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La grande bellezza della Via Francigena. Migliaia di pellegrini attirati dal cammino europeo.

Chi sono i viandanti in cammino sull’itinerario della Francigena? Cosa cercano? Come sta funzionando il sistema dell’accoglienza lungo il percorso? La Via Francigena si trova oggi al centro di una grande rinascita culturale.

Il 20 novembre si è chiuso il Giubileo della “Misericordia” e volge al termine l’anno nazionale italiano dedicato ai “cammini”. Il 2016 ha sicuramente dato una grande visibilità a tutta la rete dei cammini facendo brillare ancor di più la Via Francigena, la quale si inserisce all’interno del programma degli Itinerari culturali del Consiglio d’Europa.  Oggi parlare di Francigena significa riferirsi ad un progetto lungimirante che sta generando nei territori una grande opportunità di sviluppo: sociale, culturale, economico e legato al turismo sostenibile.

Il numero dei pellegrini e viandanti è in forte aumento, come dimostrano il numero di credenziali distribuite dall’Associazione Europea delle Vie Francigene (oltre 10.000), l’accesso al portale per scaricare le mappe, la vendita delle nuove guide con il percorso principale, l’aumento dei pernottamenti nei luoghi di sosta. La stima di coloro che hanno camminato sulla Via Francigena nel 2016, almeno per qualche giorno, è di circa 40.000.

IDENTIKIT DEL VIANDANTE. CHI SI METTE IN CAMMINO SULLA VIA FRANCIGENA. Dai dati che AEVF oggi dispone, si possono evidenziare alcuni elementi riguardo la provenienza, motivazione, destinazione, aree maggiormente frequentate.

La metà dei camminatori proviene dall’Italia, a testimonianza di come il turismo green e slow sia diventato una tendenza positiva che coinvolge tutte le generazioni: principalmente per motivi di salute e benessere, culturali, per ritrovarsi e per ricercare un “proprio cammino”, per scoprire un’Europa minore fatta di centinaia di borghi e realtà autentiche. Poco più della metà sono uomini. Molte persone si mettono in cammino in solitaria o in piccoli gruppi. Tante sono le donne che decidono di partire sulla Via Francigena da sole, anche per la motivazione che si tratta di un cammino abbastanza sicuro che si può affrontare con una certa tranquillità.

Si tratta di persone di media ed elevata cultura, ben disposte verso un cammino che può riservare imprevisti ma che sempre è in grado di regalare emozioni, autenticità e calore umano. Mediamente sono persone molto curiose di scoprire, conoscere o approfondire le culture locali. Si tratta di un percorso che induce alla riflessione ed alla condivisione, ma anche alla tolleranza ed al dialogo verso chi ci sta intorno e la natura, spesso talmente affascinante da sovrastarci. Tra le motivazioni principali e ricorrenti ci sono quelle della ricerca personale, spiritualità, sfida con sé stessi, oppure legate al semplice “voler star bene”, godendosi un viaggio che ci avvicina alle persone, tradizioni locali, natura ed i prodotti tipici del territorio. La motivazione legata alla religione rappresenta circa il 15%.

La fascia maggiormente presenze è quella dai 40 ai 60 anni, cosi come quella over 65. Il dato induce a riflettere sul fatto che questa categoria dispone di uno dei valori più importanti e preziosi della nostra socità, e cioè il tempo, cosi come un buono stato di salute fisica ed una certa disponibilità economica. In aumento il numero di giovani, anche under 18. Il tempo di percorrenza medio sul cammino varia da 7 giorni a due settimane. Da sottolineare che negli ultimi 3 anni oltre la metà dei camminatori sulla Via Francigena sceglie il tratto toscano come “destinazione”, in quanto maggiormente strutturato con accoglienza, segnaletica, percorso in sicurezza. Questo significa che un pellegrino su due oggi cammina lungo i 380km di percorso in Toscana, senza arrivare a Roma. Se nei prossimi anni seguiranno investimenti adeguati (dall’infrastruttura alla promozione) lungo tutto il percorso, dall’Inghilterra all’Italia, sicuramente si potrà immaginare lo stesso successo in Champagne-Ardenne o Nord-Pas-de-Calais, oppure in Valle d’Aosta, Piemonte o Lazio tanto per fare alcuni esempi.

Quali sono le principali città scelte per la partenza? Losanna, Pavia, Fidenza, Lucca, Siena. Si tratta di località simboliche o facile da raggiungere, anche per quanto riguarda il trasporto delle biciclette in treno.

La Via Francigena comincia ad essere conosciuta anche fuori dall’Italia. La dimensione europea del cammino, che coinvolge anche Svizzera (cantoni Vallese e Vaud), Francia (Bourgogne-Franche-Comté, Grand Est e Nord-Pas-De-Calais) e Inghilterra (Kent), così come il riflesso del cammino spagnolo di Santiago, sta aumentando la popolarità dell’itinerario francigeno. Oggi lungo i 1.800km di percorso capita spesso di incontrare pellegrini europei, ma anche provenienti dal Brasile o sud America, Canada o Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda oppure Asia, come Giappone e Corea del Sud. Lo stesso vale lungo la Via Francigena nel Sud, itinerario che da Roma prosegue in direzione Santa Maria di Leuca sul quale già oggi camminano pellegrini. Occorre sottolineare che tale percorso è in attesa della certificazione ad itinerario culturale europeo, cerificazione finale che, dopo il parere favorevole del Consiglio d’Europa, spetta all’AEVF. Oggi la Via Francigena nel Sud non presenta ancora una fruibilità completa e infrastrutturazione costante, ma regioni del Sud, comuni e associazioni stanno lavorando fortemente in questa direzione.

Da segnalare l’aumento dei cicloturisti, oggi il numero oscilla tra il 15 e 20%. Un fenomeno in grande crescita, anche grazie all’importante lavoro di segnalazione “leggera” che è stata fatta su tutta la ciclovia nel tratto italiano nei mesi scorsi: il percorso ciclabile della Via Francigena è stato tracciato da SloWays in collaborazione con Slow Travel Network e l’Associazione Europea delle Vie Francigene

LA COMUNICAZIONE E LA PROMOZIONE. L’attenzione mediatica intorno alla Via Francigena è in grande aumento. Basta leggere gli accessi dal portale che nel 2016 andrà a superare un milione di visitatori. All’interno di esso si trovano le informazioni sul percorso, ospitalità, eventi. E’stata creata una rete di strutture private Visit Via Francigena che mette in rete duecento soggetti. La comunicazione poi avviene attraverso al rivista semestrale Via Francigena and the European Cultural Routes, il festival europeo Via Francigena Collective Project (oltre 700 eventi in rete nel 2016) e, soprattutto, grazie alle centinaia di iniziative che a livello locale si svolgono sulla Via Francigena lungo tutto l’asse europeo, declinate in ambito spirituale, culturale, turistico, sportivo, gastronomico. Importante anche l’eco che corre sulle frequenze web della Radio Francigena, strumento molto popolare in grado di attirare target eterogenei verso i cammini.

Un caso emblematico che sottolinea il livello di interesse intorno al cammino è il bel film-documentario “I volti della Via Francigena”, realizzato dal regista-pellegrino Fabio Dipinto. Il film, patrocinato dall’Associazione Europea delle Vie Francigene e sostenuto attraverso un’azione di crowfunding, è oggi nelle principale sale cinematografiche italiane e sta riscuotendo grande successo di pubblico e di critica.

Da sottolineare, in termini di supporto alla popolarità della Via a livello internazionale, gli importanti articoli usciti sul New York Times in settembre e sulla CNN in ottobre, cosi come il film-documentario della TVsud coreana in corso di montaggio.

L’ACCOGLIENZA. Non è possibile parlare di sviluppo della Via Francigena senza una adeguata accoglienza pellegrina, talvolta anche spartana. Accogliere un viandante significa conoscere il mondo che ruota intorno al cammino, ai suoi valori, ideali e bisogni. Spesso basta poco per aprire la porta ad un pellegrino, qualsiasi sia la motivazione che lo ha messo in viaggio: un sorriso, una doccia con acqua calda, un letto e un pasto condiviso. Il 2015-2016 ha visto il forte incremento di strutture per escursionisti lungo la Via Francigena, molte inaugurate in Toscana che ha inserito l’implementazione della ricettività pellegrina all’interno delle politiche di sviluppo territoriale. Un esempio significativo sui numeri e l’accoglienza di queste strutture: l’ostello di Gambassi Terme nel 2016 ha registrato circa 5.000 camminatori transitati con la credenziale. Ottimo il rapporto qualità-prezzo: costo 12€, colazione 3€, cena 8€. Nel comune di Gambassi sono comunque diverse le strutture ricettive, come B&B, case private o alberghi, che ospitano i pellegrini a tariffe agevolate offrendo un confort maggiore.

Questo è un altro dei temi che emerge dall’indagine sui fruitori della Via Francigena. Circa un viandante su tre preferisce dormire in strutture in grado di offrire maggiori servizi rispetto all’ostello. Anche in questo caso, è fondamentale il senso dell’accoglienza che viene offerto verso la tipologia del “turigrino”: non significa, appunto, che sia un turista da spennare! Sicuramente si tratta di dati significativi che sottolineano come un itinerario europeo possa sviluppare e promuovere una micro-economia locale, mettendo in rete le strutture di accoglienza (nelle diverse forme), la ristorazione ed i bar, gli operatori culturali e le categorie turistiche che offrono servizi, come il trasporto zaino per chi lo richiede.

Tornando all’accoglienza povera a “donativo”, emerge un ulteriore dato, questa volta non positivo. In crescita il numero di pellegrini che non lascia un contributo, spesso fondamentale per poter assicurare l’accoglienza: dal letto all’acqua calda, dalla pulizia all’eventuale cena condivisa. Se è vero che le strutture a donativo sono ben consapevoli della scelta etica legata a questo tipo di accoglienza, della quale ne condividono i valori di gratuità e reciprocità, è vero anche che alcune di esse sono state costrette a chiudere oppure faticano a continuare ad offrire il servizio. E’ evidente che serve un maggiore senso di attenzione verso chi ospita, così come si rende necessaria la condivisione di un codice etico di comportamento da parte del pellegrino che, per natura, dovrebbe avere un atteggiamento sobrio e rispettoso.

SEGNALETICA E MANUTENZIONE. Segnaletica costante e  manutenzione  lungo tutto il percorso è un elemento imprescindibile per il successo della via. Oggi il cammino non è ancora segnalato con continuità regolare nel tratto francese, mentre la situazione è buona in Inghilterra, Svizzera ed in Italia. La recente pubblicazione della guida di “Terre di Mezzo” con il percorso principale nel tratto italiano è sicuramente un bel risultato per la fruizione della via. Si sta lavorando per realizzare la guida ufficiale anche nel tratto “Canterbury-Passo del Colle San Bernardo”. E’ stato approvato lo scorso 11 novembre a Bard (AO) il nuovo vademecum sugli standard comuni del percorso ed il manuale della segnaletica nel tratto italiano: è un altro passo in avanti, al quale dovranno però seguire la regolare manutenzione lungo il percorso.

Come sta la Via Francigena oggi? Bene, possiamo dire. C’è ancora tanto lavoro da fare per renderla sempre più al servizio di chi cammina, mantenendo la dimensione culturale di questo itinerario. Occorre sicuramente una maggior consapevolezza dei territori per poter cogliere in pieno il grande potenziale che la Via Francigena genera attraverso questo flusso di camminatori i quali, come abbiamo visto, provengono da ogni parte del mondo con intercedere lento. Occorre altresì che l’itinerario della Via Francigena venga inserito con forza all’interno di tutte le politiche di sviluppo regionale e nazionale nei quattro paesi attraversati, arrivando anche a definire una Authority europea per lo sviluppo di questo cammino.

E’ un grande patrimonio che si trova sotto i nostri piedi, davanti ai nostri occhi, nelle comunità locali attraversate: un “bene culturale complesso” così bello da valorizzare e promuovere, anche per le generazioni future e per far ripartire metaforicamente l’Europa. In cammino.

Luca Bruschi

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Fam Trip le long de la Via Francigena

Le mardi 29 novembre, AEVF en collaboration avec APT Emilie Romagne, a organisé le « Fam Trip » le long de la Via Francigena à certains Tour Operator territorials intéressées à proposer des paquets touristiques à thème

Le programme proposé a presenté, en plus de la mission réalisée par AEVF dans le cadre européen, les particularités du territoire francigeno présentes à Fidenza, Noceto et Medesano : des particularités artistiques, de paysages, de structures de restauration et d’accueil pour les pèlerins et les marcheurs, des opportunités de connaissances, des dégustations de produits typiques, des moments de relaxation et de bien-être auprès des structures thermales.

Les Administrations publiques de Fidenza et Medesano, l’office de tourisme et le Diocèse de Fidenza ont été directement engagés dans l’initiative ; à leur côté des activités privées ont participé comme le B&B « La Commanderia del Gusto » de Siccomonte (Fidenza), la taverne « Lo Scoiattolo » de Costamezzana (Noceto), les Thermes de S.Andrea (Medesano) et  la coopérative laitière de Coduro (Fidenza).

Programme détaillé de la journée ci-joint

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Fam Trip lungo la Via Francigena

AEVF in collaborazione con APT Emilia Romagna, ha proposto durante la giornata di martedì 29 novembre, il “Fam Trip” lungo la Via Francigena ad alcuni Tour Operator territoriali interessati alla costruzione di pacchetti turistici tematici.

Il programma ha presentato, oltre alla mission portata avanti da AEVF in ambito europeo, le peculiarità del territorio francigeno racchiuso tra Fidenza, Noceto e Medesano: rilevanze artistiche e paesaggistiche, strutture di ristoro e accoglienza per pellegrini e camminatori, opportunità di conoscenza e assaggio di prodotti tipici, momenti di relax e benessere presso strutture termali.

Le realtà direttamente coinvolte nell’iniziativa sono state le Amministrazioni pubbliche di Fidenza e Medesano, l’ufficio Turistico e la Diocesi di Fidenza, che si affiancano alla disponibilità di attività private quali il B&B “La Commanderia del Gusto” di Siccomonte (Fidenza), la trattoria “Lo Scoiattolo” di Costamezzana (Noceto), le Terme di S.Andrea (Medesano) ed il Caseificio Sociale di Coduro (Fidenza).

Programma dettagliato della giornata in allegato.

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Apre Casa delle Balie, l’Ostello di Siena

Casa delle Balie è il primo Ostello per i pellegrini, riservato all’ospitalità e all’accoglienza dei viandanti in viaggio lungo la Via Francigena da o verso Roma.

L’Ostello è ospitato all’interno del Santa Maria della Scala in Piazza Duomo in quella che un tempo fu la Casa delle Balie, il luogo dove venivano ricoverati i bambini abbandonati o non accolti dalle famiglie d’origine. 

La sede si sviluppa su più edifici fra Via Franciosa, Vicolo di San Girolamo, Vicolo del Pozzo e Via de’ Fusari. Storicamente pertinenza edilizia del Santa Maria della Scala, la Casa delle Balie è collegata al complesso museale mediante diversi sovrappassi aerei in muratura che si estendono sopra al Vicolo di San Girolamo.

L’Ostello conta 25 posti letto, con relativi servizi, dislocati in cinque ambienti che contengono, a seconda della grandezza, da un minimo di 3 a un massimo di 8 persone. La struttura si estende su una superficie di 350 mq ed ha due ingressi autonomi: il primo e principale lungo il Vicolo di San Girolamo, il secondo da Via de’ Fusari, all’altezza di Piazza del Duomo per consentire l’accesso ai diversamente abili, che avranno a disposizione una camera attrezzata con servizio igienico a norma. 

Il pernottamento ha un prezzo massimo di 18 euro a notte. L’Ostello è attivo 24 ore al giorno, con la presenza di una professionalità alla reception fino alle 22.30.

L’Ostello è dotato di impianto di riscaldamento e condizionamento di concezione avanzata, di rete Wifi e di distributori automatici di bevande fredde e calde e di snack.

Casa delle Balie

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Nel cuore di Siena apre i battenti il primo Ostello del Pellegrino

Domenica 20 novembre, nell’ambito della Notte Bianca degli Ostelli, è stata inaugurata a struttura.

 Nel cuore di Siena, all’interno del Santa Maria della Scala, apre i battenti il primo Ostello per i pellegrini, riservato all’ospitalità e all’accoglienza dei viandanti in viaggio lungo la Via Francigena da o verso Roma. La struttura ‘Casa delle Balie – L’Ostello del Santa Maria della Scala” è stato inauguratao domenica 20 novembrealle nell’ambito della ‘Notte bianca degli ostelli’ che si è svolta, per tutta la giornata negli spazi del Santa Maria della Scala a Siena per celebrare la conclusione del Giubileo della Misericordia.

L’Ostello, realizzato con il contributo della Regione Toscana, è ospitato all’interno del Santa Maria della Scala in Piazza Duomo in quella che un tempo fu la Casa delle Balie, il luogo dove venivano ricoverati i bambini abbandonati o non accolti dalle famiglie d’origine. La sede si sviluppa su più edifici fra Via Franciosa, Vicolo di San Girolamo, Vicolo del Pozzo e Via de’ Fusari. Storicamente pertinenza edilizia del Santa Maria della Scala, la Casa delle Balie è collegata al complesso museale mediante diversi sovrappassi aerei in muratura che si estendono sopra al Vicolo di San Girolamo.

L’Ostello dei pellegrini: informazioni e dettagli struttura. L’Ostello, progettato dallo Studio Canali, realizzato dal personale tecnico del Comune di Siena e portato avanti dal Consorzio EACOS che ne ha eseguito i lavori, conta 25 posti letto, con relativi servizi, dislocati in cinque ambienti che contengono, a seconda della grandezza, da un minimo di 3 a un massimo di 8 persone. La struttura si estende su una superficie di 350 mq ed ha due ingressi autonomi: il primo e principale lungo il Vicolo di San Girolamo, il secondo da Via de’ Fusari, all’altezza di Piazza del Duomo per consentire l’accesso ai diversamente abili, che avranno a disposizione una camera attrezzata con servizio igienico a norma. Il pernottamento ha un prezzo massimo di 18 euro a notte. L’Ostello è attivo 24 ore al giorno, con la presenza di una professionalità alla reception fino alle 22.30. L’arredamento, realizzato in legno massello, è semplice e funzionale, ma al contempo confortevole e moderno. L’Ostello è dotato di impianto di riscaldamento e condizionamento di concezione avanzata, di rete Wifi e di distributori automatici di bevande fredde e calde e di snack.

Fonte: ufficio stampa comune Siena

 

 

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La Ciclovia Francigena ha bisogno di te!

Il 2016 è stato un anno cruciale per il percorso ciclabile della Via Francigena. È stato infatti interamente tracciato, con segnavia “leggeri”, i nastri adesivi bianco-azzurri, con il simbolo della ruota e il pellegrino. Tutto questo è stato possibile grazie a un’iniziativa dal basso – una felicissima campagna di crowdfunding a cui avete risposto in moltissimi – e alle risorse messe in campo da SloWays con la collaborazione di Ciclica e del Movimento Lento.

Si sa che la manutenzione ordinaria è una delle carenze più vistose in Italia. Quanti bellissimi progetti sono stati realizzati e poi abbandonati a se stessi e all’inevitabile degrado? Troppi a nostro parere, e noi vogliamo vincere la nostra personale grande scommessa sulla Via Francigena per chi va in bici. Nel corso di quest’anno abbiamo posto la prima pietra. Ora abbiamo bisogno di nuove energie per continuare a costruire.

Novità molto positive arrivano dalle amministrazioni lungo il percorso: la Regione Toscana ha già pianificato la posa della segnaletica ufficiale nel territorio di sua competenza, e passi analoghi sta muovendo la Regione Valle d’Aosta . Ci auguriamo che presto altri enti locali decidano di sostenere un progetto che potrebbe creare un enorme beneficio per i territori attraversati.

Ci stiamo impegnando a dialogare con le associazioni del settore, sia con l’Associazione Europea delle Vie Francigene, che ha recepito la nostra proposta di percorso pubblicandola sul sito ufficiale e proponendone la “certificazione” agli enti locali, sia con la FIAB. La Federazione Italiana Amici della Bicicletta è infatti referente del progetto Eurovelo 5, un grande percorso ciclabile europeo “Via Romea Francigena” che da Londra punta a Brindisi, ed entra in Italia oltre il valico del San Gottardo, a Ponte Chiasso. Si congiunge alla Via Francigena “classica” da Pavia, e la nostra idea è che si debba dialogare per arrivare a un percorso comune: uno solo, ben segnalato e attrezzato. Per raggiungere questo fine e, crediamo, nell’interesse di tutti, mettiamo a disposizione la nostra esperienza.

lanciamo un appello a tutti coloro – viaggiatori, pellegrini, proprietari di attività ricettive ed esercizi commerciali lungo la Via – che hanno a cuore la crescita del progetto.

Vi invitiamo a farvi carico della manutenzione di un tratto del percorso ciclabile della Via Francigena, che è di tutti e a tutti regala qualcosa: esperienze, emozioni, crescita culturale. La Via è, insomma, un bene comune. Spetta a tutti noi prendercene cura, fermi restando gli impegni degli enti pubblici preposti alla sua promozione e tutela. Mille e più chilometri di tracciato non sono proprio una passeggiata!

Servono persone che verifichino lo stato della segnatura, e che sostituiscano i segnavia danneggiati dalle intemperie, dagli occasionali vandalismi, che colmino le lacune dove i segni mancano. Il materiale c’è già ed è messo a disposizione da SloWays.

Cerchiamo inoltre strutture di accoglienza e operatori turistici interessati e disponibili a prendersi cura del percorso e a sostenerlo insieme a noi, dando un contributo economico per l’acquisto dei materiali oppure dedicando del tempo per collaborare con noi alla manutenzione.

Creeremo così un gruppo di “Amici della CicloVia Francigena”, che in cambio del proprio impegno, oltre alla soddisfazione personale e alla gratitudine di tutti i ciclo-pellegrini avrà in cambio visibilità sul sito www.viafrancigena.bike, sulla newsletter e sui profili social del Movimento Lento.

Clicca qui per compilare il form per dare il tuo contributo

 

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Europe to Turkey on Foot

Turkey’s Culture Routes Society (CRS) is an NGO, which was established in 2012 in order to develop, maintain and promote culture routes and use them as a stimulus for rural development.

Descrizione: http://www.viefrancigene.org/static/js/tiny_mce/themes/advanced/img/trans.gifCulture Routes Society represents 18 natural and historical thematic routes and co-operates with official bodies in Turkey to encourage responsible tourism and to bring conservation and sustainability to the forefront of government policy. Among its members are route designers, travel agencies, service providers, as well as academics and botanists.

In December 2014, Culture Routes Society representatives met the European Association of Via Francigena (EAVF) authorities at the European Pilgrimage Routes Conference in Florence and agreed on a collaboration to apply to the Civil Society Dialogue Program with a mutual project that would allow them to take the first steps in combining and extending their networks.

The Europe to Turkey on Foot project, which started in Feb 2016, is financed by the EU and Turkish Republic and will last for a year. It aims to integrate the Turkish and European approaches in the management, communication and marketing of cross-border cultural routes as well as initiating the extension of Via Francigena towards the east by combining it with 3 existing Turkish routes. As part of the project, the European model of managing routes in collaboration with local administrations is studied and will be implemented by CRS and 3 project associate municipalities in Turkey: Inegöl on the Evliya Çelebi Way; Eğirdir on the St Paul Trail; Demre on the Lycian Way. In September 2016, a workshop was held in Thessaloniki to discuss the marketing strategy and develop an action plan in this regard together with local representatives including the Via Egnatia. The project continues with the support of Cultural Heritage Management students who will test-walk and evaluate the Turkish section and the result of this action will be exhibited by their photography and films in various places in Turkey. Finally, there will be 2 reports analyzing conservation systems in Europe and Turkey.

After the recent inclusion of Brindisi-Santa Maria di Leuca to the VF network, the route now can extend from Italy towards the east both by the sea and by the land and development of itineraries in rural areas is again the main target of this work. The cooperation between CRS and EAVF will continue further when this project ends and the new itinerary will eventually contribute to the intercultural dialogue by forming a bridge between Europe-Asia.

 Culture Routes Society

 

Please find here below the article issued on the magazine “Via Francigena and the European Cultural Routes”, n.42, November 2016

This information is produced with financial support of the European Union and the Republic of Turkey.  CULTURE ROUTES SOCİETY is responsible for the content of this document and can in no way be interpreted as the opinion of the European Union and/or Republic of Turkey.

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Il progetto “Dall’Europa alla Turchia a piedi”

L’associazione turca Culture Routes Society (CRS) è una ONG nata nel 2012 per sviluppare, mantenere, promuovere gli itinerari culturali e incoraggiare il loro utilizzo come stimolo per lo sviluppo rurale dei territori.

CRS rappresenta 18 itinerari tematici, tra naturali e storici, e collabora con gli organismi ufficiali in Turchia per promuovere il turismo responsabile e mettere al centro delle politiche di governo la tutela e la sostenibilità.Descrizione: http://www.viefrancigene.org/static/js/tiny_mce/themes/advanced/img/trans.gifL’associazione annovera tra i suoi membri progettisti di itinerari, agenzie di viaggio, fornitori di servizi, accademici e botanici.

Nel dicembre 2014, i rappresentanti della CRS hanno incontrato i rappresentanti di AEVF in occasione del Convegno sugli Itinerari di Pellegrinaggio europei che si è svolto a Firenze e hanno deciso di collaborare per presentare richiesta di adesione al Programma Civil Society Dialogue, grazie ad un progetto comune che permetterebbe loro di estendere le rispettive reti e metterle in connessione.

Il progetto Europe to Turkey on Foot, iniziato a febbraio 2016, è finanziato dall’Unione Europea e dalla Repubblica di Turchia e avrà la durata di un anno. Esso vuole integrare l’approccio europeo e quello turco nella gestione, comunicazione e marketing degli itinerari culturali transnazionali, oltre che estendere il cammino francigeno verso est, unendolo a tre itinerari turchi già esistenti. Il progetto prevede anche lo studio del modello europeo di gestione degli itinerari, che avviene in collaborazione con le amministrazioni locali, e la sua applicazione da parte di CRS e di 3 comuni turchi che collaborano al progetto: Inegöl per l’itinerario di Evliya Çelebi, Eğirdir per il Cammino di San Paolo e Demre per la Via Licia. A tal proposito, la città di Salonicco ha ospitato a settembre 2016 un seminario per discutere le strategie di marketing più appropriate e sviluppare un piano d’azione insieme ai rappresentanti locali, inclusi alcuni rappresentanti della Via Egnatia. Il progetto continua grazie alla partecipazione degli studenti di Gestione del Patrimonio Culturale, che percorreranno il cammino, testandolo così in prima persona, e valuteranno il tratto turco. Il frutto di questo lavoro sarà presentato attraverso fotografie e filmati in vari luoghi della Turchia. Infine, verranno elaborati due report che analizzeranno i sistemi di conservazione in Europa e in Turchia.

In seguito alla recente inclusione del tratto Brindisi-Santa Maria di Leuca nella rete della Via Francigena, il percorso si estende ora dall’Italia verso Est, sia via mare che via terra: lo sviluppo di itinerari in zone rurali non può quindi che essere l’obiettivo principale di questo lavoro. La collaborazione tra la Culture Routes Society e AEVF continuerà anche dopo la fine di questo progetto e il nuovo itinerario contribuirà al dialogo interculturale, costruendo un ponte tra Europa e Asia.

Culture Routes Society

 

In allegato trovate l’articolo completo. 

Questa informazione è prodotta con il supporto finanziario dell’Unione Europea e della Repubblica della Turchia. CULTURE ROUTES SOCİETY è responsabile dei contenuti di questo testo che in nessun modo puo’ essere interpretato come l’opinione dell’Unione Europea e/o della Repubblica della Turchia. 

 

 

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De l’Europe à la Turquie à pied

L’Association turque Culture Routes Society (CRS) est une ONG (Organisme non gouvernemental) née en 2012 pour développer, maintenir, promouvoir les itinéraires culturels et encourager leur utilisation comme stimulation pour le développement rural des territoires.CRS représente 18 itinéraires thématiques, entre nature et histoire, et travaille en collaboration avec les organismes officiels en Turquie pour promouvoir le tourisme responsable et mettre au centre des politiques gouvernementales la tutelle et la durabilité. L’association compte parmi ses membres des concepteurs d’itinéraires, des agences de voyage, des prestataires de services, des universitaires et des botanistes.

En décembre 2014, les représentants de la CRS ont rencontré les représentants de l’AEVF à l’occasion de la Conférence sur les Itinéraires de Pèlerinage européens qui s’est déroulée à Florence et ils ont décidé de collaborer pour présenter la demande d’adhésion au Programme Civil Society Dialogue, grâce à un projet commun qui leur permettrait d’étendre leur réseau respectif et de les connecter.

Le projet Europe to Turkey on Foot, commencé en février 2016, est financé par l’Union Européenne et par la République de Turquie et durera 1 an. Il veut intégrer l’approche uropéenne et turque dans la gestion, la communication et le marketing des itinéraires culturels transnationaux, en plus que d’étendre le chemin francigeno vers l’Est, en l’unissant à 3 itinéraires turcs déjà existants.

Le projet prévoit aussi l’étude du modèle européen de gestion des itinéraires, qui s’effectue en collaboration avec les administrations locales, et son application par la CRS et par 3 communes turques qui collaborent au projet : Inegöl pour l’itinéraire d’Evliya Çelebi, Eğirdir pour le Chemin de San Paolo et Demre pour la Via Licia. A propos, la ville de Salonicco a accueilli en septembre 2016 un séminaire pour discuter des stratégies de marketing les plus appropriées et développer un plan d’action avec les représentants locaux, y compris certains représentants de la Via Egnatia. Le projet continue grâce à la participation des étudiants en Gestion du Patrimoine Culturel, qui parcourent le chemin, en le testant personnellement, et en évaluant le tronçon turc. Le fruit de ce travail sera présenté à travers des photographies et des vidéos dans différents lieux de la Turquie. Enfin, 2 rapports seront élaborés qui analyseront les systèmes de conservation en Europe et en Turquie.

A la suite de la récente inclusion du tronçon Brindisi- Santa Maria di Leuca dans le réseau de la Via Francigena, le parcours s’étend aujourd’hui de l’Italie vers l’Est, autant par la mer que par la terre: le développement d’itinéraires dans les zones rurales ne peut donc être que l’objectif principal de ce travail. La collaboration entre la Culture Routes Society et AEVF continuera même après la fin de ce projet et le nouvel itinéraire contribuera au dialogue interculturel, en construisant un pont entre l’Europe et l’Asie.

Culture Routes Society

 

Ci-dessous, l’article complet issue sur la revue “Via Francigena and the European Cultural Routes”, n.42, November 2016

Cette information est produite avec le support financier de l’Union Européenne et de la République de la Turquie. CULTURE ROUTES SOCİETY est responsable du contenu de ce texte qui en aucun cas peut être interprété comme l’opinion de l’Union Européenne et/ou de la Répiblique de la Turquie. 

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Bibliografia Storica

 

Nell’Alto Medioevo, attorno al VII secolo, i Longobardi contendevano il territorio italiano ai Bizantini.

L’esigenza strategica di collegare il Regno di Pavia e i ducati meridionali tramite una via sufficientemente sicura portò alla scelta di un itinerario sino ad allora considerato minore, che valicava l’Appennino in corrispondenza dell’attuale Passo della Cisa, e dopo la Valle del Magra si allontanava dalla costa in direzione di Lucca. Da qui, per non avvicinarsi troppo alle zone in mano bizantina, il percorso proseguiva per la Valle dell’Elsa per arrivare a Siena, e quindi attraverso le valli d ‘Arbia e d’Orcia, raggiungere la Val di Paglia e il territorio laziale, dove il tracciato si immetteva nell’antica Via Cassia che conduceva a Roma.Il percorso, che prese il nome di “Via di Monte Bardone”, dall’antico nome del Passo della Cisa, Mons Langobardorum, non era una vera e propria strada nel senso romano né tanto meno nel senso moderno del termine. Infatti, dopo la caduta dell’ impero, le antiche tratte consolari caddero in disuso, e tranne pochi fortunati casi finirono in rovina, “rupte”, tant’è che risale a quell’epoca l’uso della parola “rotta”per definire la direzione da prendere.

L’area di strada
I selciati romani lasciarono gradualmente il posto a fasci di sentieri, tracce, piste battute dal passaggio dei viandanti, che in genere si allargavano sul territorio per convergere in corrispondenza delle mansioni (centri abitati od ospitali dove si trovava alloggio per la notte), o presso alcuni passaggi obbligati come valichi o guadi. Più che di strade si trattava, quindi, di “aree di strada”, il cui percorso variava per cause naturali (straripamenti, frane), per modifiche dei confini dei territori attraversati e la conseguente richiesta di gabelle, per la presenza di briganti. Il fondo veniva lastricato solo in corrispondenza degli attraversamenti dei centri abitati, mentre nei tratti di collegamento prevaleva la terra battuta.
Appare, quindi, chiaro che la ricostruzione del “vero” tracciato della Via Francigena sarebbe oggi un’impresa impossibile, poiché questo non è mai esistito: ha invece senso ritrovare le principali mansioni e i principali luoghi toccati dai viandanti lungo la Via.

Nasce la Via Francigena
Quando la dominazione Longobarda lasciò il posto a quella dei Franchi, anche la Via di Monte Bardone cambiò il nome in Via Francigena, ovvero “strada originata dalla Francia”, nome quest’ultimo che oltre all’attuale territorio francese comprendeva la Valle del Reno e i Paesi Bassi.
In quel periodo crebbe anche il traffico lungo la Via che si affermò come il principale asse di collegamento tra nord e sud dell’Europa, lungo il quale transitavano mercanti, eserciti, pellegrini.

Il pellegrinaggio nel tempo

Tra la fine del primo millennio e l’inizio del secondo, la pratica del pellegrinaggio assunse un’importanza crescente.I luoghi santi della Cristianità erano Gerusalemme, Santiago de Compostella e Roma, e la Via Francigena rappresentò lo snodo centrale delle grandi vie della fede. Infatti, i pellegrini provenienti dal nord percorrevano la Via per dirigersi a Roma, ed eventualmente proseguire lungo la Via Appia verso i porti pugliesi, dove s’imbarcavano verso la Terrasanta. Viceversa i pellegrini italiani diretti a Santiago la percorrevano verso nord, per arrivare a Luni, dove s’imbarcavano verso i porti francesi, o per proseguire verso il Moncenisio e quindi immettersi sulla Via Tolosana, che conduceva verso la Spagna. Il pellegrinaggio divenne presto un fenomeno di massa, e ciò esaltò il ruolo della Via Francigena che divenne un canale di comunicazione determinante per la realizzazione dell’unità culturale che caratterizzò l’Europa nel Medioevo. 

Le fonti itinerarie
È soprattutto grazie ai diari di viaggio, e in particolare agli appunti di un illustre pellegrino, Sigerico, che possiamo ricostruire l’antico percorso della Francigena. Nel 990, dopo essere stato ordinato Arcivescovo di Canterbury da Papa Giovanni XV, l’Abate tornò a casa annotando su due pagine manoscritte le 80 mansioni in cui si fermò a pernottare. Il diario di Sigerico viene tuttora considerato la fonte itineraria più autorevole, tanto che spesso si parla di “Via Francigena secondo l’itinerario di Sigerico” per definire la versione più “filologica” del percorso.
 
Crescita e decadenza della Via Francigena
L’uso crescente della Francigena come via di commercio portò a un eccezionale sviluppo di molti centri lungo il percorso. 
La Via divenne strategica per trasportare verso i mercati del nord Europa le merci provenienti dall’oriente (seta, spezie) e scambiarli, in genere nelle fiere della Champagne, con i panni di Fiandra e di Brabante. Nel XIII secolo i traffici commerciali crebbero a tal punto che si svilupparono numerosi tracciati alternativi alla Via Francigena che, quindi, perse la sua caratteristica di unicità e si frazionò in numerosi itinerari di collegamento tra il nord e Roma.
Tanto che il nome cambiò in Romea, non essendo più unica l’origine, ma la destinazione. Inoltre la crescente importanza di Firenze e dei centri della Valle dell’Arno spostò a Oriente i percorsi, fino a quando la direttrice Bologna-Firenze relegò il Passo della Cisa a una funzione puramente locale, decretando la fine dell’antico percorso.

Testi a cura di Alberto Conte