE.

ATTIVITÀ RISERVATA AI TESSERATI UISP in regola con l’iscrizione annuale

Quota di partecipazione €.10,00: comprende costo credenziale e autobus privato per il rientro.

Per iscrizioni rivolgersi presso la sede della Barletta Sportiva in Via Turbine 19/21 tutti i giorni dalle ore 19,00 alle 21,00. Adesioni entro e non oltre venerdì 28 maggio.

 

APPUNTAMENTO Domenica 30 maggio alle ore 7.15 in Piazza Principe Umberto (largo dinanzi al Vecchio Ospedale), Barletta

Ore 7,30 Partenza.

Successive soste: Chiesa di San Giacomo, Basilica Santo Sepolcro, Cattedrale di Santa Maria Maggiore.

Ore 13,00 Arrivo Cattedrale di Trani.

Ore 13,30 rientro a Barletta con pullman privato.

 

COSA PORTARE: Scarpe sportive o da trekking, zaino, abbigliamento a strati comodo per camminare, giacca a vento, cappellino.

Non essendoci zone d’ombra cammineremo sempre esposti al sole; la bella stagione si fa strada ed inizia a fare molto caldo, con temperature previste in rialzo, quindi è fondamentale portare una buona scorta d’acqua, un copricapo e una protezione solare (in particolare per chi ha la pelle molto chiara); consigliata anche frutta fresca, frutta secca (non salata) o snack proteici.

Regolamento COVID-19: ciascun partecipante s’impegna a portare con sé una mascherina, gel igenizzante e a rispettare tutte le disposizioni sul distanziamento sociale e sull’uso dei DPI previsti dalle normative in vigore per la prevenzione del contagio da Coronavirus.

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Il termine son travail à Londres et décide de rentrer à Rome en vélo en suivant la Via Francigena. Et de le raconter dans une vidéo.

Gian Luigi Granieri était à Londres depuis quelques années pour son travail, a découvert la beauté du cyclisme pendant le confinement et a décidé de rentrer chez lui en deux roues, dans un voyage incroyable qu’il n’oubliera jamais. Son journal vidéo est “un concentré de la Via Francigena” que nous avons l’honneur de partager sur nos réseaux.

 

Il travaille en tant que superviseur d’animation 3D et travaille dans la capitale anglaise depuis quelques années. Au printemps 2020, en raison de la pandémie, il a passé quelque temps en Italie pour être près de sa famille.

C’est à cette occasion qu’il a pris son vélo pour aller faire un tour dans son coin de pays. “J’ai commencé à remarquer des choses que je n’avais jamais vues dans les endroits où j’ai passé mon enfance et que je pensais connaître parfaitement – raconte Gianluigi – comment était-il possible de découvrir de nouvelles choses, dans le lieu où j’ai grandi ? C’était comme un coup de tonnerre. Je suis allé en vélo au village de ma grand-mère. J’ai fait 15 km et j’avais l’impression d’être arrivé sur Mars“.

Dès ces premières explorations, Gian Luigi a commencé à allonger de plus en plus ses itinéraires, jusqu’à 30, 40, 50 km à chaque fois. Il lui vient alors à l’esprit qu’il pourrait retourner à Londres en bicyclette, mais l’idée demeure et il fait le voyage vers la City en avion, également parce qu’il est “rappelé d’urgence” par un nouveau projet de travail.

Cependant, lorsque le projet s’est terminé et qu’il quitte son travail en Angleterre, et pour une série de conjonctions astrales il en avait trouvé un nouveau à Rome, il s’est rendu compte que le moment était venu de mettre en pratique l’idée de quelques mois plus tôt : faire la route en vélo.

Le vélo, cependant, était resté à Pérouse, il l’a donc fait envoyer par la poste. C’est un vélo de tourisme parfait pour la terre et l’asphalte, un beau vélo mais pas un de ces super professionnels. Avec du caractère et authentique, tout comme Gian Luigi nous est apparu lorsque nous l’avons interviewé. Une fois que nous avons fait quelques modifications pour l’adapter au voyage, tout était prêt.

 

“Je suis parti le 15 septembre et je suis arrivé à Rome le 20 octobre, en pédalant plusieurs kilomètres par jour. Même si je n’y étais pas habitué, c’était l’un des derniers problèmes. Un peu d’inconfort dans mes poignets et mon dos, plutôt. Avant de partir, j’étais en fait très inquiet car je craignais les réactions du corps à un tel stress. Au lieu de cela, j’ai été agréablement surpris par la façon dont ça s’est passé. Je me souviens aussi des moments sous la pluie, comme à Salon en Champagne, ou le vent à Calais ou encore la fatigue en montant au Grand Saint Bernard où les 4 derniers km j’ai continué à pied, avec le vélo poussé contre le vent et contre la neige, les derniers mètres j’étais épuisé”.

Lorsque nous lui demandons ce qui l’a le plus frappé, il répond : “La chose la plus excitante, qui pendant le voyage avait aussi un côté mystique et que je ne peux pas décrire autrement, c’était le fait de ne pas avoir à se soucier de devoir revenir en arrière, comme si tout glissait. Il n’y avait pas de retour à faire, seulement une avancée vers laquelle aller. Une métaphore du voyage et de la vie. J’y pensais beaucoup en faisant du vélo et c’était une sensation excitante”.

Une autre sensation déstabilisante était la perception du temps : “J’ai voyagé 35 jours mais là-bas, pour moi, c’était comme si six mois s’étaient écoulés. Les journées étaient tellement remplies de choses à voir, j’étais tellement présente à moi-même. Si je fermais les yeux, je pourrais tout décrire en détail, je pourrais tout repasser mentalement parce que je l’ai senti marqué. Évidemment, chaque jour était comme une semaine : les gens que j’ai rencontrés, les choses que j’ai mangées, les émotions que j’ai vécues. Je suis allé à la montagne pour skier toute ma vie, je n’ai jamais compris le signe des chutes de pierres par exemple. Vous pouvez imaginer le rocher géant roulant comme dans les dessins animés. Au lieu de cela, j’ai compris à Pontarlier ce que cela signifiait… alors que je roulais sur les routes à côté des rochers de la montagne et que toutes les 10 secondes, je pouvais les entendre s’effondrer d’en haut. Un bruit que vous ne percevez que si vous vous déplacez à un rythme lent, si vous n’avez pas la barrière de la voiture autour de vous. Je n’ai même jamais vu, en 25 ans de ski, un bouquetin. Alors que je montais vers le col du Grand Saint Bernard, je me suis retourné et j’ai vu des chevreuils à 10 mètres de moi. Et puis des sangliers, des faisans, des canards. Tout cela pour dire que c’était comme si là, je vivais pleinement et pour de vrai les choses que j’avais l’habitude de vivre sans les voir. Une manière intense de vivre, qui me manque maintenant. Parce qu’une fois que l’on reprend la routine, c’est un peu déstabilisant, on recommence à se perdre dans les souvenirs et les jours dans les mêmes choses. Quand tout est pareil, un mois passe en un clin d’œil. Quand on voyage à pied ou à vélo, chaque jour dure une semaine, avec tout ce qui se passe.”

La vidéo était aussi une façon d’écrire une sorte de journal intime car, comme le confie Gian Luigi lui-même, “Cela me semble encore fou d’avoir fait le trajet Londres-Rome à vélo. De temps en temps, je dois aller regarder à nouveau la vidéo pour me dire que c’est vrai.”

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Termina il lavoro a Londra e decide di rientrare a Roma in bici seguendo la Via Francigena. E di raccontarlo in un video.

Gian Luigi Granieri era a Londra da qualche anno per lavoro, scoperto il bello del gironzolare in bici durante il lockdown ha deciso di rientrare a casa sulle due ruote, in un viaggio incredibile che non dimenticherà mai. Il suo video diario è “un concentrato di Via Francigena” che siamo onorarti di condividere sui nostri canali.

 

Di lavoro fa il supervisore di animazioni 3D e da qualche anno lavorava nella capitale inglese. Nella primavera del 2020, a causa della pandemia, ha passato un periodo in Italia per stare vicino alla sua famiglia.

È stata questa l’occasione che gli ha fatto imbracciare la bicicletta, per fare un giro dalle sue parti. «Ho iniziato a notare cose che non avevo mai visto in luoghi in cui ho passato la mia infanzia e che pensavo di conoscere perfettamente – ci racconta Gianluigi – come era possibile scoprire cose nuove, nel luogo in cui ero cresciuto? È stata come una folgorazione. Sono andato in bici fino al paese di mia nonna. Ho fatto 15 km e mi sembrava di essere arrivato su Marte».

Da quelle prime esplorazioni Gian Luigi prende il via per allungare sempre di più gli itinerari fino a 30, 40, 50 km ogni volta. Così gli viene in mente che potrebbe tornare a Londra in bicicletta, ma l’idea resta tale e il viaggio per la City lo fa in aereo anche perché “richiamato d’urgenza” da un nuovo progetto lavorativo.

Quando però il progetto terminò e con lui il lavoro in Inghilterra, mentre per una serie di congiunzioni astrali ne era saltato fuori uno a Roma, capì che era arrivato il momento di mettere in pratica l’idea di qualche mese prima: fare la strada in bici.

La bici però era rimasta a Perugia, così se l’è fatta spedire per posta. Si tratta di una bici da cicloturismo perfetta da sterrato e da asfalto, una bella bici ma non di quelle super professionali. Con carattere e genuina, proprio come ci è apparso Gian Luigi quando lo abbiamo intervistato. Una volta fatta qualche modifica per adattarla al viaggio, tutto era pronto.

«Sono partito il 15 settembre e sono arrivato a Roma il 20 ottobre, pedalando per tanti chilometri al giorno. Per quanto io non fossi abituato, è stato uno degli ultimi problemi. Qualche fastidio ai polsi e alla schiena, piuttosto. Prima di partire ero in realtà preoccupatissimo perché temevo le reazioni del corpo ad un tale stress. Invece mi sono piacevolmente stupito di come è andata. Ricordo anche i momenti sotto la pioggia, come a Salon en Champagne, o il vento a Calais o ancora la fatica salendo al Gran San Bernardo dove gli ultimi 4 km ho proseguito a piedi, con la bici spinta contro vento e contro e neve, gli ultimi metri ero esausto».

Quando gli chiediamo cosa lo ha colpito di più risponde «La cosa più emozionante, che durante il viaggio aveva anche un che di mistico e che non saprei descrivere altrimenti, era il fatto di non dovermi curare di dover tornare indietro, come se tutto scivolasse. Non c’era un ritorno da fare, ma solo un avanti verso cui andare. Una metafora del viaggio e della vita. Ci pensavo spesso pedalando ed era una sensazione emozionante».

Altra sensazione destabilizzante ci racconta essere stata la percezione del tempo: «Ho viaggiato 35 giorni ma la per me era come se fossero passati sei mesi. Le giornate così piene di cose da vedere, io così presente a me stesso. Se chiudo gli occhi ti potrei descrivere tutto nei minimi dettagli, potrei ripercorre tutto mentalmente perché lo sento marchiato a fuoco. Ovviamente ogni giorno era come una settimana: le persone che ho conosciuto, le cose che ho mangiato, le emozioni che vivevo. Vado in montagna a sciare da una vita, non ho mai capito il cartello caduta massi che senso avesse, per esempio. Ti immagini il masso gigante che rotola come nei cartoni. Invece ho capito da Pontarlier cosa vuole dire…mentre costeggiavo le strade accanto ai massi di montagna e ogni 10 secondi li sentivo sbriciolare dall’alto. Un rumore che percepisci solo se ti muovi a passo lento, se non hai la barriera della macchina attorno a te. Non ho mai neanche visto, in 25 anni di sci, uno stambecco. Mentre salivo al passo del Gran San Bernardo mi sono girato e avevo i caprioli a 10 metri. E poi cinghiali, fagiani, papere. Tutto per dire che come se lì vivessi a pieno e per davvero le cose che prima attraversavo senza vedere. Un modo di vivere intenso, che ora mi manca. Perché una volta che rientri nella routine è un po’ destabilizzante, ricomincia a perderti nei ricordi e le giornate nelle stesse cose. Quando tutto è uguale un mese vola in un batter d’occhio. Quando viaggi a piedi o in bici, ogni giornata dura una settimana, con tutto quello che accade».

 

Il video è stato un modo anche per redigere una sorta di diario personale perché, come confida lo stesso Gian Luigi “Mi sembra tutt’ora una follia il fatto di aver pedalato da Londra a Roma. Ogni tanto devo andare a rivedere il video per confermarmi che è vero!”

 

 

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Ferrino è il nuovo partner tecnico dell’Associazione Europea delle Vie Francigene

Firmato l’accordo fra Ferrino, la celebre azienda italiana leader dell’outdoor, e l’AEVF che garantisce condizioni vantaggiose di acquisto per i pellegrini muniti di credenziale. 

 

Perfetti compagni di viaggio

Come sempre dalla parte del Pianeta, Ferrino è oggi particolarmente vicino a chi promuove nuove forme di turismo, all’insegna della salvaguardia dell’ambiente e del dialogo tra i popoli. L’azienda promuove un modo di viaggiare etico, rispettoso del territorio e delle usanze di chi ci abita. Un turismo che diventi portavoce dei principi universali di equità, sostenibilità e tolleranza; esattamente i principi che incarna l’Associazione Europea delle Vie Francigene. Al suo fianco, non poteva quindi che esserci Ferrino.

Le due realtà condividono, oltre che la comune visione del mondo come un luogo da rispettare ed esplorare all’insegna del viaggio lento, anche la celebrazione di una ricorrenza importante che cade per entrambe nel 2021.

Ferrino, celebre marchio italiano con sede a Torino, spegne quest’anno ben centocinquanta candeline, mentre l’AEVF festeggia il XX° anniversario della sua fondazione: durante la grande festa itinerante pensata dall’Associazione Europea delle Vie Francigene le due realtà inizieranno a camminare insieme.

Il 16 giugno 2021 partirà infatti da Canterbury, “km 0” della Via Francigena, la grande marcia del “Road to Rome 2021”. Un compleanno lungo 3.200 km: quelli del cammino riconosciuto Itinerario Culturale dal Consiglio d’Europa. Una festa che attraverserà l’Europa dall’Inghilterra alla Francia, passerà dalla Svizzera per giungere a Roma e proseguirà poi fino a Santa Maria di Leuca, all’insegna del turismo lento e della sostenibilità. Quest’ultimo altro valore condiviso dalle due realtà, che ha favorito il nascere della partnership.

Ad ogni impresa il suo zaino

“Per oltrepassare i propri limiti e raggiungere nuove mete bisogna pensare in grande, ed è quello che facciamo ogni giorno da 150 anni”, si legge sul sito di Ferrino, “se oggi sogni già le prossime imprese che vivrai, noi vogliamo assecondare e accompagnare questo tuo spirito d’avventura in un domani più sicuro e confortevole.”. Ecco, dunque, che il sogno diventa realtà e la sicurezza e il comfort degli zaini Ferrino potranno affiancare i pellegrini. Membri dello staff dell’AEVF, videomaker e influencer potranno contare sulla leggerezza e la professionalità di zaini tecnici studiati appositamente per chi viaggia a piedi.

Per l’azienda di Torino avventura significa infatti svago e sicurezza per tutti e da anni lavora affinché la loro tecnologia consenta di affrontare piccole e grandi imprese con la giusta tranquillità e divertimento, che è esattamente lo spirito con cui lo staff di AEVF intraprenderà il viaggio lungo la Via Francigena.

Dall’accordo agevolazioni per tutti i pellegrini

Non solo Road to Rome: i vantaggi di questa nuova partnership non saranno appannaggio esclusivo dello staff dell’Associazione Europea delle Vie Francigene e di coloro i quali cammineranno a vario titolo durante il Road to Rome, ma si estendono a tutti i pellegrini che vorranno avventurarsi lungo il celebre itinerario culturale. Per ognuno che dimostri di essere in possesso della Credenziale ufficiale rilasciata dall’AEVF sono infatti previste vantaggiose agevolazioni sull’acquisto dei prodotti Ferrino sul loro store on line.

 

“La qualità non è mai un dettaglio”, per questo l’AEVF ha scelto Ferrino.

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La Via Francigena a plus de goût avec les portions individuelles MITO de Parmigiano Reggiano

Le long de la Via Francigena, trois points d’information “Sosta e Gusta” ont été inaugurés où les pèlerins peuvent déguster le savoureux Parmigiano Reggiano, grâce à un accord entre l’Association Européenne des Chemins de la Via Francigena (AEVF), le Consortium Parmigiano Reggiano et la revue officielle de la Via Francigena éditée par Studio Guidotti Editore.

Il est possible d’émettre l’hypothèse qu’au moment de son voyage en 990 après J.-C., Sigéric, l’archevêque de Parme, voyageait sur la Via Francigena. Sigéric, l’archevêque qui voyageait entre Rome et Canterbury, décrivant les 79 étapes de son itinéraire dans un journal qui est devenu la base du tracé de la moderne Via Francigena, en passant par la région de Parme aurait pu goûter une meule primitive de Parmigiano Reggiano.

De cette considération naît l’idée de permettre aux pèlerins modernes de vivre une visite expérientielle dédiée à la découverte du Parmigiano Reggiano le long de la Via Francigena. A partir du titre “Sosta & Gusta“, la nature et l’objectif de ce projet sont claires. Les pèlerins pourront s’arrêter dans les établissements participant à l’initiative et déguster le produit, en découvrant ses caractéristiques, ses différents âges et en touchant la variété des établissements de production qui sont disséminés dans les treize communes de Parme le long de la Via Francigena.

En effet, la liste des établissements participant à l’initiative est longue et peut être consultée sur le site officiel de l’AEVF, dans la rubrique spéciale “Sosta e Gusta, qui font partie de ce savoureux réseau destiné à rendre le voyage encore plus spécial et délicieux.

 

 

Mais la nouveauté du printemps 2021, c’est l’inauguration de trois points d’information Sosta e Gusta à :

  • Fidenza : Ufficio Turistico IAT Casa Cremonini Piazza Duomo, tel. +39 524 83377

D’avril à octobre : tous les jours, de 9h30 à 12h30 et de 15h à 18h.

De novembre à mars : du mardi au dimanche, de 9 à 12h30 et de 15h à 17h30. Fermé le lundi. Fermé les 25 et 26 décembre et le 1er janvier.

  • Fornovo di Taro : Office du tourisme IAT Via XXIV Maggio 2, tél. + 39 346 9536300

Ouvert toute l’année du lundi au dimanche. Lundi à vendredi 8.30/12.30- 15/17 ; samedi 8h30/12h30 ; dimanche 9-12h

  • Berceto : Info Point, Piazza Don Giovanni Bosco 2, tél. +39 5251939109

Ouvert tous les jours de 9 à 13h.

Les pèlerins qui passeront par ces trois points d’informations “Sosta e Gusta” recevront un Parmigiano Reggiano MITO en portion individuelle et une brochure expliquant la collaboration, indiquant où trouver le précieux fromage le long de la Via Francigena. Les personnes disponibles auront une photo prise avec la précieuse dégustation, qui sera ensuite partagée sur les réseaux sociaux de l’AEVF et des autres parties concernées.

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A tastier Via Francigena, with MITO single portions of Parmigiano Reggiano

Three new “Stop & Taste” spots are now open where pilgrims can have a taste of delicious Parmigiano Reggiano thanks to an agreement between the European Association of Via Francigena ways (EAVF), the Consortium of Parmigiano Reggiano and the Official Via Francigena Magazine emitted by editor Studio Guidotti.

We may hypothesise that Sigeric, archbishop who travelled between Rome and Canterbury in 990 a.d. describing his 79 itinerary stages in a diary – now base for the development of the route of the Francigena – had a chance to taste one of the earliest forms of Parmigiano Reggiano during his passage in the province of Parma.

This leads to the idea that modern pilgrims should have an experiential visit along the Via Francigena, devoted to the discovery of Parmigiano Reggiano. The title “Stop & Taste” already underlines the nature and the intention of the project: pilgrims are now able to stop at locations that take part in the initiative and taste this product, discover its characteristics, such as various aging techniques, and explore the variety of production sites spread across the thirteen municipalities in the province of Parma along the Via Francigena.

The list of locations taking part in the initiative is quite long, building a flavourful network of actors who want the Via Francigena experience to be increasingly special and tasty. The list can also be explored on the official EAVF website, in the purposely made section “Sosta e Gusta”.

  • Twenty cheese factories
  • Five markets
  • Fourty-one restaurants

The real news for Spring 2021 is the inauguration of three “Stop & Taste” spots in

  • Fidenza: Ufficio Turistico IAT Casa Cremonini Piazza Duomo, phone +39 524 83377
    From April to October: every day, from 9.30 to 12.30 and from 15.00 to 18.00.
    From November to March: from Tuesday to Sunday, from 9.00 to 12.30 and from 15.00 to 17.30. Closed on Mondays. Closed 25 – 26 December and 1 January.
  • Fornovo di Taro: Ufficio Turistico IAT Via XXIV Maggio 2, phone + 39 346 9536300
    Open year-round from Monday to Sunday. From Monday to Friday 8.30/12.30- 15/17; Saturday 8,30/12,30; Sunday 9/12
  • Berceto: Info Point, Piazza Don Giovanni Bosco 2, tel. +39 5251939109
    Open every day from 9:00 to 13:00

Pilgrims who visit these three “Stop & Taste” locations will receive a ‘MITO’ single portion of Parmigiano Reggiano and an informative pamphlet about the collaboration, explaining where to find this precious cheese along the Via Francigena. Whoever feels comfortable with it will also be photographed with their special sample, to share images on EAVF’s social media and with project partners.

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La via Francigena è più gustosa con le monoporzioni MITO di Parmigiano Reggiano

Lungo la Via Francigena inaugurati tre punti “Sosta e Gusta” dove i pellegrini potranno assaggiare il gustoso Parmigiano Reggiano, grazie ad un accordo fra l’Associzione Europea delle Vie Francigene (AEVF) il Consorzio del Parmigiano Reggiano e la Rivista Ufficiale della Via Francigena curata dallo Studio Guidotti Editore. 

É possibile ipotizzare che all’epoca del suo viaggio nel 990 d.c. Sigerico, l’arcivescovo che viaggiò tra Roma e Canterbury descrivendo le 79 tappe del suo itinerario in un diario divenuto la base del tracciato della moderna Francigena, di passaggio nel parmense avesse potuto assaggiare una forma primigenia di Parmigiano Reggiano.

Da questa considerazione nasce l’idea di permettere ai pellegrini moderni di vivere una visita di tipo esperienziale dedicata alla scoperta del Parmigiano Reggiano lungo la Francigena. Già dal titolo “Sosta & Gusta” risultano evidenti la natura e l’intento di questo progetto. I pellegrini potranno infatti fare tappa presso le strutture aderenti all’iniziativa gustando il prodotto, scoprendone le caratteristiche, le diverse stagionature e toccare con mano la varietà delle strutture produttive che disseminano i tredici comuni parmensi coinvolti lungo la Via Francigena.

Esiste infatti un lungo elenco di strutture aderenti all’iniziativa, consultabile anche sul sito ufficiale dell’AEVF nella apposita sezione “Sosta e Gusta”, che fanno parte di questa gustosa rete pensata per rendere ancora più speciale e gustoso il viaggio.

Ma la novità della primavera 2021 è l’inaugurazione dei tre punti Sosta e Gusta a

  • Fidenza: Ufficio Turistico IAT Casa Cremonini Piazza Duomo, tel. +39 524 83377
    Da aprile a ottobre: tutti i giorni, dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00.
    Da novembre a marzo: da martedì a domenica, dalle 9.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 17.30. Chiuso lunedì. Chiuso 25 e 26 dicembre e 1 gennaio.
  • Fornovo di Taro: Ufficio Turistico IAT Via XXIV Maggio 2, tel. + 39 346 9536300
    Aperto tutto l’anno dal lunedì alla domenica. Da Lunedì a venerdì 8.30/12.30- 15/17; sabato 8,30/12,30; domenica 9/12
  • Berceto: Info Point, Piazza Don Giovanni Bosco 2, tel. +39 5251939109
    Aperto tutti i giorni dalle 9:00 alle 13:00

 

Ai pellegrini che passeranno da questi tre punti “Sosta e Gusta” verrà consegnata una monoporzione MITO di Parmigiano Reggiano e il dépliant esplicativo della collaborazione, indicante dove trovare il prezioso formaggio lungo la Via Francigena. A chi si renderà disponibile verrà scattata una foto con il prezioso assaggio, condivisa poi sui canali social di AEVF e degli altri soggetti coinvolti.