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Proposta di co-housing sulla Via Francigena

Siamo un gruppo di persone il cui sogno è trasferire nel nostro cammino di vita quotidiana quanto sperimentato nei nostri cammini fisici, spirituali ed iniziatici. L’aspetto più importante che sentiamo il bisogno di vivere quotidianamente è la relazione amorevole e di accoglienza che è così facile vivere nei cammini e sembra così complicato vivere nel quotidiano. E poi la semplicità, l’essenzialità, l’incontro con l’altro come arricchimento e non come limitazione alla mia libertà, l’armonia, l’imparare ad affidarsi…

Ogni volta che ci capita di parlare con pellegrini ed ospitaleri ci accorgiamo di questo bisogno/desiderio condiviso: portare Santiago nella nostra vita. Ma in realtà è un bisogno condiviso anche da chi non è mai stato sul cammino di Santiago: è il sano bisogno di ogni essere umano di riconoscersi parte viva ed integrata dell’umanità e dell’Uno ed in questo momento storico di apparente separazioni e conflitti diventa più pressante che mai. Non è un caso il moltiplicarsi di iniziative di co-housing, eco villaggi, gruppi GAS, banche etiche e del tempo, bilanci di giustizia, cammini storici e nuovi.
Vorremmo creare un co-housing/eco villaggio lungo un cammino (preferibilmente lungo la Via Francigena sul lago di Bolsena) in cui convergano il soddisfacimento di diversi bisogni/desideri.
Ci sembra importante che sorga lungo i cammini per diversi motivi tra cui la sinergia tra cammini fisici e cammini di crescita spirituale/sociale e personale, la potenzialità dei cammini di fungere da acceleratori dei processi di cambiamento sociale e l’arricchimento derivante dalla diversità dei pellegrini (essenziale soprattutto in una struttura nascente e di piccole dimensioni).

A puro titolo esemplificativo elenchiamo alcuni bisogni/desideri che a noi piacerebbe soddisfare ma è ovvio che i punti specifici deriveranno dalle competenze e dai desideri dei partecipanti: 1) crescita personale, sociale e spirituale dei partecipanti (un luogo in cui favorire l’apprendimento dell’interazione dell’altro grazie all’utilizzo di tecniche per raggiungere il consenso decisionale, condivisione delle proprie competenze ed apertura agli insegnamenti degli altri); 2) luogo di lavoro che ne permetta il sostentamento (produzione per uso interno ed eventuale vendita di prodotti alimentari, organizzazione di corsi, seminari, terapie individuali e di gruppo); 3) punto di riferimento per il territorio (banca del tempo, gruppi GAS, biblioteca, conferenze, seminari, laboratori); 4) punto di accoglienza e di informazione per i pellegrini (accoglienza, cammini guidati, affitto materiale, segnaletica ed identificazione sentieri, divulgazione); 5) altro (laboratori artistici/artigianali, etc)

Pensiamo che quello che sembra impossibile e utopico come sogno individuale possa essere realizzato con naturalezza e senza sforzo da un gruppo di affini che condividano la direzione per cui…se sei interessato puoi rispondere qui oppure sul forum del sito www.pellegrinibelluno.it oppure all’ indirizzo immacolata.coraggio@fastwebentnet.it

L’idea è contarci, conoscerci, confrontarci, esplorare i nostri punti di forza e di debolezza, valutare le nostre competenze e potenzialità, elaborare un progetto organico e provarci. Vorremmo organizzare un primo incontro in occasione del capodanno (31 dicembre 3 gennaio, luogo e programma da definire insieme).

Nel frattempo buon cammino ovunque la vita vi porti.

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Presentazione del volume “Via Francigena” di Fabrizio Ardito

Venerdì 26 novembre, ore 18.00, presso la Libreria Touring Club Italiano di Roma in Viale Giulio Cesare 98/100 sarà presentato il nuovo volume di Fabrizio Ardito “Via Francigena” (Touring Editore). Intervengono con l’autore: Sergio Valzania, giornalista e camminatore, Toni Mira, giornalista di Avvenire, e Alessandro Cardinali, presidente di Cammini d’Europa-GEIE. Ingresso libero. Info: 0636005281

Nel 990 Sigerico, arcivescovo di Canterbury, raggiunse Roma per ricevere la sua ordinazione in San Pietro. Il suo lungo itinerario a piedi, la cui descrizione è giunta fino a noi con le sue 79 tappe dal Vaticano fino alla Manica, rappresentò l’ufficializzazione di una via che, nei secoli, sarebbe stata percorsa da milioni di pellegrini, mercanti, soldati e cavalieri.
Conosciuto con il nome di via Francigena, questo percorso divenne una delle grandi direttrici di viaggio del medioevo. E oggi, grazie alla sua riscoperta, sta diventando una suggestione aperta a tutti: pellegrini e camminatori, escursionisti e curiosi iniziano a fare la loro comparsa lungo il tratto italiano della via che, dal Gran San Bernardo a Roma, attraversa la Val d’Aosta e il Piemonte, la Lombardia e l’Emilia Romagna, la Toscana e il Lazio.

Direttrice ricca d’arte, di storia e immersa in un paesaggio che conserva tratti di grande bellezza, la via Francigena sta diventando un imponente monumento nazionale, molto particolare. Filiforme e composto di strade, tratturi e sentieri che si snodano per più di 800 chilometri, trae il suo senso e il suo fascino anche dal vario pinto mondo dei pellegrini che lo percorrono, senza i quali non potrebbe esistere.

Ingresso libero. Info: 0636005281

Ufficio stampa: Silvia Ferrari
tel 02 57547453, 348 0807859 – email s.ferrari@giunti.it – fax 02 57547503

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Slow Tourism lungo le strade e i sapori della Via Francigena

Giovedì 25 novembre , in occasione della Festa Nazionale del Tartufo, organizzata dal Comune di San Miniato, l’Associazione Toscana Vie Francigene promuove l’incontro “La Via Francigena: identità di un territorio tra Storia, Strade e Sapori”. L’obiettivo dell’incontro sarà sottolineare il ruolo svolto dal prodotto tipico nella definizione dell’identità storica e culturale di un luogo e stimolare una riflessioni sulle possibilità che il tartufo offre in un ottica di valorizzazione del territorio attraverso lo sviluppo di un turismo slow.

Il prodotto tipico, come è successo per il tartufo bianco di San Miniato, diventa tutt’uno con la zonaAssociazione Toscana delle Vie Francigene geografica in cui si trova o dove viene prodotto: la città si lega in modo indissolubile a quanto più di buono la natura può offrire. La natura si lega alla cultura, la tradizione del tartufo passa da San Miniato non meno della Via Francigena: coloro che vengono per apprezzare l’arte e la storia di un luogo percorrendone gli antichi percorsi, non possono fare a meno di restare ammaliati dal gusto e dai sapori dei suoi prodotti, finché questi aspetti si mescolano senza più trovare differenza e connotano il luogo stesso. Il prodotto tipico diviene biglietto da visita vincente di un territorio e allo stesso tempo ne costruisce l’identità.

L’iniziativa si terrà a partire dalle ore 10 presso l’Accademia degli Euteleti, Palazzo Migliorati, Piazza XX settembre 21.

Programma “La Via Francigena: identità di un territorio tra Storia, Strade e Sapori”:

Ore 10.00 – Saluti Istituzionali
Vittorio Gabbanini, Sindaco di San Miniato
Salvatore Sanzo, Assessore al Turismo della Provincia di Pisa
Coordina: Giovanni Balzeretti, Consigliere Atvf- Teatro Agricolo

Interventi previsti:

  • Associazione Europea Vie Francigene – “Itinerari del buon gusto in Europa”
  • Giovanni D’Agliano, Responsabile per la Regione Toscana Progetto Speciale Via Francigena : “Lo sviluppo della Via Francigena in Toscana: dal Master Plan alla fase attuativa”
  • Roberto Guiggiani, Direttore Apt di Pisa: “Il rilancio turistico dei territori attraverso il turismo della memoria e dei sapori”
  • Sabrina Busato, Presidente Associazione Toscana Vie Francigene: “La valorizzazione della Via Francigena in Toscana: dal recupero dell’itinerario alla valorizzazione del territorio”
  • Stefano Tacconi, Fitetrec-Toscana: “Attraverso antichi itinerari tra le Cerbaie e la Valle dell’Arno, un progetto di recupero locale”
  • Arch. Anna Braschi, Ass. Moti Carbonari: “Il verde come elemento di segnalazione e riqualificazione dei percorsi francigeni”
  • Giacomo Gozzini, Ass.re Turismo Comune di San Miniato: “Il Tartufo e San Miniato, sinergie di un territorio “
  • Andrea Mancini, Docente Universita’ di Siena: “Antiche tracce di pellegrini a San Miniato, dall’Ospitale di Cosma e Damiano alla Chiesa di Sant’Jacopo”
  • Alberto Conte, Itineraria: “Il Pellegrino come patrimonio culturale”
  • Massimo Andreoli, Presidente Cers Italia: “La storia del territorio come volano turistico”

Per maggiori informazioni
Via G. Da Sangallo, 1 – 56125 Pisa – tel. 050/8055115 – atvf@libero.it – www.viafrancigenatoscana.eu

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Dal bordone ai bastoncini

Oltre che un segno distintivo dello status di pellegrino, il bordone era in passato uno strumento molto utile, ed è spesso utilizzato anche al giorno d’oggi come segno distintivo, anche se i moderni pellegrini spesso preferiscono i bastoncini telescopici. Uno dei tratti distintivi dell’antico pellegrino era il bordone, un lungo bastone di legno, spesso corredato da una zucca vuota che serviva da borraccia.

Molti pellegrini viaggiano tuttora verso Santiago e verso'' Roma muniti di bordone, ma sono molti di più quelli che sacrificano il look “autentico” e scelgono di viaggiare con le mani libere, o – in numero minore – con moderni bastoncini telescopici.
Ma ha senso utilizzare i bastoncini lungo un percorso come la Via Francigena? Come spesso accade non esiste una risposta univoca, poiché si tratta di un accessorio che molti amano e forse altrettanti odiano. Utile in alcune situazioni, molto fastidioso in altre.
Cercherò in questo articolo di illustrarvi la mia personale opinione, corredandola quando possibile con dati oggettivi, semplicemente per fornire ai lettori qualche informazione utile per la scelta.
In generale, lungo i percorsi escursionistici, l’uso dei bastoncini presenta vari vantaggi:
•    una minore sollecitazione degli arti inferiori, con benefici sulle articolazioni (fino al 25-30% del peso viene scaricato sulle braccia), e una diminuzione del rischio di storte e infiammazioni;
•    un esercizio fisico molto più completo, poiché viene messo in movimento un numero di muscoli molto superiore;
•    un miglioramento nella respirazione;
•    una maggiore energia nella progressione, soprattutto se si usano i lacci dell’impugnatura come appoggio; la velocità di camminata a parità di condizioni può aumentare anche del 20-25% senza che il pellegrino se ne renda conto;
•    un miglioramento della sicurezza in alcuni passaggi scivolosi (per fango, ghiaccio o neve), e esposti; in particolare nel superamento dei guadi due punti di appoggio in più sono fondamentali, e diminuisce di molto il rischio di perdere l’equilibrio;
•    infine, i bastoncini sono molto utili per tenere lontani cani aggressivi (incontro che può essere relativamente frequente lungo la Via Francigena).

 
I bastoncini presentano però alcuni importanti difetti:
•    pesano, e quindi quando non vengono utilizzati contribuiscono a caricare ulteriormente il nostro già pesante zaino;
•    tengono le mani occupate, un difetto particolarmente sentito da chi deve maneggiare strumenti, mappe o la macchina fotografica lungo il percorso;
•    sui terreni compatti e soprattutto sull’asfalto possono vibrare fastidiosamente e trasmettere la vibrazione alle braccia, e possono essere molto rumorosi; non a caso i bastoncini di qualità sono dotati di sistemi antivibrazione e di copri-puntale in gomma;
•    in caso di temporale possono diventare molto pericolosi, poiché le punte, soprattutto se orientate verso l’alto, possono fare da parafulmine; meglio quindi riporli all’interno dello zaino con le punte verso il basso, e nei casi più estremi conviene lasciarli lungo il sentiero o comunque allontanarli durante le soste;
•    se non sono di ottima qualità possono chiudersi improvvisamente, facendo mancare il sostegno e provocando cadute potenzialmente pericolose, perché ovviamente il cedimento capita molto spesso quando abbiamo più bisogno dell’appoggio;
•    le chiusure dei bastoni di qualità non elevata creano anche il problema opposto: soprattutto in presenza di grandi sbalzi di temperatura si bloccano, e non si riesce più ad accorciare i bastoncini;
•    se sono di ottima qualità costano molto, e se non sono di ottima qualità, come avrete capito, è meglio con comprarli.
Anche se i bastoncini sono dotati di copri-puntale in gomma, se percorrete lunghi tratti su asfalto questo tende a bucarsi dopo pochi giorni. Un sistema molto economico e funzionale per non dissanguarsi con i ricambi consiste nell’utilizzare dei comuni tappi di plastica per spumante, che possono essere acquistati in qualunque negozio di ferramenta. I tappi sono costruiti con una plastica molto robusta, e possono essere fissati sulla punta con del nastro isolante. Per migliorare la durata e smorzare ulteriormente le vibrazioni potrete inserire nel foro del tappo delle piccole guarnizioni in gomma, acquistabili in un negozio di idraulica.
Un altro particolare al quale prestare attenzione sono le impugnature: vanno evitate quelle di plastica, che creano una sudorazione eccessiva e che possono provocare vesciche o abrasioni sulle mani. Meglio quelle di sughero o di spugna compatta, soprattutto se sono molto lunghe e coprono anche una parte del bastoncino. Ciò consente di modificare la lunghezza del bastoncino durante l’uso, semplicemente cambiando la posizione della mano. Infatti i bastoncini vanno tenuti più corti in salita, più lunghi in discesa, e con un angolo del gomito di circa 90 gradi in piano. Inoltre nei “traversi” il bastone a monte deve essere molto più corto di quello a valle.
Infine, una domanda sorge spontanea: perché usare due bastoncini, e non uno solo, oppure un normale bastone da passeggio, o meglio un tradizionale bordone? Perché due bastoncini rendono simmetrica la camminata, distribuiscono lo sforzo allo stesso modo sui due lati del corpo. In caso contrario l’asimmetria può caricare in modo diverso muscoli e articolazioni, e il bastone alla lunga può creare qualche problema anziché essere di sollievo: in generale, nelle lunghe camminate, è bene che il carico dello zaino e lo sforzo siano simmetrici.
Ciò premesso, in generale consiglio a chiunque di provare a utilizzare i bastoncini almeno una volta: ho visto camminatori molto scettici innamorarsi dopo un’ora di utilizzo, tanto da non poterne più fare a meno, mentre altri invece preferiscono la camminata “a mani libere” e li considerano un peso inutile.

Alberto Conte – itinerAria
www.itineraria.eu

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“Novissima” – le voce del Centro Studi Romei di Firenze

Consultabile on line sul sito www.centrostudiromei.eu “De Strata Francigena Novissima”, la newsletter a cura del Centro Studi Romei di Firenze. All’interno le riflessioni del Direttore Fabrizio Vanni sull’incontro di Siena del 10 ottobre in occasione della Passeggiata Francigena e della conferenza stampa organizzata da tre europarlamentari europei per promuovere e discutere della Via Francigena. Nel corso della conferenza Silvia Costa, Sylvie Goulard e Marc Tarabella avevano ribadito la volontà di proporre al Parlamento Europeo, anche in termini di bilancio, una specifica azione a sostegno degli itinerari culturali europei.

Nella newsletter viene inoltre segnalata la presenza di errori grossolani all’interno dell’enciclopedia on line Wikipedia all’interno dei risultati relativi alla storia e alle origini del celebre itinerario culturale mitteleuropeo.

 

Centro studi romei

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“La Via Francigena” – in libreria il volume fotografico di Fabrizio Ardito

In libreria il volume fotografico di Fabrizio Ardito “La Via Francigena” Immagini suggestive, racconti, consigli e informazioni: un volume pensato per chi vuol per conoscere, ricordare o organizzare un viaggio sulle orme di Sigerico.

Fabrizio Ardito è tornato a camminare sulla Via Francigena: 34 giorni per 898 km raccontati con le parole e con le immagini in un nuovo volume fotografico pubblicato da Touring Editore.

Per secoli l’itinerario da Canterbury a Roma descritto nel medioevo dal vescovo inglese Sigerico è stato un percorso di pellegrinaggio, ma anche un’arteria commerciale che ha plasmato paesaggi e città; ora la Via Francigena sta nascendo a nuova vita grazie agli appassionati del viaggio lento che sempre più numerosi la percorrono e ne apprezzano il patrimonio di storia, di arte, di cultura.

Fabrizio Ardito, che l’ha percorsa e descritta più volte con le parole, in questo volume racconta anche con le immagini le 33 tappe nelle quali è suddiviso il tratto italiano, dal Gran San Bernardo a Roma, proseguendo poi fino a Otranto e poi spingendosi idealmente fino a Gerusalemme.

Ne risulta un’opera di grande suggestione per la bellezza delle immagini e per la vivacità del racconto, ma anche una guida utile e aggiornata e una vera miniera di consigli pratici per chi vuole percorrere in tutto o in parte i 900 km del tracciato.

Il valore del volume è confermato dalla collaborazione con Cammini d’Europa, una rete transnazionale che con il sostegno dell’Unione Europea mira alla valorizzazione dei territori attraversati dai principali Itinerari Culturali Europei come il Cammino di Santiago e, appunto, la Via Francigena.

 

L’autore

Fabrizio Ardito, giornalista e fotografo, è autore di numerosi volumi dedicati all’escursionismo, al turismo e alla speleologia. La sua passione per l’ambiente, la geografia, i viaggi, lo ha portato a collaborare con vari editori e testate italiane e a partecipare alla realizzazione di filmati e documentari televisivi.

Titolo            La via Francigena
Edizioni        Touring Editore
Pagine        216
Formato:         formato 22,5×26,5 cm, cartonato con sovracoperta
Prezzo        25 euro
In libreria        fine ottobre 2010

 

Testi e fotografie sono a disposizione per recensione

Ufficio stampa: Silvia Ferrari – tel 0257547453, 3480807859 – email s.ferrari@giunti.it

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Autunno Francigeno a Formello: San Martino, riti, cibo e vino

Sabato 13 e domenica 14 novembre, nel centro storico di Formello siete tutti invitati alla Festa di San Martino a Formello. Giunta alla sua V edizione si consolida come un atteso appuntamento dell’Autunno Francigeno nelle Terre di Veio.

‘San Martino – riti, cibi e vino’ infatti è ormai sinonimoFesta San Martino di varietà enogastronomiche e culturali, di storie e di tradizioni che vengono raccontate ai visitatori attraverso spettacoli, laboratori, ricette, prodotti e produttori nella fascinosa cornice di uno dei più bei borghi medievali della via Francigena laziale.

L’iniziativa è sostenuta da Comune di Formello, Regione Lazio, Ente Parco di Veio, Banca di Credito Cooperativo di Formello ed è organizzata dalla cooperativa sociale Il Sorbo.

A partire dalle 14,00 di sabato 13 novembre fino alle 18,00 di domenica 14, storia, leggenda, enogastronomia, artigianato, cultura contadina e laboratori di antichi mestieri, ma anche cantastorie e stornellatori, animeranno le cantine e i vicoli del centro storico di Formello. Qui l’antica via Francigena, recentemente messa in sicurezza, dopo aver attraversato il Parco di Veio giunge alle porte di Roma diventando luogo di incontro e conoscenza per viandanti, pellegrini e turisti.

Festa San Martino a FormelloAnche quest’ anno la festa, in linea con la figura del Santo che divise il suo mantello con un povero, intende porre l’accento sul tema della solidarietà. Novità importante di questa edizione, per rendere più vibrante il messaggio relativo all’integrazione di immigrazioni antiche e recenti: l’offerta gastronomica nelle cantine sarà affidata, oltre che a ricette tradizionali formellesi, alle locali comunità sarda, abruzzese e rumena, che proporranno un viaggio culinario attraverso i loro luoghi di origine.

La chiusura della manifestazione sarà affidata alla spettacolarizzazione del miracolo del Santo e al tradizionale incendio del fantoccio.

 
SAVE THE DATE
 
COSA: San Martino, riti, cibo e vino , L’Autunno Francigeno a Formello
 
DOVE: Formello Centro Storico – Piazza san Lorenzo

QUANDO: Ingresso libero dalle 14,00 di sabato 13 novembre fino alle 18,00 di domenica 14

 CHI: Comune di Formello in collaborazione con la Coop Sociale IL SORBO Onlus

       Tel. 06.90194259 – 392.9038521 – 349.5806488

 INFO: www.comunediformello.it e www.terrediveio.it