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Firmato il protocollo d’intesa fra Radio Francigena e l’Associazione Europea delle Vie Francigene

Nella splendida cornice di Monteriggioni è stato firmato il protocollo d’intesa fra Radio Francigena e l’Associazione Europea delle Vie Francigene. L’iniziativa intende sviluppare al meglio la collaborazione fra le due entità, entrambe impegnate nella diffusione delle peculiarità proprie dell’antica via di pellegrinaggio, nell’anno che in Italia è stato proprio dedicato “al cammino”, in concomitanza con il Giubileo della Misericordia.

L’accordo si focalizza su attività congiunte finalizzate a diffondere nel modo migliore il messaggio di AEVF attraverso il mezzo radiofonico costituito da Radio Francigena, web radio ormai operante in rete da quasi un anno e dedicata proprio alla più diffusa conoscenza possibile dell’antica via di pellegrinaggio.

Fra i propri compiti AEVF vanta soprattutto quello di enfatizzare la conoscenza del patrimonio naturale a forte valenza culturale situato lungo il percorso della Via Francigena incoraggiando lo sviluppo delle industrie culturali e creative favorendo una migliore comprensione dell’identità dell’antico percorso attraverso un approccio turistico sostenibile evidenziandone il valore sociale e umano.  Da parte sua, Radio Francigena intende promuovere ogni forma di sviluppo del patrimonio artistico, culturale, paesaggistico, naturalistico, enogastronomico presente lungo il percorso della Via, valorizzando un modello di vita slow creando un filo diretto con tutti i produttori di cultura turistica, di “movimento lento”, di qualità enogastronomica, di cultura del vino, di prodotti a chilometro zero, fungendo così da amplificatore di conoscenza per tutte le molteplici iniziative locali.

La prima iniziativa comune, diretta conseguenza del protocollo appena siglato, riguarda l’individuazione e la redazione di un Progetto Operativo, primo passo concreto verso la migliore integrazione comunicazionale possibile fra RF e AEVF.

Radio Francigena è una webradio attiva h24 dal mese di giugno 2015; è raggiungibile con smartphone collegandosi al sito radiofrancigena.com, oppure attraverso la pagina Facebook dedicata e anche da diverse altre applicazioni, prima fra tutte l’app Tunein. E’ la prima ed unica radio interamente dedicata ai cammini e al turismo slow. 

Info RadioFrancigena: info@radiofrancigena.com

 

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Le protocole d’entente entre Radio Francigena et l’Association Européenne des Vie Francigene a été signé

Dans le cadre splendide de Monteriggioni, le protocole d’entente entre Radio Francigena et l’Association Européenne des Vie Francigene a été signé. L’initiative prévoit de développer au mieux la collaboration entre les deux entités, toutes deux engagées dans la diffusion des particularités propres aux antiques voies de pèlerinage, durant l’année qui, en Italie, a été consacrée « aux Chemins », en concomitance avec le Jubilé de la Miséricorde.

L’accord se focalise sur des activités conjointes dans le but de promouvoir de la meilleure façon le message d’AEVF à travers le moyen radiophonique constitué de Radio Francigena ; radio web fonctionnant maintenant en réseau depuis presque 1 an et destinée justement à faire connaître le plus possible l’antique voie de pèlerinage.

Entre ses propres tâches, AEVF vante surtout celle de souligner la connaissance du patrimoine naturel à forte valeur culturelle situé le long du parcours de la Via Francigena. En encourageant le développement des industries culturelles et créatives, en favorisant une meilleurs compréhension de l’identité de l’antique parcours à travers une approche touristique durable et en mettant en évidence la valeur sociale et humaine. De sa part, Radio Francigena entend promouvoir chaque forme de développement du patrimoine artistique, culturel, oeno-gastronomique, des paysages et de la nature présent le long du parcours de la Via, en valorisant un modèle de vie lent en créant un fil direct avec tous les producteurs de culture touristique, de « mouvement lent », de qualité oeno-gastronomique, de culture du vin, de produit à kilomètre zéro, fonctionnant ainsi comme un amplificateur de connaissances pour toutes les nombreuses initiatives locales.

La première initiative commune, conséquence directe du protocole à peine signé, concerne la détection et la rédaction d’un Projet Opératif, premier pas concret vers la meilleurs intégration communicationnelle possible entre RF et AEVF.

Radio Francigena est une radio web active 24h/24 à partir du mois de juin 2015 ; elle est joignable avec smartphone en se connectant sur le site radiofrancigena.com, ou bien à travers la page facebook  et à partir de différentes autres applications, la première entre toute l’application Tunein. C’est la première et l’unique radio entièrement consacrée aux Chemins et au tourisme lent.

Info RadioFrancigena : info@radiofrancigena.com

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Il Terzo Forum Comuni in cammino

Dal 29 al 31 gennaio a Monteriggioni (Complesso monumentale Abbadia a Isola) il Terzo Forum Comuni in cammino. Verso un unico coordinamento strategico per promozione e accoglienza

Miglioramento della fruibilità, servizi di accoglienza, manutenzione dei tracciati e strategie di promozione con l’obiettivo di arrivare ad avere un’unica governance per la gestione della Via Francigena. Dal 29 al 31 gennaio Monteriggioni diventa Capitale europea della Via Francigena ed ospita, nel Complesso monumentale di Abbadia a Isola, il terzo Forum Comuni in cammino in collaborazione con AEVF, associazione europea vie Francigene.

L’obiettivo della tre giorni sarà quello della costruzione di un unico progetto europeo di coordinamento e di programmazione tra uffici turistici e ostelli della Via Francigena. A portare la loro testimonianza arriveranno le più significative realtà della Francigena quali Canterbury, Reims, Regione Champagne-Ardenne, Regione Chablais, Canton Vallese, oltre alle principali città italiane interessate dal cammino. «L’obiettivo dell’incontro è quello di arrivare ad avere una unità di intenti tra enti comunali e sovracomunali nelle politiche di governance della Francigena – spiega il Sindaco Raffaella Senesi – Quello di un coordinamento unico così come quello della ripresa del percorso di candidatura a patrimonio dell’umanità UNESCO è un obiettivo a cui stiamo lavorando da tempo». In particolare la seconda sessione “Governance e gestione del percorso” vedrà la partecipazione di ben sette regioni italiane (Toscana, Valle d’Aosta, Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Lazio, Liguria) tutte attraversate dalla Via Francigena per la discussione e un confronto su come arrivare a gestire in modo coordinato ed univoco il percorso.

Il programma Ad aprire il programma sarà, venerdì 29 gennaio il primo incontro del Comitato Scientifico AEVF (sala conferenze Hotel Piccolo castello), il 30 gennaio il terzo Forum (Abbadia a Isola) sarà aperto dalla presentazione del Festival Europeo della Via Francigena e si articolerà poi in quattro sessioni di lavoro (ore 10 – 17.30); il 31 gennaio chiuderà il Collective Project Meeting, prologo culturale legato al Festival per “Conoscere le buone pratiche, italiane e non, i progetti valenti e creare insieme la 6° edizione del Festival nella “leggerezza condivisa del Cammino”. Tra gli interventi previsti quello del Sindaco di Monteriggioni Raffaella Senesi, il presidente AEFV Massimo Tedeschi, la parlamentare europea Silvia Costa, gli onorevoli Susanna Cenni, Alessandra Terrosi, Francesco Rutelli coordinatore della fruibilità delle vie di accesso a Roma presso il Pontificio Consiglio della Cultura e l’assessore al turismo della Regione Toscana Stefano Ciuoffo. Infine, interverranno Francesco Gazzetti Consigliere Delegato Francigena per il Consiglio regionale della Toscana e Paolo Piacentini gabinetto del ministro per i Beni e Attività Culturali e del Turismo.

Ufficio Stampa Comune Monteriggioni

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Oggi parliamo di Via Francigena con Pietro Scidurlo, verso un cammino accessibile

Pietro Scidurlo, 37 anni, racconta la propria testimonianza. Una testimonianza che ci invita a riflettere sull’importanza di superare le barriere fisiche o mentali che affrontiamo ogni giorno. Pietro è un vero ambasciatore della Via Francigena e della sua accessibilità, affinchè tutti possano scoprirla e viverla nella sua pienezza. 

Volontà, coraggio, determinazione e tanta passione animano da sempre Pietro Scidurlo, sulla sedia a rotelle dalla nascita. Il suo impegno a favore dell’accessibilità della Via Francigena è un piccolo, grande passo verso l’abbattimento delle barriere ed ostacoli che troviamo sul cammino. Grazie per questa bella testimonianza, che condividiamo con tutti i lettori:

Ad ogni mio passo risuonano dentro di me le parole, ancora attualissime, del Mahatma Gandhi: «Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo».

Ho sempre creduto che fosse molto difficile parlare di un percorso come il Cammino di Santiago, anche per una persona come me che, a causa di un errore altrui, ha visto la propria vita totalmente stravolta, ritrovandosi a solcare il mondo su una sedia a rotelle. Una persona che nonostante tutto ha vissuto l’esperienza del cammino profondamente e per più volte, una persona che nella ricerca di una via, di una propria strada da percorrere, la trova proprio lungo il pellegrinaggio verso Santiago De Compostela.

Figuriamoci quindi se parliamo di un cammino come la Via Francigena, percorsa ancora oggi da poche persone, ancor meno solcato da persone con esigenze speciali. Per certi aspetti, quindi, ancor più complicato rispetto all’itinerario spagnolo.

Mi chiamo Pietro Scidurlo, sono in sedia a rotelle da quando sono nato e per diversi anni non ho mai accettato la mia condizione di disabilità. Poi un giorno percorro il Cammino di Santiago e la mia vita cambia per sempre.

Per questo nelle prossime righe, forse diversamente da ciò che avete letto sino a oggi, vi parlerò di una Francigena diversa, di quella Francigena che vorrei e che forse oltre a me molte altre persone vorrebbero.

Paolo Rumiz durante il cammino alla riscoperta della Via Appia ha affermato che lui e i suoi compagni non stavano solo ripercorrendo l’Appia Antica, la stavano ritrovando, la riconsegnavano al Paese dopo decenni di incuria e depredazione. La Via Francigena merita altrettanta cura, merita di essere esplorata, riscoperta per essere un Cammino in grado di donare l’emozione dell’incontro, del mistero, dell’accoglienza aperta veramente a tutti, della cultura di quegli usi e costumi di un’Italia, che per quanto vicina, forse non si conosce ancora del tutto o almeno non nei suoi aspetti più autentici.

Dopo aver percorso e descritto il Camino Françes attraverso “Santiago Per Tutti”, la prima guida al mondo accessibile relativa questo itinerario (Edizioni Terre di mezzo), mi è stato chiesto più volte di rivolgere le mie attenzioni verso i cammini italiani; per questo nella Free Wheels Onlus si è ultimamente parlato di Via Francigena per tutti.

Credo che il primo passo sia cercare di capire cosa si intenda quando si dice che un cammino può essere percorso da tutti. Fino a oggi, in quasi tutti gli ambiti si è usata tale affermazione lasciando credere che chiunque può accedere qualunque esperienza senza alcuna variazione. Ma vi garantisco che non è esattamente cosi. Servono alcune attenzioni.

Free Wheels, anche grazie anche alle nuove tecnologie, quando studia un percorso punta a suggerire valide soluzioni a delle difficoltà che si incontrano nei lunghi cammini. Cerchiamo soluzioni adatte anche a coloro che hanno esigenze speciali: disabili motori, sensoriali, cognitivi. Persone soggette a Dialisi o che fanno più fatica nel trasporto del peso. Celiaci, diabetici gravi, vegani, persone che si muovono con figli in tenera età o animali al seguito.

Parlando quindi di Esigenze Speciali, è giusto chiarire anche il concetto di tale termine, oggi spesso utilizzato con varie accezioni che riconducono a limitate condizioni di azione o a volte a una malattia. Seppur ancora oggi molte persone non ne siano consapevoli, la disabilità è un universo e come tale riguarda tutti. Perché tutti, in vari periodi della vita, siamo disabili. Gli esempi sono molteplici, lo è un bambino quando fatica a camminare e preferisce il passeggino, altrettanto lo è la madre girando con una carrozzella, lo è un ragazzo che giocando a calcetto si sloga una caviglia, lo saremo tutti invecchiando risultando quindi incapaci di portare lo stesso sacchetto della spesa che per anni abbiamo portato senza fatica. Esiste però anche un secondo fattore che ci rende più o meno disabili ed è la società. La disabilità non è la caratteristica di un individuo, ma un insieme di condizioni, molte di esse causate dall’ambiente circostante. Si può essere più meno disabili a seconda dell’azione che ci si deve accingere a fare. Personalmente posso sembrare più disabile nel dover affrontare una scalinata che l’intero Cammino di Santiago.

Chiariti questi aspetti è più facile comprendere che non sempre si può, in un lungo cammino, rispettare il percorso “Ufficiale”, dimenticando per un solo secondo che l’obbiettivo è il viaggio e non la strada che si percorre e non la destinazione. Argomenti che sappiamo possono avere più importanza nel momento in cui si parla delle motivazioni che ci spingono a intraprendere un pellegrinaggio, come ad esempio la motivazione religiosa.

Un altro importante aspetto sul quale l’amico Girumin (Giancarlo Cotta Ramusino) mi ha portato a riflettere in uno dei nostri tanti incontri, è legato al percorso che si sceglie di fare, in quanto esso deve tener conto delle proprie possibilità. Tutte le persone, nessuno escluso, si muovono in funzione delle loro condizioni, ma per i disabili questa condizione ha un peso fondamentale. Mentre i “normodotati” (definizione che non amo particolarmente in quanto legata al concetto di normalità) possono viaggiare nel Dove, chi invece ha esigenze speciali è spesso costretto a viaggiare nel Come. Ma cosa significa tutto ciò? Molto semplicemente che la maggior parte dei Pellegrini o dei Viandanti può pensare di viaggiare indipendentemente da quale strada li chiamerà portandoli a scorgere panorami unici nel loro genere. Al contrario, una persona con esigenze speciali è costretta a pensare, nel rispetto di quelle esigenze che assumono priorità nella loro vita, a come raggiungere quei panorami unici, purché ve ne sia la possibilità.

Mi piacerebbe però che queste persone non pensassero alle cose che non possono fare, bensì a tutte quelle cose di cui i Cammini sono ricchi, come il vivere la storia dei paesi attraversati e fermarsi a conoscere i popoli che sono nati e cresciuti lungo questi itinerari. Magari valorizzando un momento di preghiera in una chiesa millenaria o scorgendo la bellezza nella semplicità dei riti religiosi. Il saper cogliere opportunità diverse renderà tanto speciale il vostro cammino, anche se non potrete scalare montagne o giungere in remoti angoli di mondo. Questo è un concetto che mi piacerebbe abbracciasse tutti.

Nonostante sentiamo nostro questo messaggio positivo, mi voglio soffermare un secondo rivolgendomi ad ogni livello a tutti coloro che in un modo o nell’altro hanno voce in capitolo. Spero un giorno di poter far sentire la mia voce nelle giuste sedi:

“Amministrazioni ad ogni livello, Sovraintendenze che vi occupate di Cammini, lavorate per favore perché un giorno le Vie che designerete come Ufficiali siano percorribili da Tutti, e se vi sono ostacoli, appianateli; se vi sono ruscelli, costruite ponti e rendeteli transitabili da tutti; Se vi sono pietre, chiedete ad ogni pellegrino di coglierne una e gettarla al lato della strada; ben presto vi accorgerete come quella strada sarà percorsa da molte più persone, perché da una “pietraia” scorgerete una “strada bianca”. Se farete ciò, non snaturerete il percorso, perché il vero cammino è nell’anima, e non nei piedi e dove essi vi portano. Ma è credo diritto umano di tutte le persone avere pari opportunità di poter viaggiare dentro al viaggio allo stesso modo, senza dover ricorrere a deviazioni, spesso su tratti non in sicurezza perché in mezzo al traffico.”

La cosa però più dolente, e quella che riguarda le Ospitalità. Se una strada la si trova sempre, facendo riferimento all’anello debole della catena (alle persone a mobilità ridotta, le più colpite in un’esperienza dove la prerogativa è camminare), la stessa cosa non si può dire per un tetto sotto il quale dormire. Vorrei una Francigena più attenta, consapevole e critica verso se stessa; che comprenda che tutte le persone, indistintamente dal modo di muoversi possano viverla. Se consideriamo le accoglienze pellegrine, esistono molte strutture d’accoglienza, ma sono sicuramente poche se si pensa che il percorso è lungo 1000 km, dal Passo del San Bernardo a Roma. La maggior parte di esse sono di natura  parrocchiale, spesso in ambienti di difficile accesso, e comprensibilmente poco ritrutturabili per accogliere anche persone con esigenze speciali. Ciò non toglie però che le stesse parrocchie possano trovare o creare nuovi spazi, più facili.

Senza dimenticare che spesso (per non dire sempre) ciò che fa differenza è il tipo di accoglienza. Ho avuto la possibilità di sostare lungo il Cammino di Santiago in albergues parroquial completamente inaccessibili, come Grañon, ma dove gli hospitaleros con i loro modi la loro praticità hanno reso accessibile qualsiasi luogo. Spesso basta poco per rendere la struttura accessibile, anche perché se cosi è, va a vantaggio di tutti. Dove passa una sedia a rotelle, passa chiunque.

Ma come ci sono strutture di questo tipo, sono certo che quando mi incamminerò troverò anche delle strutture pensate e realizzate in modo diverso; accoglienze che vedendo sull’itinerario persone diverse, diversificheranno anche i loro servizi e forse cominceranno ad aumentare le rampe d’accesso, i passaggi in beole dove prima c’era la ghiaia, le stanze al piano terra (ove possibile), ristrutturati i bagni con le forze disponibili o chiedendo ai pellegrini di passaggio mano d’opera professionale per rendere accessibili gli spazi.

Mi piacerebbe che l’Italia, come ci ha creduto la Spagna, facilitasse l’apertura di accoglienze lungo gli itinerari culturali a costi più agevolati per coloro che scelgono di visitare il “Belpaese” alla scoperta proprio di quella storia in cui i nostri Cammini sono immersi.

Un cammino per crescere ha bisogno di persone che lo attraversino, di volti che raccontino tra i sentieri del proprio viso il vissuto di quell’esperienza la condivisione con la storia dei paesi attraversati e dei loro popoli. Ma i volti di un cammino non sono solo quelli di coloro che lo vivono, ma anche di coloro che vorrebbero viverlo.

Mi piace pensare che un giorno tutti potranno percorrere i lunghi cammini, che le ospitalità saranno pronte ad accogliere tutti, che gli ospitalieri conosceranno le attenzioni più apprezzate e corrette verso le persone con esigenze speciali, come chiedere sempre prima di spingere una persona in sedia a rotelle o sfiorare il braccio di un non-vedente prima di rivolgergli la parola per indirizzare la comunicazione.

E’ importante capire la necessità di queste attenzioni per prendere consapevolezza della presenza di queste persone sui cammini, e consentire anche a loro di vivere questa esperienza alla pari degli altri.

Questa è la Francigena che vorrei: la Francigena per tutti.                                                               

Pietro Scidurlo

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WEBGIS ergonomico per la via Francigena

All’interno di un progetto regionale, Denise Grazini, laureata in ingegneria per l’edilizia e il territorio, sta portando avanti una analisi e studio sulla Via Francigena per la quale si richiede la parteciapazione di camminatori e pellegrini.
 
Il master: ad Ottobre 2015 Denise ha vinto un concorso indetto dalla Regione Lazio “Torno Subito“. Questo concorso sostiene i giovani andare in altre regioni dove poter apprendere sul campo ulteriori  competenze. Il concorso prevede due fasi, la prima fuori dalla regione Lazio, quella di residenza, dove si svolge la formazione. In questo caso la scelta è caduta  su Bologna, dove la SIE, società italiana di Ergonomia svolge un master in Ergonomia. La seconda fase invece, prevede il rientro nel Lazio dove si svolgerà il tirocinio (comune di Greccio).
 
Il progetto:  Il progetto (in allegato) ha come tema la realizzazione di un WEBGIS ergonomico per la via Francigena sul territorio Reatino.
All’interno dello stesso, è previsto un progetto preliminare anche in Emilia Romagna sempre legato ad un webGis Ergonomico.
 
Raccolta dati: Essa deve avvenire entro aprile e la metodologia da utilizzare è quella della formazione-intervento. Questa metodologia prevede la partecipazione degli utenti, in quanto loro sono i primi protagonisti del percorso della via Francigena. Per questo vengono proposti semplici questionari ed interviste con chi ha fatto questo percorso.
 
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Dopo mille anni dagli archivi Vaticani della Biblioteca Apostolica svelata la “Placchetta del Pellegrino – Testimonium”

In occasione del Giubileo Straordinario realizzata la replica fedele ufficiale dell’eccezionale documento storico. La presentazione mercoledì, 20 gennaio alle 12.00 nella Chiesa dei Santi Bartolomeo e Alessandro dei Bergamaschi.

Mercoledì, 20 gennaio 2016 alle 12.00 nella Sala dell’Antico Oratorio della Chiesa dei Santi Bartolomeo e Alessandro dei Bergamaschi, Arciconfraternita dei Bergamaschi,  (Via di Pietra 70 – Roma), Lorena Bianchetti, alla presenza di S.E.R. Cardinale Raffaele Farina, Presidente della Pontificia Commissione referente sull’Istituto per le Opere di Religione, e di S.E. Mons. Jean-Louis Bruguès, OP Archivista Bibliotecario di Santa Romana Chiesa, coordinerà l’evento di presentazione della realizzazione della replica fedele “Placchetta del Pellegrino – Testimonium, “documento metallico” di cui si era praticamente  persa memoria, e che ha accompagnato e protetto il ritorno in pa­tria di migliaia di fedeli. Il suo originale è custodito oggi nell’archivio del medagliere della Biblioteca Apostolica Vaticana.

La replica rappresenta un eccezionale prodotto ufficiale realizzato per il Giubileo della Misericordia, e ridiventa oggi simbolo della tradizione spirituale cristi­ana e prezioso ricordo del pellegrinaggio a Roma.

Ufficio Stampa:

Donatella Gimigliano per Museo del Tempo – Istituto per la Conversione dei Beni d’Arte e da Collezionismo srl

Per info e accrediti : email: d.gimigliano@bixpromotion.it – cell. 328 7310171

 

 

 

PLACCHETTA DEL PELLEGRINO – TESTIMONIUM

www.pilgrimtestimonium.cominfo@pilgrimtestimonium.com

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Concorso Info Point Mobile per la via Francigena del nord

E’ online il concorso per la realizzazione di Info Point Mobile per la via Francigena del nord. Immaginare nuove e originali soluzioni creative per la fruizione di questo tratto dei cammini spirituali da parte dei pellegrini rappresenta l’obiettivo principale di questa iniziativa.

I partecipanti dovranno realizzare un video di massimo 3 minuti che descriva sia gli aspetti estetici che funzionali di un veicolo ecosostenibile da utilizzare per offrire servizi informativi e di assistenza lungo tutto il percorso francigeno, ma che avrà tappa privilegiata nei punti in cui il percorso presenta particolari deviazioni o criticità (l’ingresso nel Lazio dalla Toscana, i tracciati cittadini di Viterbo, la variante Cimina e il lago di Bolsena, la biforcazione di Formello e l’ingresso a Roma, etc). In Palio 5.000 euro così distribuiti: 1° Video Classificato 3.000 euro, 2° Video Classificato 1.500 euro, 3° Video Classificato 500 euro.

I video dovranno fornire proposte di personalizzazione del veicolo a partire da prodotti già disponibili e omologati, grazie a interventi di design e allestimenti originali a basso costo che caratterizzino il mezzo rispetto alla spiritualità dei cammini di pellegrinaggio. Possono partecipare al concorso designer, architetti, grafici, video maker, innovatori ed esperti digitali, e più in generale tutti i creativi (singolarmente o in gruppo) residenti e/o domiciliati nella regione Lazio.

“La valorizzazione della via Francigena del nord, questo cammino di pace, che si snoda accanto alle rumorose arterie stradali che pulsano traffico fra Rieti e Roma e Latina e Viterbo, è uno degli interventi fondamentali messi in campo dalla Regione Lazio in occasione del Giubileo – dichiara l’assessore alla Cultura e alle Politiche giovanili, Lidia Ravera.

“Una via di silenzio – continua Ravera – da percorrere a piedi, guardandosi attorno, sfogliando adagio, con lo sguardo, la bellezza e l’unicità della natura. E’ nostro compito attrezzarla a ricevere pellegrini, ma non solo, per moltiplicare il suo potenziale di appartenenza a un territorio, il Lazio, che è un bene comune, un tesoro ancora in parte da scoprire, da svelare. Una risorsa da amministrare con giudizio e creatività”.

Si potranno inviare i video fino alle ore 12.00 del 16/02/2016. Per maggiori informazioni

http://www.biclazio.it/it/home/info-point-mobile-per-la-via-francigena.bic

Fonte: regioni.it

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Concours Point Info Mobile pour la Via Francigena du Nord

Le concours pour la réalisation du Point Info Mobile pour la Via Francigena du Nord est en ligne. Imaginer des solutions nouvelles, originales et créatives pour la réalisation de ce tronçon de chemins spirituels de la part des pèlerins est l’objectif principal de cette initiative.

Les participants devront réaliser une vidéo de maximum 3 minutes liée aux étapes de la Via Francigena, mais qui aura des étapes privilégiées dans les points où le parcours présente des déviations particulières ou des criticités (l’entrée dans Lazio par la Toscane, les tracées citadins de Viterbo, la variante Cimina, le lac de Bolsena, la bifurcation de Formello et l’entrée à Rome). A gagner 5.000 euro répartis comme suit: 1° prix 3.000 euro, 2° prix  1.500 euro, 3° prix 500 euro.

 Designer, architectes, graphiques, vidéo maker, innovateurs et experts digitaux peuvent participer, et en général tous les créatifs (seul ou en groupe), résidents et/ou domiciliés dans la région de Lazio.

 « La valorisation de la Via Francigena du Nord, ce chemin de paix, qui se déroule parallèle aux bruyantes artères routières qui absorbent le trafic entre Rieti, Rome, Latina et Viterbo, c’est une des interventions fondamentales mise en service par la région Lazio à l’occasion du Jubilé » – déclare l’assesseur de la Culture et de la Politique de la jeunesse, Lidia Ravera.

 « Un chemin de silence -continue Mme Ravera­-  à parcourir à pied, en regardant autour, en admirant, la beauté unique de la nature. C’est notre devoir de l’équiper pour recevoir les pèlerins, mais pas seulement, pour multiplier ses possibilités d’appartenance à un territoire, Lazio, qui est un bien commun, un trésor encore en partie à découvrir.

Une ressource à administrer avec bon sens et créativité. »

 Les vidéo pourront être envoyées jusqu’au 16/02/2016 à 12h. Informations à suivre :

http://www.biclazio.it/it/home/info-point-mobile-per-la-via-francigena.bic

 Source: regioni.it

 

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Giubileo, apre a Roma la “porta verde” della Via Francigena

La Riserva Naturale dell’Insugherata, diventa la nuova “porta verde” per i pellegrini che arrivano nella Capitale da nord per il Giubileo.

Ha aperto oggi, 16 gennaio, alla presenza delle realtà istituzionali e associative coinvolte, l’ingresso “verde” a Roma della Via Francigena in via Cassia 1081. Al taglio del nastro il commissario straordinario di Roma Capitale Francesco Paolo Tronca, il presidente dell’associazione “Priorità Cultura” Francesco Rutelli, il commissario di Romanatura Maurizio Gubbiotti. Per la Regione Lazio il direttore dell’Agenzia regionale del turismo Giovanni Bastianelli e la consigliera Cristiana Avenali. Al parco anche i presidenti dei Municipi XIV e XV Valerio Barletta e Daniele Torquati.

“L’apertura oggi di questo tratto della Via Francigena all’interno dell’Insugherata qualifica in modo unico, rispetto al panorama delle grandi città europee, l’accesso di una delle più importanti vie storiche e religiose alla città di Roma – ha dichiarato Maurizio Gubbiotti, Commissario straordinario di RomaNatura. L’ultima tappa del suo percorso, abbandonando il traffico caotico delle consolari, ora si snoderà attraverso aree boschive di pregio costeggiando il Fosso dell’Acqua Traversa e lambendo la Macchia di S. Spirito. Si tratta di un risultato di grande importanza, realizzato grazie alla sinergia tra realtà diverse, istituzioni, realtà associative e privati”.

Per Giovanni Bastianelli, direttore dell’Agenzia Regionale Turismo intervenuto in rappresentanza del governatore Nicola Zingaretti, “la Via Francigena è la prima vera strada che unisce l’Europa: in passato è stata percorsa da migliaia di pellegrini in viaggio per raggiungere Roma, culla della spiritualità cristiana. L’Insugherata, nuova porta ‘verde’ della Via Francigena del nord, non è un semplice parco ma un luogo dove storia, natura e spiritualità si fondono in un percorso straordinario nel cuore della Città Eterna. Il magnifico scenario nel quale siamo accolti è solo uno tra i tanti che si possono trovare all’interno del Sistema dei Cammini del Lazio che, con il Cammino di Benedetto, il Cammino di Francesco e la Via Francigena del sud offre la possibilità di scoprire un Lazio minore ricco di bellezze di assoluto pregio”.

Fonte: AskaNews

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103 soci in cammino con l’AEVF. Progetti in corso e prospettive future

Il messaggio del Presidente AEVF, Massimo Tedeschi, agli enti soci dell’ Associazione Europea delle Vie Francigene. Progettualità in corso e prospettive future, nell’anno in cui l’associazione festeggia i 15 anni della sua fondazione.

Il testo delle lettera:


A tutti, sindaci, presidenti, consiglieri, assessori, dirigenti e funzionari degli Enti associati, un cordiale augurio di buon anno.

Il 2016 è anno di Giubileo, anno dei cammini ed anche anno in cui festeggeremo 15 anni di attività della nostra Associazione, fondata a Fidenza il 7 aprile 2001 da trenta Comuni e quattro Province, con il nome di “Associazione dei Comuni Italiani sulla Via Francigena secondo l’itinerario di Sigerico”. I membri sono divenuti oggi 103 (86 Comuni, 9 Province, 7 Regioni).

Innanzitutto desidero informare degli importanti risultati ottenuti in questi mesi (di cui abbiamo parlato, da ultimo, nel coordinamento interregionale a Canterbury il 17-18 dicembre scorso) che ci fanno fare un bel balzo in avanti.

1. Non appena sottoscritto l’accordo con la Fédération Française de la Randonnée Pèdèstre (che ha già dato la propria disponibilità), l’itinerario della Via Francigena, 1800 km da Canterbury a Roma, sarà completamente inserito nel sito AEVF. I tratti italiano, svizzero, inglese e regionale della Champagne-Ardenne sono già inseriti.

2. Sono state definite le linee guida del VADEMECUM della Francigena che detta regole finalmente omogenee lungo l’intero tracciato europeo per quanto concerne segnaletica, accoglienza, promozione. Un documento necessario per assicurare uniformità all’itinerario europeo.
3. AEVF è partner di quattro significativi progetti europei:

a) Progetto promosso dall’Università di Lille (settembre 2015-settembre 2016), nella Regione del Nord-Pas-de-Calais-Picardie, dal titolo “Les espèces du patrimoine culturel numérique: topologie et topographie des itinéraires culturels. Le cas d’étude de la Via Francigena” concernente l’analisi dell’impatto del patrimonio culturale su tratti franco-svizzeri del percorso.

b) Progetto di cooperazione con la rete di itinerari culturali in Turchia “Kultur Rotalari Dernegi” dal titolo “Europe to Turkey on Foot” (febbraio 2016-febbraio 2017) concernente lo scambio di buone prassi per lo sviluppo degli itinerari culturali in Turchia e per l’estensione della Francigena nell’area del Mediterraneo. Il progetto ci dà la possibilità di coltivare il dialogo interculturale e interreligioso – quanto mai necessario – con l’altra sponda del Mediterraneo, in coerenza con gli indirizzi del Consiglio d’Europa.

c) Progetto (asse COSME, marzo 2016-settembre 2017) sullo sviluppo del cicloturismo lungo la Via Francigena, da Canterbury (e Londra) alla Puglia. Vede un esteso partenariato internazionale, tra cui la Federazione Europea del Ciclismo.

d) Progetto triennale INTERREG, insieme con gli organismi gestori degli itinerari di Sant’Olav (Norvegia) e Cammino di Santiago (Spagna), promosso da Municipalità e Diocesi di Canterbury insieme con diverse altre organizzazioni internazionali. L’obiettivo è la definizione di politiche territoriali comuni per promuovere sinergia fra itinerari culturali europei.

Altra importante informazione concerne la scelta dell’editore che curerà, per conto di AEVF, la Guida cartacea ufficiale del tratto italiano della Via Francigena, promossa dalle Regioni attraversate (Valle d’Aosta; Piemonte; Lombardia; Emilia; Liguria; Toscana; Lazio). Siamo in dirittura d’arrivo (entro fine mese la scelta). Il prossimo anno ci proponiamo iniziativa analoga per l’altra metà della Francigena, il tratto anglo-franco-elvetico.

A Canterbury il 18 dicembre scorso ho avuto un proficuo colloquio con il professor Pierre Frustier, incaricato dall’Istituto Europeo degli Itinerari Culturali di Lussemburgo della valutazione triennale 2016/2019 della Via Francigena. Come è noto, oltre alla conferma della certificazione del tratto Canterbury/Roma, è in ballo l’estensione della certificazione alla “Via Francigena nel sud” come richiesto ufficialmente con deliberazione unanime dell’Assemblea generale AEVF di Roma del 19 marzo 2015. Daremo tempestive informazioni sui risultati.

Tornando ai 15 anni di attività di AEVF, intendiamo festeggiarli degnamente discutendo insieme di risultati raggiunti e di nuovi obiettivi. La Via Francigena è divenuta un esempio molto interessante di turismo sostenibile e di sviluppo, in particolare di territori rurali e di piccoli centri urbani e per questo, oltre alla certificazione di “Itinerario culturale del Consiglio d’Europa”, è stata avviata la procedura di riconoscimento UNESCO: una duplice certificazione di qualità che rafforzi l’appeal della Francigena.

A tal proposito intendiamo organizzare una riflessione comune sul “caso Francigena” e sugli ambiti che essa tocca: storico, religioso, sociale, economico, istituzionale: 4 mezze giornate da svolgersi a Fidenza (dove AEVF venne fondata ed ha sede legale) e a Piacenza (dove AEVF ha la sede operativa), invitando associazioni e personalità d’Inghilterra, Francia, Svizzera, Italia, i quattro Paesi attraversati dall’itinerario europeo.

Si inizierebbe giovedì 28 aprile pomeriggio a Fidenza con la prima sessione dedicata alla storia della Via Francigena ed ai suoi protagonisti, al suo significato culturale e religioso, alla certificazione di “Itinerario culturale del Consiglio d’Europa”, alla fondazione di AEVF. Venerdì 29 aprile mattina a Piacenza la seconda sessione dedicata a tutte le associazioni della Francigena (pellegrini, camminatori, storici, ambientalisti, ecc.) che ne costituiscono l’anima peculiare. La terza sessione (venerdì 29 pomeriggio sempre a Piacenza) sarà dedicata alla economia della Via Francigena cioè alle numerose iniziative di carattere imprenditoriale che stanno sorgendo lungo tutto l’itinerario europeo per fornire servizi a camminatori e pellegrini. Sabato 30 mattina infine, di nuovo a Fidenza, sessione conclusiva con assemblea generale AEVF (all’o.d.g. rinnovo delle cariche sociali del triennio 2016/2019 e approvazione del conto consuntivo 2015 e del budget 2016/2018), presentazione del nuovo numero della rivista “Via Francigena and the European Cultural Routes” e lancio dei nuovi obiettivi (UNESCO in primis).

Il fervore di iniziative e gli obiettivi raggiunti (con un budget ordinario – ricordo – di Euro 129.000!, come evidenzia il conto consuntivo 2014) dimostrano che l’idea della Via Francigena, Itinerario culturale del Consiglio d’Europa, è un’idea forte che interessa un numero crescente di persone di tanti Paesi europei e di tutto il mondo. Dimostra altresì la serietà e l’efficacia del lavoro svolto dagli organi di governo e dallo staff tecnico della nostra Associazione cui è doveroso rivolgere un caloroso ringraziamento.

Chiudo dando appuntamento all’incontro organizzato dal Comune di Monteriggioni nella giornata di sabato 30 gennaio p.v. e all’insediamento del comitato scientifico di AEVF, coordinato dalla prof. Fiorella Dallari, dell’Università di Bologna, il giorno precedente, venerdì 29 gennaio pomeriggio.

Con viva cordialità.

Massimo Tedeschi