Via Francigena

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Sarà ripristinato il tratto della via Francigena che attraversa il comune di Massarosa

Approvato dalla giunta municipale il progetto definitivo relativo alla messa in sicurezza di una parte del tracciato della via Francigena, insistente sul territorio del comune di Massarosa.

“L’intervento- spiega l’assessore alla mobilità lenta Stefano Natali- che è stato finanziato con € 180.000,00 dalla regione Toscana, prevede il ripristino di una strada vicinale già esistente che dalla località Purgatorio risale fino all’abitato di Gualdo per poi scendere gradualmente fino a Vapromaro, all’altezza della Casa del Pellegrino.

L’intento è quello di evitare che i pellegrini, in questo tratto, si trovino a dover transitare sulla via provinciale SP1 offrendo loro un percorso indubbiamente più sicuro e paesaggisticamente più interessante. Un sentiero il cui sviluppo totale è di quasi tre km, la maggior parte dei quali attraversano il bosco, la cui sezione sarà portata a circa 2 mt. in modo da poter poi garantire il transito ai mezzi che dovranno curarne la manutenzione. L’intervento prevede inoltre l’esecuzione di alcune opere di ingegneria naturalistica a monte e a valle per il contenimento della scarpate nonché opere di regimazione idraulica.

La via Francigena- conclude Natali – rappresenta una straordinaria opportunità turistico-culturale per il nostro territorio, che si sposa perfettamente con i progetti di mobilità lenta fortemente voluti da questa amministrazione. Ricordo che nel 2014 le presenze in Toscana legate alla via Francigena sono state 150 mila contro le 100 mila nell’anno precedente . Un incremento assolutamente straordinario che persiste dal 2011 con una crescita sempre costante”.

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Centro Didattico Pieve di Sorano, Filattiera, sempre più punto di riferimento del turismo in Lunigiana e della Francigena

A Filattiera Il Centro didattico di Sorano, Porta del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano per le Pievi e le Vie Storiche, ubicato lungo la Via Francigena accanto alla Pieve romanica di Santo Stefano di Sorano, è sempre più punto di riferimento per il turismo in Lunigiana.

Sorano che per secoli ha avuto un  ruolo baricentrico in Val di Magra, lo testimoniano i reperti qui trovati, dalle Statue Stele al Medioevo, passando attraverso i Liguri Apuani, i Romani, i Bizantini, sta ora diventando punto di riferimento per lo sviluppo turistico dell’area. Il Centro, gestito da maggio 2014 dall’Associazione di Turismo Responsabile Farfalle in Cammino in collaborazione con Comune di Filattiera e Parco Nazionale Appennino Tosco-Emiliano, ha ospitato in questo primo anno di vita più di 20 differenti eventi tra presentazioni di libri, convegni, su tutti Bikeway2014, corsi e incontri. Importante anche l’attività didattica con lo scavo archeologico e le proposte rivolte ai bambini e ragazzi della scuola primaria.

Il centro didattico è anche punto di riferimento del progetto ParcoBike, mobilità sostenibile nel Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, Punto informazioni turistiche e riferimento per i pellegrini che transitano su questo tratto di Via Francigena, in collaborazione con Associazione Europea delle Vie Francigene. Da Febbraio 2015 è stato allestito anche un servizio WiFi Free fruibile all’interno del centro e nel piazzale antistante a disposizione di cittadini, turisti e pellegrini.

Dalla settimana dopo Pasqua,  precisamente da mercoledì 8 aprile, riaprirà con regolarità il Punto Informazioni turistiche, in cui personale qualificato sarà pronto ad accogliere turisti e pellegrini e fornire utili informazioni sul territorio. Sarà inoltre possibile consultare guide e cartine del territorio, reperire materiale informativo, connettersi gratuitamente a internet con i propri dispositivi mobili o con una postazione fissa allestita, acquistare oggetti ricordo della Via Francigena, questi gli orari di apertura per tutta la Primavera ed Estate 2015 (8 Aprile – 27 Settembre):

  • Mercoledì, Giovedì, Venerdì 9.30 – 12.30
  • Sabato, Domenica 9.30-12.30/15.00-17.00
  • Lunedì e Martedì Chiuso

Per ulteriori informazioni:

info@farfalleincammino.org

Segreteria Farfalle 331.5740114

Punto Info Sorano 0187.457523

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Sulla Francigena in bicicletta, Lorenzo racconta la sua esperienza

Lorenzo racconta la propria esperienza in bicicletta lungo la Francigena, verso Roma. Una di quelle avventure che si ricordano per tutta la vita.

Da diverso tempo mi frullava in testa un’idea fissa: percorrere la Via Francigena in bici.
Per chi non lo sapesse, la Via Francigena è un percorso antichissimo. Fa parte di quelle strade medioevali chiamate “Vie Romee”, nel senso che “portavano a Roma”: parte da Canterbury, in Inghilterra, attraversa tutta la Francia, valica le Alpi per discendere verso la pianura padana e si dirama nei meravigliosi paesaggi toscani, dalle colline lucchesi alle crete senesi per terminare nell’abbraccio barocco di piazza San Pietro.
Da Torino – punto di partenza – sono suppergiù 850 chilometri.

Ho passato qualche anno a chiedere – invano – a qualche amico di accompagnarmi in questa avventura, ricevendo sempre risposte negative; così, dopo un po’ di tempo passato a correre maratone, ho deciso finalmente che era arrivato il momento di provarci.
Da solo.
Mi sono comprato una mountain bike nuova della Bianchi, un portapacchi, i parafanghi e via! Direzione Roma.

La fase della preparazione si rivelò, come capita spesso, quella più fastidiosa, noiosa e meticolosa. Ansia di partire, e pulsioni ossessivo-compulsive nel curare tutti i dettagli, più e più volte: dormirò qui, dovrò fare tot chilometri, devo allenarmi fino a quel punto, devo mangiare con equilibrio… Non cose che mi facevano stare benissimo, ero la personificazione dell’agitazione. Ho passato mezza dozzina di notti per cercare di caricare le mappe gps sull’orologio, cosa che la maggior parte degli under 15 suppongo risolva bendato e con la mano destra legata dietro la schiena. Ma io sono un non-tecnologico fatto e finito, ho appena aperto una corrispondenza diplomatica col microonde e siamo ancora ai saluti formali (conto per Natale di arrivare a darci del tu e poi, chissà, potremmo anche finire per volerci bene): vi sarà facile immaginare l’esito dell’operazione “scarica le mappe/aggiornale/convertile nel formato adatto/caricale/impara a usarle”. 

Finalmente il giorno della partenza arriva, ad inizio giugno: le previsioni meteo sembrano essere dalla mia parte, per la prima settimana è previsto sempre il sole (ed effettivamente è poi andata così: un gran sollievo, non posso immaginare cosa sarebbe stato percorrere chilometri e chilometri di sterrato con una bici carica sotto il diluvio).
Parto da Sassi, quartiere di Torino che pur non essendo vicino al centro si fatica a definire “periferia”: case basse, qualche giardino, il fiume che scivola molle nell’odore dell’erba di giugno e il verde vitale della collina sullo sfondo.
La mia intenzione è percorrere la Via il più possibile senza deviazioni sulla Strada Statale: percorso originale, buche, polvere, alta fedeltà. Munito di cartine (nel senso vero e proprio del  termine: il “progetto gps” è naufragato miseramente), mi sono segnato con l’evidenziatore gli sterrati più selvaggi. Per ficcarmici dentro con tutto me stesso, ovviamente: questa avventura ha un senso solo se e nella misura in cui mi mette alla prova.

Il clima è torrido, i primi tre giorni supera anche i 40 gradi di temperatura: nelle risaie del vercellese non è proprio una notizia magnifica, a cui si aggiungono zanzare che arrivano in stile Apocalypse now, con tanto di Wagner in sottofondo. Il primo giorno scorre alla grande, fatta eccezione per una foratura nella ruota posteriore in pieno “deserto vercellese”, sperduto tra i canali.

La bici è molto pesante (20 kg), ma scorre che è un piacere.
La preparazione schizofrenica mi ha regalato un’agendina piccola ma zeppa di contatti: si tratta di numeri di telefono di case di accoglienza, parrocchie e monasteri sulla Via. In cambio di un’offerta libera mi offrono una brandina, una coperta e una doccia.

Le prime due tappe  (Torino-Pavia; Pavia-Fidenza) sono abbastanza piatte e monotone, dalla terza si comincia a fare sul serio: il Colle della Cisa è la mia personalissima Cima Coppi. Seicento metri di dislivello distribuiti su una ventina scarsa di chilometri mi separano dalla Versilia, e alla base sembrano veramente insormontabili con una  bici così pesante.
La fatica è veramente immensa, ma una volta scollinato posso fermarmi a dormire a Pontremoli in una comunità di monaci con un’abbazia molto accogliente.

Il giorno dopo un amico mi aspetta a Viareggio: per questo nei primi giorni ho “tirato”, per portarmi avanti nei km e concedermi una giornata di “riposo”, che prevede solo 60 km.
Ad ogni modo, in quattro giorni prima di arrivare in Versilia ne ho già macinati molti più di 400, quindi sono più che soddisfatto.

Dicevo all’inizio di quanto è bella la Toscana. Magnifica Toscana, davvero: peccato che in questa terra non esista un  metro di pianura, salita e discesa costanti (o mangia e bevi, come dicono loro).  Dopo il mio giorno viareggino a ritmi più bassi inizia il pezzo più duro.
La tappa è Viareggio-San Gimignano attraversando Lucca e tutta la Valle del Montalcino: gli ultimi 30 km sono un inferno, San Gimignano la vedi sempre lì ma sembra non arrivare mai, e una “crisi di fame” mi coglie all’improvviso sotto il sole  cocente.
Entrato finalmente nelle porte di San Gimignano mi dico: “Lorenzo,  va bene tutto, il sacrificio, il pellegrinaggio e quello che vuoi, ma stasera dormi in albergo”. Ebbene si, ho ceduto alla tentazione. La vasca da bagno mi è sembrata la cosa più bella che potesse  esistere…

Sveglia! si riparte per un’altra tappa durissima ma dal  paesaggio mozzafiato, percorrendo le vie del Brunello. San Gimingnano-Acquapendente (nel Lazio) passando per Siena e la Valle del Montepulciano.
All’arrivo a Siena mi attende Maurizio, un mio caro amico che ha deciso di accompagnarmi per gli “ultimi” 350 km senza un briciolo di allenamento sulle due ruote: un grandissimo.
Avere un compagno è una cosa molto rasicurante: sapere di avere un appoggio nel caso succedesse qualcosa non è affatto male.
Anche questa tappa è molto dura, ma dal giorno dopo si respira già aria di arrivo. Acquapendente-Laghi di Bracciano non è particolarmente impegnativa, si passa per Viterbo, le strade sono molto più brutte e in cattivo stato rispetto alla Toscana ma ormai si contano solo i km che ci  separano da Roma.

Finalmente si arriva a San Pietro. Ci teniamo l’ultima tappa molto corta appositamente per poter festeggiare l’arrivo a Roma in grande stile, con soli 50 km. Fortunatamente entriamo nella Città Eterna la domenica mattina presto ed il traffico non è così caotico. Rischiamo la vita solo in un paio di occasioni.
Siamo elettrizzati, ce l’abbiamo fatta veramente! Senza appoggio logistico, con una bici discreta e stracarica e con poco allenamento! La sera si festeggia con un bel po’ di birre e spritz! 

È stata un’avventura che ricorderò tutta la vita: il mio progetto ora è ovviamente di farne altre.
Sarebbe bellissimo poter avere il tempo per partire da Torino ed andare fino a Santiago di Compostela (dove ho gia fatto il pellegrinaggio a piedi): una qualcosa come 1800 chilometri di percorso, si tratta solo di trovare un po’ di coraggio. Ma l’idea di essere da solo con (e contro) la natura, la bicicletta è elettrizante, e la fatica è una droga potentissima, una cosa che ti rigenera.
Mentre sei da solo coi tuoi pensieri, coi muscoli massacrati e il solo desiderio di un riparo alla fine della tappa fai i conti con te stesso, i tuoi dolori, le tue preoccupazioni, i tuoi obiettivi, la tua determinazione: questo è quello che chiama “capire le cose veramente importanti della vita”. Anche per questo percorso, del tutto interno alla propria anima, ci vanno allenamento e intraprendenza.

Lorenzo Bertoldini

Fonte e sito con articolo: Tagli

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Les Voies Francigènes dans le Sud: vers l’approbation

Le jeudi 19 mars, à 14h30, au Palais Sénatorial de Rome, aura lieu l’Assemblée Générale de l’Association Européenne de la Via Francigena (AEVF).

Cette assemblée revête une grande importance car vise à présenter aux presque cent membres associés, entre villes et régions soutenant la Via Francigena depuis vingt ans, la proposition de poursuivre l’itinéraire Canterbury – Rome vers le Sud, vers les Pouilles, la Méditerranée et Jérusalem.

AEVF, en tant que « réseau porteur » de la Via Francigena reconnu par le Conseil de l’Europe, a travaillé dans cette direction en collaboration avec les régions du sud de l’Italie et la Société Géographique Italienne, pour présenter le dossier de candidature.

Après trois années depuis l’adhésion de la région des Pouilles et de la région Latium,  suivies par les autres régions aux sud de l’Italie, arrive à l’assemblée un document partagé et unitaire : « C’est un pas indispensable sur la voie de certification qui nous mène maintenant à Luxembourg, à l’Institut Européen des Itinéraires Culturels et au Conseil de Direction de l’Accord Partiel Elargi sur les Itinéraires Culturels du Conseil de l’Europe.

Le feu vert à la Via Francigena dans le Sud constituera la base pour la réalisation d’un projet intégrant la culture et le tourisme, capable de répondre aux tendances actuelles  s’orientant vers la rencontre, la connaissance et les expériences authentiques. Cela trouve confirmation au moment actuel où l’église catholique annonce qu’elle célébrera le Jubilé en fin d’année. L’esprit de ce jubilée correspond à celui de la Francigena, puisque la Via Francigena est un parcours de dialogue interculturel et interreligieux, tout en reliant les centres majeurs de spiritualité : Canterbury, Santiago de Compostela, Rome, Istanbul et Jérusalem », explique le président Massimo Tedeschi.

« C’est un parcours d’une importance extraordinaire qui représente une bonne occasion pour relancer le tourisme dans le sud du pays où seulement les 13,2% des touristes étrangers arrivent. C’est le moment juste en considérant l’ouverture de la nouvelle programmation 2014-2020.», dit Simone Bozzato, le secrétaire général de Société Géographique Italienne.

L’ensemble des voies traversant le territoire intérieur, vers l’Orient et à la Terre Sainte, a trouvé dans la région des Pouilles un véritable moteur de promotion. Ceci est encore plus évident par le nouveau siège de l’AEVF à Foggia, qui a été ouvert en collaboration étroite avec Pugliapromozione : « La région des Pouilles adhère complètement à l’esprit de la Via Francigena », explique Giancarlo Piccirillo, le directeur de Pugliapromozione, « c’est une région située dans la Méditerranée, un creuset de cultures que l’on peut découvrir lentement en se laissant surprendre à chaque pas par la variété de ses paysages et sa beauté. »

Apres l’approbation de la part de l’Assemblée générale de l’AEVF, le Dossier de candidature sera examiné à Luxembourg lors de la réunion du Conseil de direction de l’Accord Partiel Elargi, le 28 avril prochain.

 

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Vie Francigene nel Sud, imminente approvazione

Giovedì 19 marzo 2015, alle ore 14:30 a Roma in Campidoglio presso il Palazzo Senatorio Assemblea generale dell’Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF) di portata storica.

In votazione da parte degli oltre cento soci, Regioni ed Enti locali che da vent’anni sostengono il grande itinerario culturale che da Canterbury giunge a Roma, la proposta di proseguire verso Sud, verso la Puglia, il Mediterraneo e Gerusalemme.

AEVF, in veste di “rete portante” della Via Francigena per incarico ufficiale del Consiglio d’Europa, si è adoperata in questa direzione e, attraverso l’istituzione del coordinamento delle Regioni del Mezzogiorno, con l’autorevole supporto di Società Geografica Italiana, è giunta alla formulazione del Dossier di candidatura.

E’ così che, a tre anni dall’adesione di Regione Puglia e Regione Lazio, cui sono seguite quelle delle altre Regioni, approda in Assemblea un percorso condiviso e unitario: “Un passo indispensabile del cammino di riconoscimento che ora conduce a Lussemburgo, all’Istituto Europeo degli Itinerari Culturali e al Consiglio di Direzione dell’Accordo Parziale Allargato sugli Itinerari culturali del Consiglio d’Europa. Il via libera alla Via Francigena nel Sud costituirà il presupposto di un progetto integrato di cultura e turismo in grado di rispondere alla tendenza corrente orientata all’incontro, alla conoscenza, all’esperienza. Ciò è ancor più vero nel momento in cui la Chiesa cattolica indice il Giubileo la cui filosofia è in perfetta sintonia con quella della Francigenapoiché Francigena è anche percorso di dialogo interculturale ed interreligioso collegante grandi centri mondiali di spiritualità: Canterbury, Santiago di Compostela, Roma, Istanbul, Gerusalemme. ” spiega il presidente Massimo Tedeschi.

Un percorso di importanza straordinaria” – secondo Simone Bozzato, segretario generale di Società Geografica – “che si presenta come occasione per contribuire al rilancio del turismo nel Mezzogiorno del Paese, che ancora fatica ad attrarre i turisti stranieri che visitano l’Italia, riuscendo a conquistarne soltanto il 13,2%. Al momento giusto, alla vigilia della nuova programmazione comunitaria 2014-20”.

Il fascio di vie che attraversa le aree interne e punta ai porti dell’Adriatico, verso Oriente e la Terra Santa, trova in Regione Puglia un vero e proprio motore; prova ne è la nuova sede AEVF di Foggia apertain stretta collaborazione con Pugliapromozione: “La Puglia è tutta Francigena” – spiega Giancarlo Piccirillo, direttore di Pugliapromozione – “Un lembo di terra immerso nel Mediterraneo, un crocevia di culture da scoprire lentamente, lasciandosi sorprendere ad ogni passo dalla varietà dei suoi paesaggi e dei suoi infiniti motivi di bellezza”.

Dopo l’approvazione da parte dell’Assemblea generale AEVF, il Dossier di candidatura sarà vagliato a Lussemburgo nella riunione del Consiglio di Direzione dell’Accordo Parziale del prossimo 28 aprile.

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The light in sacral buildings in the X-XII centuries from Romandie to Tuscany

Summery of the doctoral thesis of Eva Spinazzè in History of Arts at Ca’Foscari University of Venice – IUAV – University of Verona, in co-supervision with the University of Zurich

The light in sacral buildings in the X-XII centuries from Romandie to Tuscany. Evidence of how the orientation of buildings was influenced by the study of the sky

My research was about the study of the orientation of sacral buildings between the X and XII centuries, erected along the old Via Francigena, in the Swiss and Italian path, from Romainmôtier to the South of Tuscany with the intention of demonstrating that the disposition of medieval churches didn’t happen casually. Via Francigena was an important road for cultural exchange between northern countries and Italy, where people of different cultures and languages flocked and goods transited. I developed my itinerary by following the route described by the Archbishop of Canterbury, Sigeric, when he returned home from Rome at the end of the X century.

I examined sixty-three sacral buildings with Romanesque trace which are still partially intact. These buildings are of different types: monastic and parish churches, oratories, cathedrals, and present a temporal homogeneity, as they were all built or rebuilt in the same periods of time. This makes it possible to read and compare a uniformity of ideas of the builders.

My research was an interdisciplinary study which involved the history, topography, architecture, archaeology, astronomy and liturgy. Above all, it was necessary to know the origin and evolution of each building analyzed to obtain its orientation. Results were crossed, checked with surveyings united with GPS. This project is an extension and a deepening /closer examination of my last study “Luce ed orientazione nelle abbazie benedettine altomedioevali e medioevali nel Veneto”, in which I was able to show that the Benedictines in the Middle Ages built their monastic churches with definite rules: the buildings were aligned to an exact point on the horizon where the sun or another star rose or set on a certain date, which was significant. Later, I was curious and wanted to know if other religious orders followed this custom. Therefore I studied all medieval churches in Venice and I was able to establish that about half of eighty sacral buildings were aligned above all with the sunrise or sunset of the Sun on the patron saint’s day of each church.

This research was extended to other geographic areas and all types of sacral buildings were examined to see if this tradition was common in other areas and applied to every kind of construction. The study was deepened with the analysis of the light which passed trough the different openings such as windows with one light and two lights as well as rose windows on particular days and hours of the year, light which projects on certain days on significant points of great liturgical importance inside the church, such as the altar, columns and sometimes highlighting the length of the church.

Through the evidence found in numerous of manuscripts and medieval sources about astronomical and liturgical subjects, together with surveyings, I tried to bring to light this old tradition of the orientation of sacral buildings, by giving each one an interpretation connected with its own history.

Eva Spinazzé : aquadelph@gmail.com

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“La luce nelle architetture sacre dal X al XII secolo costruite lungo l’antica Via Francigena”

La luce nell’architettura sacra del X-XII secolo dalla Romandie alla Toscana. Riassunto della tesi di dottorato in Storia delle Arti (3 febbraio 2015) di Eva Spinazzè, presso l’Università di Ca’Foscari– Iuav – Università di Verona, in Co-Tutela con l’Università di Zurigo.

 

La luce nell’architettura sacra del X-XII secolo dalla Romandie alla Toscana. Testimonianze sull’influsso dell’osservazione del cielo nell’orientazione degli edifici. Qui sotto una sintesi dell’autrice Eva Spinazzé.

Ho studiato l’orientazione delle architetture sacre dal X al XII secolo costruite lungo l’antica Via Francigena, nel tratto svizzero e italiano, partendo da Romainmôtier e arrivando a Sud della Toscana ad Abbadia San Salvatore. Lungo il percorso descritto dall’arcivescovo Sigerico di Canterbury (fine X secolo) nel suo viaggio di ritorno da Roma, ho sviluppato il mio tracciato, partendo però da Nord verso Sud, proprio per rievocare le stesse impressioni che un pellegrino diretto a Roma poteva avere avuto.

La finalità della ricerca era di capire se ci fossero dei legami tra l’orientazione dell’antico edificio e i punti sull’orizzonte dove sorgeva o tramontava il Sole, la Luna o un altro astro in una data significativa per la comunità religiosa, dal punto di vista astronomico o liturgico come al sorgere o al tramontare del Sole o della Luna agli equinozi, solstizi, lunistizi oppure a una festa dedicata a Maria, al santo patrono, ecc. Sempre però ho considerato prima l’assetto dell’edificio e la morfologia del terreno. Ho analizzato l’orientazione di tutti gli edifici sacri (63) incontrati sul mio percorso che conservano ancora oggi un impianto romanico (almeno parzialmente) per dimostrare che nel Medioevo esisteva una diffusa consuetudine di orientare le architetture sacre secondo precisi criteri, una prassi applicata a varie tipologie di strutture architettoniche.

In questa ricerca ho fuso due metodologie di studio, per la prima volta applicate assieme: cercando e studiando testimonianze scritte del Medioevo di argomento astronomico e liturgico che dessero delle informazioni su questa prassi ed eseguendo rilievi topografici georeferenziati sulle sessantatré chiese, uniti ai relativi calcoli astronomici e trigonometrici e infine eseguendo un’analisi comparativa dei dati ottenuti. Si è trattato di uno studio interdisciplinare, che ha coinvolto la storia, l’archeologia, la topografia, l’architettura, l’astronomia e la liturgia per poi sviluppare una verosimile interpretazione sull’orientazione di ciascuno edificio.

Questo progetto è un ampliamento e approfondimento del mio ultimo studio “Luce ed orientazione nelle abbazie benedettine altomedioevali e medioevali nel Veneto”, con cui ho potuto dimostrare che nel Medioevo i Benedettini nel Veneto costruirono le proprie chiese abbaziali con delle regole precise, orientando l’edificio verso un punto significativo sull’orizzonte, dove sorgeva o tramontava il Sole o un altro astro in una data per loro importante. Successivamente, anche per le chiese di origine medioevale a Venezia ho potuto constatare questa prassi negli allineamenti.

La presente ricerca è stata estesa ad altre aree geografiche comprendendo un numero consistente di architetture sacre, proprio per capire se questa prassi fosse stata applicata su diverse tipologie di edifici di culto (chiese abbaziali e parrocchiali, oratori, pievi, cattedrali, collegiate e anche battisteri) e in altre regioni. Questi edifici sono situati in contesti territoriali diversi e presentano un’omogeneità temporale, essendo stati costruiti o ricostruiti in un arco di tempo molto ristretto. Il loro numero elevato ha permesso di far scendere drasticamente la probabilità che l’allineamento possa essere interpretato come casuale. Inoltre proprio il paesaggio così vario incontrato su questo itinerario mi ha permesso di analizzare l’orientazione sia sull’orizzonte locale che sull’orizzonte astronomico. Per di più è stata affrontata e approfondita l’analisi della luce che attraversava le aperture in particolari giorni e ore dell’anno, andando a proiettarsi su punti significativi di grande importanza liturgica, come l’altare, le colonne e talvolta segnando la lunghezza della chiesa. Tutto questo sostenuto anche dalle fonti medioevali trovate e studiate.

Di ciascuna chiesa ho cercato di ricostruire la sua storia iniziale attraverso le cronache, gli atti di fondazione, i rapporti di scavo archeologico e gli studi recenti, per risalire all’epoca di fondazione, alla forma originaria dell’edificio sacro e al primo dedicatario. Con questi risultati ottenuti uniti ai rilievi ho sviluppato un’interpretazione verosimile sull’allineamento legato alla singola storia della chiesa. Inoltre studiando il percorso della luce all’interno di alcune di queste architetture ho potuto evidenziare che spesso anche lo spazio liturgico, oltre l’orientazione, era pensato e progettato seguendo il movimento del Sole, che già dai primi secoli del Cristianesimo era associato a Cristo.

Eva Spinazzé : aquadelph@gmail.com

 

Elenco degli edifici sacri analizzati con un’impronta del linguaggio romanico:

Svizzera, Vaud, Romainmôtier: Chiesa abbaziale di Romainmôtier

Svizzera, Vaud, Saint-Saphorin: Chiesa di Saint-Saphorin

Svizzera, Valais, St-Maurice: Chiesa abbaziale St-Maurice d’Agaune

CH-Vaud, I-Valle d’Aosta, Colle del Gran San Bernardo: Chiesa dell’ospizio del Gran San Bernardo

Valle d’Aosta, Aosta: Chiesa Collegiata dei Santi Pietro e Orso

Valle d’Aosta, Aosta: Chiesa di San Lorenzo

Valle d’Aosta, Aosta: Cattedrale di Santa Maria Assunta

Valle d’Aosta, Arnad (AO): Chiesa di San Martino

Piemonte, Ivrea (VC): Cattedrale di Santa Maria Assunta

Piemonte, Bollengo (TO): Chiesa dei Santi Pietro e Paolo a Pessano

Piemonte, Santhià (VC): Collegiata di Sant’Agata

Lombardia, Robbio (PV): Chiesa di San Pietro

Lombardia, Robbio (PV): Chiesa di San Valeriano

Lombardia, Mortara (PV): Chiesa di Sant’Albino

Lombardia, Breme (PV): Chiesa di San Pietro

Lombardia, Breme (PV): Chiesa di Santa Maria Assunta

Lombardia, Lomello (PV): Basilica di Santa Maria Maggiore

Lombardia, Lomello (PV): Chiesa di San Michele

Lombardia, Morimondo (MI): Chiesa monastica di Santa Maria

Lombardia, Chiaravalle Milanese (MI): Chiesa monastica di Santa Maria

Lombardia, Abbadia Cerreto (LO): Chiesa monastica di Santa Maria

Lombardia, Siccomario (PV): Chiesa di San Martino

Lombardia, Pavia: Basilica dei Santi Gervasio e Protasio

Lombardia, Pavia: Basilica di San Pietro in Ciel d’oro

Lombardia, Pavia: Basilica di San Michele Maggiore

Lombardia, Pavia: Chiesa di San Maiolo

Lombardia, Pavia: Chiesa di San Teodoro

Lombardia, Pavia: Chiesa di Santa Maria in Betlem

Lombardia, Pavia: Chiesa di San Lanfranco

Lombardia, Butrio (PV): Eremo di Sant’Alberto

Emilia Romagna, Piacenza: Chiesa di Santa Brigida

Emilia Romagna, Piacenza: Chiesa di Santa Eufemia

Emilia Romagna, Piacenza: Chiesa di San Donnino

Emilia Romagna, Piacenza: Chiesa di Sant’Antonino

Emilia Romagna, Piacenza: Duomo di Santa Maria Assunta

Emilia Romagna, Piacenza: Chiesa di San Savino

Emilia Romagna, Bobbio: Chiesa di San Colombano

Emilia Romagna, Alseno (PC): Chiesa monastica di Chiaravalle della Colomba

Emilia Romagna, Fidenza (PR): Duomo di San Donnino

Emilia Romagna, Fornovo di Taro (PR): Chiesa di Santa Maria Assunta

Emilia Romagna, Terenzo, Bardone (PR): Pieve di Santa Maria Assunta

Emilia Romagna, Berceto (PR): Chiesa abbaziale / Collegiata di San Moderanno

Toscana, Filattiera-Sorano (MS): Pieve di Santo Stefano

Toscana, Aulla (MS): Chiesa di San Caprasio

Toscana, Camaiore (LU): Badia di San Pietro

Toscana, Diecimo (LU), pieve di Santa Maria Assunta

Toscana, Lucca: Chiesa di Santa Maria Forisportam

Toscana, Lucca: Chiesa di San Giovanni e Reparata

Toscana, Lucca: Chiesa di San Martino

Toscana, Lucca: Chiesa di San Michele

Toscana, Lucca: Chiesa di Sant’Alessandro

Toscana, Lucca: Chiesa di San Cristoforo

Toscana, Lucca: Chiesa di San Frediano

Toscana, Capannori (LU): Pieve di San Paolo

Toscana, Capannori, Treponzio (LU): Chiesa di San Leonardo

Toscana, Gambassi Terme, Chianni (FI): Pieve di Santa Maria Assunta

Toscana, San Gimignano, Cellole (SI): Pieve di Santa Maria Assunta

Toscana, San Gimignano (SI): Pieve di Santa Maria Assunta

Toscana, Colle Valdelsa, Strove (FI): Chiesa di San Martino

Toscana, Monteriggioni (SI): Chiesa di Santa Maria Assunta

Toscana, Monteriggioni (SI): Abbadia Isola

Toscana, Montalcino, Castelnuovo dell’Abate (SI): Chiesa monastica Sant’Antimo

Toscana, San Salvatore (SI): Abbadia di San Salvatore