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Gastronomia e cultura lungo la Via Francigena

Tutto era iniziato come un semplice e ambizioso desiderio di viaggiare a piedi percorrendo i circa mille chilometri che dalla Svizzera portano a Roma lungo Via Francigena.

Viaggio sulla Via Francigena

 

Dopo il loro viaggio attraverso la storia e la cultura dell’antico pellegrinaggio  Neville e Julie, pellegrini amici del Movimento Lento, hanno riflettuto sulla loro esperienza e attraverso le pagine del libro ci raccontano la loro avventura.

Le pagine di “An Italian Odyssey: One Couple’s Culinary and Cultural Pilgrimage” raccontano un’avventura lunga mille chilometri attraverso l’Italia. Una storia nata da una splendida miscela di storia, cultura e cibo mescolati insieme alle emozioni e ai momenti di difficoltà e frustrazione vissuti dalla coppia di pellegrini lungo la Via Francigena.

Per ulteriori informazioni sul libro “An Italian Odyssey” visita il sito web: www.verderamedia.com.

 

Guardate le bellissime immagine scattate lungo l’itinerario!

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Ospitalera sul Cammino di Santiago

“Io non so come dirlo…ma restituire quello che si e ricevuto e’ impossibile. Sono qui con Pasquale, spagnolo di Barcellona anche lui alla prima esperienza di ospitalero. Entrambi e, quanto pare tutti quelli che decidono di farlo,lo fanno con l’illusione, la presunzuione, di restituire quanto hanno ricevuto sul cammino…e invece ci ritroviamo a ricevere ancora di piu.

Sembrerebbe impossibile.

Siamo qui a lavorare ininterrottamente dalle 5 e mezza della mattina alle 10 e mezza 11 di sera.

Spesso con soli 5-10 minuti per mangiare, senza tempo per scrivere, andare ad un internet point, telefonare. A volte senza neanche il tempo di andare in bagno.

Ci ritroviamo ad improvvisarci cuochi per 50-70 persone, impresa di pulizia, medici, psicologi, confessori e contabili.

Ci ritroviamo con pellegrini ammalati, storie spezzacuore, lavatrici impazziti, scaldabagni che saltano, imprevisti di ogni tipo.

Gruppi di giovani pellegrini che bevono troppo, pellegrini con la valigia che si irritano, lituani che parlano solo lituano, pellgrini che chiedono camere singole…e frammenti di anima, spiragli di cuori che si aprono e occhi che piangono e risate e danze, abbracci e brindisi…e non so come dirlo….ma siamo infinitamente piu ricchi che al nostro arrivo e gia il pensiero di dover lasciare Bercianos tra 4 giorni ci riemnpe il cuore di trisatezza e nostalgia..

vi abbraccio tutti e a presto”

Immacolata 

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L’ospite inatteso

E’ sabato, ho appena finito di tagliare l’erba, altissima dopo due mesi di assenza da Casa Francigena. Sono sdraiato sotto il tosaerba con la canna dell’acqua in mano, per ripulirlo, quando suonano alla porta.

Mia madre oggi è mia ospite, le chiedo di aprire, ma quando lei chiede chi è le risponde una voce straniera. Pensando che sia il signore magrebino che passa ogni tanto per vendere fazzoletti e calzini, decide di spacciarsi per la colf, e dice: “il padrone non è in casa”.

Ascolto con un orecchio il dialogo urlato tra un lato e l’altro del portone, fino a quando sento la parola magica: “c’è un pellegrino!”.

Balzo in piedi e mi presento sull’uscio con la mia maglietta strappata e i jeans sporchi di vernice che uso per lavorare in giardino, e mi trovo di fronte un signore che con accento anglosassone mi chiede: “ma tu sei Alberto”? Si, rispondo stupito.

Lui è Garry, 63 anni, australiano. Mi dice che è partito da Canterbury il 21 Giugno, ed è diretto a Roma. Ha sentito parlare di me, si ricordava Casa Francigena, a Roppolo, e oggi ha deviato dalla sua strada per venire a cercarmi. Non aveva l’indirizzo, ma l’oste dietro l’angolo dopo la prima birra gli ha spiegato dove trovarmi.

Gli chiedo se ha voglia di un’altra birra, e lo invito a fermarsi da noi per la notte. Fa qualche svogliato complimento, ma non ci vuole molto a convincerlo.

Come dice la pubblicità, ci sono cose che non hanno prezzo. E un australiano che dopo 55 giorni di cammino bussa alla porta di Casa Francigena chiedendo espressamente di me è una di queste…

Passiamo ore a parlare del percorso, a stampare mappe, a scambiarci impressioni e consigli. E poi la cena, tipica milanese, a base di risotto e  cotolette, con la mamma soddisfatta dei primi complimenti ricevuti in vita sua da un australiano.

L’indomani, al risveglio, Garry mi racconta che esattamente un anno fa, l’11 settembre, si trovava in ospedale, a combattere con una malattia che rischiava di impedirgli di camminare per il resto dei suoi giorni. Allora decise che se ne fosse uscito avrebbe percorso l’intera via Francigena.

Ed eccolo qui, oltre la metà del percorso, a fare colazione in giardino. Vuole arrivare a Roma entro il 17 ottobre, quando in Piazza san Pietro è prevista la beatificazione del primo aspirante santo australiano.

Come faccio con ogni pellegrino ospite, scatto una foto sotto al cartello della Francigena e lo accompagno per il primo tratto della tappa verso Santhià. Facciamo tappa al castello, riusciamo a visitarlo quasi tutto, compresa l’enoteca, dove Garry mi regala una bottiglia di ottimo Bramaterra e degusta un bicchiere di Erbaluce, alle 10 del mattino, prima di iniziare la tappa.

Lo saluto con un abbraccio lungo la carrareccia che scende a Cavaglià. Mi rivela orgoglioso che sarà il primo australiano a percorrere l’intera via Francigena da Canterbury.

Lo guardo andare via, verso sud, sommerso dai suoi diciassette chili di zaino.

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Un escursione tra storia e memoria

Domenica 12 settembre la FIE e il Comune di Monteriggioni propongono un trekking per riscoprire e conoscere uno scorcio di medioevo lungo la Via Francigena che attraversava la Montagnola.

Il percorso è un anello tra Storia e Memoria che ripercorre idealmente e topograficamente alcuni tracciati della Via Francigena, antico sistema viario che attraversava la Montagnola sia nel fondovalle, quando il clima lo consentiva, sia in altura.

Si tratta sicuramente dell’itinerario più intenso, sia dal punto di vista escursionistico che culturale. Partendo dal Castello di Monteriggioni e proseguendo per la Via Francigena incontreremo tracce antiche del passaggio dei pellegrini diretti a Roma e tracce antiche lasciate dalla storia più remota che a partire dal periodo etrusco arrivano fino all’epoca moderna, tracce che l’uomo ha lasciato in maniera intensa, modificando i tratti del paesaggio e trasformando gli antichi insediamenti fortificati in poderi.

Lungo il sentiero proposto le antiche vestigia dei castelli di Montauto, Castellare, Abbadia a Isola, Castel Petraio, si affiancano alle testimonianze legate alla memoria recente della lotta partigiana che ha attraversato questi luoghi segnandoli con un feroce eccidio a Casa Giubileo.

Programma
Ore 8,30 raduno in piazza del Castello di Monteriggioni (all’interno del castello).
Ore 9,00 partenza per il trekking storico lungo la Via Francigena.
Ore 13,00 sosta pranzo al sacco.
Ore 16,00/17,00 circa rientro a a Monteriggioni (parcheggio del castello).

Lunghezza circa 15 km / dislivell o 220 m / tempo di percorrenza circa 5 h con soste

INFO E PRENOTAZIONI

Itinerario trekking: camminare per conoscere, info Alessio Latini 339.15 61 203

Itinerario mountain bike: pedalare sulla Francigena, info Sandro Santini 347.3774849

 

Il Comune di Monteriggioni

Situato a pochi chilometri da Siena, il Castello di Monteriggioni venne fondato nel secondo decennio del ‘200 dalla Repubblica Senese con il principale scopo di creare un avamposto difensivo contro la rivale Firenze.

Il castello è collocato in prossimità della Via Francigena che, percorsa da pellegrini e mercanti, rappresentò il più importante collegamento tra la Francia e Roma già a partire da prima del Mille.

All’interno della fortezza di Monteriggioni, la funzione militare e quella insediativa sono i principali elementi che condussero i senesi alla costruzione del castello che ancor oggi per i suoi caratteri architettonici, per il rapporto con il paesaggio circostante e, non ultimo, per l’eccellente stato di conservazione rappresenta forse un unicum nell’attuale panorama dei borghi medievali della Toscana.

Il castello di Monteriggioni si presenta dall’esterno con una possente cinta muraria interamente realizzata in pietra. Dalla superficie esterna delle mura, distribuite a intervalli non sempre regolari, sporgono quattordici torri rettangolari.

L’importanza di queste torri doveva essere assai notevole anche nel Medioevo, come attesta un famoso passo della Divina Commedia di Dante Alighieri. L’accesso al castello avviene, ancora oggi tramite due porte, quella Franca o Romea rivolta verso Siena, e quella di S. Giovanni, situata sul versante opposto delle mura in direzione di Firenze.

Varcata la soglia del borgo ci appare dinanzi agli occhi la liscia facciata della chiesa di S. Maria Assunta, la cui bellezza non si comprende subito.

Seppur trasformata all’interno, la chiesa rappresenta uno degli edifici medievali meglio conservati del castello. Camminando per il borgo, un tempo dimora di soldati ma anche di numerosi civili, tra le caratteristiche viuzze e le antiche case si ha la sensazione di ritornare indietro nel tempo.

La possibilità di immergersi nel passato prosegue nel museo allestito nei locali antichi adiacenti alla
chiesa. Sistemate in quattro sale, si possono ammirare riproduzioni di armi e armature che vanno dall’XI al XVI secolo.