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Fornovo potenzia i servizi ai pellgrini con due pannelli touch screen

Con il nuovo anno sono attive a Fornovo due postazioni touch screen per le informazioni turistiche e per i pellegrini, il cui numenro nel 2013 è stato in forte aumento.
La prima è stata collocata sotto il gazebo che si trova in piazza del mercato, in fondo alla scalinata che scende da ponte Solferino, la seconda in piazza delle Pieve. A servizio dei pellegrini, i totem tecnologici sono stati acquistati tramite i fondi europei per progetti riguardanti il percorso della Via Francigena. Oltre alle due postazioni, è stato anche posizionato un gazebo di accoglienza in piazza mercato, una fontanella in località Caselle ed un pannello informativo a Sivizzano. Attraverso i punti info pellegrini e turisti potranno avere tutte le informazioni riguardo al Cammino ed i possibili percorsi turistici della zona, sia d’arte che naturalistici, conoscere le strutture ricettive ed i locali del territorio, con le relative mappe, ed i recapiti dei servizi, di emergenza e non, presenti a Fornovo
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“Francigena”, un romanzo storico ambientato nel Medio Evo

“Francigena”, le avventure di tre diversi gruppi di pellegrini lungo il tratto italiano della Francigena nel 1107. Un nuovo romanzo storico che parla di Via Francigena.

Protagonista di questo romanzo è la Via Francigena, il percorso che conduceva i pellegrini medievali dalle Isole Britanniche alla Terra Santa, attraverso la Terra dei Franchi e poi l’Italia sino a Roma. La Francigena fu l’insieme di tante strade che innervavano l’Europa, poiché tanti erano i viaggiatori e i motivi che li spingevano a mettersi in cammino in un’epoca di grande dinamismo che ebbe nel pellegrino in viaggio uno dei suoi più forti protagonisti. Lungo le strade dei pellegrini si mossero persone, idee, eserciti, merci, cultura. Tutto questo gli autori hanno raccontato in questo romanzo sulle avventure di tre diversi gruppi di pellegrini lungo il tratto italiano della Francigena nel 1107. Attraverso le loro vicende e i racconti che ascoltano lungo il cammino, il romanzo mostra uno spaccato del XII secolo italiano, unendo fatti storici e folklore.

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Autori

Simone Covili, geometra tuttofare, divide il suo tempo tra la professione e la scrittura frapponendo a esse progetti strampalati che, nonostante tutto, riesce anche a realizzare. Ama i B-movies, il cinema trash, l’animazione, le letture cruente e adora perdersi in lunghi periodi di “ozio creativo” che spesso condivide con la sua compagna. I suoi racconti sono pubblicati in numerose antologie e sul web (www.xomegap.net). È coautore della trilogia fantasy Finisterra (Ed. Domino, www.xomegap.net/finisterra).

Elisa Guidelli nata a Modena, è laureata in storia medievale e lavora come libraia. Con lo pseudonimo Eliselle ha pubblicato i romanzi Laureande sull’orlo di una crisi di nervi (Fabrizio Filios Editore 2005), Nel paese delle ragazze suicide (Coniglio Editore 2006), Ecstasy love (Eumeswil 2007), Fidanzato in affitto (Newton Compton 2008), Le avventure di una Kitty addicted (LeggerEditore 2010), il noir La fame (Miraviglia Editore 2011), la commedia agrodolce Amori a tempo determinato (Sperling & Kupfer 2013) e, in edizione digitale, il noir Fiabe dall’inferno (Meme Publishers 2014). Il suo sito web è www.eliselle.com.

Gabriele Sorrentino (Modena 1976). Laureato in scienze politiche con una tesi in storia medievale, è autore di articoli e saggi di storia modenese tra i quali il fortunato Quando a Modena c’erano i Romani (TEI 2013). Ha partecipato come relatore al convegno Il medioevo tra noi. Un itinerario tra storia e immaginario organizzato dall’Università degli Studi di Urbino (5 luglio 2014). Col Collettivo XOmegaP è coautore della saga fantasy Finisterra (Ed. Domino) e, con I Semi Neri, del thriller L’Enigma del toro (Damster 2013). Il suo sito web è www.gabrielesorrentino.it

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Finanzianto il progetto “Viandante”, dalla Tuscia a San Pietro

E’ stato finanziato il progetto Viandante, dalla Tuscia a San Pietro, al quale il Comune di Campagnano di Roma ha partecipato insieme a 10 Comuni (Capranica, Sutri, Caprarola, Ronciglione, Carbognano, nepi, Castel Sant’Elia, Monterosi, Mazzano, Formello), 3 Municipi di Roma (XV,XIV,I) e 22 altri soggetti (associazioni, cooperative, istituti) in risposta al bando della Regione Lazio per la manutenzione e valorizzazione della via Francigena nel Lazio.

Il risultato è stato raggiunto grazie ad un meticoloso lavoro di rete messo a segno nel mese di agosto dalle due associazioni realizzatrici, Mediterraid Cammina e Legambiente Lago di Vico in collaborazione con la delegata del Comune di Campagnano alla valorizzazione della Via Francigena.

Si tratta di un risultato importante che, grazie alla partecipazione e al coinvolgimento dei comuni, dei Municipi e delle associazioni, rappresenta il primo risultato concreto volto alla manutenzione della via Francigena.

Fonte: L’Agone

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Costruiamo cammini e ponti di dialogo, non muri!

“Costruiamo cammini e ponti di dialogo, non muri”! Sembra ancora più scontato parlarne oggi alla luce del sanguinoso e tragico evento che ha colpito a Parigi i disegnatori di “Charlie Hebdo” seminando la morte, turbando profondamente tutte le persone amanti della pace e del dialogo.

Anche le parole di Papa Francesco invitano continuamente a superare le frontiere delle inimicizie e delle indifferenze, per costruire ponti di dialogo per fare del mondo intero una famiglia di popoli riconciliati tra loro, fraterni e solidali. Un invito a mettersi in cammino, nella diversità, tra cristiani e musulmani con la consapevolezza che ogni Stato deve assicurare ai cittadini e alle comunità religiose una reale libertà di culto e di espressione.

Gli Itinerari culturali europei ed i cammini come vettore di dialogo. “Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa” è la definizione della Via Francigena che deriva dal riferimento al Programma degli Itinerari culturali del Consiglio d’Europa, lanciato ufficialmente nel 1987 con il Cammino di Santiago de Compostela, due anni prima della caduta del muro di Berlino del 9 novembre 1989.

Il tragico episodio parigino invita nuovamente tutti quanti a riflettere sul bisogno materiale ed  immateriale di costruire ponti e cammini, non muri o barriere, esattamente come i popoli del Novecento non avevano bisogno della divisione simboleggiata dal Muro di Berlino. I muri e l’odio religioso fanno paura, soprattutto quando crescono ogni giorni e favoriscono risentimenti, anche l’odio.

La Francigena come ponte tra la Chiesa Cattolica, Anglicana, Protestante, o semplicemente come una via per unire le varie confessioni religiose (se non verso Roma, in cammino verso Gerusalemme). Questo primo itinerario culturale europeo mette in evidenza, oggi forse ancora più che in passato, l’importanza del dialogo interculturale ed interreligioso attraverso l’incontro delle tre peregrinationes majores cristiane del periodo medievale, e cioè Santiago di Compostela, Roma, Gerusalemme. Per sostenere questo messaggio di apertura culturale e religiosa, nel maggio 2010 fu promosso dall’Associazione Europea delle Vie Francigene (in occasione dell’evento “Le Vie del Dialogo” a Lucca) il “gemellaggio” tra la “Via Francigena”, itinerario europeo, e la “Via di Abramo” in Medio Oriente, itinerario di turismo culturale sostenuto dalla Alleanza della Civiltà delle Nazioni Unite. Si intese cosi promuovere attraverso turismo e cooperazione culturale il dialogo interculturale ed il dialogo interreligioso nel Mediterraneo.

La Dichiarazione di Santiago de Compostela, un modello. La “Dichiarazione” approvata nella città spagnola il 23 ottobre 1987 insisteva su questi principi:  “Il senso dell’umano nella società, le idee di libertà e di giustizia e la fiducia nel progresso, sono i principi che storicamente hanno forgiato le differenti culture che creano l’identità europea. Questa idea culturale è, oggi come ieri, il frutto dell’esistenza di uno spazio europeo carico di memoria collettiva e percorso da cammini che superano le distanze, le frontiere e le incomprensioni”. Ed inoltre: “Il cammino di Santiago, altamente simbolico nel processo di costruzione dell’Europa, servirà di riferimento e di esempio per le azioni future”.

All’interno della “Dichiarazione” sono fortemente presenti il tema del pellegrinaggio e dei cammini come metafora della riscoperta delle radici europee. Un invito rivolto soprattutto ai giovani affinchè, percorrendoli, pensino ad una società “fondata su tolleranza, rispetto degli altri, libertà, solidarietà”. Il Cammino di Santiago è diventato il pioniere del rilancio delle vie di pellegrinaggio, così come la Via Francigena ed altri cammini come ad esempio quelli di Sant’Olav, nel Nord Europa e le vie micaeliche

Sostenere il progetto della Francigena, un cammino lento e rivoluzionario. Camminare sulla Francigena significa oggi credere anche in una forte cooperazione culturale, territoriale, turistica e di coesione sociale, con particolare attenzione ai temi-simbolo dell’Europa: storia, cultura, valori nonché scoperta di destinazioni meno conosciute. Esso contribuisce a rafforzare la dimensione democratica dello scambio e del turismo culturale attraverso il coinvolgimento di reti, associazioni ed autorità locali e regionali, università e organizzazioni professionali, nonché a conservare il variegato patrimonio di temi ed itinerari turistici alternativi

Negli ultimi due anno stiamo poi assistendo ad una vera e propria esplosione del fenomeno francigeno e proprio la dimensione interculturale è quella che maggiormente colpisce: da tutti i Continenti vengono persone a camminare sulla Francigena, armate di zaino, scarpe da trekking, animo predisposto all’incontro. Una rivoluzione lenta, silenziosa, pacifica, avvolgente.

Come riporta il sociologo Davide Le Breton “L’atto del camminare riporta l’uomo alla coscienza felice della propria esistenza, immerge in una forma attiva di meditazione che sollecita la piena partecipazione di tutti i sensi (…) Spesso camminare è un espediente per riprendere contatto con noi stessi! […] Camminare è un modo tranquillo per reinventare il tempo e lo spazio. Prevede uno stato d’animo, una lieta umiltà davanti al mondo, un’indifferenza alla tecnica e ai moderni mezzi di trasporto o, quantomeno, un senso di relatività delle cose; fa nascere l’amore per la semplicità, per la lenta fruizione del tempo. […].

Un percorso geopolitico per abbattere i muri. La Francigena rappresenta infine un percorso geopolitico che aiuta ad abbattere i muri che separano le culture, favorendo la costruzione di ponti di dialogo, tolleranza, cooperazione. Jacques Le Goff, grande storico del Medio Evo e grande appassionato di Via Francigena, definisce in modo brillante la Via Francigena “ponte tra Europa anglosassone ed Europa latina” e mediterranea, aggiungiamo noi.

Ancora una volta le parole dell’insigne storico francese ci aiutano a comprendere questo progetto culturale europeo: “… l’Europa si costruisce. E’ una grande speranza che si realizzerà soltanto se si terrà conto della storia: un’Europa senza storia sarebbe orfana e miserabile. Perché l’oggi discende dall’ieri, e il domani è il frutto del passato. Un passato che non deve paralizzare il presente ma aiutarlo a essere diverso nella fedeltà, e nuovo nel progresso. Tra l’Atlantico, l’Asia e l’Africa, la nostra Europa esiste infatti da un tempo lunghissimo, disegnata dalla geografia, modellata dalla storia, fin da quando i Greci le hanno dato il suo nome. L’avvenire deve poggiare su queste eredità che fin dall’antichità, e anzi fin dalla preistoria hanno progressivamente arricchito l’Europa, rendendola straordinariamente creativa nella sua unità e nella sua diversità, in un contesto mondiale sempre più ampio”. Costruire la Via Francigena contribuisce a costruire l’Europa dei popoli, obiettivo che, nonostante tutto, continuiamo a voler perseguire.

Luca Bruschi

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La Regione Piemonte aderisce all’Associazione Europea delle Vie Francigene

La Regione Piemonte entra ufficialmente nell’Associazione Europea delle Vie Francigene, aderendo anche al protocollo d’intesa interregionale per lo sviluppo e promozione dell’itinerario europeo.

Il Piemonte si aggiunge alle altre regioni socie AEVF, Lombardia, Liguria, Toscana, Lazio, Puglia, mentre è in procinto di aderire la Valle d’Aosta. In fase di adesione anche la regione francese della Champagne-Ardenne, che parteciperà al Coordinamento Interregionale francigeno sempre coordinato da AEVF

Il Peimonte ha un grande potenziale per lo sviluppo francigeno. 650 km di percorso, 107 comuni coinvolti, 5 province Torino, Vercelli, Biella, Asti e Alessandria, 4 parchi naturali interessati, una rete di decine di operatori culturali e turistici al servizio della Francigena.  Numeri che testimoniano l’importanza del Piemonte nei secoli quale terra di passaggio dalle Alpi verso la Pianura Padana, con un ruolo di cerniera tra la Via Francigena che da Canterbury portava a Roma, attraverso il Colle del Gran San Bernardo in Valle d’Aosta e il percorso che collegava Santiago di Compostela con la Francia e l’Italia attraverso i Colli del Monginevro e del Moncenisio nella Valle di Susa.

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Santhià e la Francigena, pellegrini in forte aumento

Santhià scopre un nuovo turismo, quello religioso-spirituale, grazie ai pellegrini della Via Francigena che ogni anno, in centinaia, si fermano nei vari punti di accoglienza della città, per poi proseguire il percorso. A offrire qualche dato su un fenomeno in continua crescita è l’associazione Amici della Via Francigena di Santhià, presieduta da Renzo Manuello, che come tutti gli anni rende noti i flussi dei turisti-pellegrini che visitano, seppur solo per qualche giorno, le nostre zone. 

«Partiamo col dire che il numero dei passaggi è in aumento – spiega Mario Matto, segretario del sodalizio – ma bisogna fare una distinzione tra chi viene in ostello e chi sceglie altre tipologie di pernottamento. Nel primo caso i dati indicano una crescita di circa il 20% rispetto al 2013, con un numero totale di 306 pellegrini ospitati. Altro discorso, invece, riguarda chi percorre la Via Francigena e si ferma a Santhià in alberghi, agriturismi e bed and breakfast: in questo caso la crescita è stata sicuramente più alta, anche se non possiamo quantificarla con esattezza». 

L’indotto economico  
Indicativamente i pellegrini-turisti-ciclisti di questo percorso di fede che sono passati da Santhià nel 2014 (anche se non necessariamente hanno pernottato) potrebbero sfiorare quota mille Via Francigena vuol dire condivisione di un percorso, sia religioso che spirituale è anchesinonimo di un’economia da non sottovalutare, soprattutto se i pellegrini preferiscono avere una maggiore privacy e pernottare in strutture diverse da quella a donativo che offre Santhià. Intorno alla Via Francigena e all’ostello si incontra un mondo particolare e variegato, fatto da persone per lo più straniere (il 70% proviene dall’estero, soprattutto da Francia, Germania, Paesi Bassi, Belgio e Spagna) e con età media oltre i 40 anni. E in questo percorso non mancano i ringraziamenti, come quello di Alexandra, giovane russa ospitata pochi giorni fa, che sul diario dell’ostello ha scritto come «l’ospitalità di Santhià sia stata come una goccia di miele nel cuore». 

Valentina Roberto
Fonte: La Stampa

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La Puglia, tra Vie Sacre, Francigena ed Europa

La Francigena sulla pagina della cultura della Gazzetta del Mezzogiorno: “L’anno nuovo, scommessa per le vie Sacre: tra la Puglia e l’Europa, un percorso in crescendo”.

Entriamo in queste ore nel 2015: un anno che si annuncia di grande importanza per conoscere gli esiti della candidatura che la Regione Puglia ha presentato al Consiglio d’Europa per ottenere il riconoscimento delle direttrici a Sud di Roma delle Vie Francigene nel programma degli “Itinerari Culturali”.

Una candidatura lungamente preparata, fin dal 2011, con l’adesione all’Associazione Europea delle Vie Francigene e un imponennte lavoro di coordinamento con le altre Regioni italiane nel contesto più ampio delle 14 Regioni europee interessate dal percorso Canterbury-Roma. E fortemente voluta per riproporre il ruolo della Puglia come ponte tra Occidente e Oriente, tra Europa e Mediterraneo, tra Chiesa di Roma e Terra Santa, in quella Euroregione Adriatico Ionica, concepita come forma innovativa di cooperazione interregionale e transnazionale, allo scopo di rafforzare i processi democratici e l’accelerazione del percorso di integrazione europea dei Paesi balcanici.

Molto più, dunque, di un progetto di turismo religioso: un concreto percorso di culture, di dialogo e di pace, che ha anche le caratteristiche per diventare circuito turistico, promuovendo i beni culturali materiali e immateriali – tra cui i paesaggi degli ampi e plurali territori di Puglia – in ottica di sviluppo sostenibile, proponendo infrastrutturazioni molto “leggere”, alla stregua del Cammino di Santiago. Qualcosa dunque di molto diverso da analoghi precedenti progettazioni, a partire dal metodo: niente di sovraordinato, che risponda a qualche scrivania, ma un percorso che fa appello al protagonismo delle comunità locali, in particolare nelle aree interne, alla dimensione rurale più autentica, al saper fare creativo, alla buona volontà dei singoli e delle loro associazioni, ma anche delle loro imprese. In cui nessuno si può sentire escluso, ma nemmeno privo di responsabilità.

Il Consiglio d’Europa e la sua Agenzia strumentale, l’Istituto Europeo degli Itinerari Culturali, si affidano alla rete portante dell’Associazione Europea Vie Francigene, la medesima cui possono aderire Province e Camere di Commercio, Città metropolitane e piccoli Comuni, Gruppi di Azione Locale e Aree protette, al pari di libere Associazioni di cittadini. Come insegna Vie Sacre, il Consorzio non profit che da quattro anni porta in lungo e in largo per la Puglia l’opportunità di considerare le antiche vie di storia e di pellegrinaggio come motivo di narrazione unitario e opportunità di sviluppo, attraverso l’evento “Vie Sacre Experience” e i “Seminari Francigeni”.

E’ così che un numero crescente di Diocesi, nuove straordinarie protagoniste, GAL e Comuni, si sono messe in cammino. Perché turismo e religione condividono percorsi da oltre 15 secoli di storia, in questa terra di Puglia. Dal Santuario di San Michele Arcangelo al patrono per eccellenza del dialogo, quel San Nicola che già ci unisce con terre lontane, passando per piccole chiese rupestri, cappelle votive e – forse soprattutto – per quei segni, simboli e orme che ci riconducono sui passi di straordinaria devozione: passi di papi e imperatori con le loro corti, ma anche colorate carovane di mercanti, fiere, giullari, armati e semplici pellegrini.

Per rievocare tutto questo, non solo ricerche universitarie o convegni: un grande circuito regionale di emozioni e di esperienze sta nascendo, dal basso, attorno alla rete Puglia Francigena, con escursioni e viandanze attraverso tutti i territori di Puglia, raccogliendo vecchi e nuovi amici nella costruzione di programmi culturali per i residenti e per tutti i viaggiatori mossi dal desiderio di conoscenza, di incontro, di confronto, di comunanza e di convivio. Le adesioni si raccolgono anche sul web, in particolare utilizzando i social media, dove la pagina delle Vie Francigene di Puglia già incontra oltre 8.000 followers e il neonato gruppo FrancigenaLAB riunisce i più attivi organizzatori di eventi.

In primavera l’Accordo parziale allargato sugli Itinerari Culturali tra Consiglio d’Europa e Commissione Europea deciderà sul riconoscimento. In ogni caso troverà la Puglia pronta, con ormai forti legami con Basilicata, Campania, Lazio e Molise. Attendiamo fiduciosamente, sapendo comunque di aver iniziato un cammino di interesse per l’intera programmazione 2014-20, verso Horizon 2020 e anche Matera 2019.

Federico Massimo Ceschin

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A Capannori un nuovo ospitale per i pellegrini

Previsto a Capannori, in Toscana, un nuovo Ospitale per il pernottamento e il ristoro dei pellegrini che percorrono la via Francigena storica.

Per la sua realizzazione il Comune ha ottenuto un finanziamento regionale di 420 mila euro, pari al 60 per cento dell’importo complessivo necessario (circa 700 mila euro) per rendere concreto questo nuovo progetto volto allo sviluppo di un turismo sostenibile e alla valorizzazione della storica via che attraversa per circa 7 chilometri il centro di Capannori.

La nuova struttura dedicata all’accoglienza e all’informazione del crescente numero di pellegrini che percorrono il tratto capannorese della via Francigena sarà collocata in un punto strategico del percorso storico, nel centro di Capannori, dove attualmente si trova un immobile che versa in condizioni di elevato degrado, poiché abbandonato da molti anni e che il Comune intende recuperare per destinarlo a sede di questa struttura ricettiva riservata ai viandanti della via Francigena. L’Ospitale avrà 12 posti letto suddivisi in varie camere. I pellegrini potranno usufruire di un punto informazioni e di un punto ristoro, di un’area studio con una zona biblioteca e alcune postazioni per il computer e di un servizio di bike sharing.

Fonte: GoNews